Logo stampa
 

Gli aspetti sanitari collegati al consumo di acqua

Per approfondire il rapporto tra consumo di acqua e aspetti sanitari nelle edizioni passate di In buone acque abbiamo intervistato medici ed esperti nutrizionisti. Di seguito si riprendono alcune risposte relative agli aspetti più rilevanti.

“Secondo recenti studi acque dure hanno un effetto protettivo sull’apparato cardiovascolare e sono assolte dall’accusa di favorire i calcoli renali.”
Dottoressa Emilia Guberti, Direttrice del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna.

“Dovrebbero essere addolcite solo le acque che affluiscono agli elettrodomestici e non quelle che beviamo.”
Dottoressa Emilia Guberti, Direttrice del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna.

“Se vogliamo controllare l’assunzione di sodio nel nostro organismo dobbiamo agire su fattori diversi rispetto all’acqua.”
Dottoressa Emilia Guberti, Direttrice del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna.

“Bere l’acqua di rubinetto non fa assolutamente venire i calcoli. La letteratura scientifica è molto chiara su questo punto. Calcio e magnesio sono estremamente importanti per il nostro organismo.”
Dottor Gianni Pastore, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ente di ricerca del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

“Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione inversa tra durezza delle acque e calcolosi renale.”
Professoressa Renata Caudarella, studiosa di Malattie del Metabolismo e del Ricambio (presso l’Università di Bologna)

“L’apporto di sodio con l’acqua è trascurabile perché la maggior parte del sodio ingerito proviene dagli altri alimenti.”
Professoressa Renata Caudarella, studiosa di Malattie del Metabolismo e del Ricambio (presso l’Università di Bologna)

“Bere un litro dell’acqua del rubinetto quanto ad apporto di sodio equivale a mangiare mezzo cracker!”
Linee guida INRAN

“Anche bevendo acqua ricca in sodio difficilmente potremmo introdurre in un giorno più di 100 milligrammi di sodio. Poca cosa rispetto alla soglia massima di 3 grammi di sodio giornalieri per evitare rischi cardiovascolari.”
Giancarlo Marinangeli, Direttore del Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Giulianova (TE)

“E’ dimostrato scientificamente che la predisposizione a calcoli renali, biliari, delle ghiandole salivari, ecc. dipende dalle caratteristiche del metabolismo individuale. Non ha praticamente nulla a che vedere con l’acqua che beviamo.”
Giancarlo Marinangeli, Direttore del Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Giulianova (TE)

“L’acqua di rubinetto non fa assolutamente venire i calcoli.”
Vincenzo Cennamo, Responsabile gastroenterologia dell’Azienda USL di Bologna

“Bere molto fa bene ai reni. Introdurre molta acqua inibisce lo sviluppo e l’accrescimento dei calcoli renali, riduce le recidive, le infezioni e i fenomeni infiammatori.”
Alessandro Zanasi, medico specialista in Pneumologia, Farmacologia e Idrologia Medica presso il policlinico Sant’Orsola Malpigli di Bologna