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Come viene deciso il costo dell'acqua?

L’Agenzia territoriale regionale definisce la tariffa sulla base dei costi di gestione e degli investimenti necessari, della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito e dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, in modo che sia assicurata la copertura dei costi.

Ogni cinque anni, l’Agenzia territoriale regionale elabora il Piano economico-finanziario che:

  • contiene la previsione dei costi necessari per garantire il servizio idrico per ciascuno dei cinque anni a venire;
  • quantifica gli investimenti necessari per garantire il servizio al cittadino ad un livello di qualità definito dalla stessa Agenzia;
  • quantifica un’adeguata remunerazione del capitale investito.

Fino al 2011 questa attività era di competenza delle Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, soppresse dalla Legge regionale n.23 del 23 dicembre 2011.

La somma di costi operativi, ammortamenti nota glossario Ammortamenti e remunerazione del capitale investito viene divisa per i volumi che si prevede di erogare arrivando così alla quantificazione della tariffa media (espressa in euro per metro cubo).

La tariffa media viene articolata, sempre dall’Agenzia territoriale regionale, in base alla tipologia di cliente (domestico, non domestico, residente, non residente), al servizio (quota acquedotto, quota fognatura, quota depurazione) e ai livelli di consumo (quota fissa, quota variabile agevolata per i consumi inferiori a un determinato valore di consumo annuale, quota variabile base, quota variabile per consumi eccedenti un determinato valore di consumo annuale). Questa articolazione è quella che porta al calcolo della bolletta.

Per gli usi domestici l’articolazione per livelli di consumo viene utilizzata per penalizzare in termini economici i consumi elevati di acqua. In quest’ottica, una prima quota variabile è detta agevolata perché garantisce a tutti i clienti l’accesso al primo scaglione di consumo ad un costo minore; per le successive fasce di consumo, la quota variabile aumenta.

Nelle provincie di Bologna e Modena (limitatamente ad alcuni Comuni) è applicata la tariffa “procapite” e cioè, una tariffa che tiene conto del numero dei componenti la famiglia in modo da non penalizzare le famiglie numerose e agevolare il risparmio idrico. Nel 2011 la tariffa procapite è stata applicata in 55 comuni.

In genere l’articolazione tariffaria prevede agevolazioni per determinate categorie di clienti. Nelle province servite da Hera le tariffe definite dalle Autorità di Ambito di Modena (limitatamente ai comuni dove non è applicata la tariffa procapite), Ravenna e Rimini, prevedono una tariffa a “uso domestico famiglie numerose” che comporta agevolazioni alle famiglie con più di 3 componenti per Modena e più di 6 per gli altri. Infine, le Autorità di Ambito di Ferrara, Modena, Rimini e Forlì-Cesena (limitatamente ad alcuni comuni) hanno inoltre previsto agevolazioni per le famiglie disagiate con reddito ISEE inferiore alle soglie previste dai vari Comuni.

Con il referendum di giugno 2011, si è deciso di modificare la metodologia di definizione della tariffa eliminando la voce remunerazione del capitale investito. Tuttavia, ad oggi il legislatore non ha ancora definito le modalità necessarie per recepire l’esito del referendum.