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IMPIANTI

Impianto di potabilizzazione di Bubano

Impianto di potabilizzazione di Bubano
 
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    etichettadescrizione
    Nome ImpiantoBacini di Bubano
    Comune di ubicazioneMordano
    Acquedotto di appartenenzaAcquedotto di Imola
    N. comuni serviti (completamente o parzialmente)8
    Elenco comuni servitiImola (in minima parte), Mordano, Bagnara di Romagna, Conselice, Sant'Agata sul Santerno, Castel San Pietro, Medicina, Castel Guelfo
    N. cittadini serviticirca 75.000
    Potenzialità in L/sec450
    Volumi idrici immessi in rete in Mm3 (Volumi idrici prodotti in Mm3)7,2
    Rete acquedottistica servita in Kmcirca 885 (compresa rete industriale pari a circa 39 km)
    Etichetta dell'acquaCarta dei servizi


    Dati aggiornati al 31.12.2015

    Il sistema acquedottistico principale dell' area imolese è rappresentato dall'acquedotto industriale di Mordano (BO) e dai quattro potabilizzatori da esso alimentati. Nella prima parte del trattamento viene prodotta acqua con caratteristiche qualitative idonee alle attività industriali, in parte utilizzata da varie aziende dei comuni di Imola, Mordano, Dozza, e in parte destinata alla produzione di acqua potabile presso gli impianti di trattamento di Castel San Pietro, Mordano, Conselice e Sant'Agata sul Santerno. L'acquedotto industriale viene alimentato da un impianto di trattamento che preleva acqua dal Canale dei Molini (che preleva acqua dal torrente Santerno) e dal Canale Emiliano Romagnolo (alimentato dal fiume Po). I bacini rappresentano un'importante riserva che consente di fronteggiare periodi di siccità ma anche di evitare inquinamenti improvvisi e passeggeri che possono interessare i canali. Mediamente l'acqua rimane nei bacini per circa 5 mesi. Questo favorisce l'omogeneizzazione dell'acqua, l'abbattimento di una parte degli inquinanti per precipitazione e una significativa riduzione della carica batterica grazie a sedimentazione e irraggiamento naturale di raggi ultravioletti. L'acqua viene sottoposta a predisinfezione con biossido di cloro al fine di ridurre la carica batterica iniziale e quindi minimizzare la crescita biologica lungo le varie fasi di trattamento, controllare odori e sapori dell'acqua, migliorare il processo di coagulazione e sedimentazione grazie all'ossidazione di sostanze inorganiche e organiche e abbattere il numero di alghe. L'acqua viene poi addizionata con policloruro di alluminio e poliacrilammide e inviata ai due chiariflocculatori. Il trattamento di chiariflocculazione elimina le particelle colloidali in sospensione aggregandole, grazie all'aggiunta di sali di alluminio, in particelle più grosse che si agglomerano e vengono quindi allontanate per precipitazione. L'acqua, utilizzabile a questo punto a fini industriali, viene sottoposta a post-disinfezione con biossido di cloro e accumulata in un serbatoio, prima di essere immessa nella rete idrica che la veicola ai clienti industriali e ai quattro potabilizzatori periferici. Il trattamento di potabilizzazione, che purifica ulteriormente l'acqua rendendola idonea al consumo umano, avviene nei quattro potabilizzatori di Castel San Pietro, Mordano, Conselice e Sant'Agata sul Santerno e prevede le fasi di filtrazione a sabbia, ozonizzazione intermedia, filtrazione a carbone attivo e disinfezione finale. La filtrazione a sabbia costituisce la fase più importante per chiarificare l'acqua allontanando le particelle in sospensione di tipo non colloidale e rappresentando la barriera fisica finale per impedire il passaggio di agenti patogeni resistenti ai disinfettanti chimici. La successiva aggiunta di ozono, potente ossidante, è finalizzata alla rimozione di odore, colore, sapore, eventuali tracce di sostanze organiche e metalli. Per quello che concerne l'azione disinfettante, l'ozono presenta, rispetto al cloro e ai suoi composti, il vantaggio di richiedere tempi di reazione più brevi, dosaggi inferiori e un più ampio spettro di azione rispetto alla carica batterica. La filtrazione su carbone attivo affina ulteriormente l'acqua rimuovendo le sostanze indesiderate di natura organica attraverso un processo chimico-fisico-biologico. La disinfezione finale, eseguita generalmente con biossido di cloro, ha come obiettivo l'inattivazione dei microrganismi patogeni residui e il mantenimento della qualità microbiologica dell'acqua fino all'utenza. A questo punto l'acqua viene immessa nella rete di distribuzione.


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