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Attività e servizi
Ricerca e sviluppo: Area ambiente
Progetto CO2 – interno dell’impianto pilota.

E' un progetto sperimentale di una nuova tecnologia per la produzione di biogas con conseguente riduzione di emissioni

Progetto CO2: Avviato nel 2005, il progetto prevede la sperimentazione di una tecnologia innovativa per la cattura della CO2 presente nei gas di scarico prodotti da un qualsiasi processo di combustione e la sua utilizzazione nel processo di digestione anaerobica dei fanghi di depurazione per la produzione di biogas. Gli obiettivi principali consistono in: 1) ridurre le emissioni di CO2 di una quantità significativa, 2) utilizzare la CO2 catturata per ridurre in modo rilevante i fanghi residui dei digestori negli impianti di depurazione, e 3) produrre biogas in maggior quantità e con una più alta percentuale di metano.

Nel 2006 e 2007 sono state effettuate diverse attività sperimentali su un impianto pilota appositamente realizzato: i test effettuati hanno dimostrato una buona capacità di cattura della CO2 e un notevole incremento della produzione specifica di biogas. Nella prima parte del 2008 sono proseguite le attività sperimentali finalizzate al miglioramento del processo anaerobico e sono state fatte le valutazioni per una prima applicazione industriale del processo ad un impianto a scala reale. Nel 2009 sono stati approfonditi alcuni aspetti relativi all’utilizzo di nuovi coadiuvanti di processo con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la produzione di biogas.
La sperimentazione è condotta in collaborazione con Biotec sys

 
Contaminanti emergenti – molecole presenti nei farmaci più diffusi.

Contaminanti emergenti: Con il termine "Contaminanti Emergenti" (CE) si indicano diverse sostanze biologicamente attive di origine antropica quali prodotti per la cura della persona, farmaci, sostanze psicoattive associate alle tossicodipendenze, i relativi metaboliti. Una categoria particolare e trasversale rispetto alle precedenti è quella degli interferenti endocrini. La presenza di queste sostanze nelle acque è considerata uno dei problemi ambientali più rilevanti dell'ultimo decennio. Il problema è sentito sia in Europa che negli Stati Uniti. Questi contaminanti attraverso i residui del metabolismo umano o animale ovvero il loro uso diretto nell'industria e nell'agricoltura sono presenti nei sistemi acquatici. Per questi motivi, Hera ha avviato nel 2007 un progetto di ricerca finalizzato a identificare i principali CE nei sistemi idrici (con particolare riferimento alle acque naturali destinate alla potabilizzazione), a mettere a punto metodiche analitiche per la loro determinazione quantitativa, ad effettuare indagini sulla presenza di tali sostanze nei sistemi idrici di interesse, a valutare l'efficacia di rimozione degli attuali sistemi di trattamento (potabilizzazione e depurazione). Hera partecipa attivamente al gruppo di studio "Interferenti endocrini ed acque destinate al consumo umano", promosso dalla Fondazione Amga di Genova. Del gruppo di studio fanno parte altre multiutilities italiane, diversi dipartimenti universitari e l'Istituto Superiore di Sanità All'inizio del 2008 è stata avviata una collaborazione anche con il Consorzio Ferrara Ricerche e con l'Istituto Mario Negri. Nel corso del 2009 sono state acquisite e testate dai laboratori del Gruppo alcune metodiche analitiche ed effettuate analisi mirate su acque naturali destinate alla potabilizzazione. Nel 2010 si è definito il set di parametri da monitorare e si è messo a regime un piano di controllo.

 
Catalisi ambientale – esempio di sezione filtrante di un termovalorizzatore.

Progetto Catalisi Ambientale. Il progetto, avviato nel 2007 con la collaborazione del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell'Università di Bologna e con la partecipazione dell'Istituto Superiore di Sanità, prevede di verificare l'impiego dei tradizionali catalizzatori, utilizzati per l'abbattimento degli ossidi di azoto, anche per l'abbattimento delle diossine. Nel corso del 2007 è stata eseguita la caratterizzazione di alcuni catalizzatori commerciali, con ottimi risultati, soprattutto per quelli utilizzati sugli impianti del Gruppo. Nel 2008 è stato progettato il prototipo del nuovo filtro e sono stati pianificati i campionamenti per la caratterizzazione di dettaglio delle emissioni per mezzo di analisi effettuate dai laboratori del Gruppo in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. I campionamenti sono iniziati nel 2009 presso il nuovo termovalorizzatore di Forlì e i risultati saranno disponibili presumibilmente nel 2010.

 

Pagina aggiornata al 17 febbraio 2011