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Hera per l'economia circolare

Hera fa il suo ingresso in CE100

Il Gruppo Hera è la seconda società italiana a completare il percorso di inserimento nel programma CE100 che comprende, oltre a grandi gruppi  concentrati in Europa, Stati Uniti e Sudamerica, anche istituzioni, università, piccole e medie imprese, con l’intento di favorire la conoscenza dei temi legati all’economia circolare, lo scambio di esperienze, l’avvio di progetti in partnership e le collaborazioni nel campo della ricerca e dello sviluppo.

 
 

Dal 2010 la Fondazione MacArthur sta promuovendo una nuova visione di economia circolare: che cosa è cambiato in ambito politico e industriale da allora? Quali sono gli elementi che hanno contribuito maggiormente a dare il via a questo cambiamento? Le risposte di Ellen MacArthur nell'intervista di Stefano Venier, amministratore delegato Hera.

Stefano Venier meets Ellen MacArthur
 

Che cos’è l’economia circolare?

E’ un nuovo paradigma di sviluppo economico dove le materie prime e le risorse naturali non concludono la loro vita utile dopo il primo utilizzo ma «vivono» più a lungo attraverso il riciclo, il riuso, una maggiore durata dei prodotti (tramite anche una progettazione più intelligente degli stessi in grado di permettere la riparabilità degli stessi) e grazie alla condivisione facilitata dalle nuove tecnologie di comunicazione in grado di consentire il passaggio dalla proprietà al possesso temporaneo dei beni. L’attuale modello di sviluppo è infatti purtroppo prevalentemente lineare (estrai risorse - produci - usa - getta), determinando perdite continue di risorse naturali, e quindi anche di valore economico, non compatibili con una crescita duratura a livello globale.

La transizione verso un’economia circolare consente la sostenibilità ambientale e, quindi, anche sociale ed economica del pianeta, ed è un obiettivo necessario per il nostro futuro inserito nell’Agenda ONU al 2030. Ciò è ben rappresentato anche dalla Fondazione Ellen Mac Arthur che sta studiando dal 2010 il modo migliore per affrontare questa transizione a livello sistemico.

L’impegno di Hera

L’economia circolare è uno degli ambiti in cui Hera crea “valore condiviso”, ovvero dove genera valore per l’azienda, risparmiando risorse naturali (e quindi costi), dando risposte alle priorità e alle sfide più urgenti per lo sviluppo sostenibile del pianeta. Dal Bilancio di Sostenibilità 2016 del Gruppo risulta evidente il contributo di Hera in questa transizione per il territorio servito che si colloca in forte anticipo rispetto ai 3 obiettivi fissati dall’Unione Europea nel 2015 in materia di economia circolare: riduzione dello smaltimento in discarica, incremento del tasso di riciclo complessivo e del tasso di riciclo degli imballaggi.

Il contributo di Hera nella transizione verso un’economia più circolare è sia nel ciclo tecnico (materiali non rinnovabili) sia in quello biologico (risorse rinnovabili).

Nel ciclo tecnico Hera è impegnata:

  • nel riciclo attraverso la crescita della raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio servito che si completa con l’ingresso nel settore del riciclo della plastica attraverso l’acquisizione di Aliplast;
  • nel riuso attraverso numerose iniziative di riduzione dei rifiuti con importanti benefici sociali (Scart, Cambia il finale, Ciboamico e Farmacoamico tra le principali).

Nel ciclo biologico Hera è impegnata:

  • nella produzione di energia rinnovabile e di compost di qualità dalla raccolta differenziata dell’organico attraverso impianti di biodigestione anaerobica e la realizzazione di una bioraffineria che dalla fine del 2018 produrrà biometano utilizzabile anche per autotrazione.
  • nella realizzazione di progetti sperimentali per la produzione di energia rinnovabile dalle potature e dai fanghi prodotti nel processo di depurazione delle acque reflue.

 
Il modello dell'economia circolare della Fondazione Ellen MacArthurMantenere/prolungareRiuso/redistribuzioneRinnovare/riparare Riciclo Biogas
 
 
 
 
Mantenere/prolungare
  • "Cambia il finale" è il progetto che mira a raccogliere e riutilizzare i rifiuti ingombranti in buone condizioni. Hera, insieme a 20 organizzazioni no-profit, gestisce gratuitamente il servizio di ritiro. Le organizzazioni no profit hanno coinvolto diversi comuni, più di 1.100 volontari e hanno impiegato 360 soggetti svantaggiati di cui 99 coinvolti direttamente nel progetto. Da un punto di vista di economia circolare, il progetto ha generato valore ambientale, sociale e economico: per ogni euro investito, il progetto ha generato 1,32 euro (indice SROI).

    Nel 2016
    751 tonnellate di ingombranti in buono stato raccolti
    71% degli stessi recuperati e riutilizzati


  • Attraverso il progetto FarmacoAmico, dal 2013 Hera raccoglie medicinali con un adeguato stato di conservazione e almeno 6 mesi dalla data di scadenza e li distribuisce a organizzazioni no-profit. Il progetto mira a prevenire i rifiuti pericolosi, promuovendo al contempo le migliori pratiche in materia di riduzione dei rifiuti e sostenendo le organizzazioni di assistenza sociale, con un conseguente ritorno economico per le amministrazioni locali, principalmente a causa di minori costi di assistenza sociale. In tre anni i comuni coinvolti sono aumentati da sei a undici, che coprono il 35% del territorio in cui opera Hera.

    Nel 2016
    94 farmacie coinvolte
    40.500 confezioni di farmaci raccolte e recuperate (valore economico di 520.000 euro)


  • Iniziato nel 2009, "Cibo Amico" è il progetto contro lo spreco alimentare, che consente la raccolta di pasti preparati ma non consumati nelle 5 mense Hera. Il cibo recuperato viene donato a 6 organizzazioni senza scopo di lucro che aiutano le persone in 8 località ogni giorno. Dall'inizio del progetto, sono stati recuperati più di 67.400 pasti. Il rifiuto evitato ammonta a più di 29 tonnellate, circa 4,6 tonnellate solo nel 2016.

    Nel 2016
    10.449 pasti recuperati nelle mense Hera
    140 persone assistite ogni giorno


Riuso/redistribuzione
  • "Cambia il finale" è il progetto che mira a raccogliere e riutilizzare i rifiuti ingombranti in buone condizioni. Hera, insieme a 20 organizzazioni no-profit, gestisce gratuitamente il servizio di ritiro. Le organizzazioni no profit hanno coinvolto diversi comuni, più di 1.100 volontari e hanno impiegato 360 soggetti svantaggiati di cui 99 coinvolti direttamente nel progetto. Da un punto di vista di economia circolare, il progetto ha generato valore ambientale, sociale e economico: per ogni euro investito, il progetto ha generato 1,32 euro (indice SROI).

    Nel 2016
    751 tonnellate di ingombranti in buono stato raccolti
    71% degli stessi recuperati e riutilizzati


  • Attraverso il progetto FarmacoAmico, dal 2013 Hera raccoglie medicinali con un adeguato stato di conservazione e almeno 6 mesi dalla data di scadenza e li distribuisce a organizzazioni no-profit. Il progetto mira a prevenire i rifiuti pericolosi, promuovendo al contempo le migliori pratiche in materia di riduzione dei rifiuti e sostenendo le organizzazioni di assistenza sociale, con un conseguente ritorno economico per le amministrazioni locali, principalmente a causa di minori costi di assistenza sociale. In tre anni i comuni coinvolti sono aumentati da sei a undici, che coprono il 35% del territorio in cui opera Hera.

    Nel 2016
    94 farmacie coinvolte
    40.500 confezioni di farmaci raccolte e recuperate (valore economico di 520.000 euro)


  • Iniziato nel 2009, "Cibo Amico" è il progetto contro lo spreco alimentare, che consente la raccolta di pasti preparati ma non consumati nelle 5 mense Hera. Il cibo recuperato viene donato a 6 organizzazioni senza scopo di lucro che aiutano le persone in 8 località ogni giorno. Dall'inizio del progetto, sono stati recuperati più di 67.400 pasti. Il rifiuto evitato ammonta a più di 29 tonnellate, circa 4,6 tonnellate solo nel 2016.

    Nel 2016
    10.449 pasti recuperati nelle mense Hera
    140 persone assistite ogni giorno


Biogas
  • Entro il 2018, Hera completerà la ristrutturazione dell'impianto a Sant'Agata Bolognese, dove l'azienda gestisce un sito di compostaggio per consentire la produzione di bio-metano. Dopo un investimento di 30 milioni di euro, Hera produrrà annualmente 20.000 tonnellate di fertilizzante naturale di alta qualità e 7,5 metri cubi di bio-metano, alimentando il circolo virtuoso tra i produttori di cibo, i rifiuti domestici e il territorio. I rifiuti organici saranno sottoposti ad un processo di biodispersione anaerobica e poi trasformati in biogas per essere successivamente aggiornati e purificati per ottenere il bio-metano. I rifiuti solidi rimanenti saranno trattati in modo appropriato per diventare compost e fertilizzanti di alta qualità. L'impianto è progettato secondo le migliori tecnologie incluse nelle linee guida dell'economia circolare dell'UE e nei regolamenti locali che disciplinano la raccolta e il trattamento dei rifiuti organici.

    A regime
    7,5 m3/anno di biometano da raccolta differenziata
    20.000 tonnellate di fertilizzante di alta qualità


  • Bioraffineria 2.0 per produrre biometano dalle potature

    Hera ha avviato una ricerca mirata per analizzare le tecnologie per produrre biocarburanti avanzati ottenuti mediante lavorazione di tagli erbosi e materiali di potatura raccolti nella zona. Questi materiali di scarto sono attualmente utilizzati nei processi di compostaggio o vengono utilizzati per il recupero di energia, ma in futuro possono essere utilizzati per produrre bioetanolo e biometano. Entrambi questi combustibili possono essere considerati di tipo avanzato perché sono prodotti da materiali di scarto e non da colture energetiche dedicate che utilizzano terreni potenzialmente utilizzabili per alimenti umani o alimenti per animali. Per poter ottenere questi combustibili da rifiuti ligno-cellulosici, sono necessari pretrattamenti, come l'esplosione a vapore (un particolare trattamento termico con vapore ad alta pressione) che rende il materiale facilmente degradabile da batteri, enzimi o lieviti, nei processi di digestione anaerobica o fermentazione alcolica.

  • I progetti innovativi nel servizio idrico integrato

    Il progetto di idrolisi termica ha lo scopo di identificare nuove tecnologie per ridurre la quantità di fanghi biologici da smaltire alla fine del processo di trattamento delle acque reflue urbane, massimizzando il biogas che può essere prodotto. Le tecnologie attualmente identificate si basano sul processo di esplosione a vapore (trattamento termico con vapore ad alta pressione), che rende il materiale facilmente degradabile dai batteri che produce il biogas e permette contemporaneamente il rilascio di acqua intracellulare rendendo la disidratazione più efficiente. Il trattamento può essere effettuato, a seconda delle caratteristiche degli impianti di trattamento, prima o dopo la fase di digestione dei fanghi. In entrambi i casi esistono due vantaggi: l'aumento della produzione di biogas e la diminuzione dei fanghi da inviare agli impianti di smaltimento finale.

    Il recupero di biogas dal processo di digestione anaerobica aumenta l'efficienza della linea di trattamento dei fanghi negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane. L'obiettivo è quello di massimizzare la produzione di biogas per generare elettricità e produrre calore mediante cogenerazione e ridurre la quantità di fanghi per lo smaltimento. A questo proposito, abbiamo intenzione di installare un densificatore dinamico che permetterà di ottenere un fango più asciutto (rispetto alla situazione attuale) da inviare alla fase di digestione, riducendo così i volumi da trattare. Questo aspetto manterrà il calore durante la digestione, allunga i tempi di digestione aumentando la produzione di biogas e diminuisce la produzione di fanghi da inviare per lo smaltimento. Un cogeneratore sarà installato sulla linea di biogas per produrre elettricità e calore rinnovabili; queste risorse energetiche verranno utilizzate direttamente nell'impianto.

Riciclo
  • Aliplast: il circolo virtuoso della plastica

    Aliplast: il circolo virtuoso della plastica

    All'inizio del 2017, Hera ha acquisito il 40% delle azioni di Aliplast Group, leader nella raccolta, riciclaggio e rigenerazione di rifiuti di plastica (in particolare poliolefine e PET). Un ulteriore 40% verrà acquistato entro marzo 2018 e il restante 20% entro giugno 2022.
    Aliplast è stata la prima azienda in Italia ad integrare il ciclo di vita completo delle materie plastiche: dai servizi ambientali di gestione e raccolta di rifiuti industriali alla produzione e vendita di prodotti e materiali di imballaggio, ricavati dalla plastica riciclata dall'azienda.

    Nel 2016
    Oltre 80.000 ton/anno di plastica lavorata dal Gruppo


  • Il Rifiutologo è un'applicazione gratuita creata da Hera per semplificare il modo in cui viene effettuata la raccolta differenziata nei 135 comuni in cui fornisce servizi di gestione dei rifiuti. Al 31 dicembre 2016 l'applicazione ha raggiunto 118.000 download.
    Nel 2016, per i cittadini che portano materiali alle stazioni ecologiche, è stata aggiunta la possibilità di visualizzare gli sconti sulla tassa rifiuti, ove previsti. Molto apprezzata anche la funzionalità "segnalazioni ambientali", che rende possibile inviare un messaggio personalizzato o una foto in tempo reale ai tecnici Hera per evidenziare un problema che riguarda i servizi svolti dall'azienda e richiedere un intervento. Portata a termine l'operazione, l'App comunica all'utente anche la data di avvenuta soluzione. La segnalazione del cittadino è resa più efficace dal nuovo sistema informativo HergoAmbiente che mette in collegamento cassonetti, mezzi aziendali e stazioni ecologiche. Nel 2016 le segnalazioni riguardanti lo svuotamento dei cassonetti, la pulizia delle strade e i rifiuti abbandonati sono state 19.750 (+89% rispetto al 2015); 3.728 i suggerimenti su nuove tipologie di rifiuti da inserire nel database.
    Nel 2016 i cittadini di Bologna hanno fruito in via sperimentale di altre due funzionalità del Rifiutologo, grazie alle quali è possibile visualizzare sullo smartphone la posizione delle mini isole interrate del centro città, compreso indirizzo e materiali conferibili in ciascuna di esse e consultare il calendario della raccolta porta a porta in centro, in modo da essere sempre aggiornati sul servizio.
    La funzionalità "scansione barcode", che permette di riconoscere i materiali tramite il codice a barre stampato sui prodotti e indica come differenziare correttamente ciascun imballaggio, presenta al 31 dicembre 2016 un archivio di 1.120.093 barcode dei prodotti più diffusi. Nel caso di imballaggi composti da più materiali l'app è in grado di dare indicazioni sulla destinazione delle singole componenti. Se un codice non dovesse essere riconosciuto, oppure se mancasse un tipo di rifiuto, il cittadino può comunicarlo tramite il Rifiutologo affinché possa essere inserito nel sistema: le segnalazioni di codici a barre inviate dai cittadini per aggiornare il database sono state 11.850 (+45% rispetto al 2015.Le ricerche effettuate con la scansione del codice a barre registrano una crescita del 44% passando da 72.081 ricerche fatte nel 2015 a 104.081 durante tutto il 2016.

    Nel 2016
    Circa 20.000 segnalazioni ricevute e gestite
    Oltre 1,1 milioni di barcode presenti in archivio


  • Con Riciclandino aiutiamo l'ambiente e la scuola

    Riciclandino è il progetto dedicato al mondo della scuola che coinvolge ragazzi e famiglie in una iniziativa ambientale. Infatti più raccolta differenziata si fa, più rifiuti si portano alle stazioni ecologiche, più punti si ottengono, dando così l'opportunità alla propria scuola di ricevere incentivi economici. A ogni studente viene consegnata la Tessera Riciclandino riportante il codice a barre assegnato a ogni scuola che aderisce al progetto. La famiglia dello studente può utilizzare la tessera per il conferimento dei rifiuti in stazione ecologica ottenendo lo sconto sulla propria bolletta, come previsto dal regolamento comunale, e procurando un incentivo di pari importo per la scuola.
    Il progetto, avviato nove anni fa a Ravenna, al 2016 copre 41 comuni nelle province di Ferrara, Modena e Ravenna e ha coinvolto 361 scuole e 75.890 studenti. Nel 2015 sono stati riconosciuti alle scuole partecipanti incentivi economici per l'attività svolta pari a oltre 60.000 euro e oltre 3.000 risme di carta.

    Nel 2016
    Circa 76.000 studenti coinvolti
    Oltre 60.000 euro di premi per le scuole


Rinnovare/riparare
  • Iniziato nel 1998, SCART è un progetto che mira a promuovere un nuovo stile di vita intelligente, creativo e sostenibile, basandosi sul fatto che questi materiali acquistino ogni giorno una nuova vita attraverso l'upcycling. Il progetto ha coinvolto artisti e designer per la realizzazione di nuovi oggetti e opere d'arte realizzate esclusivamente da rifiuti (come mobili, decorazioni, strumenti musicali, scenografie e costumi, giocattoli) che vengono successivamente scambiati con il marchio registrato. Nel 2013 nasce la Web Community "Scartline", luogo in cui artisti, artigiani e designer possono registrarsi gratuitamente per esporre le loro creazioni e metterti in contatto con potenziali clienti. Gli studenti e le istituzioni di arte e design sono anche coinvolti in numerosi laboratori e mostre d'arte.

    Nel 2016
    130 artisti, designers e architetti coinvolti
    100% nuovi oggetti e opere d'arte ricavati dai rifiuti


 
Un bilancio di sostenibilità a valore condiviso 2016
 
Risultati economici 2016 - Il commento del Presidente del Gruppo Hera
 
 
Risultati economici 2016
 
Risultati economici 2016 - Il commento del Presidente del Gruppo Hera
 
 
Presentazione del Gruppo
 
Corporate film.