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COMUNICATI STAMPA
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13/02/2018

Hera, previsti circa 290 milioni di euro di investimenti nel bolognese

Crescita, efficienza, eccellenza, con un sempre maggiore focus su innovazione e agilità. Sono queste le priorità strategiche del Piano industriale al 2021 di Hera, presentato oggi ai Sindaci dei comuni bolognesi serviti dal Presidente Esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano e dall’Amministratore Delegato Stefano Venier.
Un Piano che conferma l’attenzione per il territorio, a cui vengono destinati importanti investimenti (circa 290 milioni solo nel bolognese), e un percorso di crescita, elaborato nel rispetto degli equilibri finanziari, per continuare a creare valore per gli stakeholder e al contempo garantire flessibilità finanziaria per nuovi sviluppi. Impegni testimoniati anche da un utile per azione in crescita di circa il 5% medio annuo dal 2016 al 2021 e da una politica dei dividendi migliorativa rispetto al passato e alle previsioni del precedente documento strategico. Il dividendo raggiungerà i 9,5 centesimi per azione già a partire dalla competenza 2017 per salire a 10,0 centesimi nel 2018 e 2019 e arrivare fino ai 10,5 centesimi degli anni 2020 e 2021 (+17% rispetto all’ultimo pagamento del dividendo).

Risultati in crescita, solidità finanziaria, sostenibilità e nuove sfide industriali
Dal punto di vista economico-finanziario, il Piano proietta al 2021 un margine operativo lordo di 1.135 milioni di euro, in aumento di quasi 220 milioni rispetto ai 917 milioni consuntivati a fine 2016. La  crescita si conferma equilibrata tra le diverse aree di business del Gruppo, mantenendo l’attuale profilo di rischio conservativo, grazie alla composizione del portafoglio di attività e al più ampio spettro di opportunità offerte dallo scenario di riferimento. All’incremento del MOL in arco Piano contribuiranno tutte le filiere (reti, ambiente, energia), con il bilanciamento tra marginalità da attività regolate e da libero mercato, nonché tra crescita interna e per linee esterne.
Confermata inoltre l’attenzione alla dimensione della sostenibilità, con la quota di marginalità generata da progetti che portano benefici per l’azienda e in parallelo contribuiscono al perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU che salirà al 2021 fino al 40% per complessivi 450 milioni di euro (in aumento di circa 150 milioni rispetto al 2016).
In uno scenario particolarmente denso di appuntamenti che segneranno una profonda evoluzione in quasi tutti i settori delle attività gestite, diventa indispensabile per Hera far leva sulla propria solidità ed efficienza per cogliere le principali sfide industriali, con la convinzione – che deriva dai risultati conseguiti – di poter giocare un ruolo di primo piano negli ambiti presidiati. La strategia delineata nel Piano si declina concretamente sui paradigmi dell’Economia Circolare e sulle opportunità offerte dall’Utility 4.0, attraverso la crescente digitalizzazione dei processi, raccolta e analisi dei dati e diffusione di infrastrutture “intelligenti”.
In arco Piano, inoltre, gli operatori in Italia saranno chiamati a partecipare al processo già avviato delle gare indette dall’Authority nella distribuzione del gas, da cui si prevede deriverà un’importante razionalizzazione del numero degli operatori. Anche nel settore dell’igiene urbana, da poco passato sotto la governance dell’Autorità nazionale per energia, gas e servizio idrico (rinominata ARERA), è atteso l’avvio delle gare per le concessioni del servizio, già scadute o in scadenza nel prossimo quinquennio. In entrambi i settori, per il territorio di Bologna l’aggiudicazione dei nuovi bandi è ipotizzata per il biennio 2020-2021.

Previsti entro il 2021 quasi 2,9 miliardi di investimenti, circa 290 milioni solo sul territorio di Bologna
Nei quindici anni dalla nascita del Gruppo Hera la multiutility ha investito circa 5,5 miliardi di euro nei territori serviti, di questi circa 850 milioni sono stati destinati a Bologna. Nel 2017, inoltre, le attività della multiutility hanno generato una ricchezza distribuita agli stakeholder bolognesi di circa 330 milioni, ripartiti tra lavoratori, azionisti, fornitori locali e Pubblica Amministrazione.
Il Piano industriale per il periodo 2017-2021 prevede investimenti per quasi 2,9 miliardi di euro, in aumento di circa 400 milioni rispetto al precedente, con una marcata prevalenza (70%) della filiera reti, che include anche gli impieghi destinati a interventi di ammodernamento e sviluppo delle infrastrutture, come l’installazione dei contatori elettronici, o l’estensione delle smart grid agli acquedotti per aumentarne l’efficienza e ridurre i consumi di energia e di materia.
Nel territorio bolognese gli investimenti diretti al 2021 saranno quasi 290 milioni, comprensivi dei circa 66 milioni sostenuti nel 2017; oltre 70 milioni quelli già pianificati per l’anno in corso. La quota 2017-2021 sarà così ripartita: 128 milioni nel servizio idrico (reti, fognature, depurazione), 102 milioni nel settore gas e teleriscaldamento e 58 milioni nell’ambiente.

I principali progetti per il territorio bolognese: ambiente, acqua, energia e calore
Tre i principali progetti previsti al 2021: il completamento dell’impianto per la produzione di biometano a Sant’Agata Bolognese (per un investimento di 16,5 milioni di euro previsti per gli anni 2018-2021, su un totale del progetto di oltre 30 milioni), l’intervento di bonifica del torrente Aposa (4,3 milioni) e l’estensione della rete di teleriscaldamento per nuovi clienti in zona San Giacomo (0,6 milioni).

Il circolo virtuoso del biometano: 6.000 tonnellate di petrolio in meno l’anno
È prevista per l’ultimo quadrimestre del 2018 l’entrata in esercizio dell’impianto per la produzione di biometano a Sant’Agata Bolognese. A regime, grazie all’impiego delle più innovative tecnologie di digestione anaerobica e upgrading, la struttura consentirà ogni anno la produzione di 20.000 tonnellate di fertilizzante naturale di alta qualità e 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile rinnovabile al 100%. Un progetto importante di riconversione e ammodernamento di un sito esistente, senza consumo ulteriore di suolo, che consentirà di evitare l’utilizzo di oltre 6.000 tonnellate di petrolio l’anno e che rappresenterà nel concreto la perfetta chiusura di un circolo virtuoso. Un cerchio nel quale si parte dalle famiglie bolognesi con gli scarti provenienti dalla cucina di casa (il rifiuto organico differenziato), e si torna al territorio, grazie all’immissione in rete del gas prodotto, ad esempio per alimentare mezzi privati o del trasporto pubblico, con immediati benefici per la qualità dell’aria.

Risanamento del torrente Aposa: intervento da 4,3 milioni di euro su 200 scarichi fognari
Al piano di risanamento del tratto collinare del torrente Aposa (da via di Roncrio a viale XII Giugno) sarà destinato un investimento di 4,3 milioni di euro. L’intervento interesserà gli scarichi fognari di circa 200 fabbricati e richiederà lavori della durata superiore a un anno. L’intento è bonificare le acque del torrente per proseguire nel lavoro di pulizia del reticolo idrografico cittadino contribuendo al risanamento del canale Navile, nel quale l’Aposa confluisce.

Estensione della rete di teleriscaldamento a San Giacomo e potenziamento infrastruttura
È di circa un chilometro l’estensione prevista per la rete del teleriscaldamento in zona San Giacomo. Lo sviluppo consentirà di allacciare al servizio 19 nuovi edifici dell’Università di Bologna, tra le vie Irnerio, Zamboni, San Giacomo e Filopanti. Inoltre, nell’ambito dello stesso intervento è previsto un ulteriore potenziamento della rete esistente e della centrale termica di San Giacomo, con l’applicazione di nuove tecnologie smart. A regime l’opera consentirà di evitare l’emissione in atmosfera di circa 205 tonnellate di anidride carbonica, equivalenti al quantitativo di CO2 assorbito da oltre 2.000 alberi, e di circa 200 chilogrammi di Ossidi di Azoto, pari a 74 veicoli in meno all’anno.

 
 
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