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COMUNICATI STAMPA
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04/06/2018

Sostenibilità, a Bologna il convegno di Hera per ripensare lo sviluppo

In occasione della Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile, la multiutility rilancia il dibattito sulle sfide che attendono azienda, Paese e comunità internazionale, e illustra gli ottimi risultati emersi dal proprio bilancio di sostenibilità, con quasi 2 miliardi di euro distribuiti da Hera nel solo 2017 a stakeholder e fornitori del territorio. Fra gli ospiti anche il prof. Jeffrey Sachs, uno dei fautori degli obiettivi di sostenibilità dell’ONU, ai quali solo l’anno scorso Hera ha contribuito con circa 330 milioni di euro di Mol a valore condiviso.


La parte , mai come oggi, è per il tutto. Non è la definizione di una figura retorica, ma il senso che attori pubblici e privati devono dare al proprio operato per inscriverlo nell’orizzonte del Pianeta, i cui equilibri dipendono dall’azione di tutti. La stessa economia circolare non è più pensabile in termini di pura gestione dei rifiuti e deve abbracciare un plesso integrato di questioni, che comprendel’ecodesign nella progettazione dei prodotti, il mantenimento delle risorse in uso e la rigenerazione del capitale naturale. Questi alcuni dei temi principali emersi dal convegno “L’ecosistema e la sua unitarietà: una sfida per il futuro sostenibile”, tenutosi oggi presso la sede bolognese del Gruppo Hera. Organizzato in occasione della Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile, l’evento ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha portato la testimonianza di un territorio forte di esperienze amministrative vocate alla sostenibilità. A questo si sono aggiunti i contributi di personalità di rilievo internazionale provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa e dell’università. Un appuntamento importante, insomma, all’interno del quale la multiutility ha inoltre illustrato i principali contenuti del proprio bilancio di sostenibilità, completamente rinnovato, i cui indicatori economici, sociali e ambientali risultano ancora una volta in costante miglioramento e consentono di guardare con fiducia alle prospettive future.

Fra gli ospiti del convegno, è intervenuto anche il prof. Jeffrey Sachs, della Columbia University, che ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione dei Sustainable Developments Goals individuati dall’Agenda ONU al 2030, verso i quali lo stesso Gruppo Hera già da tempo ha orientato il proprio impegno sul fronte della sostenibilità. Nel proprio bilancio di sostenibilità, infatti, la multiutility rendiconta il valore condiviso, cioè la quota di margine operativo lordo derivante da attività che generano margini operativi per l’azienda e rispondono anche a 10 dei 17 obiettivi di sostenibilità indicati nell’Agenda Globale. Tale quota, in aumento del 10% rispetto al 2016, si è attestata nel 2017 a 329 milioni di euro (1/3 del Mol complessivo) e l’obiettivo è portarla al 40% del Mol per il 2021, contribuendo così sempre di più ai bisogni del territorio servito e alle sfide per il cambiamento. Ingenti, peraltro, gli investimenti già stanziati, che nel solo 2017 hanno contribuito allo sviluppo del valore condiviso per 200 milioni di euro, dunque in misura pari al 41% del totale. Fra gli interventi principali si segnala la realizzazione a Sant’Agata Bolognese di un importante impianto per la produzione di biometano dalla frazione organica dei rifiuti. A questo si aggiungono lo sviluppo del riciclo dei rifiuti attraverso le società Aliplast e Waste Recycling, altrettanto fondamentali in una logica di compiuta attuazione dell’economia circolare. Completano il quadro il potenziamento del servizio di depurazione delle acque reflue, la digitalizzazione dei servizi in ottica utility 4.0 e, infine, gli investimenti in innovazione per rendere le reti sempre più smart. Del resto, nella nuova edizione del bilancio di sostenibilità, che da quest’anno offre anche utili spunti di riflessione sullo scenario nazionale e internazionale, il valore condiviso è diventato il vero e proprio fulcro attorno al quale Hera organizza tutti i contenuti del documento, in modo tale da evidenziare il contributo che le diverse attività forniscono alla sua generazione. Le informazioni riportate nel bilancio sono così suddivise in tre ambiti principali: uso intelligente dell’energia, uso efficiente delle risorse, innovazione e contributo allo sviluppo del territorio.

Uso intelligente dell’energia: ridotti del 3,6% i consumi del Gruppo
Sul versante dell’efficienza energetica, il Gruppo ha dato seguito al suo impegno e al 2017, grazie agli interventi realizzati, ha ridotto i propri consumi del 3,6% rispetto al 2013, superando l’obiettivo prefissato, risparmiando circa 8.300 tonnellate equivalenti di petrolio e avvicinandosi al traguardo del 5% fissato al 2020. Complessivamente, Hera è inoltre riuscita a ridurre del 16% rispetto al 2015 l’impronta di carbonio derivante dalla propria produzione di energia. Già dal 2017, peraltro, Hera alimenta tutte le proprie attività emiliano-romagnole utilizzando solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, uno standard che da quest’anno si è esteso all’intero perimetro del Gruppo. Iniziative di efficientamento energetico sono state portate avanti anche all’interno delle aziende, alle quali Hera mette a disposizione il proprio know how per realizzare impianti all’avanguardia, ottimizzare i consumi e ottenere certificati bianchi. Identico l’impegno nei confronti dei clienti domestici, a cui sono rivolte offerte commerciali con strumenti per il monitoraggio e il contenimento dei consumi.

Uso efficiente delle risorse: già superati gli obiettivi europei al 2030
Nell’ambito dell’uso efficiente delle risorse, le attività rendicontate da Hera riguardano principalmente l’economia circolare e la gestione sostenibile della risorsa idrica. Sul fronte dell’economia circolare i risultati raggiunti da Hera anticipano di decenni gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Un esempio è il ricorso alla discarica per i rifiuti urbani, che scende ancora e si attesta al 7%, contro un obiettivo europeo del 10% al 2035 e una media italiana 2016 (ultimo dato disponibile) del 28%, ponendo il territorio servito da Hera al livello dei Paesi europei più virtuosi. Ma non solo. Anche nel riciclo degli imballaggi, Hera ha già superato l’obiettivo del 65% fissato per il 2025, raggiungendo il 68%. La raccolta differenziata continua a crescere e nel 2017 si attesta al 57,7%, ben al di sopra della media nazionale. Gli impianti di Aliplast hanno prodotto nel 2017 circa 103 mila tonnellate di plastica riciclata. Buone notizie vengono inoltre dal rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente: in termini di raccolta differenziata pro capite, fra i dieci capoluoghi di provincia con oltre 100 mila abitanti che si sono dimostrati più virtuosi, infatti, ben cinque sono gestiti da Hera (Forlì, Rimini, Ravenna, Modena e Ferrara), mentre Bologna è la seconda città italiana tra quelle con più di 300 mila abitanti. Nella gestione sostenibile della risorsa idrica i principali investimenti sono stati rivolti al piano di salvaguardia della balneazione di Rimini e ai lavori di adeguamento del depuratore di Servola a Trieste. Inoltre è proseguito il piano di adeguamento del sistema depurativo: a fine 2017 il 91% degli agglomerati urbani risultano adeguati, percentuale che tocca il 100% in Emilia-Romagna.

Innovazione e sviluppo sostenibile del territorio: quasi 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder
Anche nel 2017 il Gruppo ha svolto un ruolo positivo nello sviluppo economico e occupazionale del territorio servito, tutelando aria e suolo e puntando su processi innovativi e digitalizzazione. La quota di prestazioni commissionate a fornitori locali ha raggiunto il 66% del totale, per un importo di 592 milioni di euro, cresciuto del 6% rispetto all’anno precedente. A beneficiarne è anche l’impatto occupazionale del Gruppo, che ai suoi quasi 9 mila dipendenti aggiunge le 6.500 persone dell’indotto generato proprio dalle forniture. Considerando poi, oltre ai fornitori, anche i lavoratori, gli azionisti, i finanziatori, gli istituti bancari, la pubblica amministrazione e le comunità locali, si ottiene una platea di stakeholder alla quale nel solo 2017 è stato complessivamente distribuito un valore economico pari a quasi 2 miliardi di euro, in aumento del 6,5% sul 2016. È importante inoltre evidenziare che le forniture da cooperative sociali hanno consentito l’inserimento lavorativo di oltre 800 persone svantaggiate. Per quanto riguarda la tutela dell’aria e del suolo, tra i risultati più importanti si evidenziano la conferma delle performance positive dei termovalorizzatori gestiti, con livelli di emissioni in atmosfera molto contenuti e mediamente inferiori dell’86% rispetto ai limiti di legge, e un riutilizzo di suolo del 75% sul totale nelle progettazioni degli interventi su reti e impianti. Per quanto riguarda innovazione e digitalizzazione, invece, gli investimenti si sono concentrati in particolare su progetti in ambito smart city (diffusione dei contatori gas elettronici, monitoraggio della qualità ambientale, videosorveglianza, servizi informativi e di mobilità) e sviluppo dei canali digitali di relazione con i clienti, con il lancio della nuova app My Hera e un incremento dei clienti iscritti ai servizi on line, che sono saliti al 19%.

“Le riflessioni proposte nel convegno di oggi – afferma Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera – ci dicono che i temi della sostenibilità stanno diventando un patrimonio acquisito del mondo economico e finanziario, e questo può solo confortare soggetti come Hera, che con largesempio anche per altri. Parlando oggi di ecosistema – prosegue Tommasi – intendiamo così ribadire la necessità di continuare a fare squadra con il territorio e i suoi diversi attori, coniugando istanze ambientali, economiche e sociali. È il modello di sviluppo in cui Hera si riconosce fin dalla sua nascita e al quale orienta le proprie politiche di investimenti e di innovazione, mettendo in campo risorse economiche e progettuali che costituiscono un capitale di riferimento per l’insieme delle comunità servite, anche e soprattutto nell’interesse delle nuove generazioni.”

“ Gli attuali cambiamenti climatici – afferma Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – ci consegnano una sfida non più rimandabile, che interroga in modo particolare le multiutility e la loro capacità di operare trasversalmente per favorire e innescare processi virtuosi, nei quali un importante momento di confronto come quello odierno si inserisce più che opportunamente. D’altra parte, la necessità di cambiamenti radicali deve coniugarsi a una transizione progressiva, che non pregiudichi condizioni irrinunciabili di benessere sociale. Per Hera – prosegue Venier - questo vuol dire tante cose: da un lato significa lavorare non soltanto per le comunità, ma più ancora per accreditare un modello che ne preveda il coinvolgimento attivo, secondo un approccio che chiami in causa singoli cittadini, aziende e pubblica amministrazione. Dall’altro lato significa anche superare il tema della pura ricaduta ambientale delle nostre attività, guardando piuttosto a un cambiamento complessivo dei modelli di business. È proprio questa – conclude Venier – la scala a cui Hera vuole giocare la sua partita, continuando a operare per il consolidamento dell’economia circolare e dando così seguito a un impegno che già ci è valso l’ingresso in diversi network internazionali, come ad esempio il programma CE100 della Fondazione Ellen MacArthur.”

 
 
Valore condiviso nel bilancio di sostenibilità 2017
 
Valore condiviso al centro del bilancio di sostenibilità 2017
 
 
Overview BS 2017
 
L'ecosistema e la sua unitarietà: una sgida per il futuro
 
 
Hera scorre da 15 anni
 
Un bilancio di sostenibilità a valore condiviso 2016