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15 anni

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Dentro alla tariffa

Il costo dell’acqua incorpora i notevoli investimenti per garantire una gestione del servizio efficiente e rispettosa dell’ambiente. L’abolizione della remunerazione assicurerebbe, nel 2013 un risparmio di soli 93 centesimi di euro a cittadino

 
Bambino che beve

Quella del servizio idrico rappresenta forse fra le tante bollette che arrivano in una casa, quella che suscita la maggiore attenzione. Non tanto per il valore assoluto, in genere piuttosto basso, anche rispetto a quelle di luce o gas, ad esempio. Ma perché il fatto stesso di dovere pagare per uno degli elementi che costituisce la base della stessa vita terrestre, suscita spesso una certa ritrosia.

L’importanza strategica dell’uso razionale dell’acqua
Portare acqua potabile e controllata in ogni casa, necessita però di impiantistica di notevolissima entità, che diventa ancora più imponente se si considera che l’acqua, una volta utilizzata deve essere convogliata correttamente e depurata, per potere ritornare a fiumi e mari senza inquinare l’ambiente. Il rubinetto di casa è quindi la punta di un iceberg (per rimanere in tema) tecnologico assai vasto e che necessita di investimenti costanti. Secondo Federutility, addirittura 64 miliardi nei prossimi 30 anni, visto che in molte regioni italiane la rete idrica accumula perdite anche superiori al 50%, con vaste fasce di popolazione non allacciate ad alcun servizio di depurazione.

In Italia e in Europa la tariffa deve coprire interamente i costi di gestione
La legge in Italia prevede già dal 1994, che i costi sostenuti per la gestione ciclo idrico debbano essere coperti interamente dalle tariffe. Una scelta, coerente a quelle di tutti gli altri paesi europei, fatta per non dover ricorrere alla tassazione generale e per non generare “buchi di bilancio”, nelle società di gestione. La tariffa dell’acqua dunque deve (o dovrebbe) ripagare interamente gli investimenti necessari a monte e a valle del rubinetto, variabili da territorio a territorio in base a diversi elementi, fra cui: facilità di approvvigionamento dell’acqua, tipologia di potabilizzazione dell’acqua estratta, stato degli impianti delle reti idriche, morfologia territoriale per il collettamento fognario. E così ogni territorio può avere una tariffa idrica differente da un altro.
La definizione delle tariffe spetta all’Autorità Territoriale (nel caso dell’Emilia-Romagna, costituita da tutti i comuni della regione), che le stabilisce, a livello provinciale, sulla base degli investimenti necessari, della qualità del servizio richiesto dai comuni e dei costi del gestore (ad esempio Hera).

Remunerazione del capitale: non tutto è utile netto per il gestore (approfondisci)
La remunerazione del capitale investito è la parte della tariffa che ripaga il costo del capitale preso a prestito da terzi (ad esempio dalle banche) o finanziato tramite mezzi propri dell’azienda senza ricorrere all’indebitamento esterno. Infatti, se gli investimenti vengono realizzati indebitandosi all’esterno, il gestore dovrà pagare degli interessi su questo debito; la remunerazione del capitale investito in questo caso va a coprire questi costi. Se invece gli investimenti vengono autofinanziati dal gestore, facendo quindi ricorso alle risorse finanziarie interne all’azienda, il gestore stesso rinuncia a utilizzare quelle risorse per impieghi alternativi che gli garantirebbero dei proventi; la remunerazione del capitale investito in questo caso va a ripagare questo mancato guadagno del gestore.
Per avere un’idea di quanto pesi la remunerazione del capitale sulla tariffa idrica, può essere utile un esempio concreto. Nel 2010, ad un cliente Hera 1.000 litri d’acqua sono costati, mediamente, 1,74 €. Su tale somma, come mostra il grafico a lato, solo 0,04 € possono considerarsi utile netto per il gestore, dal momento che il resto della voce “remunerazione del capitale” è assorbita dagli interessi ai finanziatori e dalle imposte allo Stato.

L’eliminazione della remunerazione del capitale investito corrisponderebbe a un risparmio pari a circa 93 centesimi di euro l’anno per ciascun cittadino. (approfondisci)
L’eliminazione della remunerazione del capitale investito potrà influire sulla bolletta complessiva perché escluderà dal calcolo della tariffa la remunerazione netta relativa a tutti i nuovi investimenti che vengono fatti dopo il referendum del giugno 2011 che ha abrogato il riferimento alla remunerazione del capitale investito presente nell’art.154 del Decreto Legislativo 152/2006. In attesa infatti di una nuova legge che tenga conto degli esiti del referendum, si può stimare l’effetto sulla bolletta dell’eliminazione della remunerazione del capitale investito tenendo conto però:

  • che le spese sostenute dal gestore per il pagamento degli interessi passivi contratti su tutti i debiti (sia quelli già presenti sia quelli che verranno attivati in futuro) costituiscono un costo che deve essere coperto dalla tariffa;
  • che le imposte pagate dal gestore all’erario costituiscono un costo che deve essere coperto dalla tariffa;
  • che l’eliminazione della remunerazione del capitale investito non potrà avere effetto retroattivo e
  • che i piani tariffari già approvati rimarranno comunque in vigore.

Nel territorio servito da Hera, i piani tariffari attualmente in vigore sono validi fino al 2012 per gli Ambiti Territoriali Ottimali di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini; per questi territori l’Agenzia territoriale dovrà approvare le nuove tariffe a partire dal 2013.

Tenendo conto di quanto sopra, il risparmio annuo per effetto della minore remunerazione (pari al 2,39% per la quota di investimenti finanziata con capitale di debito e l'azzeramento della remunerazione per la quota d'investimenti autofinanziata)* sugli investimenti effettuati dal 2013 in poi, può quindi essere quantificato in 0,93 euro per abitante. Questo risparmio aumenterà di anno in anno a causa dei nuovi investimenti, necessariamente contenuti, e raggiungerà, per esempio, nel 2017 un valore di circa 4 euro per abitante.

* Considerata una quota di investimenti finanziata con capitale di debito pari a circa il 50%