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Hera: l'eccellenza nasce dall'esperienza

Oltre 14 mila km di rete fognaria e quasi 900 impianti di trattamento dei reflui, gestiti in  227 comuni. Sono i numeri del Gruppo Hera, esperienza ai primi posti in Italia

 
Multimedia
  • Hera leader in efficienza e innovazione
     

    Intervista a Franco Fogacci (Dir. Acqua Gruppo Hera)

  • Super Quark
     

    Il ciclo dell'acqua

 
 
Gli impianti Hera
Un depuratore a Cesena
Depuratore Lama di Reno (Bologna) Depuratore di Modena Depuratore Santerno (Imola) RAF Depuratore Idar Bologna Depuratore di Santa Giustina a Rimini Processo di ossidazione (depuratore Marecchiese di Rimini)
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Un impianto di depurazione Hera a Modena (vasca di decantazione)
Un impianto di depurazione Hera a Modena (vasca di decantazione)

Hera: l’eccellenza nasce da esperienze comuni
L’eccellenza di Hera nel campo della depurazione delle acque reflue urbane, che la pone al secondo posto in Italia, nasce dall’aver raccolto esempi e conoscenze sviluppati nel tempo in un territorio ampio, nel quale l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente è sempre stata alta. Questo ha consentito al Gruppo di mettere a fattore comune le esperienze migliori maturate in ciascuna realtà. Nel 2012 Hera ha gestito il servizio di fognatura e depurazione in 227 Comuni, per un totale di 14.363 chilometri di rete fognaria, e ha provveduto a collegare a questa rete 27 mila abitanti. La copertura del servizio di fognatura per la totalità degli agglomerati è stata pari al 95% del fabbisogno del territorio. Il valore sale al 99% se si considerano soltanto gli agglomerati urbani superiori a duemila abitanti. La depurazione dei reflui è gestita da Hera mediante 852 impianti di trattamento, 15 dei quali hanno potenzialità superiore a 100 mila abitanti equivalenti e 37 hanno una potenzialità compresa tra i 10 e 100 mila abitanti equivalenti. Sono valori decisamente più elevati rispetto alla situazione nazionale: secondo il Rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis, nel 2007 l’85% degli italiani era servito dalla rete di fognatura e il 70% da un impianto di depurazione.

Depurazione in Emilia-Romagna: in principio fu la Legge Merli
Tutto ebbe inizio con la legge 319 del 10 maggio 1976, nota come “Legge Merli”, che stabiliva le norme per la tutela delle acque dall’inquinamento. La legge riguardava, tra le altre cose, la disciplina degli scarichi di qualsiasi tipo, pubblici e privati, la formulazione di criteri generali per l’utilizzo e lo scarico delle acque di insediamenti, l’organizzazione dei pubblici servizi di fognature e depurazione. Si trattava di disposizioni importanti, che per la prima volta regolavano il settore dettando un vero e proprio piano di risanamento. Prima di questa legge, infatti, esistevano soltanto fognature che scaricavano questi reflui direttamente nei fiumi o nei mari, senza che essi fossero sottoposti a trattamenti significativi. In seguito, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, nacquero i primi depuratori e l’Emilia-Romagna seguì un adeguamento rapido alla normativa. I depuratori oggi gestiti da Hera, prevalentemente in territorio emiliano-romagnolo, sono stati realizzati entro gli anni ’90 e hanno visto la luce grazie a finanziamenti pubblici. Gli enti locali, con lungimiranza, considerarono prioritaria la loro costruzione. La legge Merli è stata superata con l’adozione del Decreto Legislativo 152 del 1999, che ha sancito il recepimento delle norme europee in materia. Questo ha comportato un progressivo adeguamento degli impianti.

L’impegno sull’innovazione
Per garantire nel tempo livelli di eccellenza nel servizio al cittadino, mantenendo l’equilibrio economico nella gestione, sono due le linee di sviluppo su cui devono puntare le aziende del settore: efficienza (per contenere i costi) e innovazione. Proprio su quest’ultimo punto, Hera ha concentrato una parte importante dei circa 100 milioni di investimenti riservati ogni anno all’idrico.
Fra gli esempi più importanti per quanto riguarda la fognatura e la depurazione si trova senz’altro il Polo regionale di telecontrollo di Forlì capace di monitorare 24 ore su 24 tutte le reti e gli impianti del ciclo idrico (dunque anche depuratori e fognature), gas e teleriscaldamento, gestendo in contemporanea l’attività del pronto intervento.
Altro punto qualificante del lavoro di Hera sono i laboratori di analisi, centralizzati in un’unica struttura di rilevanza nazionale, che hanno consentito di standardizzare e razionalizzare l’attività di monitoraggio sugli agenti inquinanti attraverso l’impiego di altissime tecnologie.
Di rilievo anche l’attività di ricerca, svolta da Hera assieme a enti e Università, sui cosiddetti “inquinanti emergenti”. Si tratta di quelle sostanze che provengono da processi di produzione e dall’utilizzo di cosmetici, farmaci e altri prodotti di uso quotidiano, che possono interferire sul normale funzionamento del sistema ormonale dell’uomo e di altri organismi viventi.
Hera, infine, gestisce anche alcuni impianti di fitodepurazione. La fitodepurazione è un processo naturale di trattamento di acque inquinate basato sullo sfruttamento del sistema suolo-vegetazione in qualità di filtro naturale per la depurazione dell’acqua. Un impianto di questo tipo, unico per dimensioni (2.175 mq di superficie totale) e ridotto impatto ambientale, è stato realizzato da Hera a Portico di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, ed è operativo dal 2012.