
Terzo posto per il Gruppo Hera
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É nata HerAcademy!
La Corporate University di Hera è stata presentata al convegno "Beni privati, beni pubblici e beni sociali"
Sindaci e aziende sempre più impegnati a valorizzare il servizio idrico a favore dell’ambiente e dei cittadini. Assicurando la qualità dell’acqua del rubinetto e promuovendone l’uso nelle scuole e nelle sedi pubbliche.
Tutti i 225 Comuni in cui Hera gestisce il servizio idrico hanno aderito al Manifesto dell’acqua, firmato il 20 gennaio a Venezia da Massimo Cacciari e dai Sindaci dei principali Comuni del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia , oltre che dell’Emilia Romagna.
In rappresentanza di Hera erano presenti all’incontro il Sindaco di Imola, Daniele Manca, e l’Amministratore Delegato Maurizio Chiarini.
L’acqua che esce dal rubinetto non ha nulla da invidiare, per caratteristiche e severità dei controlli cui viene sottoposta, a quella minerale che si trova in commercio.
“Il messaggio che vogliamo dare – ha commentato il sindaco Daniele Manca – ha una forte valenza culturale: bere l’acqua del rubinetto significa abbassare i costi e ridurre il disagio ambientale. Negli anni sono stati fatti investimenti importanti sul ciclo idrico, che Hera sta portando avanti, a garanzia dell’assoluta qualità e salubrità dell’acqua erogata ai cittadini”.
“Siamo partiti prima di tutto dal nostro interno – ha sottolineato Maurizio Chiarini – coinvolgendo i dipendenti nel progetto Hera2O, il cui primo risultato è stata la riduzione nelle nostre mense aziendali, del consumo di 250.000 bottiglie di plastica in un anno. Ora abbiamo messo a disposizione dei nostri clienti il report sulla qualità dell’acqua potabile che eroghiamo e pensiamo di ripeterne la pubblicazione ogni anno, per garantire la massima trasparenza e dimostrare con dati e confronti la qualità del nostro servizio. Il Manifesto dell’acqua rafforza ulteriormente questa esperienza, creando una rete efficace tra soggetti diversi che non può che avere un effetto positivo”.
Con la firma di Venezia, i Sindaci si sono impegnati ad incentivare l’utilizzo dell’acqua della rete presso i cittadini e tutte le sedi pubbliche, eliminando, dove possibile, l’acqua in bottiglia dalle mense e dai distributori automatici, a garantire la qualità dell’acqua erogata, la correttezza del processo di potabilizzazione e a condividere tutte le iniziative realizzate a livello locale per promuoverla. Il progetto coinvolgerà circa 9 milioni di cittadini, di cui circa 3 milioni sul territorio servito da Hera.
Si tratta di un atto significativo, che va nella direzione di ridurre i rifiuti e l’impatto ambientale provocato dal consumo di acqua in bottiglia. In Italia infatti, solo lo scorso anno, sono stati raccolti circa 6 miliardi di bottiglie di plastica, pari a 40 volte la circonferenza della Terra, nel nostro Paese ogni anno circolano, per trasportare la sola acqua minerale, 300mila tir, la produzione di circa 30 bottiglie di plastica richiede 2 kg di petrolio e 17 litri di acqua. Inoltre l’acqua del rubinettoè sicura, controllata e molto più economica dell’acqua in bottiglia: un litro costa poco più di 0,001 euro, 500 volte meno di quella minerale.