15 anni
Risultati 2017
Tomaso Tommasi di Vignano

Tomaso Tommasi di Vignano

2017 Overview

Confermato il segno positivo nei risultati di Gruppo anche nel 2017: il MOL di 984,6 milioni di euro mostra infatti un incremento del + 7,4% rispetto al precedente esercizio. Il cash flow, che si attesta su 306,5 m€, ha consentito il pagamento di un dividendo per azione di 9 centesimi lo scorso giugno, nonché di finanziare le operazioni di M&A del periodo. In aumento inoltre le attività a valore condiviso, che rappresentano il 33% del MOL, e la creazione di valore per gli azionisti attraverso politiche di crescita sostenibile, declinate in maniera globale nell’operato di Hera.

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Commento del Presidente



Risultati consolidati complessivi

In generale i risultati del 2017 mostrano un andamento positivo sostenuto da tutte le aree di business. Al +7,4% del MOL si aggiunge infatti un utile netto in crescita del +21,3%, con 396,2 milioni di euro (ovvero +8,1% rispetto al 2016) di investimenti. Alla crescita hanno contribuito sia le leve organiche che le M&A del periodo. Il Debt/Ebitda a 2,56x si conferma tra i migliori del settore.

MOL

984,6 mln di Euro

+7,4%

Utile netto

251,5 mln di Euro

+21,3%

Pos. finanziaria netta

2.523 mln di Euro

Aree di attività

Tutti i settori di attività hanno contribuito all’incremento di 68 m€ registrato dal MOL, per giungere al quale il Gruppo ha seguito un percorso di implementazione delle politiche e delle attività sostenibili e generatrici di valore condiviso

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  • gas
  • energia elettrica
  • ciclo idrico integrato
  • ambiente
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Iniziative di efficienza energetica

Riduzione del 3,6% dei consumi energetici rispetto al 2013

Incremento di acquisti di energia rinnovabile per uso aziendale

Incremento della produzione di energia rinnovabile da parte di Hera (614 GWh)

Riduzione del 16% dell’impronta di carbonio della produzione di energia rispetto al 2015

Nuove offerte commerciali 2017: Welcome Hera, Hera Led e Led Business

Soluzioni digitali per il monitoraggio dei consumi in tempo reale da parte dei clienti

 

Impegno alla transizione verso l’economia circolare

Ulteriore riduzione del ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti urbani (7% vs. media Italia 2016 del 28%)

Produzione di ca. 103 mila tonnellate di plastica riciclata in Aliplast

91% degli agglomerati urbani adeguati agli standard di sostenibilità negli impianti fognari e di depurazione a fine 2017

 

Processi di digitalizzazione dei servizi

Utilizzo crescente delle app Acquologo e Rifiutologo: 30 mila segnalazioni da parte degli utenti

Lancio dell’aa MyHera nel 2017

18,9% dei clienti iscritto ai servizi online a fine 2017

Bolletta elettronica per il 20,2% dei clienti

Risultati finanziari Y2017

Investor kit
  • Benchmark
  • Analyst
  • Strategia
  • La nostra storia
Gas Ciclo idrico integrato Ambiente Energia elettrica

Crescita 4.0 a valore condiviso

Hera persegue una strategia di crescita multi-business concentrata su 3 aree d'affari core: Ambiente, Energia e Servizi Idrici. Ciò le consente di mantenere un portafoglio bilanciato che comprende sia attività regolamentate a basso rischio che altre in libera concorrenza sul mercato e che pone le basi per un’ulteriore crescita del Gruppo. Quello di Hera è un business model di successo, che è stato imitato anche da altri operatori del mercato nazionale.

La strategia di sviluppo prevede azioni a supporto della crescita organica nei business già presidiati, ma anche operazioni di consolidamento e acquisizione per allargare l'attuale perimetro di riferimento, mantenendo la solida struttura finanziaria del Gruppo, in un ambito di visione industriale condivisa. Sul versante interno Hera indirizzerà tutte le opportunità di sviluppo delle attività nei business di riferimento, facendo leva su innovazione, efficienza ed eccellenza.

La strategia di crescita per linee esterne si baserà invece su tre cardini.

Le operazioni di fusione e consolidamento con altre multiutility, attività nella quale il Gruppo vanta una storica esperienza di successo.

L'acquisizione di attività nelle singole filiere servite, con l'obiettivo di accelerare la crescita della base clienti e completare l'assetto impiantistico-industriale.

La partecipazione alle gare per l'assegnazione delle concessioni per l'esercizio dei servizi regolati (es. Distribuzione Gas, Igiene Urbana, Ciclo Idrico).

Eccellenza
La competizione tra gli operatori dei settori energia, ambiente e reti, già ad oggi elevata, continuerà a intensificarsi nei prossimi anni. Diviene quindi sempre più importante essere riconosciuti da clienti, partner commerciali e fornitori come player eccellenti, in grado di distinguersi nei business di riferimento.Per il Gruppo Hera essere eccellente significa garantire sempre e in tutti i servizi una qualità che si posizioni ai livelli più elevati del settore. Questo implica un continuo impegno nell'identificazione di nuove soluzioni che permettano di migliorare ulteriormente e in modo costante i già elevati standard di qualità raggiunti. La percezione della qualità da parte del cliente e l'attenzione costante alle sue esigenze rappresentano da sempre gli elementi centrali della ricerca dell'eccellenza perseguita dal Gruppo. Tale attenzione assume maggiore rilevanza in un contesto dinamico come quello odierno, in cui la diffusione di servizi digitalizzati offre nuove opportunità di miglioramento del rapporto tra azienda e clienti in un'ottica di evoluzione della customer experience

Riduzione dei costi
L'attenzione al contenimento dei costi, la continua razionalizzazione e l'ottimizzazione dei processi aziendali sono i principi fondanti del modello di business di Hera. Tali strategie hanno portato a un miglioramento progressivo del rapporto costo-beneficio nel servizio e al raggiungimento di risultati di eccellenza rispetto ai riferimenti nazionali.Guardando avanti, le aspettative di una regolazione sempre più sfidante, in un contesto economico ancora in affanno e caratterizzato da una maggiore pressione competitiva, impongono un ulteriore contenimento della base costi.Hera ha già previsto, nelle proprie proiezioni di medio termine, un'ulteriore estrazione di efficienze, facendo leva su tutti i benefici che le nuove soluzioni innovative renderanno disponibili.Tale obiettivo sarà quindi raggiunto sia attraverso interventi per la riduzione dei costi interni, agendo quindi sul risparmio energetico, sulla saturazione delle attività, sull'ottimizzazione dei flussi informativi e delle basi dati, sia con azioni mirate a ridurre i costi esterni a carico dell'azienda. 

Innovazione
In un contesto economico, industriale e regolamentare sempre più volatile ed esposto ad importanti cambiamenti, l'innovazione rappresenta un elemento fondamentale della strategia del Gruppo, come dimostra la recente creazione della Direzione Innovazione, che si pone in modo trasversale a tutte le altre direzioni aziendali, al fine di accrescerne l'operatività.L'innovazione consentirà di amplificare e accelerare le opportunità di estrazione di efficienze e sinergie: nuove applicazioni tecnologiche, nuovi processi operativinuovi servizi e nuovi modelli di business rappresenteranno la declinazione pratica della strategie di Hera in tale ambito.Attraverso l'innovazione, il Gruppo punta al miglioramento della qualità nel servizio, per perseguire la crescita secondo un modello di eccellenza. Hera presidierà quindi con continua attenzione il campo dell'innovazione, dalla fase di identificazione degli ambiti di interesse strategico e di confronto con le esperienze di altre realtà aziendali nazionali e internazionali, per poi implementare soluzioni innovative, attraverso interazioni con il tessuto universitario e industriale del territorio.

EBITDA '17 Networks Waste Energy
Ebitda Net profit Debt/Ebitda M&A

Il titolo Hera e la creazione di valore per gli azionisti

Nel 2017 il Titolo Hera ha mostrato un andamento superiore agli indici di settore. Ha inoltre scalato la classifica del Thomson Reuters GLOBAL DIVERSITY & INCLUSION INDEX, che comprende le 100 migliori aziende quotate per diversità e inclusione e si è posizionato PRIMO in Italia e decimo al mondo.

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Nel corso del 2017 tutti i principali indici azionari europei hanno registrato incrementi diffusi, grazie al generale miglioramento del contesto macroeconomico e al costante sostegno esercitato dalla politica monetaria espansiva della Banca centrale europea. Anche i mercati d’oltreoceano hanno consuntivato performance positive, segnando nuovi massimi storici, sulle attese di una crescita degli utili societari e dei benefici derivanti dalla riforma fiscale promossa dall’amministrazione statunitense.

Con una performance del +15,5% il listino azionario italiano ha evidenziato il migliore andamento in Europa, beneficiando di un rafforzamento delle prospettive di crescita economica del Paese e di un recupero delle valutazioni fondamentali dei titoli italiani, che si presentavano a sconto rispetto agli omologhi europei.

La discesa dei rendimenti obbligazionari sovrani, che si è verificata in particolare per il debito dei paesi più periferici d’Europa, ha rappresentato un contesto favorevole all’investimento nel settore utility che, con un progresso costante trimestre dopo trimestre, ha chiuso l’anno con un rialzo del +20,2%, superiore a quello del mercato italiano.

All’interno del paniere delle utility, il titolo Hera si è distinto con una performance del +33,9%, terminando le contrattazioni del 2017 con un prezzo ufficiale di 2,929 euro e una capitalizzazione di circa 4,4 miliardi di euro, la più alta registrata dalla nascita del Gruppo. Hera ha mostrato un andamento costantemente superiore al settore di riferimento, varcando anche la soglia dei 3 euro a dicembre, grazie al sostegno esercitato da risultati trimestrali in crescita e superiori alle attese del consenso, oltre che alle prospettive di sviluppo contenute nel piano industriale, presentato alla comunità finanziaria all’inizio del 2017.

Il 19 giugno scorso, in linea con le indicazioni contenute nel piano industriale, Hera ha distribuito un dividendo pari a 9 centesimi per azione, il quindicesimo di una serie ininterrotta e in crescita fin dalla quotazione.

euro200320042005200620072008200920102011201220132014201520162017
Dps 0,04 0,05 0,06 0,07 0,08 0,08 0,08 0,08 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09

L’effetto congiunto di una continua remunerazione degli azionisti tramite la distribuzione di dividendi e il rialzo del prezzo del titolo ha permesso al total shareholders’ return cumulato dalla quotazione di rimanere sempre positivo e di attestarsi, alla fine del periodo di riferimento, a oltre il +225%.

Gli analisti finanziari che coprono il titolo (Banca Akros, Banca IMI, Equita Sim, Intermonte, Kepler Cheuvreux, MainFirst e Mediobanca) esprimono una marcata prevalenza di giudizi positivi, con la quasi totalità di raccomandazioni buy/outperform. Alla fine dell’anno, il consensus target price era pari a 3,15 euro, superiore a 2,77 euro che veniva raccomandato al termine del 2016.

Composizione dell'azionariato al 31 dicembre 2017

Al 31 dicembre, la compagine sociale è composta per il 49,5% delle azioni da 118 soci pubblici dei territori di riferimento riuniti in un patto di sindacato, che è stato sottoscritto il 26 giugno 2015 con un’efficacia di tre anni, e per il 50,5% dal flottante.

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Azionariato 2017

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Grazie a una domanda che ha superato di oltre due volte l’ammontare in offerta, il collocamento è avvenuto a un prezzo di 2,79 euro per azione, con il minore sconto visto sul mercato durante l’anno per operazioni analoghe, pari al 3,3% rispetto alla chiusura del giorno precedente. Il collocamento ha avuto l’effetto di incrementare il flottante del titolo, a beneficio della liquidità degli scambi.

Dal 2006, Hera ha adottato un piano di riacquisto di azioni proprie, rinnovato dall’Assemblea degli Azionisti del 27 aprile 2017 per un periodo di ulteriori 18 mesi, per un importo massimo complessivo di 180 milioni di euro. Tale piano è finalizzato a finanziare le opportunità d’integrazione di società di piccole dimensioni e a normalizzare eventuali fluttuazioni anomale delle quotazioni rispetto a quelle delle principali società comparabili italiane. Alla fine del 2017, Hera deteneva in portafoglio 15,3 milioni di azioni.

Nel periodo in esame il Senior Management di Hera ha intrapreso un’intensa attività di dialogo con gli investitori, attraverso il road show del piano industriale nel primo trimestre e la partecipazione a conference di settore nei restanti trimestri.

L’intensità dell’impegno che il Gruppo profonde nel dialogo con gli investitori ha contribuito al rafforzamento della sua reputation sui mercati e costituisce un intangible asset a vantaggio del titolo e degli stakeholder di Hera.

Per quanto riguarda le informazioni richieste dall’art. 2428, 3° comma, n. 3 e 4 del Codice Civile, il numero e il valore nominale delle azioni costituenti il capitale sociale di Hera Spa, il numero e al valore nominale delle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2017, oltre alla variazione delle stesse intervenuta nell’esercizio 2017, si rinvia alla nota 24 del paragrafo 3.02.04 e al prospetto delle variazioni del patrimonio netto, paragrafo 3.01.05, relativo al bilancio separato della Capogruppo.

Storie da raccontare

Dietro i numeri: storie di valori condivisi

I numeri presentati da Hera nel bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017 acquistano ancora più valore se letti alla luce del fatto che derivano da progetti a valore condiviso, principio per il quale il buon andamento di una realtà aziendale coincide con il benessere delle persone che con essa, per varie ragioni, si rapportano.

Il 33% di MOL del passato esercizio, corrispondente a 329 milioni di euro, deriva da attività a valore condiviso, portate avanti raccogliendo la call to action dei punti dell’Agenda ONU per lo sviluppo globale che sono sovrapponibili con il campo di azione di Hera.

Il piano strategico al 2021 prevede che tale percentuale raggiunga, a fine quinquennio, il 40%. Il Gruppo vuole presentare un approfondimento che mostri le storie e le persone che sono dietro i numeri e che, quotidianamente, con il loro operato generano valore per l’azienda e per tutti gli stakeholder di riferimento.

Finanza ESG e millenial

di Luca Cimatti

La visione olistica delle leve finanziarie

di Daniela Pulvirenti e Luca Moroni

La città INTELLIGENTE e CIRCOLARE

di Cecilia Natali

L’importanza delle persone

di Alessandro Camilleri

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Finanza ESG e millennial

Ecco ciò che ne pensa Luca Cimatti, dell’ufficio Investor Relation del Gruppo, responsabile delle relazioni con gli analisti finanziari, nonché esponente competente ed entusiasta della generazione Y

Alla fine del 2016 circa 23 trilioni di dollari erano gestiti da investitori professionali secondo logiche di socially responsible investment (SRI). Questa cifra, che rappresenta il 26% di tutti gli asset gestiti a livello globale, mostra una crescita del +25% rispetto alla fine del 2014. Un trend che secondo molti esperti del settore è destinato a continuare per la crescente importanza della generazione dei millennial (chiamata anche Generazione Y), formata dagli individui nati tra il 1980 e il 2000. Negli Stati Uniti rappresentano circa la metà della forza lavoro e secondo uno studio della Responsible Investment Association erediteranno qualcosa come 30 trilioni di dollari nei prossimi decenni. Disponibilità finanziarie che saranno probabilmente investite in modo socialmente responsabile visto che, come rilevato da Schroders, l’86% dei millennial considera la sostenibilità un fattore importante da tenere in considerazione non solo nei consumi, ma anche negli investimenti.

Questo spiega perché tutte le principali case di investimento mondiali si stiano attrezzando per rispondere alle aspettative, alle priorità e ai valori di questa generazione, che sono radicalmente differenti da quelli delle precedenti. I millennial sono infatti cresciuti in un periodo storico caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici e sociali. La diffusione di internet e degli smartphone ha cambiato il modo con cui comunicano e reperiscono le informazioni, tanto che i sociologi arrivano a definirli i primi ‘nativi digitali’. La globalizzazione ha permesso loro di viaggiare e di entrare in contatto con le altre culture in misura notevolmente maggiore rispetto alla generazione dei genitori.

Sono inoltre più sensibili al tema dei cambiamenti climatici e hanno maggiore consapevolezza delle conseguenze delle azioni umane sull’ambiente. Si sono poi affacciati al mondo del lavoro dopo la crisi del 2008 e ne hanno scontato gli effetti in termini di precarietà e difficoltà nel trovare un posto sicuro, nonostante l’elevata scolarizzazione. Come la generazione che entrò nell’età adulta dopo la crisi del 1929, i millennial sono avversi al rischio e poco propensi a fidarsi delle istituzioni finanziarie: l’82% di loro si dichiara influenzato nelle scelte dalla crisi, una cifra molto superiore rispetto al 13% delle altre generazioni e il 67% evita l’investimento in azioni.

L’evidenza empirica sembra d’altronde supportare tale sentire: i fondi sostenibili ottengono in media ritorni uguali o superiori a quelli tradizionali, sperimentando una volatilità uguale o minore. Inoltre l’attenzione ai temi ESG migliora il profilo di rischio dei portafogli, sia reputazionale che operativo. Negli ultimi anni, ad esempio, questo aspetto ha evitato ad alcuni fondi sostenibili di investire in società che sono incappate in grossi scandali ambientali con il pagamento di pesanti multe. In generale se una società è ben governata e gestisce in modo proattivo la sua esposizione alle tematiche ESG è più probabile che consuntiverà risultati positivi nel lungo termine.

Il Gruppo Hera, che da sempre pone al centro della sua strategia gli aspetti ESG in un’ottica multi-stakeholder, si è reso protagonista negli ultimi anni di molte iniziative che hanno riscontrato l’interesse degli investitori, in particolare appartenenti alla comunità SRI. Hera, ad esempio, è stata la prima società italiana ad emettere un Green Bond nel 2014, nel 2017 ha poi aderito al Global Compact, la fondazione delle Nazioni Unite che si prefigge di perseguire i 17 obiettivi dell’agenda Onu al 2030. Sempre lo scorso anno Hera ha fatto inoltre il suo ingresso nel CE100, un programma a cui partecipano le 100 società più impegnate a livello mondiale in progetti di economia circolare. Prima in Italia, Hera ha rendicontato, nel bilancio di sostenibilità del 2016, , il suo Valore Condiviso, ovvero il margine operativo lordo generato da quella parte di business che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi globali delle Nazioni Unite. La strategia del Gruppo ha assorbito appieno questa nuova filosofia, concretizzandosi nel nuovo piano industriale al 2021 nello sviluppo di progetti che sostengono una crescita di questo indicatore. La previsione è di raggiungere al termine del periodo di piano un margine operativo lordo con un 40% di attività a Valore Condiviso, rispetto al 30% della fine del 2016.

Anche le attività di Investor Relations (IR) si sono evolute negli ultimi anni per effetto del crescente interesse da parte degli investitori al tema della sostenibilità. Oggi il team IR deve essere preparato non solo a rispondere a domande di tipo finanziario, ma anche di sostenibilità. La principale difficoltà a cui vanno incontro gli operatori del settore è che, mentre i parametri economico-finanziari sono standardizzati e quindi confrontabili, non esistono metriche universali per valutare la sostenibilità delle società.

Per questo si affidano sempre più spesso ai giudizi di advisor specializzati nella valutazione degli indicatori ESG. Con la conseguenza che una società con ottimi fondamentali finanziari, ma un basso rating di sostenibilità, potrebbe risultare non investibile dal gestore del fondo SRI. Ecco perché tra le attività IR sta diventando importante quella di supporto agli advisor nel reperimento dei dati e nel processo di valutazione. Nel corso del 2017 sono stati ottenuti ottimi risultati al riguardo: ad esempio i punteggi assegnati a Hera da ISS e MSCI, due importanti valutatori di parametri ESG, sono significativamente migliorati grazie alla proattività del team IR in coordinamento con la Direzione CSR e la Direzione Legale Societario. Anche l’importante piazzamento all’interno della selezione Diversity & Inclusion di Thomson Reuters, in cui Hera si è posizionata prima a livello italiano e quattordicesima a livello mondiale, deve molto all’efficace comunicazione e supporto dato ai valutatori per recepire le best practice messe in campo dal Gruppo.

Continuare a migliorare tutti questi aspetti è un obiettivo strategico delle IR per rendere l’investimento nel titolo Hera sempre più appetibile per gli investitori e allineato con i valori delle nuove generazioni.

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La visione olistica delle leve finanziarie

La parola a Daniela Pulvirenti, responsabile monitoraggio e gestione rischi finanziari, e a Luca Moroni, CFO del Gruppo Hera

La crescente pressione competitiva, la crisi macroeconomica, l’instabilità dei mercati finanziari, le dinamiche di stretta del credito (credit crunch) fanno sì che nell'attuale mondo interconnesso l'insieme sia molto più grande della somma delle singole parti. La nostra visione olistica e sistemica ci porta a credere che, per creare valore economico, sia necessario un modello di gestione che coinvolga tutti gli attori interessati, secondo un approccio di cooperazione trasversale: dalla gestione attiva del credito alla gestione prudente delle fonti di finanziamento, attraverso un’efficiente gestione fiscale volta a cogliere prontamente ogni opportunità, al fine di realizzare la massimizzazione dei flussi di cassa.

La creazione di valore finanziario, in relazione diretta con l'economia reale, e la preservazione del capitale sul lungo termine sono gli obiettivi che ispirano le nostre decisioni.

La capacità di conciliare un approccio prudente nella gestione del rischio finanziario a uno spirito innovativo e creativo ci hanno permesso di trasformare eventi negativi in opportunità e di consolidare la fiducia del mercato, degli analisti e delle Agenzie di Rating.

Possiamo quindi affermare che il Gruppo si caratterizza per un modello che unisce visione, etica e pragmatismo, al fine di massimizzare in maniera importante e solida la creazione di valore finanziario.

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La città INTELLIGENTE e CIRCOLARE

Cecilia Natali, area manager di Hera e responsabile delle relazioni con gli enti locali ci racconta qualche cosa in più sull’argomento.

Al fine di venire incontro a bisogni e aspettative di cittadini più consapevoli, Hera vuole concorrere a creare una città sempre più sostenibile e intelligente, che garantisca loro una residenza salutare, naturale e accessibile a tutti . La prima città laboratorio che offrirà, attraverso la collaborazione tra Hera e gli organismi di governo pubblico locale, servizi innovativi, sostenibili, facilitati e intelligenti, sarà Castel Bolognese (in provincia di Ravenna), un centro abitato di circa 10.000 abitanti.

La città vedrà implementati servizi che la renderanno sempre più

  • Smart: attraverso l’introduzione di nuove tecnologie che diventeranno la spina dorsale della nuova città, in particolare
    • un operation center, che sarà il cervello del sistema
    • una rete di sensori urbani in grado di leggere le condizioni dell’ambiente
    • una piattaforma informatica per elaborare i dati che provengono dai sensori urbani e banche dati.
  • Sostenibile: implementando
    • Una transizione energetica verso forme di energia sostenibili ed efficiente.
    • La Circular economy , che preveda la produzione di materie prime dai rifiuti differenziati e processati
    • Il ciclo idrico «circular», per un migliore recupero dell’acqua e diminuzione delle perdite.
  • Sana: grazie a progetti che prevedono
    • una città con più verde, in grado di affrontare meglio le pressioni dovute ai cambiamenti climatici e favorire il benessere dei cittadini
    • una migliore qualità dell’aria, della mobilità sostenibile e più energia pulita
    • la prevenzione sanitaria 4.0, grazie alla possibilità di intervento sulle cause scatenanti (principalmente l’inquinamento) , alla base del diffondersi di varie patologie.

Per riuscire a realizzare un progetto innovativo di proporzioni così estese è necessario l’impegno e il contributo di tutti i soggetti coinvolti, quali attori proattivi in una reciproca collaborazione. nel caso specifico è stato fondamentale il ruolo dell’Amministrazione Locale, un ‘amministrazione giovane e dinamica che ha colto in pieno l’obbiettivo, inteso anche come sfida politica per perseguire il benessere della comunità locale, attraverso strumenti innovativi, provenienti dal mondo dell’Information Technology. Partendo dall’analisi dei settori che impattano sulla vita quotidiana delle persone, come mobilità, ambiente, energia e sicurezza, la collaborazione attiva dell’Amministrazione ha infatti consentito di delineare indicazioni “su misura” per la definizione di strategie e azioni concrete da mettere in atto sul territorio e per porre le premesse di uno sviluppo futuro del progetto.

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L’importanza delle persone

Le politiche e l’attenzione di Hera nei confronti delle persone che ci lavorano vengono raccontate da Alessandro Camilleri, Direttore sviluppo, formazione e organizzazione.

Il Gruppo Hera è certificato Top Employer da 9 anni consecutivi ed è l’unica azienda italiana a far parte della top ten 2018. Questo prestigioso riconoscimento è il risultato della strategia e dell’impegno costante nei confronti della valorizzazione del capitale umano che l’azienda ha sempre portato avanti, a partire dalla sua fondazione.

Le condizioni abilitanti per raggiungere risultati di avanguardia nelle Risorse Umane sono necessariamente riconducibili alla capacità di comprensione del contesto interno ed esterno all’azienda. Anche per questo, nel 2011, è nata HerAcademy, la corporate university del Gruppo Hera primo esempio nel settore italiano delle local utilities, che attraverso un articolato sistema di rapporti con stakeholder del sistema educativo sviluppa ormai da diversi anni studi applicativi su tematiche rilevanti relative al cambiamento nel medio – lungo periodo. Rientrano in questo ambito, ad esempio, la collaborazione con la Harvard Business Review per la realizzazione del progetto Macrotrends, lo studio “Smart Development in Smart Communities” pubblicato da Routledge – Taylor & Francis Group e molte altre iniziative.

La struttura dei rapporti sviluppati da HerAcademy con il sistema educativo si inserisce nel quadro più ampio dei programmi di private/public partnership sviluppati per fornire risposte concrete ai temi della trasformazione delle job ed al relativo mismatch di competenze. Per occuparsi concretamente della digital transformation, del rapporto uomo/macchina e del ripensamento del lavoro del futuro occorre un approccio di sistema, che prevede un’azione comune delle aziende, delle scuole e degli studenti. Proprio in questa direzione sono rivolti i nostri sforzi, che intendono contribuire agli obiettivi dello European Pact for Youth, anche alla luce del fatto che Hera è firmataria dal relativo accordo, sottoscritto anche dalla Commissione Europea attraverso Marianne Thyssen (Commissaria all’Occupazione e gli affari sociali), Tibor Navracsics (Commissario per Istruzione, Cultura e Giovani), Elisabieta Bieskowska (Commissaria per Mercato Interno, Industria, PMI) e Guenter Oettinger (Commissario per Economia e Società Digitale). In quest’ambito il programma di alternanza scuola – lavoro del Gruppo Hera è stato riconosciuto tra i modelli di successo basati sull’esperienza lavorativa, frutto dell’integrazione virtuosa tra scuola e impresa.

L’attenzione alle generazioni future si coniuga con il costante impegno a creare le migliori condizioni in cui ogni persona possa esprimere il proprio talento all’interno dell’azienda. Su questa prospettiva è stato definito Hextra, il programma di welfare aziendale del Gruppo. Le sue caratteristiche distintive risiedono nell’elevato livello di ascolto e partecipazione dei dipendenti, adottato per definire l’insieme delle iniziative successivamente offerte. Inoltre il programma si caratterizza per la capacità di associare l’omogeneità di portafoglio di servizi offerti con l’ampia possibilità di personalizzare le scelte individuali. La profonda convinzione che benessere, soddisfazione e produttività siano dimensioni intrinsecamente correlate è alla base delle attività di comunicazione e coinvolgimento di Hextra, che hanno ricevuto il prestigioso award come best practice italiana, assegnata nel 2017 dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza.

Continuous learning, autosviluppo e leadership sono alla base degli investimenti del Gruppo orientati alla crescita delle persone che ci lavorano. Per perseguire questo obiettivo la famiglia professionale delle risorse umane si è dotata di una specifica value proposition in grado di indirizzare la creazione di valore nell’integrazione tra il sistema e l’individuo: “Lavoriamo quotidianamente per lo sviluppo di una agile learning organization (organizzazione capace di apprendere e tradurre rapidamente l’apprendimento in azione), in cui le persone sono protagoniste della propria crescita e cooperano per la ricerca di valore condiviso. I processi HR valorizzano le best practice esistenti e ricercano innovazione attraverso un approccio dinamico e circolare all’interno del proprio ecosistema”.

Risultati finanziari 2017: grafici interattivi

Relazione sulla gestione

Bilancio consolidato

Tomaso Tommasi di Vignano
Presidente esecutivo

I numeri del Bilancio 2017, qui presentati in HTML per una sempre più tempestiva e trasparente fruizione multi-stakeholder arricchita inoltre da strumenti responsive e interattivi, mostrano ancora una volata la crescita che Hera ha seguito a partire dalla sua fondazione.

Mentre coglievamo le opportunità offerteci, integrando le 25 società acquisite, in questi 15 anni non abbiamo realizzato solo un’espansione dimensionale: nel tempo siamo divenuti anche più efficienti e produttivi, come prova il MOL per dipendente, un indicatore che è quasi triplicato, essendo cresciuto da 41 mila € del 2002 a 113 mila € del 2017.

La flessibilità finanziaria che ci caratterizza, unita alla robusta generazione di cassa, ci consentono inoltre di guardare con interesse a nuove opzioni di investimento e rendono credibile la strategia presentata nell’ultimo Piano Industriale.

Alla luce di tali risultati, il CdA propone all’Assemblea la distribuzione di un dividendo per azione di 9,5 centesimi di euro, in crescita del 5,5% rispetto a quello distribuito per l’esercizio 2016 e in linea con la politica dichiarata lo scorso gennaio, mirata a una sempre maggiore creazione di valore per gli azionisti di Gruppo.

Stefano Venier
Amministratore Delegato

I risultati del passato esercizio, frutto di una strategia di sviluppo coerente e costante rispetto al Piano Industriale, mostrano l’efficacia di un modello di business caratterizzato da innovazione, agilità ed eccellenza che, applicate a tutte le aree di attività di Gruppo, hanno portato a una crescita del +7,4% dell’Ebitda.

Il 2017, inoltre, ha evidenziato numeri significativi in ambito sostenibilità: la riduzione del 3,6% dei consumi energetici rispetto al 2013, l’incremento di acquisto e produzione di energia rinnovabile, con una riduzione del 16% dell’impronta di carbonio rispetto al 2015, un minore ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti urbani (7% vs. media Italia 2016 del 28%), la produzione di circa 103 mila tonnellate di plastica “circolare”, ovvero realizzata da materiali riciclati poi trattati negli impianti di Aliplast, l’utilizzo sempre crescente delle app Acquologo e Rifiutologo, il lancio di MyHera nel 2017, per implementare ulteriormente il dialogo digitale con i nostri clienti, il 18,9% dei quali era iscritto ai servizi online a fine 2017, mentre il 20,2% ha utilizzato l’opzione della bolletta elettronica.

Tali cifre mostrano la validità di progetti e investimenti messi in campo in ottica di Valore Condiviso, che hanno prodotto 329 mn€, oltre un terzo dell’EBITDA complessivo d’esercizio, valore destinato a crescere in arco piano, fino a una percentuale del 40% al 2021.

Stefano Venier
Amministratore Delegato