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15 anni

Scenario

Il quadro economico italiano si presenta in moderata ripresa, grazie alla spinta del Quantitative Easing della BCE, al deprezzamento dell’euro e alle quotazioni del petrolio. L’Ocse stima una crescita del Pil italiano del +1,0% nel 2016 e del +1,4% nel 2017.
Nel Piano industriale al 2019 è stata assunta una crescita media annua del PIL del +1,1%.
Nel 2015 l’inflazione ha consuntivato un tasso dello 0,1%, con una significativa influenza dell’andamento dei prezzi dei prodotti energetici. Tale dinamica si sta confermando anche nel 2016. Nonostante le azioni di politica monetaria della BCE mirino ad un recupero fino al 2%, il Piano industriale è stato prudenzialmente elaborato su uno scenario intermedio (1% costante).

Scenario Gas icona gas

Le previsioni di Snam sull’evoluzione della domanda di Gas in Italia sono in linea con quelle sul PIL (crescita media annua 1% sul dato del 2014). Il cambiamento strutturale del parco elettrico e la maggiore attenzione dei consumatori agli interventi di efficienza energetica contribuiscono a rendere ormai strutturale il ribasamento del fabbisogno nazionale al di sotto dei 70 mld mc. La sensibile crescita dei consumi consuntivata nel 2015 è derivante dall’eccezionali temperature estive, che hanno richiesto una produzione straordinaria addizionale alle centrali termoelettriche alimentate a gas.

 
Andamento della domanda di Gas in Italia (mld mc)

 

Scenario Energia Elettrica icona energia elettrica

I consumi nazionali di Energia Elettrica nel 2015 sono stati influenzati, come per il gas, dalle elevate temperature estive, che hanno portato ad un maggior uso dei condizionatori. La crescita si confronta con un 2014 che aveva visto i consumi nazionali tornare ai livelli dei primi anni Duemila. Secondo Terna la ripresa dell’economia italiana dovrebbe trainare la domanda di Energia Elettrica ad un tasso annuo del +1,5% (sulla base del dato 2014), fino a 330 TWh nel 2019.

 
Andamento della domanda di Energia Elettrica in Italia (TWh)

 

Scenario Ambiente icona ambiente

Nel settore Ambiente l’Italia è ancora in forte deficit infrastrutturale rispetto ai benchmark europei e il percorso di recupero appare ancora molto incerto. A livello europeo infatti continua il trend di riduzione del ricorso alla discarica come forma di smaltimento dei rifiuti urbani: nell’Europa dei 28 il valore è pari al 28%. La discarica è invece la principale modalità di smaltimento in Italia: il 34% dei rifiuti urbani smaltiti nel 2014 è stato conferito in discarica a fronte di un 21% avviato alla termovalorizzazione.

 
Rifiuti urbani: Europa a tre velocità e il territorio Hera è tra i più virtuosi


Per ridurre il gap che separa l’Italia dal resto d’Europa, il Governo ha assunto alcuni importanti provvedimenti per l’utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti. L'art . 35 del D.Lgs. 133/2014 convertito con modificazioni nella legge 164/2014 nel cosiddetto "Sblocca Italia", è finalizzato a realizzare, su scala nazionale, un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani nonché a conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio.
Tale finalità è volta, altresì, a raggiungere l'obiettivo di garantire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza e, conseguentemente, di consentire il superamento e la prevenzione di ulteriori procedure di infrazione per la mancata attuazione delle norme europee del settore. Obiettivo non marginale dello stesso è quello di limitare il conferimento di rifiuti in discarica. In questo scenario il ricorso alla termovalorizzazione dei rifiuti, alternativa allo smaltimento in discarica si coniuga, in termini risolutivi, con le diverse sanzioni comminate allo Stato italiano dalla Corte di Giustizia europea, l'ultima delle quali, di importo pari a 42,8 milione di euro ogni 6 mesi di inadempienza, a dicembre 2014 per il procrastinarsi del mancato adeguamento alla direttiva europea delle autorizzazioni relative a 198 discariche in territorio nazionale.

 

Scenario Acqua icona acqua

Il settore idrico in Italia ha ereditato dal passato un contesto industriale molto frammentato, dove convivono realtà industriali di grandi dimensioni e piccole e medie gestioni, spesso in dissesto economico e quindi inadeguate rispetto alla necessità di realizzazione degli investimenti necessari.
Inoltre la mancata copertura dei costi sostenuti perseguita negli anni ha generato uno scarso livello di investimenti. Per questo motivo le tariffe di alcune aree del Paese, con valori tra i più bassi d’Europa, riflettono modesti livelli di qualità e continuità del servizio (es. ampie perdite di rete e scarso grado di depurazione).
Da un confronto con la spesa di investimento degli altri paesi europei più virtuosi, per migliorare la qualità del servizio e rilanciare lo sviluppo del settore, si stima un fabbisogno complessivo di investimento medio nazionale di almeno 5 mld di euro l’anno, pari a circa 80 € / abitante.

Il passaggio della responsabilità tariffaria all’AEEGSI, dal 2013, ha rappresentato una svolta fondamentale per ridare credibilità e prospettiva industriale al settore. I risultati raggiunti nei primi due anni sono in tal senso positivi.

 
Andamento degli investimenti nel settore idrico (mld Euro)


Le attese degli operatori del settore sono ora rivolte ad una regolazione della qualità del servizio che premi quanto già è stato fatto dalle aziende più virtuose e funga da stimolo per le altre.

 

Scenario Settore Utilities Gas Energia Elettrica Acqua Ambiente

Nel 2014 il Governo ha rappresentato chiaramente (con il Piano Cottarelli) l’esistenza di un significativo sovradimensionamento del numero di operatori attivi nei Servizi Pubblici Locali, che si traduce in uno spazio di efficientamento / razionalizzazione molto importante e che rappresenta un’opportunità di crescita per gli operatori più grandi ed efficienti del settore.
Un recente studio di Utilitatis conferma (pur con alcune differenze di perimetro) l’ordine di grandezza del settore (circa 1.100 operatori) e degli spazi di razionalizzazione esistenti. Le aziende esaminate generano un fatturato complessivo di circa 50 mld € e occupano oltre 200.000 risorse tra dirette e indirette.
In considerazione degli attesi effetti di consolidamento legati all’esito delle Gare Gas e alla convergenza verso bacini d’ambito di natura provinciale per il Ciclo Idrico, e per l’Igiene Urbana, si stima in circa 800 operatori lo spazio di razionalizzazione indirizzabile.
Ipotizzando un conseguente allineamento degli operatori attualmente sottoperformanti alle best practice, si stima un beneficio complessivo per il settore di 1,5 mld €.

 
Stima degli spazi di razionalizzazione nei Servizi Pubblici Locali


Pagina aggiornata al 2 agosto 2016

 
 
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