15 anni
6.502
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
78
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 13 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
75%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2016 e 2017

Tutela dell'aria e del suolo

Il contesto internazionale

La biodiversità è un patrimonio universale, alla base della vita dell’uomo: garantisce acqua, materie prime, cibo, formazione del suolo e regolazione del clima. Negli ultimi 50 anni le attività umane hanno modificato gli ecosistemi con una velocità e un’intensità senza precedenti. Il deterioramento della qualità di aria e suolo per effetto delle attività umane ne rappresentano una delle cause principali e amplificano gli effetti negativi del cambiamento climatico. Le conseguenze per l’uomo sono diverse: gravi rischi per la salute, legati in primo luogo a malattie respiratorie, perdita di terreni agricoli produttivi e rischio accresciuto di inondazioni e smottamenti per l’impermeabilizzazione del suolo. La qualità di aria e suolo vanno conservate perché indispensabili per la sopravvivenza e fondamentali per il benessere economico-sociale delle nazioni.

1.000 km2

L’area di suolo perso ogni anno in Europa in seguito alla costruzione di nuove infrastrutture (superficie della città di Berlino)

>60%

la quota dell’impatto delle emissioni di anidride carbonica sull’Impronta Ecologica globale nel 2012 (era pari al 41% nel 1961)

184%

la crescita del consumo di suolo in Italia tra gli anni Cinquanta e il 2016

3 m2

la superficie di suolo irreversibilmente perso ogni secondo nei primi mesi del 2016 in Italia

58%

la perdita di biodiversità negli ultimi 30 anni a livello globale

7%

la quota di morti in Italia causata dall’inquinamento atmosferico

L’Europa e l’Italia si impegnano per la tutela dell’aria

La Pianura Padana rappresenta l’area più inquinata in Italia e in Europa, insieme alle zone più industrializzate di Germania, Polonia e Gran Bretagna. Il traffico è responsabile del 40% in Europa delle emissioni di PM10 e di NOx. Anche il contributo della combustione di biomassa legnosa (legna, cippato e pellet) non è trascurabile. A febbraio 2017, l’Unione Europea ha rilanciato le due procedure aperte contro l’Italia a causa dei superamenti dei limiti giornalieri di PM10 in 30 zone di numerose regioni, fra cui Piemonte,  Lombardia, Emilia- Romagna e Veneto.

Quattro delle prime dieci città europee per concentrazioni medie annuali di PM10 e PM2.5 sono italiane (valori in μg/mc)

Più di 30 città italiane hanno infranto il limite dei 35 giorni di superamento per le PM10 nel 2016 (valori in giorni