15 anni
6.502
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
78
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 13 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
75%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2016 e 2017

Hera per la tutela del suolo

Riutilizzo di suolo nelle progettazioni del Gruppo e riutilizzo delle terre da scavo

Nel periodo 2016-2017, le opere di rete e di impianti concluse hanno previsto un utilizzo di suolo per oltre 100.000 m2, di cui il 75% ha riguardato suolo già occupato da infrastrutture esistenti.

Il Servizio Idrico Integrato, che ha visto un recupero di suolo di quasi 70 mila m2, rappresenta il contributo maggiormente rilevante, in relazione alla numerosità di interventi eseguiti nel periodo in esame.

Il Gruppo Hera fin dalle analisi preliminari alla progettazione di opere, individua soluzioni tecniche volte al riutilizzo di aree già urbanizzate e/o alla preservazione del contesto naturale delle superfici oggetto di intervento, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU al 2030.

Tra i principali criteri di progettazione, si trovano:

  • in ambito reti: estensioni realizzate sfruttando viabilità esistente e/o tessuto urbano, miglioramento dell’assetto di rete attraverso potenziamento o bonifica di condotte esistenti, posa di nuove tubazioni in adiacenza di servizi già presenti;
  • in ambito impianti: riutilizzo di aree e infrastrutture già esistenti/occupate; dismissione dell’infrastruttura e ripristino/restituzione dell’area al termine del ciclo di vita, utilizzo di soluzioni tecnologiche atte alla riduzione dell’ingombro dell’infrastruttura.

Tra gli interventi maggiormente rilevanti si evidenzia la riqualificazione/demolizione dei serbatoi pensili a servizio delle reti idriche gestite dal Gruppo a Bologna, con l’obiettivo di mitigare il rischio derivante da azioni sismiche su oggetti in elevazione, con un recupero di terreno di circa 3.900 m2 e l’adeguamento del depuratore di Cesenatico, che ha consentito un incremento della capacità di trattamento e di miglioramento delle condizioni ambientali per un’estensione di 2.500 m2.

Un altro intervento importante è la riqualificazione del litorale riminese del quale si parla più nello specifico all’interno dei case study di questo capitolo.

Nel periodo 2018-2021 si stima di riutilizzare circa 725 mila m2 di suolo nella progettazione di infrastrutture, ovvero i 2/3 del suolo totale coinvolto da nuove progettazioni.

La biodiversità

Rispetto alla protezione e alla conservazione degli habitat e delle specie selvatiche, l’Unione Europea ha emanato due dispositivi normativi, la direttiva 409/79 del Consiglio, adottata nell’aprile 1979 che riguarda la conservazione degli uccelli selvatici (detta “Direttiva Uccelli”) e la direttiva 43/92 del Consiglio, adottata nel maggio 1992 che riguarda la conservazione degli habitat naturali, della fauna e della flora selvatica (detta “Direttiva Habitat”). Tali direttive hanno creato una rete ecologica coerente di spazi protetti dislocati nel territorio dell’Unione Europea, denominata Natura 2000.

I due maggiori impianti di captazione della provincia di Ferrara, Pontelagoscuro e Stellata, sono situati sul fiume Po all’interno della Zona di Protezione Speciale denominata “Fiume Po da Stellata a Mesola e Cavo napoleonico”. Il depuratore situato nel territorio di Ravenna (Marina di Ravenna) si colloca all’interno del sito di interesse comunitario denominato “Piallassa Piombone” e scarica i reflui depurati all’interno della zona di protezione speciale “Piallassa Baiona”.

Il Gruppo Hera esegue, a salvaguardia della biodiversità, test di tossicità acuta sugli impianti di depurazione. Nel periodo 2005-2017 tali test hanno evidenziato che le acque scaricate non presentano forme di tossicità.