8.120
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
62,4
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 22 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
68%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2018

Hera per la tutela del suolo

Riutilizzo di suolo nelle progettazioni del Gruppo e riutilizzo delle terre da scavo

Nel 2018, le opere di rete e di impianti concluse hanno previsto un utilizzo di suolo per quasi 170.000 mq, di cui il 68% ha riguardato suolo già occupato da infrastrutture esistenti. Il Servizio Idrico Integrato, che ha visto un recupero di suolo di oltre 95.000 mq, rappresenta il contributo maggiormente rilevante, in relazione alla numerosità di interventi eseguiti nel periodo in esame.

Il Gruppo Hera fin dalle analisi preliminari alla progettazione di opere, individua soluzioni tecniche volte al riutilizzo di aree già urbanizzate e/o alla preservazione del contesto naturale delle superfici oggetto di intervento, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030.

Tra i principali criteri di progettazione, si trovano:

  • in ambito reti: estensioni realizzate sfruttando viabilità esistente e/o tessuto urbano, miglioramento dell’assetto di rete attraverso potenziamento o bonifica di condotte esistenti, posa di nuove tubazioni in adiacenza di servizi già presenti;
  • in ambito impianti: riutilizzo di aree e infrastrutture già esistenti/occupate; dismissione dell’infrastruttura e ripristino/restituzione dell’area al termine del ciclo di vita, utilizzo di soluzioni tecnologiche atte alla riduzione dell’ingombro dell’infrastruttura.

Il 2018 ha visto la conclusione di numerosi lavori che hanno comportato un notevole recupero di suolo, tra i quali spiccano certamente gli interventi in ambito depurativo. Tra questi spiccano l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Cesena (20.000 mq), la realizzazione della vasca di testa dell’impianto di depurazione di Riccione (14.000 mq) e l’intervento di recupero dell’impianto di via dell’Ambiente a Ozzano dell’Emilia -Bologna (5.000 mq).

Nel periodo 2019-2022 si stima di riutilizzare quasi 700.000 mq di suolo nella progettazione di infrastrutture, ovvero i 3/4 del suolo totale coinvolto da nuove progettazioni.

La biodiversità

Rispetto alla protezione e alla conservazione degli habitat e delle specie selvatiche, l’Unione europea ha emanato due dispositivi normativi, la direttiva 409/79 del Consiglio, adottata nell’aprile 1979 che riguarda la conservazione degli uccelli selvatici (detta “Direttiva Uccelli”) e la direttiva 43/92 del Consiglio, adottata nel maggio 1992 che riguarda la conservazione degli habitat naturali, della fauna e della flora selvatica (detta “Direttiva Habitat”). Tali direttive hanno creato una rete ecologica coerente di spazi protetti dislocati nel territorio dell’Unione europea, denominata Natura 2000.

I due maggiori impianti di captazione della provincia di Ferrara, Pontelagoscuro e Stellata, sono situati sul fiume Po all’interno della zona di protezione speciale denominata “Fiume Po da Stellata a Mesola e Cavo napoleonico”. Il depuratore situato nel territorio di Ravenna (Marina di Ravenna) si colloca all’interno del sito di interesse comunitario denominato “Piallassa Piombone” e scarica i reflui depurati all’interno della zona di protezione speciale “Piallassa Baiona”.

Il Gruppo Hera esegue, a salvaguardia della biodiversità, test di tossicità acuta sugli impianti di depurazione.