15 anni
6.502
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
78
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 13 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
75%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2016 e 2017

Le emissioni di ossidi di azoto e di anidride carbonica, delle 12 centrali a servizio del teleriscaldamento, sono aumentate rispettivamente del 7,7% e dell’10,2% rispetto al 2016, per effetto della maggior produzione della centrale Barca di Bologna, ristrutturata e operativa nuovamente da inizio 2017.

Nel 2017 gli impianti a servizio del teleriscaldamento hanno prodotto complessivamente 687 gigawattora di energia elettrica e termica, in aumento rispetto al 2016 del 3,5%. Le manutenzioni effettuate nel parco impianti e le ottimizzazioni sulla produzione e sulla gestione delle reti e la gestione integrata del portafoglio fonti  hanno permesso un risparmio, rispetto al 2016, di 3.588 TEP pari al 10,6% in più. In uno dei sistemi maggiori come Ferrara si è ottenuto, ad esempio, un risparmio del 20% in termini di ossidi di azoto e tonnellate di CO₂ emessa rispetto al 2016, in quanto è stata utilizzata maggiormente la fonte rinnovabile WTE rispetto all’uso delle caldaie tradizionali dovuto all’intervento di potenziamento della sezione di scambio all’interno del WTE (installazione secondo scambiatore in collaborazione con HeraTech s.r.l.).

Il rapporto tra le emissioni e l’energia prodotta fornisce una misura delle emissioni specifiche. Nel 2017 sono stati emessi 179 grammi di ossidi di azoto per ogni megawattora di energia prodotta (-4,1%% rispetto al 2016) e 184 grammi di anidride carbonica per ogni chilowattora (-0,4% rispetto al 2016).

Emissioni in atmosfera da teleriscaldamento
t 2015 2016 2017
Ossidi di azoto 106,4 114,2 123,0

I dati si riferiscono alle centrali termiche e cogenerative che alimentano il teleriscaldamento (fonte dei fattori di emissione per l’NOx: Corinair 2004 per le caldaie e dati da costruttori per i cogeneratori). I dati non includono la centrale di Imola riportata di seguito.

Considerando le concentrazioni di ossidi di azoto, monossido di carbonio e polveri, le concentrazioni delle emissioni in atmosfera degli impianti di cogenerazione a servizio del teleriscaldamento sono state pari al 55% dei limiti previsti dalle autorizzazioni degli impianti (il 67% dei limiti per gli ossidi di azoto, il 31 % per il monossido di carbonio e il 3,0 % per le polveri).

Emissioni in atmosfera da teleriscaldamento (2017)
t Ossidi di azoto
Bologna 65,0
Ferrara 5,9
Forlì-Cesena 29,5
Imola-Faenza 2,2
Modena 19,0
Ravenna 1,3
Totale 123,04

I dati si riferiscono alle centrali termiche e cogenerative che alimentano il teleriscaldamento (fonte dei fattori di emissione per l’NOx: Corinair 2004 per le caldaie e dati da costruttori per i cogeneratori). I dati non includono la centrale di Imola riportata di seguito.

 

Le emissioni della centrale di cogenerazione di Imola