15 anni
6.502
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
78
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 13 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
75%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2016 e 2017

Le emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori

Ogni impianto di termovalorizzazione rifiuti del Gruppo Hera è dotato di sistemi di depurazione fumi e di controllo del processo e delle emissioni progettati e realizzati, con l’obiettivo di ottenere:

  • elevate performance di depurazione fumi in tutte le condizioni di processo;
  • elevata versatilità gestionale;
  • elevata affidabilità dei sistemi di controllo delle emissioni.

Al fine di perseguire tali obiettivi, i nuovi impianti e quelli che sono sati oggetto di ristrutturazione (Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Rimini) sono caratterizzati dalle seguenti dotazioni impiantistiche:

  • doppio sistema di reazione e filtrazione per l’abbattimento delle concentrazioni di polveri, acido cloridrico, acido fluoridrico, anidride solforosa, metalli pesanti, diossine e furani e idrocarburi policiclici aromatici (nell’impianto di Modena sono presenti un filtro a maniche e un elettrofiltro);
  • doppio sistema di reazione (non catalitico e catalitico) per la riduzione delle concentrazioni di ossidi di azoto;
  • doppio sistema di monitoraggio fumi per il controllo del processo: i due sistemi misurano le concentrazioni dei principali inquinanti in uscita dal forno e a valle del primo stadio di reazione e filtrazione, sulla base delle quali è regolato il quantitativo di reattivi necessari all’ottenimento di performance di depurazione che garantiscano il rispetto dei limiti normativi alle emissioni e si attestino a valori mediamente inferiori dell’80-90% rispetto a essi;
  • doppio sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni al camino: uno di riserva all’altro al fine di garantire la continuità di analisi delle concentrazioni nelle emissioni in atmosfera.

La possibilità di disporre di doppi sistemi di depurazione e monitoraggio in serie (in parallelo per quanto riguarda il monitoraggio al camino) permette di perseguire con efficacia gli obiettivi sopra descritti.

Si riportano in questo paragrafo anche i dati relativi all’impianto a Biomasse di Faenza (gestito dalla società Enomondo partecipata al 50% da Herambiente e non consolidata con il metodo integrale), dotato di un doppio sistema di reazione (non catalitico e catalitico) per la riduzione delle concentrazioni di ossidi di azoto.

Gli impianti di Padova, Pozzilli e Trieste hanno un singolo sistema di reazione e filtrazione per l’abbattimento delle concentrazioni di polveri, acido cloridrico, acido fluoridrico, anidride solforosa, metalli pesanti, diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici, un singolo sistema di reazione per la riduzione delle concentrazioni di ossidi di azoto (doppio per Padova) e un singolo sistema di monitoraggio dei fumi.

Oltre a quanto sopra descritto, in termini di controlli delle emissioni e degli impatti ambientali si operano annualmente:

  • controlli puntuali ai camini, con frequenze definite nell’autorizzazione integrata ambientale, per quei parametri che non possono essere rilevati in continuo, ricorrendo a laboratori certificati;
  • controlli sulle ricadute al suolo degli inquinanti: attraverso programmi di monitoraggio esterno in collaborazione con università ed enti di ricerca vengono svolte analisi sulle deposizioni al suolo (sui terreni, sui vegetali, ecc.) al fine di accertare che le emissioni, ancorché all’interno dei restrittivi limiti di legge, non comportino alcun impatto significativo sull’ambiente circostante.
Emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori
t 2015 2016 2017
Polveri 7,3 6,4 6,2
Acido cloridrico 17,0 15,6 17,4
Ossidi di azoto 744,4 703,7 705,3
Ossidi di zolfo 13,7 11,7 14,9
Monossido di carbonio 75,6 72,7 83,0
Acido fluoridrico 0,8 0,7 0,6
Carbonio Organico Totale 8,9 9,4 10,4
Rifiuti trattati negli impianti (migliaia di t) 1.425 1.439 1.403
Energia elettrica netta prodotta (MWh) 871.786 828.906 802.675
Energia termica prodotta (MWh) 219.864 239.282 265.920

I dati sono calcolati utilizzando i sistemi di misurazione in continuo approvati dagli organi di controllo al momento dell’autorizzazione al funzionamento dell’impianto. I sistemi dei singoli impianti utilizzano procedure di raccolta e calcolo delle sostanze emesse parzialmente non uniformi. Incluso il termovalorizzatore di Enomondo.

L’analisi dei flussi di massa evidenzia un miglioramento in riferimento alle emissioni di acido fluoridrico (-7,2% rispetto al 2016) e delle emissioni totali di polveri (-2,6% rispetto al 2016), mentre si registra un incremento per le altre sostanze analizzate. Si precisa inoltre che per tutti gli inquinanti monitorati in continuo, le concentrazioni medie al camino sono state anche nel 2017 molto inferiori ai limiti consentiti dalla legge: da un massimo del 97% inferiori ai limiti di legge per gli ossidi di zolfo a un minimo del 59% per gli ossidi di azoto.

Per quanto riguarda gli inquinanti non monitorati in continuo si possono stimare le emissioni totali partendo dai risultati delle analisi svolte nell’anno. Nel 2017 sono stati emessi 154 kg di metalli (200 nel 2016), 0,55 kg di idrocarburi policiclici aromatici (0,66 nel 2016) e 40,9 mg di diossine (24,3 nel 2016). Tutti i valori sono di almeno il 94% al di sotto dei limiti di legge.

I risultati delle misure effettuate alle emissioni dei termovalorizzatori del Gruppo Hera confermano che essi, essendo dotati delle migliori tecnologie disponibili ed eserciti al meglio, emettono polveri, diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli in misura molto inferiore rispetto ai valori limite di emissione. Rispetto agli altri parametri, oggetto di monitoraggio in continuo, si evidenziano presso gli impianti dotati del doppio sistema di reazione per la riduzione degli ossidi di azoto (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena e Rimini) concentrazioni ampiamente al di sotto non solo dei limiti di legge, ma anche dei valori limite prescritti dalle autorità locali, molto più restrittivi di quelli stabiliti dalla normativa nazionale.

Il D.Lgs. 133/2005 prevede il monitoraggio in continuo delle emissioni al camino per sette parametri. A questi si aggiunge il mercurio monitorato in continuo negli impianti di Ferrara, Forlì, Modena e Rimini.

Emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori rispetto ai limiti di legge D.Lgs. 133/2005 - (valori ottimali<100%), 2017
Incluso il termovalorizzatore di Enomondo.
Emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori rispetto ai limiti di legge D.Lgs. 133/2005- parametri monitorati in continuo (valori ottimali<100%),media ponderata sui volumi di rifiuti trattati degli impianti gestiti

Il rinnovamento impiantistico ha consentito di migliorare notevolmente le percentuali di abbattimento delle emissioni inquinanti:

  • nel gennaio 2008 sono entrate a regime le due nuove linee del termovalorizzatore di Ferrara;
  • dall’inizio del 2009 è a regime il nuovo impianto di Forlì;
  • nell’aprile 2010 è entrata a regime la nuova linea 4 del termovalorizzatore di Modena;
  • dall’ottobre 2010 è a regime la nuova linea 4 del termovalorizzatore di Rimini.

Nel 2017 le concentrazioni delle emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori sono state mediamente pari al 14,5% dei limiti di legge. Ciò significa che nel 2017 le emissioni sono inferiori dell’85,5% rispetto al limite consentito, mentre nel 2003 questa percentuale si collocava al 59%. Anche i parametri che non prevedono il monitoraggio in continuo (somma metalli, idrocarburi policiclici aromatici, diossine e furani, cadmio e tallio, mercurio) hanno livelli inferiori ai limiti di legge: da -94% a -99%. Se si escludono i 2 impianti di AcegasApsAmga e gli impianti di Pozzilli e Enomondo, i valori nel 2017 (13,4% dei limiti di legge) sono in leggero aumento rispetto al 2016 (12,9%), stabili rispetto al 2015 (13,4%) e quasi dimezzati rispetto al valore del 2005 (25,5%).

Emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori rispetto ai limiti di legge D.Lgs. 133/2005- parametri monitorati in continuo (valori ottimali<100%),dettaglio per impianto

Le autorizzazioni integrate ambientali relative agli impianti di Ferrara, Forlì e Modena prevedono anche il monitoraggio in continuo del mercurio.
% 2015 2016 2017
Termovalorizzatore di Bologna (Fea) 27,3% 27,1% 28,3%
Termovalorizzatore di Ferrara 10,2% 10,7% 10,2%
Termovalorizzatore di Forlì 20,8% 21,3% 22,2%
Termovalorizzatore di Modena 19,5% 17,4% 16,7%
Termovalorizzatore di Ravenna (rifiuti speciali) 12,2% 11,6% 11,4%
Termovalorizzatore di Faenza (Enomondo) 15,9% 16,9% 20,7%
Media 17,6% 17,5% 18,2%

Lo stesso indicatore è stato calcolato per i 6 impianti con limiti autorizzativi più stringenti rispetto alla normativa italiana per l’anno 2017 (per gli otto parametri monitorati in continuo in media i limiti stabiliti nelle autorizzazioni corrispondono al 73% dei limiti presenti nel D.Lgs. 133/2005); i dati sono riportati nella tabella precedente. Anche in questo caso i risultati sono eccellenti: le concentrazioni sono mediamente inferiori dell’81% circa rispetto ai limiti più restrittivi. Si fa notare che i limiti previsti dalle singole autorizzazioni sono differenti impianto per impianto e ciò non ne permette la confrontabilità.

Relativamente ai parametri per i quali il D.Lgs. 133/2005 non prevede il monitoraggio in continuo (somma metalli, idrocarburi policiclici aromatici, diossine e furani, cadmio e tallio, mercurio), il Gruppo Hera, escludendo l’impianto di Faenza, ha effettuato nel 2017, un totale di 708 campionamenti, un numero considerevolmente superiore rispetto ai 225 previsti dalle norme nazionali. Nei 6 impianti per i quali le AIA prevedono un numero di campionamenti superiore a quanto previsto dalla legge sono stati effettuati 658 campionamenti (in aumento rispetto al 2016 di 8 campionamenti) rispetto ai 524 previsti. Anche nel 2017 come negli anni precedenti gli impianti di Hera hanno rispettato i limiti autorizzativi relativi ai quantitativi dei rifiuti trattati, alla loro tipologia e laddove presente alla loro provenienza geografica.

Percentuale di saturazione della potenza termica dell’impianto
% 2015 2016 2017
Termovalorizzatore di Bologna (FEA) 93% 93% 93%
Termovalorizzatore di Ferrara 95% 97% 98%
Termovalorizzatore di Forlì 87% 95% 94%
Termovalorizzatore di Modena 95% 94% 95%
Termovalorizzatore di Ravenna 100% 100% 98%
Termovalorizzatore di Rimini 99% 100% 99%
Termovalorizzatore di Pozzilli 100% 98% 95%
Termovalorizzatore di Faenza (Enomondo) 93% 100% 100%
Media ponderata sulla potenza termica 95% 97% 96%

Escluso AcegasApsAmga.

Tenuto conto che nel 2017 i termovalorizzatori indicati in tabella hanno trattato le quantità di rifiuto sostanzialmente corrispondenti alle quantità autorizzate, e tenuto conto del potere calorifico di tali rifiuti, il valore medio della percentuale di saturazione della potenza termica è stata pari al 96%. Ciò significa che gli impianti nel 2017 sono stati utilizzati per il 96% della loro potenzialità.

Presso i termovalorizzatori si utilizza metano nelle fasi di avviamento e di fermata e per sostenere la combustione qualora il potere calorifico del rifiuto trattato sia basso: il consumo complessivo del 2017, escluso Hestambiente e l’impianto di Enomondo, è stato di oltre 8 milioni di metri cubi. Rispetto al 2016, si ha un aumento dei consumi di metano di oltre 860 mila metri cubi nonostante la riduzione dei rifiuti trattati del 2%. Questo aumento è dovuto principalmente a un aumento nei consumi di metano degli impianti di Ravenna, Forlì, , Bologna e Ferrara in parte compensata dalla riduzione dei consumi nel forno inceneritore di Ravenna e nel termovalorizzatore di Modena.

Energia elettrica prodotta rispetto ai rifiuti smaltiti
KWh/t ante-revamping 2016 2017 Delta 2017 e situazione ante revamping
Termovalorizzatore di Ferrara 251 484 395 57%
Termovalorizzatore di Forlì 295 528 513 74%
Termovalorizzatore di Modena 282 542 588 109%
Termovalorizzatore di Rimini 351 478 468 33%
Media ponderata sui volumi di rifiuti trattati 290 511 503 73%

Per alcuni impianti vengono riportate le informazioni relative alle performance espresse come rapporto tra l’energia elettrica prodotta e i rifiuti smaltiti, con evidenza dei miglioramenti ottenuti a seguito degli interventi di revamping effettuati sugli stessi impianti. Dopo il rinnovo dei termovalorizzatori, le performance relative alla produzione di energia elettrica degli impianti sono migliorate del 73%.

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