62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

Gestione sostenibile della risorsa idrica

Il contesto internazionale

L’aumento dei consumi idrici, l’inquinamento, la scomparsa degli habitat e il cambiamento climatico mettono in pericolo le riserve naturali di acqua dolce compromettendo gli ecosistemi naturali, con conseguenze negative per la salute e la sicurezza dell’uomo.  È necessario adottare un sistema di gestione sostenibile della risorsa idrica in un’ottica circolare, che permetta di immagazzinare, conservare e riutilizzare l’acqua riducendo sprechi e dispersioni. La riduzione dei consumi idrici e la ricostruzione degli ecosistemi acquatici sono due aspetti chiave nella lotta al cambiamento climatico.

60%

dei corpi idrici europei non raggiunge l’obiettivo di “buono stato ecologico” (Eea)

6,5 MILIONI AL MINUTO

i litri d’acqua dispersi nella rete idrica italiana (Corriere della Sera)

4

le procedure di infrazione aperte dall’Europa nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva sulla depurazione (Eu)

+55%

la crescita della domanda di acqua dolce a livello globale prevista tra il 2010 e il 2050 (Fao)

81%

della biodiversità di acqua dolce è diminuita tra il 1970 e il 2012 per inquinamento, sfruttamento e alterazione dei corpi idrici (Wwf)

10

le Regioni italiane che nell’agosto 2017 erano pronte a richiedere lo stato di calamità a causa della siccità (Sole 24 Ore)

I nuovi impegni europei per la tutela dell’acqua

Nel maggio 2018 la Commissione Europea ha pubblicato una proposta di regolamento sui requisiti minimi per il riutilizzo dell’acqua in agricoltura a scopi irrigui, per trovare una risposta alla scarsità idrica, proteggendo al contempo la salute umana. Per quanto concerne invece gli standard di qualità dell’acqua potabile, è stata proposta una revisione della Drinking Water Directive (2018), per allinearli ai dati scientifici più aggiornati.

Italia: evidenti ritardi nella gestione del sistema idrico

La protezione delle acque superficiali è disciplinata dalla Direttiva 2000/60/CE. La Direttiva ha stabilito il raggiungimento di un “buono stato ecologico” per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015, che l’Italia non ha raggiunto. La qualità delle acque superficiali è influenzata anche dal livello di trattamento delle acque reflue, regolate dalla Direttiva 91/271/CEE. In Italia permane un 10% di acque reflue non depurate, e nel 2018 è stata avviata una nuova procedura d’infrazione in materia.

Il rischio siccità e la carenza di investimenti

Le evoluzioni delle condizioni climatiche hanno determinato anche in Italia una situazione di scarsità idrica. Secondo i meteorologi del Centro Epson meteo, nel nostro Paese sono venuti a mancare 20 miliardi di metri cubi d’acqua nei mesi primaverili del 2017, per un volume pari quasi al 50% della “capacità di riserva” dell’intera penisola. Nonostante le necessità di preservazione della risorsa idrica, in Italia si riscontrano forti criticità nella gestione del sistema idrico, con un livello di investimenti che è meno della metà della media europea (fonte: REF Ricerche 2018).