57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

L’acqua non fatturata

La percentuale di acqua non fatturata rispetto all’acqua immessa in rete è dovuta a perdite fisiche o reali (dovute a rotture di condotte od organi idraulici, ecc.) e a perdite amministrative o apparenti (errori di misurazione dei contatori, errori nella stima del consumo presunto al 31 dicembre, autoconsumi non rilevati, consumi abusivi); queste ultime si traducono in acqua che viene effettivamente consegnata al cliente finale ma che non viene conteggiata e quindi fatturata.

Fino al 2006 le perdite di rete erano calcolate come differenza tra l’acqua immessa nella rete dell’acquedotto nell’arco dell’anno e l’acqua contabilizzata come erogata ai clienti nello stesso periodo: quest’ultimo dato era stimato al 31 dicembre di ogni anno sulla base dei consumi storici dei clienti non essendo possibile effettuare un’unica lettura al 31 dicembre di tutti i contatori. Tale stima era poi integrata per tenere conto della corretta competenza del venduto ai clienti al 31 dicembre dell’anno precedente calcolata a valle della lettura di tutti i contatori. Dal 2007 le perdite di rete vengono calcolate imputando le rettifiche derivanti dalle letture dei contatori nell’anno di competenza e garantendo così la perfetta confrontabilità tra acqua venduta e il relativo dato di immesso in rete di ciascun anno. Con questa impostazione è possibile calcolare il dato di consuntivo dell’anno solo dopo circa quattro-sei mesi dalla chiusura del bilancio (dopo la lettura di tutti i contatori). Per questo motivo nel grafico seguente non viene riportato il dato provvisorio relativo all’anno 2017.

A livello di Gruppo il dato relativo alle perdite di rete nell’anno 2016 è pari al 31,6%, mantenendosi stabile  rispetto al 2015. Il Gruppo continua a essere posizionato a un livello sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale del 39,1% nel 2016 (fonte: Istat, Dati ambientali nelle città 2016) e al 35% di media dei 12 capoluoghi di provincia più popolosi (fonte: Legambiente Ecosistema Urbano 2017).

Il corrispondente indice di perdita lineare per il 2016 è pari a 10,3 mc/km/gg, mantenendosi stabile rispetto al 2015. Si ritiene che il dato dell’acqua non fatturata per chilometro di rete sia maggiormente rappresentativo dell’efficacia e dell’efficienza del sistema di distribuzione oltre che più utile per confronti con altre aziende. Il dato delle perdite lineari nel territorio dell’Emilia-Romagna corrisponde a 9 mc/km/gg nel 2016, sostanzialmente allineato al valore medio di 8,3-8,4 mc/km/gg misurato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente su un gruppo di 32 utility europee che hanno preso parte allo studio “Performance of water utilities beyond compliance”. Un valore ancora più significativo se lo si confronta con i 27 mc/km/gg di media delle maggiori utilities italiane per il 2016 (fonte: Utilitatis, Benchmarking della Sostenibilità 2017).

Acqua non fatturata per chilometro di rete gestita (mc/km/giorno) (perdite fisiche e amministrative dell’acquedotto civile)

Acqua non fatturata (perdite fisiche e amministrative dell’acquedotto civile)
Il dato 2017 non viene riportato in quanto provvisorio.

 

L’acqua non fatturata nelle principali utility italiane