62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

L’acqua non fatturata

La percentuale di acqua non fatturata rispetto all’acqua immessa in rete è dovuta a perdite fisiche o reali (dovute a rotture di condotte od organi idraulici, ecc.) e a perdite amministrative o apparenti (errori di misurazione dei contatori, errori nella stima del consumo presunto al 31 dicembre, autoconsumi non rilevati, consumi abusivi); queste ultime si traducono in acqua che viene effettivamente consegnata al cliente finale ma che non viene conteggiata e quindi fatturata.

Fino al 2006 le perdite di rete erano calcolate come differenza tra l’acqua immessa nella rete dell’acquedotto nell’arco dell’anno e l’acqua contabilizzata come erogata ai clienti nello stesso periodo: quest’ultimo dato era stimato al 31 dicembre di ogni anno sulla base dei consumi storici dei clienti non essendo possibile effettuare un’unica lettura al 31 dicembre di tutti i contatori. Tale stima era poi integrata per tenere conto della corretta competenza del venduto ai clienti al 31 dicembre dell’anno precedente calcolata a valle della lettura di tutti i contatori. Dal 2007 le perdite di rete vengono calcolate imputando le rettifiche derivanti dalle letture dei contatori nell’anno di competenza, garantendo così la confrontabilità tra acqua venduta e il relativo dato di immesso in rete di ciascun anno. Con questa impostazione è possibile però calcolare il dato di consuntivo dell’anno solo dopo circa quattro-sei mesi dalla chiusura del bilancio (dopo la lettura di tutti i contatori). Per questo motivo nel grafico seguente non viene riportato il dato relativo all’anno 2018. In base alle informazioni disponibili alla data di approvazione del presente bilancio di sostenibilità non esistono elementi per affermare che il dato consuntivo dell’acqua non fatturato riferita all’anno 2018 si discosti in modo significativo da quello relativo all’anno 2017.

A livello di Gruppo il dato relativo alle perdite di rete (consuntivo anno 2017) è pari al 30,6%, mantenendosi stabile rispetto al 2016 (entrambi i dati calcolati secondo la nuova delibera ARERA). Il Gruppo continua a essere posizionato a un livello sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale del 41,9% nel 2015 (Fonte: Arera, Relazione annuale 2018) e al 36% di media dei capoluoghi di provincia (Fonte: Legambiente Ecosistema Urbano 2018).

Il corrispondente indice di perdita lineare (dato 2017) è pari a 10,2 mc/km/gg, sostanzialmente stabile rispetto al 2016. Si ritiene che il dato dell’acqua non fatturata per chilometro di rete sia maggiormente rappresentativo dell’efficacia e dell’efficienza del sistema di distribuzione oltre che più utile per confronti con altre aziende. Il dato delle perdite lineari nel territorio dell’Emilia-Romagna corrisponde a 9,1 mc/km/gg nel 2017, sostanzialmente allineato al valore medio di 8,3-8,4 mc/km/gg misurato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente su un gruppo di 32 utility europee che hanno preso parte allo studio “Performance of water utilities beyond compliance”. Un valore ancora più significativo se lo si confronta con i 24 mc/km/gg di media delle utilities italiane per il 2017 (Fonte: Utilitalia, Report di sostenibilità 2017).

 


Il dato 2018 non viene riportato in quanto provvisorio.

 

L’acqua non fatturata nelle principali utility italiane