15 anni
57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

Le azioni per la prevenzione del rischio siccità

Durante il 2017 la scarsità di precipitazioni è stata accompagnata da elevate temperature con conseguente incremento dei consumi, ma il servizio di fornitura di acqua è stato garantito regolarmente da Hera in tutti i territori senza alcuna interruzione o limitazione. Questo è stato possibile sia per effetto di interventi di interconnessioni delle reti acquedottistiche e differenziazione delle fonti attuati negli anni sul servizio idrico, sia attraverso attività straordinarie messe in campo per gestire la siccità estiva, in particolare in alcune zone appenniniche.

L’approvvigionamento nelle aree montane, a carattere prevalentemente sorgentizio, ha subito infatti una minore disponibilità proporzionale alla riduzione della piovosità, presentando con un anticipo di circa tre mesi la flessione della curva di esaurimento tipica delle sorgenti appenniniche, e le contestuali magre eccezionali dei corsi d’acqua hanno comportato una riduzione della produzione di acqua da alcuni impianti di potabilizzazione.

Nell’ambito appenninico, l’area modenese si è dotata negli anni di infrastrutture per gestire il fabbisogno idrico e gli originali acquedotti comunali sono stati interconnessi in modo che l’integrazione fisica dei singoli costituisse un sistema infrastrutturale in ottica di reciproca mutualità e sussidiarietà. La saturazione della capacità di trasporto dell’intero sistema acquedottistico, necessaria per trasferire la risorsa dalle zone idro-disponibili a quelle idro-esigenti, è stata resa possibile grazie alla cooperazione fra le competenze specialistiche del gestore “in loco” e quelle del telecontrollo, che hanno potuto creare e ottimizzare centralmente e prevalentemente da remoto le configurazioni necessarie.

Nell’area bolognese il sistema primario è il principale sistema acquedottistico gestito da Hera: al suo interno vengono distribuiti circa il 90% dei volumi totali prodotti in provincia di Bologna. La ridotta produzione della centrale Val di Setta, per effetto delle magre eccezionali dei corsi d’acqua che la alimentano, è stata compensata dall’utilizzo di acque di falda che hanno garantito la continuità di alimentazione al sistema primario anche in condizioni critiche. Nell’area appenninica bolognese invece, la realizzazione di 2 nuovi impianti di sollevamento in comune di Guiglia e l’interconnessione con il sistema modenese e in particolare la realizzazione di un nuovo impianto di stoccaggio e sollevamento in località Monte Severo (Monte San Pietro), hanno consentito di ridurre le alimentazioni dei serbatoi montani mediante autobotti (nel periodo estivo 2017 si è registrata una riduzione pari al 40% rispetto al 2012, ultima stagione siccitosa significativa).

In Romagna, dove Hera opera prevalentemente come distributore, la realizzazione nel ravennate da parte di Romagna Acque Società delle Fonti dell’impianto di potabilizzazione “Standiana” (in grado di trattare una portata di 1100 l/sec), ha rappresentato una risposta al problema delle riserve idriche nelle zona della costa adriatica, a forte vocazione turistica, integrando il sistema di alimentazione di Ridracoli. In ogni caso nei territori romagnoli anche gli interventi attuati da Hera negli ultimi anni hanno consentito di limitare le problematiche conseguenti all’estate siccitosa, interventi quali:

  • nell’area di Forlì-Cesena: la realizzazione e avvio della nuova interconnessione fra la rete di distribuzione acquedotto a Cesena e la condotta primaria di adduzione, l’impianto per il serbatoio Meleto a Sogliano per integrazione e potenziamento della disponibilità idrica, l’implementazione del sistema di telecontrollo presso i serbatoi di stoccaggio principali in comune di Bagno di Romagna;
  • nell’area di Ravenna: il potenziamento del sollevamento San Martino a Lugo per integrazione idrica sulla rete acquedotto di Sant’Agata sul Santerno, il potenziamento del sistema di telecontrollo per il controllo dei sollevamenti e dei livelli idrici nei serbatoi dell’acquedotto Parco Carnè di Brisighella, il  sollevamento Vaiursole e la rete acquedottistica sottesa a Marradi per migliorare l’approvvigionamento idrico della località, la realizzazione a Palazzuolo sul Senio del sollevamento idrico Faggiola per rifornire il serbatoio di Croce di Visano;
  • sul territorio di Rimini: il potenziamento del sollevamento idrico Monte Pedriccio in Comune di Saludecio per favorire la maggiore integrazione idrica per i comuni di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo, il potenziamento del sollevamento idrico Conca in Comune di Montefiore, del sollevamento idrico Miramare di Rimini, del sollevamento idrico di Cattolica, gli interventi di manutenzione straordinaria sul sistema idrico Senatello in comune di Casteldelci e Sant’Agata Feltria.

Gli interventi attuati vanno nella direzione di incrementare la gestione interconnessa delle reti acquedottistiche e di sviluppare sempre più sistemi di telecontrollo e di gestione automatizzata degli assetti idraulici in un’ottica di smart grid acquedotto, la direzione che porta a gestire e contenere le problematiche di estati siccitose straordinarie come quella del 2017.

 

L’acqua non fatturata