15 anni
57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

Transizione verso un'economia circolare

Il contesto internazionale

L’attuale modello economico è lineare: produci, usa, getta. Questo comporta l’utilizzo di grandi quantitativi di energia e materie prime e l’emissione di altrettanti rifiuti e inquinanti. L’alternativa è rappresentata dall’economia circolare, un sistema in cui le materie prime rimangono nel ciclo economico il più a lungo possibile, i prodotti raggiungono la fine del ciclo vitale dopo più riutilizzi e i rifiuti sono ridotti al minimo. Per affrontare questa transizione servono nuovi modelli di business. Servirà massimizzare il riciclo e progettare prodotti che durino per essere scambiati, riutilizzati, riparati, riprodotti e solo infine riciclati.

3

i pianeti come la Terra necessari per mantenere gli stili di vita attuali della popolazione globale nel 2050

60%

la percentuale di tutti i materiali consumati in Europa nel 2015 che non sono stati recuperati, riusati o riciclati

1 TRILIONE DI DOLLARI

il valore del cibo sprecato ogni anno a livello globale, pari circa al 6% del Pil globale

700 MILIARDI DI DOLLARI

i risparmi globali annui stimati nel settore dei beni di largo consumo, con un modello di economia circolare

14%

la percentuale di plastica riciclata a livello globale nel 2016

7%

la crescita stimata del Pil europeo dal 2015 al 2030 legata alla diffusione dell’economia circolare

La strategia europea per guidare la transizione

Il pacchetto europeo per l’economia circolare definisce alcune misure ambiziose riguardo all’intero ciclo di vita dei prodotti: da produzione e consumo fino alla gestione rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. A dicembre 2017, è stato raggiunto un accordo tra Consiglio, Commissione e Parlamento per modificare alcune direttive europee in materia di rifiuti urbani, al fine di aumentare il riciclo e ridurre l’uso della discarica. Riciclo dei rifiuti da packaging: pronti per la sfida al 2030

Rifiuti urbani in discarica: nei prossimi 20 anni dovranno più che dimezzarsi

Gli obiettivi europei sono molto sfidanti ma il trend recente è incoraggiante, con un conferito in discarica pro capite in diminuzione dal 2011 al 2016 del 31% in Europa e del 45% in Italia. Ciò è dovuto a un aumento della raccolta differenziata e al diffondersi di sistemi moderni di trattamento dei rifiuti.

Riciclo di rifiuti urbani: risultati buoni, ma l’obiettivo è ancora lontano

Riciclo dei rifiuti da packaging: pronti per la sfida al 2030

Per il tasso di riciclo dei rifiuti urbani (in particolare da packaging), i dati 2016 rivelano una situazione migliore rispetto al passato.

Gli obiettivi al 2025 per i rifiuti da imballaggio sono già stati raggiunti in Italia da tutte le filiere, tranne per quella della plastica.

Per la scadenza del 2030, invece, risultano aver raggiunto gli obiettivi i settori alluminio e legno. Nel 2016, 8,4 Mt di rifiuti da imballaggio sono stati avviati a riciclo (il 3% in più rispetto al 2015) pari al 67% dell’immesso al consumo. A questo si sommano 1,4 Mt di rifiuti da imballaggio portati a recupero energetico, pari all’11% rispetto all’immesso al consumo. In totale, il recupero nel 2016 è stato pari al 78,2%.