15 anni
57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

Le principali tipologie di rifiuti raccolte in modo differenziato sono:

  • imballaggi e similari: carta e cartone, plastica, vetro, lattine in alluminio e acciaio, legno;
  • beni durevoli: ferro, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e ingombranti;
  • rifiuti compostabili: organico da cucina e il “verde” da sfalci e potature;
  • altri rifiuti: inerti da piccole demolizioni, oli minerali e alimentari esausti, pile e accumulatori, farmaci e altri rifiuti urbani pericolosi.

Nel 2016 la raccolta differenziata è stata pari a 1.238,9 mila tonnellate (+1,9% rispetto al 2016). La percentuale di raccolta differenziata, data dal rapporto tra la quantità di rifiuti urbani raccolti in forma differenziata e quelli totali, è passata, a livello di gruppo dal 56,6% del 2016 al 57,7% del 2016. Escludendo AcegasApsAmga e Marche Multiservizi il valore sale al 58,1%. La media nazionale rilevata dall’ISPRA per il 2016 è pari a 52,5%. Nei 9 capoluoghi gestiti da Hera la raccolta differenziata si attesta nel 2016 al 53,4% contro valori pari a 44,2% nei capoluoghi nazionali e del 54,0% nelle città del Nord Italia (medie ponderate, fonte Legambiente, Ecosistema Urbano 2017). Il target 2018 di raccolta differenziata è pari a 60,6% (61,0% per Hera Spa, 53,4% per AcegasApsAmga e 66,2% per Marche Multiservizi). Nel 2021 si prevede di raggiungere un livello di raccolta differenziata pari al 70%.

Raccolta differenziata
La percentuale di raccolta differenziata è calcolata comprendendo le quantità di rifiuti provenienti dalle attività di spazzamento delle strade ed escludendo i rifiuti provenienti da arenile e, dal 2013, tenendo conto della DGR Emilia-Romagna n. 2317/2009. Tra la raccolta differenziata vengono conteggiati anche i rifiuti assimilati conferiti a recupero dal produttore e i rifiuti differenziati raccolti da terzi o direttamente dai Comuni. I diversi criteri di assimilazione definiti da Atersir, dalle Agenzie di ATO e dai Comuni possono concorrere a generare differenze tra le percentuali rilevate sui territori.

Nella raccolta differenziata del Gruppo vengono inclusi i rifiuti assimilati conferiti a recupero dal produttore e i rifiuti differenziati raccolti da terzi, come previsto dalla DGR n.2317/2009 e recepito nei regolamenti comunali e di area territoriale vigenti. La situazione è molto diversificata nei territori e dipende dalle revisioni dei regolamenti dei singoli Comuni. Nel 2017 queste quantità sono state pari a circa 132 mila tonnellate, escludendo AcegasApsAmga e Marche Multiservizi, con un incidenza del 13% sul totale della raccolta differenziata e in calo rispetto al 2016 (circa -3%); occorre comunque evidenziare che tali quantitativi risultano soggetti a differenti tempistiche e dinamiche non direttamente correlate ai servizi presenti sul territorio. A livello di Gruppo queste quantità hanno una incidenza del 11% sul totale della raccolta differenziata, in linea con il dato 2016.

In Emilia-Romagna la L.R. n.16 del 2015 sull’Economia Circolare ha posto come obiettivo minimo al 2020 l’avvio della Tariffa Puntuale su tutto il territorio regionale. La Tariffa Puntuale è uno degli strumenti economico-finanziari per l’attuazione del Piano Regionale Gestione Rifiuti e prevede che il pagamento del servizio di igiene ambientale non sia più solo legato alla superficie abitativa e al numero di inquilini dell’abitazione, ma anche alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. La tariffa puntuale premia i comportamenti virtuosi.

Per quanto riguarda le raccolte territoriali, che intercettano la maggior quota di flussi, i diversi sistemi che Hera sta implementando nel territorio sono quindi orientati alla futura applicazione della tariffazione puntuale:

  • contenitori stradali con sistema di controllo e riconoscimento utente (calotta);
  • raccolte domiciliari con contenitori dotati di tag-transponder;
  • centri di raccolta con sistemi di pesatura e registrazione utente.

In molti comuni convivono sistemi territoriali misti (ad esempio, stradale per alcuni materiali e porta a porta per altri materiali; stradale in alcune aree e porta a porta in altre): nei prospetti che seguono, per semplicità, si riclassificano i sistemi di raccolta territoriali presenti in ciascun comune secondo il modello prevalente.

Sistemi prevalenti di raccolta rifiuti utilizzati nel territorio
numero comuni serviti 2015 2016 2017 % 2017 (sul numero di cittadini)
Raccolta stradale 145 127 106 67%
Raccolta stradale con meccanismi di controllo del conferimento 20 23 32 16%
Sistema misto (rifiuti indifferenziati domiciliare e rifiuti differenziati stradale) 13 24 3%
Porta a porta integrale 24 24 25 14%
Totale 189 187 187 100%

In Emilia-Romagna, in vista della progressiva introduzione della tariffazione puntuale nel territorio, sono in corso e continueranno nei prossimi anni le attività di riorganizzazione dei servizi per consentire l’identificazione e misurazione dei conferimenti. Nel 2017 le principali modifiche organizzative hanno portato all’estensione dei sistemi con controllo dei conferimenti; in 8 comuni tali sistemi sono entrati a regime: Castelfranco Emilia, San Cesario sul Panaro, Molinella, Imola e i comuni della Vallata del Santerno.  Complessivamente i sistemi con controllo conferimenti risultano prevalenti in 31 comuni (ai quali si aggiunge 1 comune nel territorio del Triveneto), principalmente della provincia di Rimini, ma si stanno estendendo anche nei territori della provincia di Bologna (11 comuni) e Modena (2 comuni). Nell’ultimo trimestre 2017 anche altri comuni, tra cui Ferrara ed alcuni comuni Modenesi, hanno provveduto alla riorganizzazione del servizio con meccanismi di controllo che sono diventati pienamente operativi nel gennaio 2018 contemporanamente all’introduzione della  tariffazione puntuale; per questo motivo nella tabella riportata sono conteggiati con raccolta stradale. Il sistema porta a porta risulta per il 2017 stabile con 16 comuni (ai quali si aggiungono 3 comuni nel territorio del Triveneto e 6 nelle Marche).

I dati 2017 evidenziano i buoni risultati raggiungibili con il sistema di raccolta stradale con meccanismi di controllo del conferimento: 63,8% di raccolta differenziata, dato incoraggiante e non lontano dal 68,7% dei comuni con il sistema porta a porta, considerando che il sistema stradale senza meccanismi di controllo si attesta a un 54,7%.  A dare inizio a questo percorso è stato il Comune di Budrio che è passato ufficialmente a tariffa corrispettiva puntuale dal primo gennaio 2016 con un sistema di porta a porta; dal 2017 è passato anche San Giovanni in Marignano con un sistema stradale e “calotta” sui cassonetti dell’indifferenziato e dal 2018 i Comuni di Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Ferrara, Monte San Pietro e San Cesario sul Panaro.  Nei comuni della Provincia di Modena è stata implementata l’estensione del sistema di controllo elettronico dei conferimenti sui contenitori stradali di tutte le filiere; nei comuni di San Cesario sul Panaro e Castelfranco Emilia il sistema è entrato a regime nella prima metà dell’anno. Anche alcuni comuni dell’Imolese (Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel Del Rio) hanno introdotto sistemi di controllo elettronico per raccolte stradali per tutte le filiere.

I comuni delle aree servite di Padova e Trieste si dividono equamente tra raccolta stradale e raccolta stradale con meccanismi di controllo o porta a porta. Nel 2017 è stato avviata la raccolta porta a porta per ulteriori 10.000 residenti del comune di Padova (Guizza/Bassanello) mentre nel comune di Abano Terme, nello stesso periodo per 15.300 residenti è stata avviato il servizio con controllo puntuale dei conferimenti (calotta con tessera d’accesso). Le iniziative hanno portato a un forte aumento della raccolta differenziata per Abano Terme (circa +15% rispetto allo stradale, attestandosi ben oltre il 70%). Per Padova, l’avvio del porta a porta nel quartiere Guizza ha incrementato leggermente la percentuale di differenziata. Nel corso del 2018 è previsto l’avvio del porta a porta nel quartiere Mortise/San Lazzaro (circa 8.500 abitanti) e l’introduzione dei sabati ecologici, giornate in cui verranno allestiti dei “centri di raccolta mobili” in diverse zone della città, presso i quali operatori di AcegasApsAmga assisteranno i cittadini nella consegna di quelle tipologie di rifiuti che non possono essere conferite nei contenitori stradali dedicati alla raccolta differenziata, come mobili, elettrodomestici, scarti di giardino, o batterie.

Nel territorio servito delle 11 comuni nel 2017 sono passata al sistema misto, effettuato mediante raccolta domiciliare del residuo secco indifferenziato e raccolta stradale delle frazioni recuperabili, e 1 comune è passato al porta a porta integrale. I comuni di Pesaro e Urbino sono ripartiti nei tre sistemi di raccolta.

Un indicatore utile a valutare l’efficacia della raccolta differenziata è il valore pro capite espresso in chilogrammi/abitante/anno, che consente importanti analisi sulle quantità di rifiuti avviate a recupero, sia complessive sia per singola filiera; la raccolta differenziata pro capite è stata nel 2017 pari a 378 chilogrammi per abitante a livello di Gruppo, valore in crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Significativo rimane il confronto con il dato medio nazionale 2016 (261 chilogrammi pro capite) e con quello riferito al Nord Italia (328 chilogrammi) rilevati dall’ISPRA, anche in conseguenza dell’elevata assimilazione dei rifiuti nel territorio servito da Hera.

Raccolta differenziata percentuale e pro capite (dati 2016)

Considerando i capoluoghi di provincia con una popolazione superiore a 100.000 abitanti, 5 delle prime dieci città con le migliori performance in Italia in termini di raccolta differenziata pro capite sono gestite dal Gruppo Hera.

Raccolta differenziata pro capite, chilogrammi, comuni con più di 100.000 abitanti (2016)

Considerando invece i capoluoghi di provincia con la popolazione superiore ai 300.000 abitanti, Bologna si colloca al secondo posto in Italia mentre si trovava al quarto posto nel 2012 (fonte: elaborazione su dati Legambiente, Ecosistema Urbano 2017).

Raccolta differenziata pro capite, chilogrammi, comuni con più di 300.000 abitanti (2016)

Relativamente ai singoli territori, considerando il dato pro capite, è particolarmente rilevante la crescita della raccolta differenziata nel comune di Ferrara (+11,3%), che nel 2017 ha avviato l’adeguamento del sistema di raccolta in ottica di tariffazione puntuale; tale incremento è rafforzato da una riduzione dei rifiuti indifferenziati (-14,4%). Da evidenziare anche l’incremento di raccolta differenziata per l’area di Bologna dovuto ai nuovi progetti (+ 3,3%), tra cui quello che ha coinvolto il centro storico del capoluogo regionale, anche in questo caso si registra in concomitanza una riduzione del rifiuto indifferenziato. Per quanto riguarda l’Area di Imola Faenza si registra un forte incremento della raccolta differenziata gestita (+7%) dovuto ai nuovi progetti (introduzione sistemi di controllo dei conferimenti) corredato da una riduzione dell’indifferenziato (-7,7%); tale crescita è però totalmente “assorbita” dal forte decremento della quota “non gestita” soggetta, come già evidenziato in precedenza, ad andamenti e logiche non correlate ai servizi.

Anche a livello di percentuale di raccolta differenziata, Ferrara fa registrare un fortissimo incremento rispetto all’anno precedente, arrivando a 62,1%. Il 2017 si chiude quindi con 3 territori che superano quota 60%: l’area di Rimini (60,7%), l’area di Modena (63,0%) e appunto Ferrara; gli altri territori presentano tutti valori al di sopra del 55%.

Per quanto riguarda il dato di raccolta differenziata relativo alle tipologie di materiale raccolto, si evidenzia il dettaglio delle singole filiere con le  più significative variazioni nel 2017 rispetto al 2016:

  • riduzione delle raccolte multimateriali (-11,1%), in via di dismissione in Emilia-Romagna e nel triveneto;
  • crescita della categoria inerti (+14,9%), legno (+10,2%) e della raccolta di plastica (+8,3%) e vetro (+6,4%), queste ultime due oggetto di campagne di comunicazione specifiche in collaborazione con i rispettivi Consorzi di filiera;
  • in calo il verde (-5,3%) la cui produzione è fortemente influenzata dagli andamenti stagionali e la carta/cartone la cui diminuzione è imputabile alla sola componente “non gestita”;
  • in crescita la voce “altro” in conseguenza della contabilizzazione nella raccolta differenziata, a partire dal 2017, delle terre da spazzamento nel triveneto.
Raccolta differenziata per tipologia di rifiuto
Migliaia di t 2015 2016 2017
Carta e cartone 251,7 259,5 258,5
Scarti verdi 252,4 240,3 227,7
Vetro 92,3 95,1 101,2
Rifiuti organici 183,7 197,3 204,1
Contenitori in plastica 81,4 85,4 92,9
Rifiuto da raccolta multimateriale 64,8 65,8 58,6
Legno 86,7 90,7 99,9
Ingombranti 48,0 50,5 50,8
Inerti 52,7 59,1 67,9
Ferro 27,0 27,9 28,5
RAEE 16,1 16,9 16,9
Altro 26,8 26,9 31,9
Totale 1.183,7 1.215,8 1.238,9

La raccolta differenziata per tipologia di rifiuto è qui calcolata tenendo conto della DGR n. 2317/2009.

Raccolta differenziata pro capite (2016)
  Carta Vetro Plastica Legno Metalli Organico e Verde
Gruppo Hera 78 31 28 30 9 130
Nord Italia 63 39 26 20 7 129
Italia 53 31 20 12 5 108
Regione migliore 841 502 353 294 125 1646

1,3,4 Emilia Romagna, 2, 5,6 Veneto. Fonte: Ispra

I livelli di raccolta differenziata di Hera si devono all’elevata capillarità dei servizi erogati e alle regole di assimilazione che incentivano il recupero di materia. Hera si colloca in tutti i casi a eccezione del vetro al di sopra della media nazionale e in tutti i casi ad eccezione del vetro e della plastica al di sopra della media del Nord Italia.

Il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani è influenzato anche dai ricavi derivanti dalla vendita del materiale raccolto in modo differenziato e recuperato oppure dai contributi che il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) riconosce al gestore del servizio. Questi ricavi e contributi sono stati nel 2016 pari al 30% dei costi diretti della raccolta differenziata (comprensivi del costo di trattamento e recupero rifiuti) così come rendicontato nel report “Sulle tracce dei rifiuti”.