62,5%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,1 milioni
di abitanti
93%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
150
mila tonnellate di CO2 evitate
con la plastica riciclata di Aliplast

La circolarità all’interno del Gruppo Hera

I rifiuti prodotti dall’azienda

Nel 2018, i rifiuti prodotti dal Gruppo, escluso AcegasApsAmga, sono stati pari a circa 2,8 milioni di tonnellate. Rispetto al 2017 (2,3 milioni di tonnellate) si rileva un incremento del totale dei  sottoprodotti in uscita dagli impianti del gruppo Herambiente, in conseguenza dei maggiori volumi trattati. In particolare si rilevano maggiori uscite sia da discariche/compostaggi (percolato) e chimico fisico, a seguito della maggiore piovosità e dell’espansione dell’attività industriale (Waste Recycling), sia da impianti di selezione per maggiori rifiuti trattati e per individuazione destinazioni in uscita sull’impianto di Castiglione.

Principali rifiuti prodotti dall’azienda per destinazione (2018)
tonnellate Discarica Recupero di energia Altri trattamenti Totale
Polverino da elettrofiltri termovalorizzatori* 0 0 54.651 54.651
Scorie da termovalorizzazione 44.300 0 219.345 263.646
Rifiuti solidi da inertizzazione 35.501 189 31.886 67.576
Fanghi da depurazione 17.676 24.515 116.745 158.936
Fanghi prodotti da impianti chimico fisico biologici 24.408 1.143 28.293 53.844
Percolato da discariche/compostaggio 0 0 548.000 548.000
Sovvalli da impianti di selezione 71.016 30.881 76.159 178.057
Rifiuti liquidi da inertizzazione 0 0 51.970 51.970
Biostabilizzato 38.585 2.873 28.352 69.810
Acque dal trattamento chimico fisico biologico 0 0 731.976 731.976
Produzione combustibile da rifiuti 0 694 90.251 90.945
Altri rifiuti da stoccaggi e impianti Herambiente 3.903 16.410 519.637 539.950
Totale 235.389 76.705 2.497.267 2.809.362

*Rifiuti pericolosi

Il recupero delle scorie da termovalorizzazione

Il programma di sviluppo e rinnovamento dei termovalorizzatori portato avanti da Herambiente negli ultimi anni ha determinato un riflesso positivo sulla produzione delle scorie di combustione. I nuovi sistemi di combustione e, soprattutto, i sistemi di “raffreddamento” ed estrazione delle scorie di combustione del tipo a “gondola”, consentono infatti di avere una scoria a bassissimo tenore di incombusti e a ridotto contenuto di acqua. Questo determina una minore quantitativo di scorie prodotte, con, soprattutto, una qualità più idonea per il recupero successivo.

Nel 2018 i nove termovalorizzatori gestiti dal Gruppo per lo smaltimento di rifiuti urbani hanno prodotto 263.646 tonnellate di scorie, pari al 20% dei rifiuti trattati in questi impianti. L’83% delle scorie prodotte è stato recuperato mentre il restante è stato smaltito in discarica. Negli impianti di Ferrara e Pozzili, e dal 2018 nell’impianto di Bologna, è presente un sistema di separazione dei metalli che permette di avviarli a riutilizzo nell’industria metallurgica. Nel 2018 sono state recuperate 2.506 tonnellate di metalli, dato in aumento rispetto al 2017 (era 1.522) nonostante il fermo del sistema di separazione di Pozzilli che non è stato in funzione per tutto il 2018.

Il recupero dei fanghi da depurazione

I fanghi di depurazione sono considerati rifiuti speciali e devono essere gestiti secondo quanto prescritto dal D.Lgs. 152/2006. Nel 2018 gli impianti gestiti dal Gruppo hanno prodotto 36 chilogrammi di fanghi per abitante equivalente servito in linea con l’anno precedente. Il recupero diretto in agricoltura dei fanghi da depurazione ha interessato solo il territorio del Triveneto e corrisponde al 4,5% del totale. A livello di Gruppo i restanti fanghi prodotti sono stati gestiti attraverso incenerimento dedicato (24.515 tonnellate, il 15,4% del totale), conferimento in discarica (circa 17.676 tonnellate, l’11,1% del totale contro il 19,0% del 2015) e reimpiego agronomico indiretto previo compostaggio (109.639, il 69,0%). Nel Piano Industriale sono presenti diversi interventi finalizzati all’ottimizzazione dei processi sulla getione dei fanghi con l’obiettivo di ridurre i quantitativi e individuare soluzioni innovative di economia circolare per “trasformare il trattamento e lo smaltimento dei fanghi in opportunità”.