57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

I rifiuti speciali: assimilati, pericolosi e non pericolosi

Quando si parla di rifiuti in genere il pensiero va immediatamente ai rifiuti urbani ed in particolare a quelli di origine domestica prodotti nelle abitazioni. In realtà questi non rappresentano neppure il 20% del totale di tutti i  rifiuti prodotti complessivamente.

In Italia, infatti, a fronte di una produzione complessiva di rifiuti superiore a 160 milioni di tonnellate all’anno, oltre 130 milioni sono speciali, ovvero scarti prodotti dal complesso delle attività produttive, mentre circa 30 milioni di tonnellate sono rifiuti urbani (di origine domestica e non domestica). In Emilia-Romagna, su oltre 11,4 milioni di tonnellate di rifiuti complessivamente prodotti, circa 2,9 milioni sono urbani.

Produzione di rifiuti urbani e speciali per provincia nel 2014 (migliaia di t)
Territorio Rifiuti urbani Rifiuti speciali non pericolosi (esclusi C&D) Rifiuti speciali pericolosi Rifiuti speciali totali (esclusi C&D non pericolosi) Rifiuti totali
Modena 437 1827 70 1.898 2.335
Bologna 562 1156 169 1.324 1.886
Ferrara 225 734 47 781 1.006
Ravenna 281 1195 153 1.347 1.628
Forlì-Cesena 275 552 30 582 857
Rimini 244 276 65 341 585
Totale province del territorio di riferimento Hera 2.024 5.740 533 6.273 8.297
Piacenza 184 371 106 477 661
Parma 248 782 33 815 1.063
Reggio Emilia 400 1013 41 1.054 1.454
Totale regione Emilia-Romagna 2.856 7.905 714 8.619 11.475

Fonte: RU: ISPRA, Centro Nazionale per il ciclo dei rifiuti – Catasto dei Rifiuti (dati estratti a febbraio 2018); RS: Portale Dati Ambientali ER

I rifiuti speciali, nonostante la forte incidenza quantitativa, nell’immaginario collettivo diventano quasi “invisibili”, sia perché più distanti dalla realtà quotidiana, sia per il diverso trattamento che la legge riserva loro.

I rifiuti urbani, infatti, devono essere raccolti, e smaltiti nell’ambito della Regione in cui vengono prodotti, con costi per il cittadino predeterminati dalle Autorità di Ambito. I rifiuti speciali, invece, devono essere smaltiti a cura e carico dal produttore e le aziende si rivolgono per lo smaltimento all’operatore che meglio risponde alle loro esigenze, anche dal punto di vista economico.

I rifiuti speciali dunque prendono spesso vie che li portano lontano dal luogo di effettiva produzione: altre province, altre regioni o, addirittura, all’estero. Questa minore visibilità, cui spesso si unisce una minore tracciabilità, si è riflessa negli anni in carenze di pianificazione strategica rispetto all’impiantistica per il loro smaltimento, e questo purtroppo tende a facilitare forme di smaltimento illegale, che da anni arricchiscono le cosiddette ecomafie.

La Regione ER con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvato nella  primavera 2016 ha censito e verificato il fabbisogno di smaltimento e trattamento di RS confrontandolo con le capacità degli impianti esistenti per esaudire questo fabbisogno ovvero quantità equivalenti. Con la DGR 987/2017 la stessa Regione ha poi aggiornato la valutazione del fabbisogno che risulta incrementato soprattutto per lo smaltimento a discarica dei rifiuti speciali P e NP.

La classificazione dei rifiuti nella normativa italiana si basa in primo luogo sulla provenienza cioè il  luogo in cui il rifiuto ha origine (abitazione domestica o attività produttiva) e non sulle sue caratteristiche fisiche, chimiche e merceologiche.

Il D.Lgs. 152/2006 classifica i rifiuti in urbani e speciali in base alla provenienza, e, solo a valle di questa prima classificazione, secondo le caratteristiche di pericolosità, i rifiuti sono definiti pericolosi o non pericolosi.

I rifiuti urbani sono i rifiuti domestici (anche ingombranti) provenienti da abitazioni, i rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici, i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi e i rifiuti di qualsiasi natura abbandonati o giacenti in aree pubbliche, comprese le spiagge e le rive, la cui produzione non può essere ricondotta a uno specifico soggetto. Sono rifiuti urbani, inoltre, i rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quelli dell’abitazione, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità dai Regolamenti Comunali (ovvero  di ambito sovracomunale – Atersir) sulla base delle regole generali dettate dallo Stato; tali rifiuti sono speciali per origine ma, una volta assimilati, sono gestiti (raccolti e smaltiti) insieme ai rifiuti urbani domestici e assoggettati alla tariffa o tassa ( ora TA.RI ) .

Sono considerati rifiuti speciali i rifiuti da attività agricole, di costruzione, artigianali, industriali, sanitarie, commerciali e di servizio, i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti ( e quindi anche i rifiuti che derivano dal trattamento di RSU indifferenziati ), i fanghi da trattamento acque, attività estrattiva o bonifiche.

I rifiuti sono invece classificati come pericolosi o non pericolosi a seconda delle sostanze in essi contenute. I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da quei rifiuti di origine domestica che contengono al loro interno sostanze inquinanti o tossiche in misura tale da far sì che essi debbano essere smaltiti in impianti appositi (es. farmaci e pile). I rifiuti speciali pericolosi sono generati da attività produttive e contengono al loro interno le suddette sostanze inquinanti o tossiche.

Da giugno 2015 sono stati aggiornati i criteri europei e nazionali per l’attribuzione delle caratteristiche di pericolo ai rifiuti facendo riferimento alla  norma sui  criteri per le sostanze pericolose ( cosiddetto regolamento CLP – Classification, Labelling and Packaging – Reg. n.1272/2008).  Le norme comunitarie sono il Regolamento UE 1357/2014 per l’attribuzione delle caratteristiche di pericolo Hp (tranne Hp14) e la Decisione 2014/995/UE con il nuovo elenco europero dei rifiuti ( EER  ex CER ) già applicati e consolidati.  Dal 5 luglio 2018 poi sarà vigente il Regolamento UE 2017/997 per l’attribuzione della carattristica di pericolo Hp14.

Per tutte queste novità il Gruppo ha implementato e sviluppato attività specifiche  per adeguare e aggiornare i criteri di classificazione e omologa dei rifiuti gestiti.

Sul confine tra i rifiuti urbani e quelli speciali agiscono  regole di assimilazione definite dalla legge nazionale e applicate localmente a livello comunale e/o di ambito ottimale.

Fino alla emanazione della norma nazionale ogni comune può applicare in diverso modo i criteri per assimilare rifiuti derivanti da attività produttive, commerciali e di servizio. Più rifiuti vengono assimilati agli urbani, meno rifiuti speciali sono lasciati alla gestione privata e quindi con un rischio di minor controllo e tracciabilità. Nei territori gestiti dal Gruppo Hera e, in generale, in Emilia-Romagna, il livello di assimilazione è elevato: si stima che il rifiuto gestito nell’ambito del servizio pubblico sia composto al 50% da rifiuti di origine domestica e al 50% di origine non domestica, cioè da rifiuti speciali assimilati. Si stimano in circa 1,5 milioni di tonnellate i rifiuti speciali assimilabili ( simili )  per caratteristiche (e quindi non pericolosi) ma non assimilati perché prodotti nella singola attività produttiva in quantità superiore a quella stabilita. In Europa, a differenza dell’Italia, la classificazione dei rifiuti è più direttamente correlata alla loro pericolosità o meno e alla tipologia di trattamento cui sono ammessi.

Rifiuti non pericolosi Rifiuti pericolosi
Rifiuti urbani Rifiuti domestici (secchi e organici)

Rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici

Rifiuti assimilati agli urbani

Pile, accumulatori al piombo

Imballaggi contaminati

TV, monitor, frigoriferi, condizionatori e lampade

Oli minerali

Rifiuti speciali Rifiuti da attività agricole e agroindustriali

Inerti e laterizi (provenienti da attività imprenditoriale di costruzione e demolizione)

Imballaggi commerciali e industriali

Plastiche e vetro scarto di lavorazioni

Artigianali e industriali

Originati dalle operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti, anche urbani

Scarti di produzioni petrolchimiche e farmaceutiche

Rifiuti metallurgici

Fanghi da attività di bonifica

Oli esauriti

Rifiuti di ricerca medica e veterinaria

 

 

La filiera dei rifiuti speciali in Hera