15 anni
57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

Il Decreto Sblocca Italia e la nuova normativa di smaltimento rifiuti

L’art. 35 del D.Lgs. 133/2014 convertito con modificazioni nella legge 164/2014 nel cosiddetto «Sblocca Italia», è finalizzato a realizzare su scala nazionale un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani nonché a conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio.

Tale finalità è volta, altresì, a raggiungere l’obiettivo di garantire la sicurezza nazionale nell’autosufficienza e, conseguentemente, di consentire il superamento e la prevenzione di ulteriori procedure di infrazione per la mancata attuazione delle norme europee del settore. Obiettivo non marginale dello stesso è quello di limitare il conferimento di rifiuti in discarica. In questo scenario il ricorso alla termovalorizzazione dei rifiuti, alternativa allo smaltimento in discarica, si coniuga, in termini risolutivi, con le diverse sanzioni comminate allo Stato italiano dalla Corte di Giustizia Europea, l’ultima delle quali, di importo pari a 42,8 milione di euro ogni 6 mesi di inadempienza, a dicembre 2014 per il procrastinarsi del mancato adeguamento alla Direttiva Europea delle autorizzazioni relative a 198 discariche in territorio nazionale.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 agosto 2016 dà attuazione ai principi ed agli obiettivi dell’art.35, in quanto individua la capacità complessiva di trattamento degli impianti di termovalorizzazione a livello nazionale, e di conseguenza individua il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di termovalorizzazione per macro aree del territorio nazionale.

L’Emilia-Romagna è tra le poche regioni italiane a non rischiare situazioni di emergenza nei prossimi vent’anni nelle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti, grazie all’importante mole di investimenti messa in atto nell’ultimo decennio, in particolare, dal Gruppo Hera.

In coerenza con i principi e obiettivi definiti nell’art.35, il Gruppo Hera individua nel seguente ordine gerarchico i criteri di priorità per la saturazione della capacità dei propri impianti di termovalorizzazione:

  • rifiuti urbani dall’ambito locale;
  • rifiuti urbani dal territorio regionale;
  • eventuali rifiuti urbani extraregionali in base a determinazioni degli Enti preposti;
  • rifiuti speciali non pericolosi a saturazione del carico termico residuo.

Sulla base di tali principi fra la fine del 2015 e nel corso del 2016 sono state aggiornate le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e, al tempo stesso, sottoscritti accordi di programma con gli Enti Locali interessati per i Termovalorizzatori di Forlì, Rimini e Modena. Per il Termovalorizzatore di Ferrara, nell’ambito di tali aggiornamenti, è stata concessa la possibilità di incrementare la quantità di rifiuti trattabili fino a 142.000 ton/anno per far fronte ad eventuali emergenze extra-regionali per rifiuti solidi urbani previa specifica richiesta delle competenti autorità. Nel mese di dicembre 2015 è stato sottoscritto con gli Enti locali di Forlì e la Regione uno specifico accordo per la gestione dei rifiuti urbani nel termovalorizzatore di Forlì a cui vengono destinati rifiuti urbani dal solo bacino regionale nel rispetto della pianificazione in corso di approvazione.

Nel 2017 non sono stati trattati nei termovalorizzatori di cui sopra rifiuti solidi urbani provenienti da altre regioni.

 

I rifiuti speciali: assimilati, pericolosi e non pericolosi