15 anni
57,7%
raccolta differenziata
in un territorio di 3,3 milioni
di abitanti
94,6%
di rifiuti recuperati
la quota della raccolta differenziata
recuperata a favore dell’economia
circolare
103 mila
tonnellate di plastica riciclata
prodotta da Aliplast

Le procedure di VIA e Screening sono corredate da una serie di valutazioni di carattere ambientale volte a valutare gli effetti delle opere (sia in fase di cantiere che nello stato di progetto), sull’ambiente e sulla salute e benessere dell’uomo, sulla base delle caratteristiche del progetto e a seguito dell’analisi delle componenti interessate nella situazione ante operam. Sono analizzate in particolare le interferenze con le seguenti componenti: atmosfera, risorse idriche, suolo e sottosuolo, flora fauna ed ecosistemi, rumore, salute e benessere dell’uomo, paesaggio e patrimonio culturale, sistema insediativo e condizioni socioeconomiche.

L’approccio utilizzato prevede l’esecuzione, oltre a valutazioni di tipo qualitativo e descrittivo, di specifiche simulazioni modellistiche attraverso l’utilizzo di software e algoritmi di calcolo, al fine di ottenere dati numerici da poter confrontare con la normativa di settore vigente e tali da poter valutare la significatività dell’impatto. Le simulazioni modellistiche sono effettuate in particolare per l’emissione di inquinanti e sostanze odorigene in atmosfera ed emissioni rumorose.

Tutte le simulazioni effettuate prevedono la puntuale caratterizzazione delle sorgenti e la valutazione dello scenario più svantaggioso al fine di effettuare una valutazione cautelativa. Al fine di valutare l’effetto visivo della nuova opera sull’ambiente circostante, nello specifico per la realizzazione di nuovi lotti/settori di discariche, vengono effettuate valutazioni paesaggistiche attraverso la realizzazione di rendering e fotoinserimenti. In alcuni casi (realizzazione del quarto lotto della discarica di Imola) l’istanza è stata corredata anche da una specifica “Valutazione ricadute sanitarie e proposta piano di monitoraggio sanitario”.

Una volta valutati tutti gli impatti vengono, ove necessario, individuate specifiche misure di mitigazione al fine di ridurne la significatività e, dove non possibile, vengono predisposti appositi interventi compensativi (realizzazione impianti FTV, piantumazioni, ecc.).

Va evidenziato che la progettazione delle opere è sempre effettuata attraverso l’individuazione e l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili come previsto dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i. art. 29 bis comma 3, che, per le discariche, sono definite dal D.Lgs. 36/03.

Nel corso del 2017 sono state attivate le seguenti istanze di Valutazione di Impatto Ambientale:

  • Realizzazione 10° settore della discarica di rifiuti non pericolosi di Ravenna presso il Comparto Impianti di Ravenna al Km 2,6 sulla SS 16. Il progetto, al fine di dare piena attuazione alle previsioni del PRGR, prevede la realizzazione del decimo settore della discarica per rifiuti non pericolosi, avente una capacità circa pari a 250.000 tonnellate di rifiuti.
    Il progetto è stato realizzato in conformità alle migliori tecnologie disponibili definite dal D.Lgs. 36/03 considerando in particolare gli aspetti di carattere costruttivo e le procedure operative e gestionali che si intendono implementare. Per preservare il suolo sottostante il corpo di discarica, è stato studiato un apposito sistema di impermeabilizzazione conforme alla disposizione di cui al D. Lgs. 36/03 attraverso la realizzazione di un’unica barriera di confinamento artificiale composita in grado di rispettare i requisiti minimi richiesti dal D. Lgs. 36/03 in riferimento al livello della falda. Il sistema di impermeabilizzazione di fondo sarà poi integrato da una sistema di raccolta e rilancio del percolato che consentirà di prelevare il percolato per il successivo invio a trattamento. Tale nuovo settore sarà servito da una rete di captazione del biogas che verrà inviato a combustione in motori endotermici per la produzione di energia elettrica evitandone così l’immissione diretta in atmosfera.Al fine di mantenere un elevato grado di tutela dell’ambiente idrico superficiale, il progetto prevede interventi di gestione delle acque meteoriche che dilaveranno il nuovo settore e le relative pertinenze; tali interventi si inseriscono nel progetto generale di regimazione idraulica dell’intero comparto impiantistico.

    Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un sistema di copertura definitiva in materiale sintetico, dal peso inferiore rispetto a quello di una copertura in materiali inerti drenanti, che di conseguenza consentirà di limitare i cedimenti complessivi del fondo del bacino di discarica.

    La copertura giornaliera limita la superficie dei rifiuti esposta all’azione degli agenti atmosferici. Inoltre, nel corso dell’attività di esercizio, è prevista l’adozione di particolari misure gestionali/operative volte alla riduzione degli impatti in atmosfera, quali ad esempio la periodica bagnatura delle piste non asfaltate e la limitazione della velocità di transito dei mezzi per minimizzare le emissioni polverulente o le periodiche campagne di derattizzazione finalizzate alla riduzione di animali sinantropici.

  • Realizzazione di un nuovo lotto (IV lotto) della discarica per rifiuti non pericolosi, nella vallecola contigua a quella della discarica esistente, sul sito impiantistico di Tre Monti, ubicato nel Comune di Imola, per una capacità corrispondente 1,125 milioni di tonnellate di rifiuti.
    Il progetto è stato realizzato in conformità alle migliori tecnologie disponibili definite dal D.Lgs. 36/03 considerando in particolare gli aspetti di carattere costruttivo e le procedure operative e gestionali che si intendono implementare.Per preservare la matrice suolo sottosuolo ed acque sotterranee l’impermeabilizzazione di fondo discarica, in coerenza a quanto già autorizzato per i lotti attualmente in coltivazione, verrà realizzata mediante la posa di un manto in HDPE, poggiante sull’argilla già presente in sito e tale da conferire all’impermeabilizzazione caratteristiche ampiamente migliorative rispetto alle prestazioni minime indicate del D.Lgs. n° 36/2003. Il nuovo sistema di drenaggio, estrazione, accumulo e rilancio del percolato prodotto dal nuovo lotto 4°, verrà gestito con logiche e modalità del tutto analoghe rispetto a quelle dei lotti attualmente autorizzati, in particolare il sistema di rilancio ai bacini di stoccaggio è stato progettato adottando soluzioni tecniche idonee a garantirne la perfetta tenuta ed una potenzialità di smaltimento ampliamente superiore alla stima teorica di produzione annua effettuata per l’ampliamento. Oltre alla rete di raccolta percolato saranno realizzate e mantenute separate la rete di raccolta acque meteoriche provenienti dai lotti in coltivazione e la rete di raccolta acque meteoriche afferenti le strade interne ed i piazzali di manovra degli automezzi (dotata di sistema di trattamento acque prima pioggia). La nuova rete di captazione del biogas sarà collegata all’impianto di recupero energetico esistente evitando così l’immissione diretta in atmosfera dello stesso.

    La copertura giornaliera precluderà l’accesso al rifiuto da parte di insetti e altri animali, la dispersione eolica e l’emissione di odori, inoltre, al completamento di ciascuno strato verrà posta in opera una seconda copertura con la funzione di contenere il biogas che si sprigiona dalla massa rifiuti. Per la copertura finale si adotteranno due diverse soluzioni per le aree in scarpata e per le superfici piane.

    Al fine di compensare la trasformazione di alcune aree forestali a seguito dell’attuazione delle opere in progetto, sono state individuate due aree, una in prossimità del sito di impiantistico e l’altra in un’importante area collinare, su cui verranno realizzati importanti interventi di rinaturalizzazione. Al fine di compensare le emissioni di CO2 connesse alla realizzazione del 4° lotto e del relativo traffico veicolare indotto verrà realizzato un impianto fotovoltaico sulle coperture dell’impianto di trattamento meccanico-biologico presso il sito. La produzione annuale attesa per l’impianto fotovoltaico sarà dell’ordine di circa 277,5 MWh/anno.

  • Ampliamento con aumento della potenzialità produttiva dell’impianto esistente di recupero di rifiuti non pericolosi in ove si producono granulati in PET e teli in PE a partire dai rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata di RSU e rifiuti speciali, localizzato in Comune di Borgolavezzaro (NO).
    L’intervento è relativo all’incremento dell’attuale potenzialità produttiva della sezione di impianto relativa alla triturazione e lavaggio PET. L’adeguamento prevede anche un sostanziale incremento dei rifiuti in ingresso con installazione di nuovi impianti di produzione ed ausiliari, e la realizzazione in ampliamento di nuove aree di stoccaggio.Alla base di questi interventi, oltre alle considerazioni sulla disponibilità di materiali in ingresso e sulla ricettività del mercato delle materie plastiche, c’è anche la volontà di perseguire e incrementare ulteriormente il ciclo virtuoso del recupero di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, in particolare il rifiuto in ingresso è fornito principalmente dal consorzio Corepla, che raccoglie il materiale su tutto il territorio nazionale andando quindi oltre l’ambito territoriale locale.

Ai sensi della normativa sulla Valutazione di Impatto Ambientale, nel corso del 2017, sono state svolte le seguenti procedure di Verifica di assoggettabilità (screening):

  • Incremento della quantità massima autorizzata di rifiuti trattabili presso l’impianto chimico-fisico sito a Modena, in via Cavazza.
    L’incremento dei rifiuti in ingresso è pari ad un quantitativo di 12.000 ton/anno, dedicato esclusivamente a rifiuti non pericolosi. L’incremento suddetto è destinato prevalentemente a percolati di discarica e di impianti di compostaggio, la richiesta si rende infatti necessaria in considerazione degli andamenti stagionali di piovosità.L’impianto chimico fisico di Area 2 infatti ricopre, a Modena, a livello logistico, un ruolo strategico di centralità e prossimità per il trattamento dei percolati generati in particolare dalle discariche del territorio modenese (Modena, Finale Emilia, Zocca, Montefiorino, Fanano e Pievepelago), del territorio ferrarese (discariche esaurite di Ferrara) e bolognese (discariche di Sant’Agata Bolognese, Bentivoglio, Galliera e Guelfa-Bologna).

    L’istanza prevede inoltre la variazione dei limiti allo scarico in pubblica fognatura in relazione ad alcuni parametri, in particolare un incremento del limite per i tensioattivi totali al fine di poter gestire potenziali picchi di concentrazioni riconducibili al conferimento di percolato da discariche nei periodi caratterizzati da scarse precipitazioni atmosferiche, ed una diminuzione, invece, delle deroghe autorizzate per BOD5 e COD ritenuta possibile sulla base delle caratteristiche dei rifiuti in ingresso all’impianto.

    Completa l’istanza la richiesta di modifica del sistema di preparazione del latte di calce che prevede di integrare l’alimentazione idrica del preparatore del con i reflui/rifiuti inorganici in stoccaggio, al fine di ridurre il consumo di acque potabili e industriali, stimando un risparmio nei consumi di circa 3.000 m3/anno di acqua industriale.

  • Progetto di realizzazione di una nuova linea di triturazione presso l’impianto di selezione e recupero sito a Granarolo dell’Emilia in Via del Frullo 3/F (BO).
    L’istanza in oggetto consiste essenzialmente nell’introduzione di una nuova tipologia di trattamento rifiuti (attività R12 di triturazione), mediante installazione di un trituratore elettrico, da posizionare sotto una tettoia esistente, per la triturazione di un quantitativo di legno pari a 15.000 t/anno (flusso già conferito all’impianto). Il trituratore potrà essere utilizzato anche per il trattamento dei sovvalli aventi pezzatura medio/grande, al fine di renderli idonei al successivo invio a recupero energetico presso impianti autorizzati.

Nel corso del 2017, infine, le principali richieste di Autorizzazioni Ambientali hanno riguardato:

  • il sito impiantistico di Tre Monti, ubicato nel Comune di Imola, di cui è stato autorizzato nel dicembre 2016 l’ampliamento in sopraelevazione della discarica esistente per una capacità di 375.000 tonnellate ed il progetto di adeguamento dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di rifiuti urbani indifferenziati. Nel corso del 2017 hanno avuto pertanto inizio i conferimenti dei rifiuti in discarica esercita con la nuova autorizzazione ed, in autunno, i lavori di adeguamento dell’impianto TMB che si completeranno entro il primo trimestre del 2018. In coerenza con quanto previsto nel Piano regionale di Gestione Rifiuti, approvato in data 3 maggio 2016, lo sviluppo del sito impiantistico è proseguito con l’attivazione a marzo 2017 di una nuova istanza di Valutazione di Impatto Ambientale e modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa al progetto di realizzazione di un nuovo lotto di discarica (denominato 4° lotto) nella vallecola contigua a quello della discarica esistente per una volumetria utile corrispondente ad 1,125 milioni di tonnellate di rifiuti di cui alle pagine precedenti.
  • Il sito impiantistico di Sant’Agata Bolognese, per cui nel mese di marzo si è concluso con esito positivo l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale, comprensivo di modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, relativo alla nuova configurazione impiantistica che prevede:
    – chiusura definitiva della discarica e rinuncia all’ampliamento della stessa;
    – realizzazione e gestione di un impianto di digestione anaerobica e revamping dell’impianto di compostaggio esistente volto a massimizzare il recupero di materia (produzione compost di qualità circa 20.000 t/anno) e di energia (Biometano circa 7.400.000 Nm3/anno) dal trattamento della frazione organica del rifiuto raccolto in modo differenziato. Il biometano prodotto sarà immesso nel gasdotto della rete SNAM attraverso l’implementazione della connessione alla rete SNAM esistente. La capacità di trattamento dell’impianto è di 135.000 t/a di rifiuto a matrice organica di cui 100.000 t/a di scarti organici da raccolta differenziata e 35.000 t/a di rifiuto lignocellulosico (potature e scarti della manutenzione del verde).Il progetto prevede importanti investimenti per il rinnovo/rifacimento delle dotazioni impiantistiche esistenti senza l’occupazione di nuove aree. In fase di progettazione, particolare attenzione è stata rivolta al contenimento delle emissioni odorigene associate a tali tipologie di trattamenti (eliminazione vasche di stoccaggio percolati aperte con batterie di serbatori, confinamento delle aree di lavorazione e stoccaggio ed aspirazione e trattamento delle arie esauste). Nel mese di agosto, a completamento dell’iter autorizzativo, è stato ottenuta, per la parte di produzione e cessione Biometano, l’autorizzazione unica alla realizzazione ed alla gestione degli impianti di produzione energia da fonti rinnovabili ai sensi del D.Lgs. 387/2003. Tale autorizzazione è infatti necessaria per la realizzazione e gestione dell’impianto di upgrading che permette la purificazione del biogas prodotto dalla digestione anerobica del rifiuto in Biometano.
  • Il sito impiantistico di Firenzuola (FI), discarica Il Pago, ove è proseguita l’attività istruttoria relativa alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per l’ampliamento, attivata nel 2016 in coerenza con quanto previsto nel Piano di Gestione Rifiuti della Regione Toscana. Il progetto prevede la realizzazione di un lotto in ampliamento della discarica esistente (denominato 5° Lotto) della capacità 220.000 tonnellate. Nel corso del 2017 sono stati sanati gli aspetti relativi alla non completa disponibilità dell’area di intervento, nella fattispecie un tratto della vecchia strada provinciale in disuso con l’aggiudicazione della stessa da parte della Città Metropolitana di Firenze ad Herambiente in seguito all’espletazione di idonea procedura di alienazione del bene. Herambiente ha inoltre presenziato ad incontri pubblici per fornire chiarimenti e rispondere ai dubbi posti dai cittadini nell’ottica della massima trasparenza sulle motivazioni e le scelte tecniche alla base dell’iniziativa.
  • Il sito impiantistico di Baricella (BO), ove è proseguita l’attività istruttoria relativa alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, comprensiva della modifica sostanziale di AIA e attivata nel dicembre 2015, per l’ampliamento della discarica attraverso la realizzazione di un nuovo modulo di discarica, in adiacenza a quello esistente, della capacità di circa 1.850.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. Oltre agli incontri tecnici ed istituzionali, quali Conferenze dei servizi, Herambiente ha presenziato a numerosi incontri pubblici per fornire chiarimenti e rispondere ai dubbi posti dai cittadini nell’ottica della massima trasparenza sulle motivazioni e le scelte tecniche alla base dell’iniziativa.
  • Il sito impiantistico di Finale Emilia (MO), per cui è proseguita l’attività istruttoria relativa alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, comprensiva della modifica sostanziale di AIA, attivata nel novembre 2015, relativa operazione di landfill mining della discarica esaurita, associata al progetto di ampliamento con la predisposizione di nuovi 11 lotti. Il Landfill Mining (LFM) è una tecnologia di intervento su discariche esistenti che consiste nell’escavazione dei rifiuti depositati e nel loro successivo trattamento meccanico, finalizzato alla separazione di una frazione riutilizzabile da una residua da ricollocare in una nuova discarica, concepita con moderni criteri di protezione. Nel caso in esame l’operazione di LFM prevista ha come principale finalità l’asportazione e riallocazione dei rifiuti in lotti di discarica più affidabili dal punto di vista tecnologico e ambientale e il recupero di materiali (principalmente terre, inerti e materiali fini) da destinare a recupero (come volumi tecnici) all’interno dei lotti di discarica del sito in esame. Il progetto di ampliamento renderà disponibili volumi di abbancamento per complessivi 1.860.000 m3: di questi, 330.000 m3 saranno destinati alla riallocazione dei rifiuti della discarica esaurita, e i restanti 1.530.000 m3 a nuove volumetrie di conferimento. Nel corso del 2017 si sono svolti incontri tecnici ed istituzionali.

Con riferimento ai termovalorizzatori, nel corso dell’anno 2017, le modifiche autorizzative di maggior rilievo sono rappresentate da:

  • Termovalorizzatore di Modena, ottenuta a settembre 2017 modifica dell’AIA per esercizio dell’impianto a saturazione del carico termico e conseguente eliminazione del limite quantitativo massimo annuo di trattamento dei rifiuti e del limite di conferimento dei rifiuti speciali;
  • Termovalorizzatore di Forlì, con fermo definitivo dell’impianto di preselezione del rifiuto urbano indifferenziato.

Entrambe le modifiche autorizzative sopra descritte scaturiscono dall’attuazione del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti (PRGR) della Regione Emilia Romagna.

 

Qualificazione di impianto di recupero per i termovalorizzatori del Gruppo Hera