2,0
milioni di tonnellate di gas serra evitate
607
GWh
di energia rinnovabile prodotta pari al consumo di 190 mila famiglie
-16%
nell'impronta di carbonio della produzione di energia rispetto al 2015. Obiettivo -22% entro il 2021

Diffusione delle energie rinnovabili

“Pacchetto Natura”: l’impegno verso la sostenibilità

Tutte le famiglie che scelgono il pacchetto natura presente in tutte le offerte a mercato libero di Hera Comm, sostengono la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili senza costi aggiuntivi, contribuiscono a ridurre il consumo di carta, grazie all’invio elettronico della bolletta e riducono gli spostamenti grazie alla domiciliazione bancaria. Il Pacchetto Natura è stato scelto da circa 75 mila clienti (pari all’8,7% del totale dei clienti di Hera Comm).

Il biometano Hera dai rifiuti

Da rifiuto organico a biometano, che potrà arrivare direttamente nelle case come gas una volta immesso nelle reti di distribuzione. Il progetto consiste nella produzione di gas metano da fonte rinnovabile, ovvero dalla biodegradazione anaerobica della frazione organica dei rifiuti differenziati, da realizzarsi presso l’impianto di compostaggio di Sant’Agata Bolognese.

Già da anni Hera produce biogas, attraverso i biodigestori e le discariche, per produrre energia elettrica; ora il salto è quello di raffinarlo per farne biometano come quello che scorre nei tubi di casa. E una prima realizzazione è proprio questo impianto, che impiegherà la parte organica del rifiuto urbano differenziato come materia prima per ottenere biometano e potrà diventare anche carburante per i veicoli a metano per il trasporto pubblico locale.

Il processo ha inizio in un biodigestore anaerobico semi-dry a flusso continuo ove si sottopone il rifiuto organico alla digestione anaerobica con produzione di biogas e digestato. Quest’ultimo è inviato alla successiva fase di compostaggio, che comprende ossidazione e vagliatura finale per ottenere compost di qualità. Il biogas invece è inviato a una sezione di upgrading per eliminare componenti indesiderate e ottenere gas metano rispondente alle specifiche idonee per l’immissione dello stesso in rete. In questo modo si realizza una perfetta economia circolare per cui dallo scarto dei cibi si ottiene gas metano utilizzabile per cuocerne di nuovi o eventualmente per riscaldamento o autotrazione.

Il biodigestore sarà in grado di trattare 100 mila tonnellate l’anno di rifiuto organico e 35 mila tonnellate di potature da raccolta differenziata e potrà produrre annualmente, a partire dal 2018, circa 7,5 milioni metri cubi di biometano e circa 20.000 tonnellate di compost. L’investimento complessivo è valutato in poco meno di 30 milioni di euro.

La fase realizzativa dell’impianto è iniziata a marzo 2017 e procede in maniera spedita, si prevede quindi di riuscire ad avviare l’impianto e ad immettere il primo biometano in rete entro la fine del 2018.

Tale progetto è stato inserito tra le best practice nel report SDG Industry Matrix pubblicato dal Global Compact e da KPMG nel 2017 che riporta le opportunità di business collegate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Bioraffineria 2.0 per produrre biometano dalle potature

Hera ha iniziato una ricerca mirata all’analisi delle tecnologie per produrre biocombustibili avanzati derivanti dal trattamento di sfalci e potature raccolti sul territorio. Questi materiali di scarto vengono attualmente utilizzati nei processi di compostaggio o sono inviati a recupero energetico, ma in futuro potrebbero essere impiegati nella produzione di bioetanolo o di biometano. Entrambi questi combustibili possono essere considerati di tipo avanzato perché sono prodotti da materiali di scarto e non da colture energetiche dedicate, che sottraggono terreni potenzialmente utilizzabili per l’alimentazione umana o animale. Per riuscire a ottenere questi combustibili dagli scarti ligneo-cellulosici sono necessari dei pretrattamenti particolari (come la steam explosion, un processo termico con vapore ad alta pressione) che rendono il materiale facilmente degradabile da parte di batteri, enzimi o lieviti, nei processi di digestione anaerobica o di fermentazione alcolica.

I risultati positivi dei test ottenuti nel corso del 2017 hanno rafforzato l’ipotesi della produzione di biometano da sfalci mentre è stata scartata per la bassa resa l’ipotesi legata alla produzione di etanolo. Nel corso del 2018 verranno condotti due test di digestione anaerobica in continuo che dovranno fornire le conferme necessarie sulla producibilità di biometano e sulla fattibilità tecnico-economica di un impianto in scala reale da realizzare in futuro.

Dal 2017 Hera utilizza solo energia rinnovabile

Il Gruppo Hera ha deciso di accettare una nuova sfida che, in linea con gli obiettivi UE e l’Agenda ONU al 2030, si aggiunge agli importanti sforzi già da tempo attivati nel campo dell’efficienza energetica. Dal 2017 per tutte le attività gestite da Hera Spa sarà utilizzata solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Una decisione che colloca il Gruppo Hera tra le migliori esperienze nazionali in termini di risparmio di risorse energetiche e di contrasto al cambiamento climatico, in grado di anticipare e superare gli indirizzi fissati dalla Strategia Energetica Nazionale, dal “Pacchetto Clima-Energia” e dall’Agenda per lo sviluppo sostenibile al 2030.

L’insieme delle attività che Hera Spa (ambiente, energia e idrico) determina un consumo annuo di circa 315 GWh, pari a quelli di 117 mila famiglie o di 85 mila automobili a benzina, legato per circa il 90% alle attività del ciclo idrico. A questi consumi è associata l’emissione di 146 mila tonnellate di CO2.

Dal 2018 anche Marche Multiservizi e AcegasApsAmga prevedono di utlizzare solo energia rinnovabile.

Recupero di energia da decompressione del metano con General Electric

Il progetto prevede lo sviluppo, la realizzazione e l’installazione in regime di esclusiva di un sistema sperimentale, a partire da una tecnologia coperta da brevetto industriale, per il recupero energetico da salto di pressione in cabine RE.MI. Si tratta di un turbo espansore di taglia medio-piccola (330 kW elettrici) installabile presso le cabine RE.MI. di media dimensione, in abbinamento con una pompa di calore utilizzante CO2 come fluido vettore termico, funzionale ad utilizzare parte dell’energia elettrica per il preriscaldo del gas utilizzato nel processo.

È stato sottoscritto un contratto con il Gruppo General Electric per la sperimentazione prototipale del sistema e nel 2017 è stata completata la progettazione del prototipo e delle opere complementari necessarie alla sua installazione presso la cabina RE.MI. “Ducati” a Bologna. Sono state avviate le attività autorizzative e la costruzione dei macchinari da parte del fornitore, l’installazione è prevista nella primavera 2018.