15 anni
2,0
milioni di tonnellate di gas serra evitate
607
GWh
di energia rinnovabile prodotta pari al consumo di 190 mila famiglie
-16%
nell'impronta di carbonio della produzione di energia rispetto al 2015. Obiettivo -22% entro il 2021

Riduzione delle emissioni di gas serra

Il contesto internazionale

L’aumento della temperatura media globale ha conseguenze quali il progressivo innalzamento del livello dei mari, il ritiro dei ghiacciai e del manto nevoso e il verificarsi di fenomeni meteorologici estremi (alluvioni e siccità), aumentati per frequenza e intensità. Gli effetti si estendono ben oltre i fenomeni più evidenti, sino a livello di geni, singole specie e interi ecosistemi che regolano la vita sul pianeta. Questo si riflette sulle condizioni ambientali con conseguenze per interi settori economici e importanti ricadute sociali tra cui effetti su salute e migrazione. Se non si interviene, entro fine secolo il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia dei 2°C fissata come obiettivo da Cop21 e richiamata dall’Onu nell’Agenda al 2030.

+4°C

l’aumento di temperatura entro fine secolo se non si interviene in maniera decisa per ridurre le emissioni globali

1,6 MILIONI

le persone morte a seguito di disastri climatici a livello internazionale tra il 1990 e il 2013

5,5 MILIONI

le persone colpite dalle alluvioni in Europa tra il 1980 e il 2013

38%

delle vittime di catastrofi naturali correlate al cambiamento climatico in Europa sono italiane

82%

dei processi ecologici che regolano la vita sul pianeta sono intaccati dai cambiamenti climatici

90 MILIARDI

di euro di costi per la società, correlati alle alluvioni in Europa

Un obiettivo ambizioso per il 2030

L’accordo internazionale raggiunto a Parigi nel 2015 (Cop21) impegna gli Stati europei nel proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura a soli 1,5°C e comunque mantenerla al di sotto dei 2°C a livello globale. L’Europa ha già raggiunto l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020, industria ed energia sono i settori che hanno contribuito maggiormente. È confermato un obiettivo di riduzione del 40% al 2030. Anche l’Italia è a buon punto e la Strategia Energetica Nazionale (2017) porta al 33% l’obiettivo di riduzione delle emissioni nei settori non Ets (Emission Trading Scheme) al 2030.

Servono, tuttavia, maggiori sforzi: secondo le proiezioni al 2030 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea), non sarà possibile raggiungere il target di riduzione del 40% con l’applicazione delle sole misure attualmente previste.

L’Italia in ritardo rispetto all’Europa, ma vicina all’obiettivo 2020

  2015 2020 2030 2050
Europa -23% -20% -40% -85-90%
Italia -19% -21% -40% -85-90%

Il settore dei trasporti richiede uno sforzo ancora più importante

Da solo, il settore dei trasporti rappresenta quasi un quarto delle emissioni a livello europeo e più della metà a livello italiano. I dati Eurostat e Istat al 2015 mostrano un aumento significativo delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 (+16% in Europa), dovuto a un forte crescita dell’utilizzo di gasolio. Nel 2016, a livello nazionale si registra una diminuzione nell’uso della bicicletta (-0,2%) e un moderato aumento di quello dei trasporti pubblici (+0,7%) rispetto al 2012. Gli obiettivi del Pon Città Metropolitane (2013) sull’uso di questi mezzi, punti critici a livello nazionale, appaiono oggi ancora più sfidanti.

I settori che peggiorano: emissioni di CO2 da biomassa e nel settore dei trasporti/aviazione in forte aumento dal 1990 al 2015