+212%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
1.281
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio
1.913
milioni di euro
valore economico distribuito
al territorio

Strumenti finanziari Esg

Il Green bond

A luglio 2014 il Gruppo Hera ha lanciato, primo in Italia, un green bond con l’obiettivo di finanziare gli investimenti in sostenibilità, per contribuire attraverso le proprie attività a una migliore qualità ambientale.

L’emissione obbligazionaria, a valere sul programma euro medium term notes, di complessivi 500 milioni rimborsabili in dieci anni, è stata illustrata a investitori e analisti attraverso un roadshow che si è svolto nelle principali piazze finanziarie europee. Lo strumento ha l’obiettivo di finanziare o rifinanziare progetti legati alla sostenibilità in quattro ambiti principali: lotta al cambiamento climatico, riduzione delle emissioni, qualità nella depurazione delle acque e il ciclo dei rifiuti.

Lo strumento prevede una cedola del 2,375% e un rendimento pari a 2,436%. Gli ordini ricevuti sono stati raccolti principalmente da finanziatori residenti fuori dall’Italia (75% circa) con Francia, Germania e Gran Bretagna che hanno registrato le percentuali maggiori, e una prevalenza di asset manager. La domanda è arrivata per un 69% da investitori che hanno tra i loro criteri di investimento quelli Environment, Social and Governance (ESG), i cosiddetti investitori “sostenibili”.

Il Gruppo Hera ha inaugurato così, anche in Italia, una modalità di finanziamento già utilizzata in Europa da altre grandi utility, che mette la finanza al servizio dell’ambiente, con risorse che saranno poi destinate specificatamente a investimenti legati a migliorare le performance ambientali nel territorio.

L’elenco dei progetti eligibili dal finanziamento è stato definito da Hera sulla base di precisi criteri ambientali e successivamente verificato da DNV GL a garanzia della corretta destinazione dei fondi. Per ciascun ambito di progetto è stato individuato un set di indicatori che riflettono i benefici ambientali associati alle singole iniziative. Tali indicatori sono riportati all’interno dei paragrafi “Diffusione delle energie rinnovabili”, “Transizione verso un’economia circolare”, “Gestione sostenibile della risorsa idrica” e “Tutela dell’aria e del suolo” del presente bilancio di sostenibilità.

 

Utilizzo dei fondi ricevuti con il Green Bond
% Raccolta totale (milioni di euro)
Numero di progetti
Incremento della produzione di energia da fonti non fossili 57,1 10
Incremento dell’efficienza energetica 219,1 7
Incremento dell’utilizzo dei termovalorizzatori per il trattamento rifiuti 173,2 4
Miglioramento degli impianti di depurazione acque 31,9 4
Incremento della raccolta differenziata e riduzione dell’utilizzo delle discariche 18,8 1
Totale 500,0 26

A valle della raccolta dei fondi sono stati finanziati/rifinanziati 26 progetti appartenenti alle categorie indicate dalla tabella sopra riportata. Nel complesso i progetti finanziati hanno raggiunto i 500 milioni di euro coprendo l’intero ammontare del bond.

I green bond finanziano con i fondi raccolti attività e investimenti di tipo ambientale. Il primo strumento finanziario di questo tipo era stato emesso dalla Banca Mondiale nel 2008. L’interesse per i green bond è cresciuto nel tempo e il 2018 è stato un nuovo anno record per numero di emittenti, infatti le emissioni di green bond nel 2018 hanno raggiunto 167,3 miliardi di dollari, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

Il Gruppo Hera è stato il primo in Italia a lanciare questo strumento, per un controvalore di 500 milioni, e ha aperto la strada ad altri operatori del settore utility e non. L’obbligazione ha riscosso molto successo con richieste per un controvalore pari a circa tre volte il suo ammontare.

La prima linea di credito revolving sostenibile in Italia

È stata sottoscritta a maggio 2018 una nuova linea di credito da 200 milioni di euro, denominata “ESG Linked RCF Facility”, che introduce elementi di sostenibilità attraverso un meccanismo premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi ambientali, sociali e di governance. Nell’impegno sottoscritto con le banche sono stati definiti alcuni indicatori di performance di sostenibilità, in virtù dei quali la multiutility potrà beneficiare nel tempo di tassi più favorevoli.

Nella definizione dell’accordo il Gruppo Hera si è avvalso della collaborazione di Vigeo Eiris, che ha elaborato un’opinione indipendente in merito alla rilevanza degli indicatori individuati e al livello di ambizione del miglioramento futuro degli indicatori stessi, cui è legato il margine dell’operazione.

Hanno sostenuto Hera all’interno del club deal: BBVA nel ruolo di Sustainable Coordinator, BNP Paribas e UniCredit nel ruolo di Documentation Agent, Crédit Agricole CIB nel ruolo di Facility Agent. Tutti gli istituti finanziatori coinvolti hanno operato anche come Mandated Lead Arrangers.

Gli ambiti degli indicatori individuati coincidono con due driver Csv: uso intelligente dell’energia e uso efficiente delle risorse. In particolare riguardano le seguenti aree di impatto Csv: promozione dell’efficienza energetica, riduzione delle emissioni di gas serra e transizione verso l’economia circolare. Gli indicatori individuati sono tra gli indicatori GRI di questo bilancio di sostenibilità sottoposti a verifica esterna.

Hera si è classificata quinta tra le migliori aziende quotate secondo l’Integrated Governance Index, affermandosi al primo posto nell’indagine straordinaria sui legami tra azienda e finanza responsabile. Una delle ragioni che hanno concorso al raggiungimento di questo successo è proprio il lancio della prima linea di credito revolving sostenibile in Italia. L’Integrated Governance Index è l’unico modello di analisi del grado di integrazione dei fattori ESG nelle strategie aziendali ed è stato costruito sulla base delle risposte che 47 tra le prime 100 società quotate italiane hanno fornito a un questionario di una quarantina di domande. La ricerca conferma la crescita di consapevolezza sulla necessità di integrare la sostenibilità nelle strategie delle imprese ed evidenzia un interesse che riguarda sempre di più ruoli dell’azienda diversi rispetto al CSR manager, in particolare nell’area finanza.

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