15 anni
+255%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
9,5
centesimi di euro
dividendo
per azione
1.248
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio

In aggiunta ai contenziosi con clienti e fornitori, per i quali si rimanda ai relativi paragrafi di questo bilancio, a fine 2017 risultano pendenti ulteriori 780 contenziosi che riguardano prevalentemente la disalimentazione delle forniture gas dei clienti finali morosi (sono 506) che, contrattualizzati dai venditori relativamente a punti di riconsegna insistenti sulla rete di distribuzione gestita da In Rete, sono stati oggetto di cessazione amministrativa così come disciplinata dalla normativa di Arera (in particolare il Testo Integrato Morosità Gas). I restanti contenziosi, 274, sono riferibili a tipologie eterogenee relative a richieste di risarcimento danni connessi alla gestione dei servizi svolti da Hera o società del Gruppo. Nel corso del 2017 sono stati definiti 467 contenziosi di cui: 169 con clienti, 8 con fornitori, 201 riguardanti la disalimentazione delle forniture gas dei clienti finali morosi e i restanti 89 riguardanti tipologie eterogenee (ad esempio richieste di risarcimento danni connessi alla gestione dei servizi svolti da Hera o società del Gruppo).

Includendo AcegasApsAmga e Marche Multiservizi il numero dei contenziosi, ad eccezione di quelli attivati con clienti e fornitori, risultano pendenti 929 contenziosi nell’anno di cui 395 conclusi.

Relativamente alle reti e agli impianti gestiti dal Gruppo, si segnalano i seguenti contenziosi promossi da associazioni, cittadini e/o altri soggetti/Enti.

Con riferimento al procedimento penale pendente innanzi al Tribunale di Forlì che interessa Herambiente in qualità di proprietario dell’impianto di termovalorizzazione di Forlì, dopo la conclusione con esito positivo, nel luglio 2011, del ricorso per Cassazione promosso dal PM relativamente al sequestro preventivo dell’impianto richiesto perché ritenuto pericoloso, il procedimento è proseguito nel corso del 2012 a carico di alcuni dirigenti di Herambiente in merito a presunte problematiche tecniche relative all’impianto di incenerimento ossia agli aspetti di potenziale inquinamento e di sospette violazioni amministrative. Nel procedimento si erano costituite n. 27 parti civili, privati cittadini, associazioni ambientaliste ed Enti pubblici. Erano inoltre stati notificati i decreti di citazione dei responsabili civili di Hera Spa ed Herambiente Spa. In data 22 ottobre 2012, Hera Spa ed Herambiente Spa sono state escluse dal procedimento e conseguentemente da ogni responsabilità. In data 6 dicembre 2012 il Giudice ha assolto tutti gli imputati dai reati a essi rispettivamente ascritti perché il fatto non sussiste. Ad aprile 2013 la suddetta sentenza di assoluzione è stata impugnata dal PM innanzi alla Corte d’Appello di Bologna. La prima udienza innanzi alla Corte d’Appello, inizialmente fissata il 26 gennaio 2017 è stata rinviata al 5 maggio 2017 e, successivamente, al 26 ottobre 2017. In tale occasione il Procuratore Generale ha avanzato istanza di rinnovo dell’istruttoria dibattimentale, istanza poi rigettata dalla Corte d’Appello in accoglimento della memoria presentata dalla difesa Herambiente.

Con riferimento alla alluvione che, in data 24 giugno 2013, a seguito di un violento temporale, sommergeva la strada Via Santa Cristina S.P. 69 a Rimini e provocava l’allagamento della Casa circondariale di Rimini e delle abitazioni limitrofe (tra cui quella di una cittadina che decedeva il giorno stesso a causa di un malore), è stato notificato ad un dipendente di Hera SpA e ad altri 2 soggetti esterni il decreto di fissazione dell’udienza preliminare, prevista per l’8 febbraio 2017, nel quale sono contestati i reati di disastro e omicidio colposo. L’udienza dibattimentale è fissata a maggio 2018.

Si segnala la notifica, a luglio 2017, del decreto che ha disposto il rinvio a giudizio di due dirigenti di Herambiente con il quale la Procura della Repubblica di Rimini contesta, in particolare, le emissioni odorigene e rumorose provenienti dall’impianto di recupero e messa in riserva di Rimini che avrebbero asseritamente cagionato molestie ai proprietari dei fondi vicini. Alla prima udienza, fissata il 28 novembre 2017, si è costituito parte civile un comitato locale e la difesa dei dirigenti Herambiente ha formalizzato un’istanza di oblazione per alcuni capi di imputazione.

Con ricorso proposto avanti al TAR dell’Emilia-Romagna contro ATO-BO, Atersir e nei confronti di Hera Spa e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Federconsumatori Nazionale ha chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera dell’ATO-BO n. 16 del 22 dicembre 2011 avente ad oggetto il Servizio idrico integrato: nuovo periodo regolatorio 2011 – 2015 per il gestore Hera Spa e articolazione tariffaria 2012 e di ogni altro eventuale atto preordinato, connesso, presupposto e/o consequenziale.

I principali motivi di censura riguardano:

  • l’asserita violazione dell’effetto referendario abrogativo afferente il tema dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito;
  • l’applicazione, da parte della delibera impugnata, del Metodo tariffario regionale, il quale, a detta di controparte, non potrebbe trovare applicazione stante un’asserita carenza di legittimazione della Regione Emilia-Romagna in ordine alla sua approvazione;
  • l’introduzione arbitraria, da parte della delibera impugnata della voce Oneri finanziari, la quale non sarebbe neppure contemplata dal Metodo Tariffario Regionale.

Hera Spa si è costituita nel giudizio contestando i suddetti motivi di censura e, con Ordinanza depositata l’08/06/2012, il TAR ha respinto l’istanza cautelare presentata dal ricorrente. Ad oggi si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Con sentenza n. 1602/2016 pronunciata dalla Sezione II del TAR Toscana, è stato accolto il ricorso per motivi aggiunti n.r.g. 143/2016 promosso dalle Associazioni Ambientaliste (WWF e Italia Nostra) e il ricorso n.r.g. 180/2016 promosso dal Comune di Campi Bisenzio e, per l’effetto, è stato disposto l’annullamento del provvedimento adottato il 23 novembre 2015 n. 4688 dal Responsabile P.O. Qualità ambientale della Città Metropolitana di Firenze, dei verbali delle conferenze di servizio presupposte e dei successivi atti del procedimento espropriativo. Il provvedimento annullato da TAR ha ad oggetto il rilascio dell’Autorizzazione Unica e dell’AIA per la realizzazione, la gestione e l’esercizio di un impianto di incenerimento rifiuti da parte della società Q.tHermo. A tal proposito si precisa che, in ossequio a quanto previsto dagli atti di pianificazione in materia di rifiuti, la società Quadrifoglio (attuale gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti per i comuni della Piana fiorentina) aveva indetto una gara a doppio oggetto per la scelta di un socio privato di minoranza con cui costituire una NewCo a cui affidare la progettazione, la realizzazione e la gestione di un impianto di termovalorizzazione nella regione Toscana. La gara è stata aggiudicata all’ATI costituita tra le imprese Hera SpA ed Herambiente SpA le quali, conformemente agli impegni assunti in sede di offerta, hanno costituito la società denominata SAT Srl per la  sottoscrizione di una quota di capitale della NewCo con Quadrifoglio, ossia la società Q.tHermo. La suddetta sentenza resa dal TAR Toscana è stata impugnata avanti al Consiglio di Stato avanti al quale si è tenuta l’udienza di discussione in data 19 dicembre 2017. La causa è stata trattenuta in decisione e si è in attesa del deposito della sentenza.

Con ricorso promosso avanti al TAR dell’Emilia-Romagna nel 2017 da WWF, Panda Imola – Associazione di volontariato onlus e Legambiente Medicina contro la Regione Emilia Romagna e nei confronti del CON.AMI. e di Herambiente, le ricorrenti hanno impugnato la deliberazione della Giunta regionale dell’Emilia Romagna datata 21 dicembre 2016, n. 2262 dal titolo «provvedimento di VIA del progetto per l’ ampliamento della discarica Tre Monti: recupero volumetrico in sopraelevazione del 3° lotto nel comune di Imola (BO) – Proponenti CON.AMI ed Herambiente» pubblicata sul B.U.R.E.R. del 9 gennaio 2017 e i relativi allegati. Con la suddetta delibera, la Regione ha rilasciato il provvedimento di VIA sul progetto di sopraelevazione della discarica “Tre Monti” e i ricorrenti ne hanno contestato la legittimità deducendo, in via principale, che la Regione, non tenendo conto del parere negativo espresso dal Ministero dei Beni Culturali, non ha attivato la procedura di rinvio al Consiglio dei Ministri. Ancorché tale parere negativo non fosse necessario per l’intervento di sopraelevazione, giacché tale area non rientra in quelle gravate da vincoli di carattere paesaggistico, il TAR, con sentenza depositata il 10gennaio 2018,  ha accolto il ricorso presentato dalle ricorrenti. Herambiente procederà con l’impugnazione della sentenza avanti al Consiglio di Stato.

 

La correttezza nei rapporti con la Pubblica Amministrazione