+212%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
1.281
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio
1.913
milioni di euro
valore economico distribuito
al territorio

In aggiunta ai contenziosi con clienti e fornitori, per i quali si rimanda ai relativi paragrafi di questo bilancio, a fine 2018 risultano pendenti ulteriori 586 contenziosi che riguardano prevalentemente la disalimentazione delle forniture gas dei clienti finali morosi che, contrattualizzati dai venditori relativamente a punti di riconsegna insistenti sulla rete di distribuzione gestita da Inrete, sono stati oggetto di cessazione amministrativa così come disciplinata dalla normativa Arera (in particolare il Testo Integrato Morosità Gas). I restanti contenziosi sono riferibili a tipologie eterogenee relative a richieste di risarcimento danni connessi alla gestione dei servizi svolti da Hera o società del Gruppo. Nel corso del 2018 sono stati definiti 1.037 contenziosi di cui: 210 con clienti, 21 con fornitori, 806 con altri stakeholder.

Relativamente alle reti e agli impianti gestiti dal Gruppo, si segnalano i seguenti contenziosi promossi da associazioni, cittadini e/o altri soggetti/Enti.

Con riferimento al procedimento penale pendente innanzi al Tribunale di Forlì e che interessa Herambiente in qualità di proprietario dell’impianto di termovalorizzazione di Forlì, dopo la conclusione con esito positivo, nel luglio 2011, del ricorso per Cassazione promosso dal PM relativamente al sequestro preventivo dell’impianto richiesto perché ritenuto pericoloso, il procedimento è proseguito nel corso del 2012 a carico di alcuni dirigenti di Herambiente in merito a presunte “problematiche tecniche” relative all’impianto di incenerimento ossia agli aspetti di potenziale inquinamento e di sospette violazioni amministrative. Nel procedimento si erano costituite n. 27 parti civili, privati cittadini, associazioni ambientaliste ed Enti pubblici. Erano inoltre stati notificati i decreti di citazione dei responsabili civili di Hera Spa ed Herambiente Spa. In data 22 ottobre 2012, Hera Spa ed Herambiente Spa sono state escluse dal procedimento e conseguentemente da ogni responsabilità. In data 6 dicembre 2012 il Giudice ha assolto tutti gli imputati dai reati a essi rispettivamente ascritti perché il fatto non sussiste. Ad aprile 2013 la suddetta sentenza di assoluzione è stata impugnata dal PM innanzi alla Corte d’Appello di Bologna. Con sentenza del 3 maggio 2018 la Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sentenza di assoluzione del Tribunale di Forlì.

Con riferimento alla alluvione che, in data 24 giugno 2013, a seguito di un violento temporale, sommergeva la strada Via Santa Cristina S.P. 69 a Rimini e provocava l’allagamento della Casa Circondariale di Rimini e delle abitazioni limitrofe (tra cui quella di una cittadina che decedeva il giorno stesso a causa di un malore), è stato notificato ad un dipendente di Hera Spa e ad altri due soggetti esterni il decreto di fissazione dell’udienza preliminare, nel quale sono contestati i reati di disastro e omicidio colposo. Alla data di redazione del presente bilancio la fase istruttoria è in corso.

Si segnala la notifica, a luglio 2017, del decreto che ha disposto il rinvio a giudizio di due dirigenti di Herambiente con il quale la Procura della Repubblica di Rimini contesta, in particolare, le emissioni odorigene e rumorose provenienti dall’impianto di recupero e messa in riserva di Rimini che avrebbero asseritamente cagionato molestie ai proprietari dei fondi vicini. Alla prima udienza, fissata il 28 novembre 2017, si è costituito parte civile un comitato locale e la difesa dei dirigenti Herambiente ha formalizzato un’istanza di oblazione per alcuni capi di imputazione. Alla data di redazione del presente bilancio la fase istruttoria è in corso.

Con ricorso proposto avanti al T.A.R. dell’Emilia-Romagna contro ATO-BO, Atersir e nei confronti di Hera Spa e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Federconsumatori Nazionale ha chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera dell’ATO-BO n. 16 del 22 dicembre 2011 avente ad oggetto il “Servizio idrico integrato: nuovo periodo regolatorio 2011 – 2015 per il gestore Hera Spa e articolazione tariffaria 2012” e di ogni altro eventuale atto preordinato, connesso, presupposto e/o consequenziale.

I principali motivi di censura riguardano:

  • l’asserita violazione dell’effetto referendario abrogativo afferente il tema dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito.
  • l’applicazione, da parte della delibera impugnata, del Metodo Tariffario Regionale, il quale, a detta di controparte, non potrebbe trovare applicazione stante un’asserita carenza di legittimazione della Regione Emilia-Romagna in ordine alla sua approvazione.
  • l’introduzione arbitraria, da parte della delibera impugnata della voce “Oneri finanziari”, la quale non sarebbe neppure contemplata dal Metodo Tariffario Regionale.

Hera Spa si è costituita nel giudizio contestando i suddetti motivi di censura e, con Ordinanza depositata l’08/06/2012, il T.A.R. ha respinto l’istanza cautelare presentata dal ricorrente. Con Decreto decisorio, il T.A.R. dell’Emilia-Romagna ha dichiarato perento il ricorso.

Con sentenza n. 1602/2016 pronunciata dalla Sezione II del T.A.R. Toscana, è stato accolto il ricorso per motivi aggiunti n.r.g. 143/2016 promosso dalle Associazioni Ambientaliste (WWF e Italia Nostra) e il ricorso n.r.g. 180/2016 promosso dal Comune di Campi Bisenzio e, per l’effetto, è stato disposto l’annullamento del provvedimento adottato il 23 novembre 2015 n. 4688 dal Responsabile P.O. Qualità ambientale della Città Metropolitana di Firenze, dei verbali delle conferenze di servizio presupposte e dei successivi atti del procedimento espropriativo. Il provvedimento annullato da T.A.R. ha ad oggetto il rilascio dell’Autorizzazione Unica e dell’AIA per la realizzazione, la gestione e l’esercizio di un impianto di incenerimento rifiuti da parte della società Q.tHermo. A tal proposito si precisa che, in ossequio a quanto previsto dagli atti di pianificazione in materia di rifiuti, la società Quadrifoglio (attuale gestore del servizio integrato di raccolta dei rifiuti per i comuni della Piana fiorentina) aveva indetto una gara a doppio oggetto per la scelta di un socio privato di minoranza con cui costituire una NewCo a cui affidare la progettazione, la realizzazione e la gestione di un impianto di termovalorizzazione nella regione Toscana. La gara è stata aggiudicata all’ATI costituita tra le imprese Hera Spa ed Herambiente Spa le quali, conformemente agli impegni assunti in sede di offerta, hanno costituito la società denominata SAT Srl per la sottoscrizione di una quota di capitale della NewCo con Quadrifoglio, ossia la società Q.tHermo. La suddetta sentenza resa dal T.A.R. Toscana è stata impugnata avanti al Consiglio di Stato avanti al quale si è tenuta l’udienza di discussione in data 19 dicembre 2017. La causa è stata trattenuta in decisione. Il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza che ha confermato le censure del Giudice di primo grado con particolare riferimento al fatto che la localizzazione del termovalorizzatore in località Case Passerini era strettamente correlata alla realizzazione degli interventi di riqualificazione ambientale e in particolare delle opere di rinaturalizzazione costituite dai cosiddetti “Boschi della Piana” che, invece, non sono stati realizzati prima della costruzione del termovalorizzatore. Q.tHermo ha avviato il giudizio di revocazione della suddetta sentenza al fine di ottenerne la riforma. Alla data di redazione del presente bilancio il Consiglio di Stato non ha ancora fissato l’udienza.

Con ricorso promosso avanti al T.A.R. dell’Emilia-Romagna nel 2017 da WWF, Panda Imola – Associazione di volontariato onlus e Legambiente Medicina contro la Regione Emilia Romagna e nei confronti del CON.AMI. e di Herambiente, le ricorrenti hanno impugnato la deliberazione della Giunta regionale dell’Emilia Romagna datata 21 dicembre 2016, n. 2262 dal titolo «provvedimento di VIA del progetto per la ampliamento della discarica Tre Monti: recupero volumetrico in sopraelevazione del 3° lotto nel comune di Imola (BO) – Proponenti CON.AMI ed Herambiente» pubblicata sul B.U.R.E.R. del 9 gennaio 2017 e i relativi allegati. Con la suddetta delibera, la Regione ha rilasciato il provvedimento di VIA sul progetto di sopraelevazione della discarica “Tre Monti” e i ricorrenti ne hanno contestato la legittimità deducendo, in via principale, che la Regione, non tenendo conto del parere negativo espresso dal Ministero dei Beni Culturali, non ha attivato la procedura di rinvio al Consiglio dei Ministri. Ancorché tale parere negativo non fosse necessario per l’intervento di sopraelevazione, giacché tale area non rientra in quelle gravate da vincoli di carattere paesaggistico, il T.A.R., con sentenza depositata il 10 gennaio 2018, ha accolto il ricorso presentato dalle ricorrenti. Herambiente ha impugnato la sentenza avanti al Consiglio di Stato avanti al quale si è svolta la pubblica udienza di discussione in data 20 dicembre 2018. Alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa del deposito della sentenza.

Con distinti ricorsi promossi nel 2015 avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro Atersir, e nei confronti di Hera Spa in qualità di controinteressato, il Comune di Sassuolo, da una parte, e i Comuni di Maranello, Fiorano e Formigine, dall’altra, hanno chiesto l’annullamento della delibera del Consiglio d’Ambito n. 6/2015, pubblicata il 10 giugno 2015, recante “Approvazione Piano Economico Finanziario per il 2015”. Tra i Comuni ricorrenti vi è anche il Comune di Sassuolo che, oltre alla sopra indicata delibera, ha impugnato anche la delibera del Consiglio Locale di Modena n. 3/2015 del 13 aprile 2015 e ogni altro provvedimento presupposto e conseguente. I Comuni ricorrenti hanno censurato, in via principale, la mancata concertazione del Piano Economico Finanziario, l’indicazione nello stesso delle voci di costo espresse in maniera aggregata in luogo dell’indicazione del costo unitario dei servizi per singola voce e l’asserito ingiustificato aumento dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. Hera Spa si è costituita nel giudizio contestando quanto dedotto in fatto e in diritto dai Comuni ricorrenti. Alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.  Con ulteriori ricorsi notificati nel 2016, sempre avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro Atersir, e nei confronti di Hera Spa in qualità di controinteressato, i suddetti Comuni hanno chiesto l’annullamento anche della delibera del Consiglio d’Ambito n. 25/2016, pubblicata l’11 maggio 2016, avente ad oggetto “Approvazione dei piani economico/finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2016”. Hera Spa si è costituita in giudizio e alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Con ulteriori ricorsi notificati nel 2017 avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro Atersir, e nei confronti di Hera Spa in qualità di controinteressato, i Comuni di Sassuolo, Maranello, Fiorano, Formigine, Predappio, Tredozio, Rocca San Casciano, Bertinoro, Forlimpopoli, Galeata, Premilcuore, Meldola, Savignano sul Rubicone, Borghi, Sogliano al Rubicone, San Mauro Pascoli, Longiano, Gambettola, Roncofreddo, Santa Sofia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca hanno impugnato, per quanto di competenza, la deliberazione n. 27 del 24 marzo 2017 e la deliberazione n. 17 del 15 marzo 2017 adottate dal Consiglio di Ambito di Atersir e a mezzo delle quali sono stati approvati i Piani Economico Finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2017 per gli ambiti territoriali riferiti ai suddetti comuni. Alla data di redazione del presente bilancio non è stata ancora fissata l’udienza di trattazione dei ricorsi.

Con ulteriori ricorsi notificati nel 2018 avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro Atersir, e nei confronti di Hera Spa in qualità di controinteressato, i Comuni di Sassuolo, Formigine, Castelvetro di Modena, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca, Castel Guelfo, Maranello e Fiorano Modenese hanno impugnato, rispettivamente, la delibera del Consiglio d’Ambito n. 9 del 19 febbraio 2018 e la delibera del Consiglio locale n. 1 del 12 febbraio 2018 a mezzo delle quali sono stati approvati i Piani Economico Finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2018 per gli ambiti territoriali riferiti ai suddetti comuni. Con analogo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, poi trasposto avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna, il Comune di Imola ha impugnato la delibera Atersir del Consiglio d’Ambito n. 19 del 19 marzo 2018 recante il Piano Economico Finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2018 relativo al Comune di Imola, nonché, per quanto di interesse, la deliberazione Atersir del Consiglio Locale di Bologna n. 3 dell’8 marzo 2018. Alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

La correttezza nei rapporti con la Pubblica Amministrazione