15 anni
+255%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
9,5
centesimi di euro
dividendo
per azione
1.248
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio

I rapporti con gli Enti regolatori e di controllo

Nel corso del 2017 risultano 28 diffide comminate ad Hera. Tali diffide riguardano prevalentemente contestazioni rilevate dagli organismi di controllo, si riferiscono a violazioni di prescrizioni dettate dal D.Lgs. 152/2006 -Testo Unico in materia ambientale – sono attinenti, in prevalenza, al servizio idrico integrato nonchè al rispetto delle prescrizioni contenute nei relativi atti autorizzativi. A fronte della ricezione di queste comunicazioni, risultano ottemperati gli adempimenti prescritti dagli organi di controllo. In due casi si è proceduto ad impugnare il provvedimento innanzi all’autorità competente. Nessuna diffida è stata comminate nel 2017 ad AcegasApsAmga. Con riferimento alla diffida comminata nel 2016, AcegasApsAmga ha posto in essere quanto richiesto dalle Autorità e ha presentato scritti difensivi. Il procedimento risulta tuttora in corso.

Nel 2017 risultano comminate ad Hera 163 sanzioni amministrative prevalentemente in materia ambientale. Tali contestazioni, rilevate dagli organismi di controllo, si riferiscono a violazioni di prescrizioni dettate dal D.Lgs. 152/2006, Testo Unico in materia ambientale, riguardano in prevalenza il servizio idrico integrato e, in particolare, la conduzione degli impianti e il superamento dei limiti tabellari degli scarichi. Tali contestazioni di violazione sono di natura amministrativa e a fronte delle stesse vengono depositate memorie difensive atte principalmente alla revoca dei provvedimenti adottati con archiviazione del procedimento e, in via subordinata, al pagamento della pena pecuniaria nei minimi previsti dalle norme di settore. In un caso si è proceduto ad impugnare i provvedimenti sanzionatori innanzi all’autorità competente.

Segnatamente, con Delibera n. 626 del 7 giugno 2017 notificata in data 28 agosto 2017, ANAC ha rilevato, con riferimento all’attività contrattuale svolta da Hera S.p.A. e da Herambiente nell’ultimo triennio nell’ambito della gestione del servizio integrato dei rifiuti, alcune supposte violazioni al Codice Appalti. A ottobre 2017 le suddette società hanno impugnato la relativa delibera innanzi al TAR Lazio.

Nel 2017 risultano contestate ad AcegasApsAmga 24 violazioni amministrative prevalentemente in materia ambientale. Tali contestazioni, rilevate dagli organismi di controllo, si riferiscono a violazioni di prescrizioni dettate dal D.Lgs. 152/2006, Testo Unico in materia ambientale e riguardano esclusivamente il servizio idrico integrato e, in particolare, la conduzione degli impianti di depurazione e il superamento dei limiti tabellari degli scarichi. Di tali contestazioni di violazione 21 sono di natura amministrativa e riferite a presunte violazioni degli anni 2016 e 2017 (in prevalenza per il depuratore di Servola);  a fronte delle stesse sono state depositate memorie difensive atteì alla revoca dei provvedimenti adottati con archiviazione del procedimento e, in via subordinata, al pagamento della sanzione pecuniaria nei minimi previsti. I relativi procedimenti sono in corso e non risultano pagate sanzioni. Oltre alle predette contestazioni vi sono n. 3 ordinanze ingiunzione emesse dalla Regione FVG (relative a contestazioni di presunte violazioni dell’anno 2012) che sono oggetto di impugnazione da parte della Società innanzi al Tribunale di Trieste. I relativi giudizi sono ancora pendenti.

Con riferimento alla sanzione comminata dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Hera e nel 2014 di Herambiente per un preteso abuso di “posizione dominante” queste ultime società hanno provveduto al pagamento dell’importo complessivo di circa 1,9 milioni di euro. Il citato provvedimento è stato poi impugnato innanzi al TAR del Lazio. Si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Con riferimento alla sanzione del dicembre 2016 comminata dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Hera Spa per un preteso abuso di “dipendenza economica” consistente nella violazione della disciplina di cui al D.lgs. 231/2002 e s.m.i. in materia di termini di pagamento per le forniture di misuratori di ultima generazione, Hera Spa ha provveduto al pagamento dell’importo complessivo di Euro 800.000,00. E’ stato depositato il ricorso al TAR del Lazio avverso il citato provvedimento e siamo in attesa di fissazione dell’udienza.

A novembre 2015 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha comminato ad Hera Comm una sanzione di 366.000 mila euro per violazione del Codice del Consumo in merito alle modalità di contrattualizzazione dei clienti. Secondo il giudizio dell’Autorità, Hera Comm, insieme ad altre imprese del settore, ha stipulato alcuni contratti di fornitura senza l’esplicito consenso del consumatore o tramite modalità che alteravano la libertà di scelta dello stesso, a causa di insufficienti informazioni sulle offerte e sulla natura dei contratti. In particolare, sono state censurate alcune modalità di stipula tramite canale telefonico e agenti di vendita, accusate di mettere sotto pressione il cliente impedendogli di compiere una scelta consapevole e non condizionata. Nel corso del procedimento le imprese hanno avanzato proposte di miglioramento delle procedure, che consistono ad esempio nella messa a disposizione al consumatore della documentazione contrattuale prima che il cliente sia vincolato e nell’effettuazione di una seconda telefonata per verificare il consenso del consumatore. Inoltre, Hera Comm ha provveduto ad impugnare il provvedimento sanzionatorio avanti il TAR Lazio. Il TAR ha ritenuto rilevante la questione pregiudiziale, in quanto in ipotesi di sua fondatezza il provvedimento risulterebbe illegittimo per essere stato adottato da un’Autorità non competente. In particolare, il Collegio ha ritenuto “di investire la Corte di Giustizia dell’Unione europea della questione legata all’interpretazione dell’art. 27, comma 1 bis, del Codice del Consumo in relazione alle disposizioni euro-unitarie applicabili al settore delle forniture di energia elettrica e gas naturale, analogamente a quanto già effettuato dal Consiglio di Stato, per il settore delle telecomunicazioni. Al momento, il procedimento resta comunque sospeso in attesa che la Corte definisca due analoghe cause pregiudiziali ancora pendenti.

Con il ricorso presentato nel 2011 avanti al T.A.R. Emilia-Romagna, Herambiente Spa ha impugnato la delibera della Giunta della Provincia di Ferrara n. 251 del 20 settembre 2011, avente a oggetto la “Decisione in merito alla procedura di screening per produzione di energia da combustione di biomasse presso l’inceneritore di rifiuti”, sito in Ferrara. Herambiente ha presentato alla Provincia di Ferrara una richiesta di attivazione della procedura di verifica, ai sensi della legge regionale 9/1999. Nonostante lo studio di compatibilità ambientale presentato da Herambiente dimostri che la richiesta di sostituire il combustibile ausiliario utilizzato dall’impianto (gas metano) con una fonte energetica rinnovabile (biomassa ligneo cellulosica) non determina effetti negativi sull’ambiente (sicché non ricorrerebbero i presupposti per la procedura di VIA), la Provincia di Ferrara, con delibera n. 251 del 20 settembre 2011, ha stabilito l’assoggettamento a VIA del progetto. Il giudizio è stato dichiarato perento.

 

La relazione con l’Agenzia territoriale per i servizi idrici e i rifiuti