+212%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
1.281
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio
1.913
milioni di euro
valore economico distribuito
al territorio

Si segnalano alcuni contenziosi promossi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Con ricorso promosso nel 2014 da Herambiente avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro la Regione Emilia Romagna e nei confronti di Atersir, è stato chiesto l’annullamento della deliberazione della Giunta regionale della Regione Emilia-Romagna 24 marzo 2014, n. 380, recante “Modificazioni alla DGR 135/13 – Disposizioni in materia di definizione, e gestione del limite di incremento, del corrispettivo per lo smaltimento dei rifiuti urbani”. La deliberazione n. 380/2014 è stata impugnata nella parte in cui ha l’effetto di imporre l’integrale detrazione, dal corrispettivo di smaltimento, dei ricavi da incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Con ricorso promosso nel 2015 da Herambiente avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro la Regione Emilia Romagna e nei confronti di Atersir, è stato chiesto l’annullamento della deliberazione della Giunta regionale della Regione Emilia-Romagna 27 aprile 2015, n. 467, avente ad oggetto i criteri per la determinazione del corrispettivo per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati ai sensi dell’art. 16, comma 1, della L.R. n. 23 del 2011. Il ricorso presentato mira a censurare, in particolare, due profili della delibera n. 467 che si ritengono illegittimi, ossia:

  • l’erronea inclusione dei ricavi da incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili tra le somme da detrarre dai corrispettivi attesi;
  • la mancata espressa menzione degli oneri fiscali tra i costi sostenuti da Herambiente che la delibera impugnata non vorrebbe riconoscere.

Alla data di redazione del presente bilancio si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Con distinti ricorsi, poi riuniti, Herambiente impugnava avanti al T.A.R. Molise i seguenti atti:

  • impugnazione D.G.R. n. 231 del 19/05/2015 che individua come varianti sostanziali l’inserimento del codice CER 19.12.12, l’adeguamento del titolo autorizzatorio sulla saturazione del carico termico e l’inserimento di un trituratore.
  • impugnazione AIA relativa all’impianto di Pozzilli e, con i motivi aggiunti, anche l’Autorizzazione Unica.
  • impugnazione deliberazione Consiglio regionale n. 341 del 28/12/2015 avente ad oggetto il “Piano regionale per gestione dei rifiuti. D.lgs n. 152/2006. Conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Adozione della proposta di Piano.”

Il T.A.R. Molise non ha accolto i ricorsi di Herambiente che in data 23 ottobre 2017 ha impugnato la sentenza avanti al Consiglio di Stato che alla data di redazione del presente bilancio, non ha ancora fissato l’udienza di trattazione.

Hera Spa, Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa e Marche Multiservizi Spa, così come gli altri maggiori operatori, hanno impugnato avanti al T.A.R- Lazio le Linee Guida ANAC n. 11 recanti indicazioni per la verifica degli obblighi imposti dall’art. 177 del Codice Appalti (D.Lgs. 50/2016), il quale prevede l’obbligo per i soggetti pubblici o privati concessionari di lavori, servizi pubblici o forniture già in essere alla data di entrata in vigore del Codice, non affidate con gara ad evidenza pubblica, di affidare una quota pari all’80% dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni di importo pari o superiore a 150 mila euro, mediante procedura ad evidenza pubblica, mentre la restante parte può essere realizzata da società in house, ovvero da società direttamente o indirettamente controllate o collegate. Sono stati proposti distinti ricorsi, per i servizi ambiente, teleriscaldamento, distribuzione gas e distribuzione energia elettrica.