+212%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
1.281
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio
1.913
milioni di euro
valore economico distribuito
al territorio

Valore economico per gli stakeholder

La produzione e distribuzione del valore aggiunto

All’interno del bilancio di sostenibilità, il valore aggiunto viene inteso come la differenza tra i ricavi e i costi della produzione che non costituiscono una remunerazione per gli stakeholder aziendali e i costi di acquisto di beni e servizi utili per il processo produttivo. È quindi la differenza tra ricavi e costi sostenuti per l’acquisto dei fattori produttivi da altra aziende rappresenta quindi il valore che i fattori produttivi interni all’impresa, capitale proprio e lavoro, hanno “aggiunto” agli input acquistati dall’esterno. Il concetto di valore aggiunto qui adottato si distingue dalla definizione più strettamente contabile perché adotta la metodologia proposta nel 2001 dal Gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS). Rispetto alla metodologia proposta dal GBS sono stati considerati i canoni per utilizzo di beni di proprietà dei Comuni soci e i costi per sponsorizzazioni perché ritenuti significativi per gli stakeholder. Inoltre, differentemente da quanto proposto dal GBS, la quota distribuita ai finanziatori è stata calcolata considerando il saldo tra oneri e proventi finanziari, ritenuto maggiormente rispondente a una corretta quantificazione dei rapporti con questa tipologia di stakeholder rispetto al solo dato degli oneri finanziari. Con questa impostazione il valore aggiunto globale lordo distribuito è quasi riconducibile al valore aggiunto lordo prodotto dalla gestione caratteristica.

Il valore aggiunto viene utilizzato per due motivi principali. In primo luogo permette di quantificare quanta ricchezza è stata prodotta dall’azienda, come è stata prodotta e come viene distribuita ai suoi interlocutori; è quindi utile per capire gli impatti economici che l’azienda produce. In secondo luogo consente di collegare attraverso questo prospetto, il Bilancio di sostenibilità con il Bilancio di esercizio. Da questo punto di vista, la produzione e distribuzione del valore aggiunto è uno strumento per rileggere il Bilancio di esercizio dell’azienda dal punto di vista degli stakeholder.

Produzione del valore aggiunto
milioni di euro 2016 2017 rettificato 2018
Ricavi 5.131,3 5.612,1 6.118,9
Altri ricavi operativi e non operativi 430,2 524,8 492,0
Contributi ricevuti da enti pubblici -35,1 -38,8 -40,3
Consumi di materie prime e materiali di consumo (al netto della variazione delle rimanenze di materie prime e scorte) -2.176,8 -2.606,8 -2.984,1
Costi per servizi riclassificati -1.799,6 -1.861,4 -1.955,1
Accantonamento al fondo svalutazione crediti -85,1 -103,4 -89,3
Accantonamenti a fondi rischi e altri fondi -28,5 -50,6 -46,4
Altre spese operative riclassificate -50,7 -52,9 -28,5
Costi capitalizzati 27,8 43,0 43,2
Valore aggiunto caratteristico lordo 1.413,5 1.466,0 1.525,9
Quota di utili (perdita) di imprese collegate e joint venture 13,8 14,7 14,9
Valore aggiunto globale lordo 1.427,3 1.480,7 1.540,8

I valori dei consumi di materie prime e materiali di consumo, costi per servizi e altre spese operative sono riportati al netto dei costi considerati come remunerazione di stakeholder.

 

Il valore aggiunto globale lordo generato per gli stakeholder è stato nel 2018 pari a 1.540,8 milioni di euro con un aumento di 60,1 milioni di euro rispetto all’anno precedente (+4,1%).

 

Distribuzione del valore aggiunto agli stakeholder
milioni di euro 2016 2017
2018
Lavoratori 524,1 36,7% 551,6 37,3% 551,4 35,8%
Azionisti 147,1 10,3% 156,9 10,6% 163,6 10,6%
Azienda 419,3 29,4% 479,6 32,4% 518,3 33,6%
Finanziatori/Istituti bancari 131,2 9,2% 116,2 7,8% 106,6 6,9%
Pubblica Amministrazione 202,8 14,2% 173,9 11,7% 198,2 12,9%
Comunità locale 2,8 0,2% 2,5 0,2% 2,7 0,2%
Valore aggiunto globale lordo 1.427,3 100% 1.480,7 100% 1.540,8 100%

LLa quota di valore aggiunto destinato ai lavoratori Il costo del personale diminuisce di 0,2 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno. Gli incrementi retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale sono stati compensati dalle minori risorse a seguito delle variazioni di perimetro e dalla riduzione della presenza media dei dipendenti.

La quota destinata agli azionisti di Hera Spa e agli azionisti di minoranza delle società controllate è aumentata di 6,7 milioni di euro (+4,3%) ed ha un’incidenza del 10,6% del totale, in analogia con l’anno precedente. Questa quota si compone di 148,9 milioni di euro per dividendi distribuiti ai soci di Hera Spa (in crescita del 5,2% rispetto al 2017, a seguito dell’aumento del dividendo da 9,5 centesimi per azione a 10) e di 14,7 milioni per la quota di utile di competenza degli azionisti di minoranza delle società controllate di Hera Spa.

Il 33,6% del valore aggiunto prodotto nel 2018 è stato reinvestito all’interno dell’azienda. Questa quota aumenta rispetto al 2017 (+8,1%) e comprende l’utile di esercizio che non viene distribuito agli azionisti (133,0 milioni di euro in incremento di 23,1 milioni di euro rispetto al 2017) e gli ammortamenti degli investimenti effettuati (385,3 milioni di euro in aumento di 15,6 milioni di euro rispetto al 2017); l’aumento è dovuto a nuovi investimenti nelle attività di distribuzione regolate e alla variazione di perimetro delle società di vendita Blu Ranton Srl e Sangroservizi Srl.

La quota di valore aggiunto distribuita ai finanziatori è stata pari nel 2018 a 106,6 milioni di euro (il 6,9% del totale e -8,3% rispetto al 2017). Questa quota è composta per 203,5 milioni di euro da oneri finanziari (erano 221,2 nel 2017) e per 96,9 milioni di euro da proventi finanziari (erano 105,0 nel 2017).

La quota distribuita alla Pubblica Amministrazione è stata pari a 198,2 milioni di euro, il 12,9% del totale (+14% rispetto al 2017 principalmente per l’aumento delle imposte e tasse e la riduzione di contributi pubblici ricevuti, solo in parte compensata dalla diminuzione dei canoni versati alla Pubblica Amministrazione).

Le imposte e tasse sono state pari a 143,2 milioni di euro (il 9,3% del totale del valore aggiunto distribuito) in aumento del 29% rispetto allo scorso anno. Le imposte e tasse sono per 99,1 milioni di euro di competenza dello Stato (erano 76,1 nel 2017), per 32,3 milioni delle Regioni, per 11,8 milioni di Province e Comuni. Le imposte sul reddito d’impresa passano da 92,6 milioni di euro del 2017 a 121,8 nel 2018.

Una parte degli impianti produttivi utilizzati dall’azienda sono di proprietà dei Comuni soci e per il loro utilizzo vengono corrisposti dei canoni; nella quota alla pubblica amministrazione sono inoltre compresi gli importi destinati ai Comuni per le compensazioni ambientali relative agli impianti di smaltimento rifiuti. Nel 2018 il totale dei canoni per l’utilizzo di beni dei Comuni soci e delle compensazioni ambientali è stato pari a 90,4 milioni di euro. Si rilevano inoltre 4,9 milioni di euro relativi ai costi di funzionamento delle authority nazionali (Aeegsi e Agcm) e locali. I contributi pubblici ricevuti nel 2018 sono stati pari a 40,2 milioni di cui 32,7 milioni per contributi in conto esercizio e 7,5 per contributi in conto impianti; tale voce, come già indicato, comprende i contributi feed in premium ex-certificati verdi per un ammontare di 27,7 milioni di euro. Questo importo è stato sottratto dalla quota destinata alla Pubblica Amministrazione.

Per finire, una somma pari a 2,7 milioni di euro è stata destinata alle liberalità (0,3 milioni) e alle sponsorizzazioni (2,4 milioni); queste voci sono dettagliate nel capitolo “Innovazione e contributo allo sviluppo” (paragrafo “Sviluppo economico e inclusione sociale”).

 

Azionisti e finanziatori