+255%
rendimento totale
del titolo rispetto
alla quotazione
2003
9,5
centesimi di euro
dividendo
per azione
1.248
milioni di euro
valore aggiunto distribuito
agli stakeholder del territorio

Valore economico per gli stakeholder

La produzione e distribuzione del valore aggiunto

All’interno del bilancio di sostenibilità, il valore aggiunto viene inteso come la differenza tra i ricavi e i costi della produzione che non costituiscono una remunerazione per gli stakeholder aziendali e i costi di acquisto di beni e servizi utili per il processo produttivo. È quindi la differenza tra ricavi e costi sostenuti per l’acquisto dei fattori produttivi da altra aziende rappresenta quindi il valore che i fattori produttivi interni all’impresa, capitale proprio e lavoro, hanno “aggiunto” agli input acquistati dall’esterno. Il concetto di valore aggiunto qui adottato si distingue dalla definizione più strettamente contabile perché adotta la metodologia proposta nel 2001 dal Gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS). Rispetto alla metodologia proposta dal GBS sono stati considerati i canoni per utilizzo di beni di proprietà dei Comuni soci e i costi per sponsorizzazioni perché ritenuti significativi per gli stakeholder. Inoltre, differentemente da quanto proposto dal GBS, la quota distribuita ai finanziatori è stata calcolata considerando il saldo tra oneri e proventi finanziari, ritenuto maggiormente rispondente a una corretta quantificazione dei rapporti con questa tipologia di stakeholder rispetto al solo dato degli oneri finanziari. Con questa impostazione il valore aggiunto globale lordo distribuito è quasi riconducibile al valore aggiunto lordo prodotto dalla gestione caratteristica.

Il valore aggiunto viene utilizzato per due motivi principali. In primo luogo permette di quantificare quanta ricchezza è stata prodotta dall’azienda, come è stata prodotta e come viene distribuita ai suoi interlocutori; è quindi utile per capire gli impatti economici che l’azienda produce. In secondo luogo consente di collegare attraverso questo prospetto, il Bilancio di sostenibilità con il Bilancio di esercizio. Da questo punto di vista, la produzione e distribuzione del valore aggiunto è uno strumento per rileggere il Bilancio di esercizio dell’azienda dal punto di vista degli stakeholder.

In seguito alla Delibera 268/2015/R/eel di Arera per cui l’Autorità ha adottato il Codice di rete per il vettoriamento dell’energia elettrica, sono stati iscritti a conto economico ricavi e parimenti costi per un importo di 657,9 milioni di euro per l’attribuzione degli oneri generali di sistema da conti patrimoniali a conti economici delle società di vendita. Al fine di una maggiore comparibilità tra dati 2016 e 2017 i valori di bilancio 2016 sono stati rettificati per analogia con il 2017. Tale rettifica è risultata invariante sui risultati ed ha comportato al 31 dicembre 2016 maggiori ricavi per 697,9 milioni di euro e un equivalente aumento di costi. Questa rettifica influisce sul prospetto di produzione del valore aggiunto ma non modifica il valore aggiunto globale lordo complessivo.

Sempre per il principio di una maggiore comparabilità tra esercizi, il 2016 è stato rettificato per la riclassifica tra la voce Altri ricavi operativi dei contributi feed in premium ex-certificati verdi originariamente esposti tra i ricavi: questa riclassifica ammonta a 26,8 milioni di euro. Tali contributi sono stati quindi inclusi nel prospetto di distribuzione del valore aggiunto a decremento della quota distribuita alla pubblica amministrazione.

Produzione del valore aggiunto
milioni di euro 2015 2016 rettificato 2017
Ricavi 4.487,0 5.131,3 5.612,1
Altri ricavi operativi e non operativi 330,8 430,2 524,8
Contributi ricevuti da enti pubblici -13,6 -35,1 -38,8
Consumi di materie prime e materiali di consumo (al netto della variazione delle rimanenze di materie prime e scorte) -2.256,6 -2.176,8 -2.606,8
Costi per servizi riclassificati -1.032,3 -1.799,6 -1.861,4
Accantonamento al fondo svalutazione crediti -72,0 -85,1 -103,4
Accantonamenti a fondi rischi e altri fondi -33,0 -28,5 -50,6
Altre spese operative riclassificate -38,0 -50,7 -52,9
Costi capitalizzati 28,5 27,8 43,0
Valore aggiunto caratteristico lordo 1.400,8 1.413,5 1.466,0
Quota di utili (perdita) di imprese collegate e joint venture 12,0 13,8 14,7
Valore aggiunto globale lordo 1.412,8 1.427,3 1.480,7

I valori dei consumi di materie prime e materiali di consumo, costi per servizi e altre spese operative sono riportati al netto dei costi considerati come remunerazione di stakeholder.

Il valore aggiunto globale lordo generato per gli stakeholder è stato nel 2017 pari a 1.480,7 milioni di euro con un aumento di 53,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente (+3,7%).

Distribuzione del valore aggiunto agli stakeholder
milioni di euro 2015 2016 rettificato 2017
Lavoratori 510,8 36,2% 524,1 36,7% 551,6 37,3%
Azionisti 147,9 10,5% 147,1 10,3% 156,9 10,6%
Azienda 383,5 27,1% 419,3 29,4% 479,6 32,4%
Finanziatori/Istituti bancari 146,0 10,3% 131,2 9,2% 116,2 7,8%
Pubblica Amministrazione 222,0 15,7% 202,8 14,2% 173,9 11,7%
Comunità locale 2,6 0,2% 2,8 0,2% 2,5 0,2%
Valore aggiunto globale lordo 1.412,8 100,0% 1.427,3 100% 1.480,7 100%

La quota di valore aggiunto destinato ai lavoratori del Gruppo è aumentata di 27,5 milioni di euro (+5,2%) rispetto al 2016.  Questo aumento è principalmente legato agli incrementi retributivi previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro e dall’ingresso di risorse delle società derivanti dalle società acquisite in particolare nell’area ambiente, Gruppo Aliplast e ramo d’azienda di Teseco Srl.

La quota destinata agli azionisti di Hera Spa e agli azionisti di minoranza delle società controllate è aumentata di 9,8 milioni di euro (+6,7%) ed è pari al 10,6% del totale. Questa quota si compone di 141,5 milioni di euro per dividendi distribuiti ai soci di Hera Spa (in crescita di quasi il 6% rispetto al 2016) e di 15,4 milioni per la quota di utile di competenza degli azionisti di minoranza delle società controllate di Hera Spa (in aumento di 2,3 milioni di euro rispetto al 2016 corrispondente al +17,6%). La distribuzione del valore aggiunto agli Azionisti relativa all’esercizio 2017 corrisponde alla destinazione dell’utile d’esercizio di Hera S.p.A. a dividendo che il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Soci.

Il 32,4% del valore aggiunto prodotto nel 2017 è stato reinvestito all’interno dell’azienda. Questa quota aumenta rispetto al 2016 (+14,4%) e comprende l’utile di esercizio che non viene distribuito agli azionisti (109,9 milioni di euro in incremento di 36,6 milioni di euro rispetto al 2016) e gli ammortamenti degli investimenti effettuati (369,7 milioni di euro in aumento di 23,7 milioni di euro rispetto al 2016).

La quota di valore aggiunto distribuita ai finanziatori è stata pari nel 2017 a 116,2 milioni di euro (il 7,8% del totale e -11,4% rispetto al 2016).  Questa quota è composta per 221,2 milioni di euro da oneri finanziari (erano 211,3 nel 2016) e per 105,0 milioni di euro da proventi finanziari (erano 80,1 nel 2016).

La distribuzione del valore aggiunto agli stakeholder (2017)

La quota distribuita alla Pubblica Amministrazione è stata pari a 173,9 milioni di euro, il 11,7% del totale (-14,3% rispetto al 2016 principalmente per la riduzione delle imposte sul reddito di 26,7 milioni di euro).

Le imposte e tasse sono state pari a 110,9 milioni di euro (il 7,4% del totale del valore aggiunto distribuito) e in riduzione del 19,2% rispetto al 2016.

Le imposte e tasse sono per 76,1 milioni di euro di competenza dello Stato (erano 97,6 nel 2016), per 28,0 milioni delle Regioni, per 6,8 milioni di Province e Comuni. Le imposte sul reddito d’impresa passano da 119,3 milioni di euro del 2016 a 92,6 nel 2017.

Una parte degli impianti produttivi utilizzati dall’azienda sono di proprietà dei Comuni soci e per il loro utilizzo vengono corrisposti dei canoni; nella quota alla pubblica amministrazione sono inoltre compresi gli importi destinati ai Comuni per le compensazioni ambientali relative agli impianti di smaltimento rifiuti. Nel 2017 il totale dei canoni per l’utilizzo di beni dei Comuni soci e delle compensazioni ambientali è stato pari a 97,3 milioni di euro in diminuzione di 0,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Si rilevano inoltre 4,5 milioni di euro relativi ai costi di funzionamento delle authority nazionali (Aeegsi e Agcm) e locali.

I contributi pubblici ricevuti nel 2017 sono stati pari a 38,8 milioni di cui 0,9 milioni per contributi in conto esercizio e 37,9 per contributi in conto impianti; tale voce, come già indicato, comprende i contributi feed in premium ex-certificati verdi per un ammontare di 26,8 milioni di euro. Questo importo è stato sottratto dalla quota destinata alla Pubblica Amministrazione.

Per finire, una somma pari a 2,5 milioni di euro è stata destinata alle liberalità (0,4 milioni) e alle sponsorizzazioni (2,1 milioni); queste voci sono dettagliate nel capitolo “Innovazione e contributo allo sviluppo” (paragrafo “Sviluppo economico e inclusione sociale”).

 

Azionisti e finanziatori