99,6%
rispetto degli standard di qualità
fissati dall’Autorità per quattro servizi
9,6
minuti di attesa media
agli sportelli e possibilità di prenotare l’appuntamento con un operatore in anticipo
399
mila analisi
effettuate sulle acque potabili
del Gruppo, 1.100 al giorno, di cui
il 63% sulla rete di distribuzione

La bolletta del servizio idrico

La bolletta del servizio idrico
Euro 2016 2017 2018  
Acquedotto 110,54 115,52 114,42 Quota di competenza Hera: 91% sul totale della bolletta
Fognatura 32,57 34,05 33,25
Depurazione 82,47 86,35 84,59
Quota fissa 20,37 21,25 20,69
IVA al 10% 24,59 25,72 25,29
Totale 270,54 282,89 278,24

Bolletta di un cliente residenziale (famiglia di tre componenti) con un consumo annuo di 130 mc. Città considerate: Bologna, Ferrara, Forlì, Imola, Modena, Padova, Pesaro, Ravenna, Rimini e Trieste (media ponderata sulla base dei cittadini residenti). Le componenti tariffarie non di competenza di Hera sono indicate su fondo grigio.

La bolletta media di un cliente residenziale con consumi di 130 metri cubi l’anno è passata da 282,89 euro del 2017 a 278,24 euro del 2018: la diminuzione è stata del 1,6% nell’ultimo anno a seguito dell’applicazione dei conguagli tariffari di anni precedenti che hanno determinato in alcuni territori, in particolare in quello di Bologna, Imola, Forlì-Cesena e Modena, una diminuzione della bolletta rispetto allo scorso anno.

A partire dal 2012 la regolazione del servizio idrico è stata assunta in capo ad Arera, che ha definito dapprima un metodo tariffario transitorio per il periodo 2012-2013 e, successivamente, un metodo tariffario a regime per le annualità 2014-2015, aggiornato per il periodo 2016-2019. Le tariffe 2018 sono state approvate da Arera per ciascun territorio servito. Le tariffe deliberate nelle varie annualità comprendono anche i conguagli degli esercizi precedenti, determinati in ottemperanza alle regole del metodo tariffario.

La spesa media per il servizio idrico integrato è diversa nei territori in cui opera Hera e ciò dipende dalla diversa struttura in particolare delle fonti di approvvigionamento delle diverse realtà territoriali, per effetto della disponibilità della risorsa idrica e della vicinanza della fonte di prelievo.

I meccanismi tariffari messi a punto da Arera a partire dal 2012, hanno permesso di continuare a garantire elevate quote di investimenti, in particolare per quei settori a più alto impatto ambientale quali i risanamenti fognario-depurativi.

Nel 2017, la quota della tariffa finalizzata a coprire gli investimenti realizzati e i costi del capitale, è stata del 28% della tariffa applicata, mentre il restante 72% è destinato alla copertura dei costi operativi di conduzione, manutenzione e pronto intervento di reti e impianti e dei canoni corrisposti ai comuni e alle società degli asset per l’utilizzo delle infrastrutture.

Quanto costa l’acqua

Consumare acqua di rubinetto al posto della minerale, oltre a benefici ambientali, produce anche risparmio economico: considerando infatti un consumo medio di mille litri all’anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 27 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l’acqua minerale è di circa 270 euro l’anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall’acquedotto sarebbe invece di 2,14 euro all’anno (valore calcolato come media 2018 delle bollette delle principali nove città servite da Hera). L’Italia si trova al terzo posto nel mondo per consumo di acqua in bottiglia con 184 litri di acqua pro capite consumati nel 2017 dopo Messico e Thailandia (Fonte: Statista The Statistics Portal 2017).

 

Il costo dell’acqua in Italia e in Europa

L’International water association ha svolto nel 2017 una ricerca sulle tariffe dell’acqua applicate in 452 città di 147 paesi. Nelle 93 città europee, il costo per il consumo annuo di 180 metri cubi varia da un minimo di 0,78 a un massimo di 7,07 euro per metro cubo. L’Italia registra il costo più basso con Milano, e tra i costi più bassi con Napoli, Roma, Venezia, Palermo e Genova.

La regolazione del servizio idrico

La regolazione del servizio idrico, in capo all’Autorità nazionale Arera, è stata assunta dalla stessa a partire dal 2012 con l’obiettivo iniziale di definire un metodo tariffario che supportasse la copertura dei costi (efficienti), lo sviluppo degli investimenti e promuovesse anche meccanismi orientati alla qualità del servizio.

I provvedimenti che si sono susseguiti a partire dal 2012 sono stati tutti orientati in questa direzione. In particolare:

  • dal punto di vista tariffario il 2018 si inquadra nel secondo periodo regolatorio a regime (2016-2019) che oltre a confermare i criteri già delineati, da prima con il metodo tariffario transitorio 2012-2013 e poi con il primo periodo regolatorio (2014-2015), ha introdotto l’importante novità di incentivazione della qualità contrattuale, prevedendo obblighi di livelli minimi di servizio ma anche forme di riconoscimento di livelli superiori a quelli minimi richiesti;
  • nel 2018 Arera è andata in continuità con i provvedimenti presi nel corso delle precedenti annualità. In particolare sono state assunte le deliberazioni in tema di regolazione delle articolazioni tariffarie del servizio idrico orientata nel prossimo futuro all’implementazione della tariffa pro capite, di riconoscimento del bonus idrico per le utenze disagiate, di avvio del presidio della qualità tecnica attraverso l’individuazione di standard minimi e relativi meccanismi di premi/penalità. Tali delibere assunte nel corso del 2018 produrranno i propri effetti a partire dal 2019.

Rimane ancora aperta la regolamentazione della morosità per la quale si attende il provvedimento finale da parte di Arera nei primi mesi del 2019.

 

La spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti