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Bilancio di Sostenibilità 2011
Ce ne parla Maurizio Chiarini (Amministratore Delegato del Gruppo Hera)
Il Gruppo Hera è impegnato a minimizzare gli impatti ambientali, diretti e indiretti, dell’attività aziendale, per preservare l’ambiente naturale a beneficio delle future generazioni.
Il Gruppo Hera è impegnato nello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili, anche tramite la controllata Hera Energia Rinnovabili. L'obiettivo del 2011 è di incrementare del 40% la produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate rispetto al 2010.
Le principali iniziative in corso e previste in questo ambito per gli anni futuri sono:
Case study sullo sviluppo di energie rinnovabili e assimilate:
Herambiente e Caviro (leader italiano nella produzione vinicola) hanno siglato un accordo commerciale che prevede il conferimento di sfalci di potature del territorio e altre componenti organiche nell’impianto a biomasse presso la sede di Caviro a Faenza. L’impianto, che contribuisce anche a valorizzare gli scarti di lavorazione dell’uva attraverso la produzione di energia, verrà gestito da Enomondo, una società recentemente costituita e nella quale Herambiente ha una partecipazione del 40%. Dall’attività dell’impianto si prevede di ottenere un risparmio di emissioni in atmosfera di gas serra di circa 35.000 tonnellate all’anno di CO2 e di produrre energia elettrica per circa 90.000 megawattora, pari al consumo annuo di circa 29.000 famiglie.
Con l’avvio del nuovo termovalorizzatore di Rimini, avvenuto nel giugno 2010, si avvia a conclusione l’impegnativo piano di ristrutturazione dei termovalorizzatori di Hera. Rimini è il quarto degli impianti interamente rinnovati e attivati negli ultimi anni. Anche l’impianto di Rimini è dotato di tecnologie d’avanguardia per quanto riguarda l’abbattimento delle emissioni in atmosfera, la produzione di energia elettrica, il monitoraggio del funzionamento dell’impianto. L’impianto è autorizzato a smaltire un massimo di 150.000 tonnellate di rifiuti all’anno (+25% rispetto al vecchio impianto) dai quali si prevede di produrre circa 75.000 megawattora all’anno di energia elettrica (+ 65% rispetto al vecchio impianto) pari al consumo annuo di 28.000 famiglie.
Una nuova chance per la discarica esaurita di Casaglia a Ferrara si è concretizzata grazie all’accordo tra Herambiente, la Spal, dal 1907 principale società calcistica di Ferrara, e i suoi partner tecnici. Grazie a questo accordo, che mette a disposizione della società sportiva una superficie di circa 30 ettari, nascerà sull’area della vecchia discarica un parco fotovoltaico: dalla vendita dell’energia prodotta la Spal conta di finanziare la propria attività per i prossimi 25 anni. Il progetto del parco prevede l’installazione di 63.000 pannelli con una potenza installata pari a 14 megawatt.
Nel dicembre 2010 è stata inaugurata a Modena la nuova centrale di cogenerazione al servizio del teleriscaldamento del quartiere Giardino. L’impianto, che ha una potenza installata di 3.600 kW elettrici e 3.660 kW termici, permette di risparmiare ogni anno 1.139 tonnellate equivalenti di petrolio, pari al consumo di circa 800 auto, ed evitare la produzione di 2.693 tonnellate di CO2, corrispondenti alla compensazione effettuata da circa 4.000 nuovi alberi. Grazie a questo investimento, che ha significato un impegno economico di circa 3 milioni di euro, il Gruppo consegna alla città di Modena un impianto all’avanguardia, che permette ai clienti del teleriscaldamento da esso serviti di godere di un’aliquota IVA agevolata al 10%.
Il progetto prevede recupero di biomasse di diversa natura sia come fertilizzante per i suoli agricoli sia come materia prima per la produzione di energia evitandone così lo smaltimento in discarica e la conseguente produzione di gas serra.
Il progetto è costituito da diverse azioni:
Nel 2010 sono stati eseguiti i singoli studi di fattibilità di questi interventi. Il 2011 vedrà il completamento della progettazione e l’inizio della fase realizzativa. Il progetto “biomasse”, una volta a regime, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi del settore specifico del Piano Energetico Regionale per circa il 10%.
Nell’impianto di Romagna Compost, sito a S. Carlo di Cesena (FC), inaugurato nel dicembre 2009 grazie a un innovativo processo anaerobico (senz’aria) detto di digestione si produce oltre al compost anche il biogas, un gas a base di metano utilizzato per produrre energia rinnovabile. Nel 2010 l’impianto ha trattato 35.300 tonnellate di rifiuti organici producendo 5.389 chilowattora di energia elettrica. La giuria del Premio Sviluppo sostenibile 2010, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile insieme a Ecomondo - Fiera di Rimini, ha inserito Romagna Compost tra le prime 10 aziende segnalate per il settore Rifiuti: la premiazione è avvenuta il 4 novembre 2010 a Rimini, all’interno di Ecomondo.
Hera intende ridurre l'utilizzo delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani con l'obiettivo di ridurre ulteriormente la quota di rifiuti urbani smaltita in discarica a valle di pretrattamento (22% nel 2011 a fronte di un 25% del 2010). I principali progetti riguardano:
Case study sulla gestione sostenibile dei rifiuti urbani:
Hera collabora e partecipa attivamente a iniziative di prevenzione e riutilizzo: a titolo di esempio si evidenziano gli sconti sulla TIA previsti dall’Autorità di Ambito di Ferrara per le attività commerciali che donano ad associazioni assistenziali prodotti, alimentari e non, ancora integri invece di destinarli allo smaltimento come rifiuti (nel 2010 sono stati donati prodotti per un totale di 210 tonnellate) e gli incentivi economici riconosciuti alle strutture ricettive aderenti a Legambiente Turismo, con cui Hera ha siglato nel 2007 uno specifico protocollo d’intesa riconoscendo l’impegno di tali strutture nella riduzione dei rifiuti.
Il Gruppo Hera, in collaborazione con Eco-Recuperi di Solarolo (Ra), ha avviato, nel 2009, il progetto “Eco-Box-Phone” che prevede la consegna gratuita alle scuole di un apposito contenitore, in cui gli studenti possono conferire i cellulari dismessi (anche di familiari e amici) con i relativi accessori. Le scuole ottengono, a seconda delle quantità accumulate a ogni svuotamento, premi di carattere informatico per uso didattico. Gli apparecchi ancora funzionanti vengono reimmessi sul mercato, per quelli gravemente danneggiati Eco-Recuperi provvede al riciclo e all’avvio a recupero dei componenti. Al progetto hanno aderito oltre 500 scuole di ogni ordine e grado: i ritiri, dal 2010 a marzo 2011, hanno raggiunto quota 1.800 cellulari
Partita a settembre 2010 con il protocollo d’intesa tra il Mercato all’ingrosso di Cesena ed Hera, la sperimentazione dei nuovi servizi di raccolta differenziata ha già dato ottimi risultati passando dal 40% al 70%. Il progetto prevede la collaborazione di tutti gli operatori del mercato ai quali sono stati forniti appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti organici e multimateriale (carta, legno e plastica); il mercato provvede poi, con proprio personale, al controllo dei conferimenti presso la stazione ecologica appositamente attrezzata all’interno della struttura. L’obiettivo è raggiungere l’80/90% entro il 2011.
A Rimini è attivo un sistema di raccolta dei rifiuti innovativo. Il progetto, avviato nel 2008 a Poggio Berni, coinvolgerà entro il 2011 tutti i comuni della provincia di Rimini. La novità consiste in una diversa gestione del rifiuto indifferenziato, conferito attraverso una speciale calotta applicata sul cassonetto che può essere aperta solo tramite una chiave elettronica personalizzata per ciascun utente. Il sistema è entrato a regime nel corso del 2010 nelle aree residenziali dei 15 comuni per una popolazione servita pari a circa 82.000 abitanti. Nel complesso è stato superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata con picchi per alcuni comuni superiori al 70%. Nel 2011 sarà completato il progetto con l’estensione del modello di raccolta nelle aree residenziali dei comuni turistici della provincia di Rimini.
Con l’avvio del nuovo termovalorizzatore di Rimini, avvenuto nel giugno 2010, si avvia a conclusione l’impegnativo piano di ristrutturazione dei termovalorizzatori di Hera. Rimini è il quarto degli impianti interamente rinnovati e attivati negli ultimi anni. Anche l’impianto di Rimini è dotato di tecnologie d’avanguardia per quanto riguarda l’abbattimento delle emissioni in atmosfera, la produzione di energia elettrica, il monitoraggio del funzionamento dell’impianto. L’impianto è autorizzato a smaltire un massimo di 150.000 tonnellate di rifiuti all’anno (+25% rispetto al vecchio impianto) dai quali si prevede di produrre circa 75.000 megawattora all’anno di energia elettrica (+ 65% rispetto al vecchio impianto) pari al consumo annuo di 28.000 famiglie.
Dal 2007 è attiva a Coriano (RN) la sala di telecontrollo per i termovalorizzatori di Hera, un’eccellenza nel panorama nazionale, che permette un controllo sistematico in tempo reale dei termovalorizzatori del Gruppo. Alla nuova sala vengono trasmesse tutte le informazioni di carattere gestionale e ambientale che oggi sono presenti sui singoli impianti. Vengono acquisiti e trasmessi dati in tempo reale ed è possibile anche simulare le immissioni in ambiente con l’individuazione dei punti di ricaduta degli inquinanti e le relative concentrazioni grazie all’incrocio dei dati provenienti dagli impianti con quelli meteorologici forniti da Arpa. La sala telecontrollo è attiva per gli impianti di Ferrara, Forlì, Modena, Ravenna e Bologna e nel 2010 è stato collegato il nuovo impianto di Rimini.
Il telecontrollo consente ai tecnici del Gruppo Hera, attraverso la postazione del proprio personal computer, di avere disponibili i dati di funzionamento degli impianti in tempo reale nonché tutti gli archivi storici. Nel 2010 il sistema è stato ulteriormente implementato e arricchito con ulteriori informazioni di carattere tecnico-gestionale rese disponibili anche ad altre funzioni aziendali.
Il completo ammodernamento degli impianti di trattamento rifiuti del Gruppo permette di ridurre le emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori che sono state nel 2010 mediamente dell'87% inferiori rispetto ai limiti di legge. Tutti i nuovi impianti sono stati progettati e realizzati in ottemperanza a quanto previsto dalle normative comunitarie e nazionali in materia di BAT (Migliori Tecniche Disponibili), e sono stati equipaggiati con sistemi ancora migliori sia in termini di abbattimento delle emissioni sia in termini di misurazione e controllo in continuo delle emissioni stesse.
Case study sul contenimento delle emissioni in atmosfera:
Il progetto, avviato nel 2007 con la collaborazione dell’Università di Bologna e con la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità, prevede di verificare l’impiego dei tradizionali catalizzatori, utilizzati per l’abbattimento degli ossidi di azoto, anche per l’abbattimento delle diossine. Nel 2007 è stata eseguita la caratterizzazione di alcuni catalizzatori commerciali, con ottimi risultati, soprattutto per quelli utilizzati sugli impianti del Gruppo. Nel 2008 è stato progettato il prototipo del nuovo filtro e sono stati pianificati i campionamenti per la caratterizzazione di dettaglio delle emissioni per mezzo di analisi effettuate dai laboratori del Gruppo in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. I campionamenti sono iniziati nel 2009 presso il nuovo termovalorizzatore di Forlì. Parallelamente è stato condotto uno studio su un catalizzatore utilizzato dal Gruppo, con risultati interessanti. Nel 2010 sono proseguite le analisi da parte dell’Istituto Superiore di Sanità sui dati raccolti.
Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale del termovalorizzatore di Ferrara si prescrive che Hera attui un protocollo di sorveglianza ambientale e sanitaria con la finalità di cogliere l’eventuale impatto delle emissioni dell’impianto sulla qualità dell’aria del territorio circostante. Il dettaglio delle attività è stato definito da Arpa, Ausl e Provincia di Ferrara in uno specifico protocollo reso operativo da Hera nel corso del 2010 con l’installazione di tre nuove stazioni di monitoraggio. Il monitoraggio attuato nei tre siti si basa su un disciplinare tecnico proposto dal CNR di Roma che cura il coordinamento scientifico dello studio.
Le indagini si articolano in un monitoraggio di base e in campagne intensive. Il primo prevede analisi continuative quali la concentrazione di PM10 e PM2,5 e la misura di microinquinanti clorurati e IPA nel PM10. Le campagne intensive prevedono ulteriori approfondimenti con due campagne annue della durata di un mese ciascuna con determinazioni a frequenza giornaliera di microinquinanti, IPA e materiale particellare, con analisi chimica-morfologica delle singole frazioni dimensionali del particolato atmosferico. Viene poi eseguita, mediante campionatori passivi, la distribuzione della concentrazione spaziale di ammoniaca, biossido di azoto e acido cloridrico.
Gli esiti di tale studio hanno confermato quanto valutato preliminarmente in sede di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale ed evidenziato un contributo dell’impianto in termini di qualità dell’aria estremamente ridotto.
I principali progetti riguardano:
Case study ammodernamento degli impianti di depurazione acque reflue e monitoraggio perdite di rete:
Il progetto consiste nello studio di sistemi innovativi per la localizzazione automatica delle perdite idriche da utilizzare con il sistema di telelettura. Nel 2007 è stato allestito un sito di prova e sono stati effettuati test in diverse condizioni ambientali. I primi risultati sperimentali sono stati estremamente interessanti. Nel 2008 sono state affinate le tecniche di indagine mediante la realizzazione di un dispositivo per le acquisizioni in campo in automatico, senza presidio, lo sviluppo di uno strumento di analisi statistica e la progettazione di un dispositivo per la simulazione di perdite idriche. Il dispositivo è stato realizzato nel 2009 e installato presso utenze reali insieme alla strumentazione di acquisizione realizzata l’anno precedente. La notevole mole di dati ha permesso una migliore caratterizzazione del fenomeno fisico rispetto al passato. Nel 2010 è stato progettato e realizzato un dispositivo che permetterà di effettuare agevolmente l’acquisizioni dei dati in diversi allacci e in diverse condizioni di esercizio.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con ENEA, prevede lo sviluppo di un sistema per la gestione automatica dei principali parametri di funzionamento degli impianti del servizio idrico. Il sistema dovrà mantenere le condizioni di processo di un dato impianto nella condizione di massima efficienza, in funzione della composizione del refluo (depuratori) o dell’acqua grezza (potabilizzatori) in ingresso. Nel 2008 sono stati avviati i lavori presso il depuratore di Calderara di Reno (BO) scelto come sito di prova. Nel 2009 è stata installata la strumentazione di analisi e controllo presso il sito e sono state avviate le acquisizioni dei dati in campo. I dati acquisiti nel corso del 2010 convalidano la conoscenza nota sui sistemi di trattamento fanghi a flusso continuo, e individuano l’esistenza di nuovi punti caratteristici nei segnali relativi alle grandezze monitorate con la possibilità di individuare funzionamenti caratteristici o anomali dell’impianto. In generale si è dimostrata l’applicabilità, teorica, del controllo automatico a impianti in scala reale.
Le condotte della rete acquedottistica in polietilene sono caratterizzate da un indice di rottura tradizionalmente superiore a quello delle condotte in altri materiali. Per poter approfondire le cause di tale situazione, è stato avviato un progetto per un’analisi critica delle rotture con l’obiettivo di incrementare il know-how su tali condotte, fornire criteri semplici per classificare le diverse tipologie di rotture, identificarne le cause principali e definire piani di miglioramento. Il progetto è sviluppato in collaborazione con LyondellBasell, uno dei principali produttori mondiali di poliolefine, e con la Fondazione Laboratorio Prove Materie Plastiche del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano. Nel 2010 è stata effettuata la raccolta dei campioni di tratti di condotte sulle quali si sono manifestate rotture e l’analisi visiva dei provini campionati e sono state avviate l’analisi statistica delle rotture e le analisi di laboratorio.
Da maggio 2010 San Giovanni in Persiceto (BO) è servito da un nuovo depuratore che affianca il vecchio impianto di via Crevalcore giunto ormai al limite della sua potenzialità. Un’attenta opera di adeguamento e ristrutturazione compiuta da Hera e dall’Amministrazione Comunale per un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, che ha permesso il pieno recupero e la totale riconversione a uso civile del depuratore in disuso da anni presso l’area dell’ex-zuccherificio.
I maggiori valori registrati allo scarico nei primi mesi del 2010 rispetto al 2009 derivano dall’impatto che le ultime fasi di cantiere hanno avuto sul depuratore del capoluogo. In particolare c’è stata la necessità di convertire le vasche di una delle due linee biologiche in vasche di equalizzazione con un conseguente sovraccarico dell’unica linea in funzione.
Il nuovo impianto potrà in futuro raddoppiare la propria capacità di trattamento (da 15 a 30 mila abitanti equivalenti), per una migliore risposta alla prevista espansione urbanistica del capoluogo, consentendo così la definitiva dismissione dell’impianto di via Crevalcore, gradualmente ridotto al solo trattamento delle acque di prima pioggia.
Per i prossimi anni, sempre nella zona dell’ex-zuccherificio, è prevista la riconversione delle vecchie vasche industriali di lagunaggio in una sezione di fitodepurazione dei reflui. Costruito negli anni ‘80 per il trattamento dei liquami derivanti dal processo di estrazione e raffinazione dello zucchero da barbabietola, il depuratore dell’ex-zuccherificio è stato recuperato sfruttando le opere edili esistenti e rivedendone lo schema di trattamento finalizzato ai reflui di tipo civile.
Pagina aggiornata al 9 agosto 2011
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