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Il RAB di Imola si è costituito nel maggio 2007, nell’ambito della convenzione tra Comune di Imola e Hera per la realizzazione della nuova centrale di cogenerazione. Al termine della fase di progettazione della centrale, che per circa tre anni ha visto il Comune coinvolgere con un tavolo tecnico, cui era presente anche Hera, comitati ambientalisti, di medici e rappresentanti dei quartieri, si è dato vita a un Comitato composto di sei cittadini eletti direttamente dai residenti (hanno votato 2.700 imolesi), due cittadini nominati dai quartieri più vicini all’impianto, un rappresentante di un comitato ambientalista e tre rappresentanti di Hera, il Direttore della Società Operativa Territoriale locale in alternanza al responsabile Reti, la responsabile Qualità, Sicurezza e Ambiente e la responsabile ufficio stampa.
I primi incontri hanno visto la condivisione dei documenti principali che riguardano la nuova centrale di cogenerazione: la Valutazione di Impatto Ambientale, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, il permesso di costruire, la convenzione con il Comune di Imola, l’Autorizzazione della Regione, le prescrizioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Emilia-Romagna.
Il RAB, per poter approfondire meglio le varie questioni e rendere più efficace il lavoro dell’organismo, ha quindi deciso di dividersi in tre gruppi di lavoro: tecnico, ambientale e sanitario, comunicazione. I gruppi lavorano regolarmente sulla base di piani di lavoro condivisi da tutti i componenti del RAB.
I gruppi lavorano regolarmente sulla base di piani di lavoro condivisi da tutti i componenti del RAB. Sono state definite le modalità di accesso al cantiere di via Casalegno: i componenti del RAB hanno libero accesso all’area, con preavviso sufficiente a Hera per organizzare la visita e predisporre un accompagnatore. Chi si reca in visita redige un resoconto per gli altri componenti del RAB che sono così informati sull’attività svolta e su tutto il materiale acquisito.
Dalla sua costituzione a tutto il 2010, il RAB si è riunito in seduta pubblica 41 volte, in media 1 volta al mese, recandosi inoltre anche più volte nel corso dell’anno all’impianto per effettuare dei sopralluoghi, sia in fase di costruzione sia in fase di esercizio. I verbali delle sedute e i resoconti dei sopralluoghi sono disponibili a tutti sul sito del RAB www.rabimola.it. Inoltre, annualmente, organizza e promuove un’assemblea pubblica rivolta all’intera cittadinanza per illustrare il lavoro svolto.
Il Consiglio ha come principali obiettivi la sorveglianza dell’impianto attraverso l’analisi e l’elenco di tutte le prescrizioni legate alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, per verificarne il puntuale rispetto da parte di Hera. È un punto di riferimento per la cittadinanza per ciò che riguarda la trasparenza delle informazioni sulla centrale e il suo impatto sulla città.
I dati monitorati dalle centraline che analizzano la qualità dell’aria e appositamente installate in zone limitrofe all’impianto vengono valutati mensilmente e sono a disposizione dei cittadini sui siti del Comune di Imola e del RAB.
Dopo un approfondito lavoro sui costi del servizio di teleriscaldamento, con particolare attenzione ai contributi di allacciamento e alle diverse opzioni tariffarie, e il monitoraggio prima del cantiere e poi della centrale, il 2010 è stato caratterizzato dalla promozione di un progetto per studiare la qualità dell’aria e il relativo impatto sulla salute della popolazione di Imola, che ha preso il via alla fine dell’anno: un progetto cui collaborano Hera, Comune, Arpa e Azienda USL allo scopo di quantificare il ruolo dei fattori principali che provocano l’inquinamento (traffico, industria, riscaldamento) e definire un modello di valutazione aggiornabile basato sul catasto delle emissioni, utile anche come supporto alla pianificazione urbanistica.
Nel novembre 2010 il Comune di Imola ha ricevuto il Premio Pimby 2010 nella categoria energia per la centrale di cogenerazione di Hera. L’Associazione Pimby da anni monitora gli investimenti e premia gli amministratori locali che realizzano opere sul proprio territorio coniugando il rispetto delle regole con il consenso dei cittadini. Viene quindi premiato chi opera per superare la sindrome nimby (not in my backyard), che identifica l’atteggiamento delle amministrazioni locali e dei gruppi di cittadini che, pur riconoscendone la validità in termini generali, si oppongono alla localizzazione di opere destinate a modificare l’assetto dei loro territori.
Pagina aggiornata al 14 luglio 2011
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