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Dal Reno al Setta: acqua per la città e per l'ambiente
Veduta aerea Centrale Val di Setta
04/02/2010

Il collegamento idraulico Reno-Setta è la più importante opera per l’approvvigionamento idrico del territorio bolognese realizzata negli ultimi 30 anni: riduce i prelievi da falda contribuendo al contenimento della subsidenza.

Maggiore garanzia di risorsa idrica per il fabbisogno cittadino, ma anche maggiore tutela del territorio e dell’ambiente. Dopo 4 anni di lavori entra in funzione l’impianto di collegamento idraulico Reno-Setta, che gioca un ruolo strategico nell’approvvigionamento del sistema acquedottistico bolognese e contribuisce in maniera sostanziale alla sostenibilità di questo bacino idrico.

L’opera è stata progettata da Hera e finanziata da Autostrade S.p.A. e da ATO5 Bologna con un investimento complessivo di 22 milioni di euro. Con i suoi 4,4 km di percorso sotterraneo, una portata massima pari a 2.400 litri al secondo e un diametro di 1 metro e 40 centimetri, la condotta consente di convogliare acqua dal fiume Reno alla centrale di potabilizzazione Hera di Sasso Marconi, così da integrare i prelievi dal torrente Setta. Un apporto che permetterà di sfruttare la potenzialità di potabilizzazione acque della centrale (2,4 metri cubi al secondo) anche nei mesi estivi, quando le sole acque del torrente Setta spesso non sono sufficienti per il fabbisogno degli oltre 500 mila abitanti serviti.

Voluta dalla Regione Emilia-Romagna fra le misure di compensazione per la realizzazione della Variante di Valico, l’opera incrementa di circa 10 milioni di metri cubi all’anno i volumi d’acqua potabilizzati a Sasso Marconi. Consente quindi di aumentare l’utilizzo di acque superficiali e di ridurre conseguentemente i prelievi da falda. Si prevede di arrivare mediamente a un approvvigionamento del sistema acquedottistico principale del territorio bolognese per il 62% da acqua di superficie, rispetto all’attuale 50%, facendo scendere al 38% la quota dai pozzi. Ciò contribuirà a ridurre il fenomeno dell’abbassamento del suolo, noto come subsidenza, che interessa gran parte della pianura bolognese e che è determinato proprio dallo squilibrio tra la velocità di estrazione delle acque profonde e i tempi naturali di ricarica delle falde. L’adduttore Reno-Setta rappresenta una delle iniziative più concrete assunte dalle istituzioni per contrastare questo fenomeno.

Altro grande vantaggio ambientale è il risparmio di energia, stimato in circa 3.000 MWh all’anno, che precedentemente erano necessari per il sollevamento delle acque dai pozzi, equivalenti al consumo annuo di energia elettrica di 1.500 famiglie.  

Con il nuovo impianto si aggiunge un tassello importante all’insieme delle infrastrutture idriche progettate e realizzate in questo territorio fin dall’epoca dei Romani: dalla costruzione del famoso cunicolo romano, che dalla valle del Setta portava acqua all’antica Bononia e che ancora oggi è in parte funzionante, alla centrale di potabilizzazione. Opere che testimoniano come l’intervento dell’uomo possa essere guidato da un’idea di benessere per i cittadini e di rispetto per l’ambiente. Lo scorso novembre, in occasione dell’inaugurazione dell’adduttore, l’Assessore all’Ambiente e sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna, Lino Zanichelli, ha ricordato che “Quest’opera si inserisce in modo organico nella strategia del piano regionale di Tutela delle Acque, vale a dire risparmio, conservazione e qualità grazie ad un uso più razionale delle risorse idriche. Un passo in avanti per la piena applicazione sul nostro territorio della Direttiva 2000/60 della UE”.

Leggi il comunicato stampa per l'inaugurazione dell'impianto