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Il teleriscaldamento è un mezzo sicuro, conveniente e sostenibile per riscaldare gli ambienti e fornire acqua calda sanitaria. Gli edifici teleriscaldati da Hera sono aumentati del 12% negli ultimi due anni.
Ne abbiamo parlato con l’ing. Fausto Ferraresi, Direttore del Settore Teleriscaldamento del Gruppo Hera, nonché Presidente dell’Associazione Italiana Riscaldamento Urbano (AIRU).
Ing. Ferraresi, che cos’è il teleriscaldamento?
È un sistema di riscaldamento che distribuisce acqua calda tramite una rete di condotte coibentate. Il sistema è costituito da una o più centrali di produzione calore, che viene convogliato verso i clienti collegati attraverso una sottocentrale di scambio termico. Questa, che sostituisce la caldaia, è costituita da uno o due scambiatori di calore ed è corredata di sistemi di regolazione e sicurezza.
Come avviene la produzione di calore e quali sono i vantaggi?
La generazione di calore può avvenire con i sistemi cogenerativi, attraverso sistemi di recupero di calore (da termovalorizzatore, da fonte geotermica, da biomasse, da scarichi industriali, etc.), oppure con tradizionali caldaie a gas metano. I vantaggi sono molteplici: aumento della sicurezza (non c’è gas presso il cliente), riduzione delle emissioni inquinanti, convenienza economica per il cliente che evita la manutenzione della caldaia.
Qual è il territorio di riferimento di Hera?
Il nostro territorio di “intervento” si estende da Modena a Imola fino a Pesaro. A fine 2009 la volumetria servita è stata di 17 milioni di mc, di cui: Bologna 36%, Ferrara 31%, Imola-Faenza 21%, Forlì-Cesena 6%, Modena 5% e Ravenna 1%. L’energia termica prodotta nel 2009 è stata di 570 GWht, così ripartita: 48% gas metano in caldaie termiche (in tutti i territori), 14% geotermia (Ferrara), 25% gas metano per cogenerazione (a Bologna, Imola e Cesena) e 13% termovalorizzazione (a Bologna e Ferrara). La volumetria servita è di circa 17 milioni di m3 (corrispondenti a circa 57.000 appartamenti di medie dimensioni) con un incremento del 12% negli ultimi 2 anni.
Quali sono le strategie di sviluppo che Hera sta attuando e quali gli impatti sull’ambiente?
La filosofia che ci sta guidando già da diversi anni è quella di un utilizzo integrato delle fonti presenti sul territorio; tale strategia va di pari passo con le linee di sviluppo raccomandate a livello nazionale dall’AIRU. Ciò è praticabile solamente lavorando in sinergia con gli Enti locali e coerentemente con gli strumenti di pianificazione, con un’attenzione particolare alla scelta e all’ottimizzazione delle fonti e della tecnologia di produzione. Il sistema energetico integrato opera quindi all’insegna della sostenibilità, permettendo un risparmio ambientale ed economico: da un lato riduce le emissioni di CO2 dall’altro, grazie al recupero di energia, limita i costi energetici.
Concretamente: nel 2009 gli impianti gestiti da Hera hanno permesso un risparmio di energia primaria pari a 20.491 tonnellate equivalenti di petrolio, con un incremento del 56% rispetto al 2008. Sul fronte ambientale, anche grazie all’avvio della centrale di cogenerazione di Imola, è raddoppiato il risparmio di emissioni di anidride carbonica e di ossidi di zolfo, mentre le emissioni evitate di ossidi di azoto sono più che triplicate.
I dati sono tratti dal Bilancio di Sostenibilità 2009 del Gruppo Hera
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