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Ferrara
Comunicati stampa
15/12/2007

Partirà nel carcere di Ferrara il primo progetto intercarcerari nazionale per l'inserimento lavorativo dei detenuti

Il "Progetto R.A.E.E, per il Recupero delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in carcere" nasce su iniziativa della partnership del progetto Equal Pegaso e dal forte impegno dell'Amministrazione Penitenziaria Regionale e del Gruppo Hera, ai quali vanno riconosciuti l'ideazione e il contributo economico alla realizzazione.

Il Presidente di Hera Ferrara Paolo Pastorello ha precisato che "l'obiettivo dell'iniziativa è l'inserimento dei detenuti in un processo a carattere industriale, in modo da creare una solida opportunità di lavoro e favorirne il loro successivo reinserimento nella vita sociale, una volta scontata la pena.

Nello specifico i detenuti saranno occupati, all'interno di laboratori opportunamente allestiti all'interno delle carceri e attrezzati con le migliori tecnologie, nello smontaggio dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) provenienti dagli impianti di stoccaggio, che saranno poi inviati agli impianti di trattamento rifiuti del Gruppo Hera per essere recuperati e/o smaltiti.

L'attività impegnerà i detenuti coinvolti per 36 ore settimanali e sarà retribuita con l'obiettivo di poter contribuire anche al mantenimento delle famiglie.

L'iniziativa interesserà in un primo momento gli Istituti Penitenziari di Bologna e Ferrara, per un totale in questa prima fase sperimentale di circa 10 detenuti coinvolti e sarà successivamente estesa all'Istituto di Forlì, con l'obiettivo, se l'esperienza in queste sedi porterà buoni risultati, di svilupparla anche in altri penitenziari dell'Emilia Romagna.

Un aspetto importante, che rappresenta un'assoluta innovazione nei progetti rivolti alla popolazione carceraria, consiste nel fatto che non si tratta di una operazione di semplice sostegno: l'attività produttiva dei carcerati è infatti inserita in un processo a carattere industriale, nell'ottica di una collaborazione attiva tra sistema penitenziario e sistema economico produttivo, così da motivare i detenuti come in una normale attività imprenditoriale.

Alla forte valenza sociale del progetto si aggiunge poi quella ambientale, poiché si stima che saranno lavorati nelle carceri oltre 1.000 tonnellate di rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, non pericolosi, con un recupero di oltre l'80% delle componenti.

Nello Cesari, Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria dell'Emilia Romagna, ha sottolineato "Siamo orgogliosi di questo progetto, unico in Emilia Romagna e il primo in Italia a coinvolgere più realtà penitenziarie." Ed ha inoltre aggiunto "Le richieste di partecipazione sono state molto elevate, al di là di ogni aspettativa, a testimonianza della validità e dell'interesse che questo progetto ha riscosso anche da parte dei detenuti."

Roberto Barilli, Direttore Generale del Gruppo Hera, ha aggiunto "Il Gruppo Hera ha scelto con entusiasmo di partecipare all'ideazione e realizzazione di questo progetto, perché lo ritiene socialmente utile e coerente con le politiche di Corporate Social Responsibility (Responsabilità Sociale d'Impresa) che sosteniamo con determinazione fin dalla nostra costituzione. Non solo, l'iniziativa dell'Amministrazione Penitenziaria Regionale offre una risposta concreta ad un bisogno reale, quello del recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che stanno diventando uno dei rifiuti prodotti in maggiore quantità dalla nostra società e che in quanto tale necessitano di strutture dedicate per il loro trattamento".

Paolo Celli, Presidente di Techne, ha ricordato l'importanza, per questi progetti, dell'integrazione tra imprese committenti e cooperative sociali, che possono creare un circuito virtuoso in cui le imprese si sostengono a vicenda e possono fare da volano per il coinvolgimento di nuove aziende. "E' infatti - ha aggiunto - uno degli obiettivi prioritari del progetto Pegaso, promuovere una più consistente partecipazione del mondo produttivo a progetti di inserimento sociale e rientro nella legalità di persone che hanno scontato una pena, con il sostegno fondamentale degli enti locali."