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QUALITÀ DELL'ACQUA

Confronto fra acqua potabile Hera e acque minerali

È opinione comune che la qualità dell'acqua di rubinetto sia inferiore a quella dell'acqua in bottiglia. Si riporta il confronto tra l'acqua Hera, i limiti di legge e le acque minerali. Per maggiore omogeneità e facilità di confronto con le etichette delle acque minerali in commercio sono stati introdotti i parametri pH e cloruri. I valori relativi all'acqua Hera sono sempre ampiamente contenuti nei limiti di legge.

Per quasi tutti i parametri considerati i valori medi dell'acqua Hera sono confrontabili con quelli delle acque minerali in commercio. L'unica eccezione è rappresentata dai nitrati i cui valori medi sono però dal 60 al 90% inferiori ai limiti di legge.

 


Confronto qualitativo tra l'acqua Hera e le acque minerali naturali in commercio
 Acque minerali (min-max)Limiti per acqua di rubinetto
D.Lgs.31/2001
BolognaFerraraForlì - CesenaModenaPadovaPesaro-UrbinoRavennaRiminiTrieste
pH5,8-8,06,5-9,57,47,67,77,57,67,77,97,67,7
Durezza totale(°F)0,7-8850*322327,2372729222819
Residuo fisso a 180° (mg/l)22-9321.500*408320356557320434334387240
Sodio (mg/l)0,3-672002622206442729308
Fluoruri (mg/l)0,03-11,5< 0,10< 0,10< 0,10< 0,100,060,22< 0,10< 0,10< 0,10
Nitrati (mg/l)1-950868171765117
Cloruri (mg/l)0,2-80250333125941134373714


* Valori consigliati
Confronto effettuato con i dati relativi a 28 acque minerali naturali in commercio pubblicati dalla rivista Altroconsumo (n. 184 di luglio/agosto 2005). Per pH e cloruri sono stati utilizzati i dati indicati nelle etichette di nove acque minerali di larga commercializzazione. I dati relativi all'acqua Hera sono valori medi di 6.035 analisi effettuate secondo le frequenze e nei punti di prelievo lungo la rete di distribuzione, come previsto dal piano di controllo e sorveglianza del ciclo idrico.

Il valore pH esprime la misura del grado di acidità di una soluzione acquosa. È una grandezza che stabilisce se una sostanza è acida, neutra o basica, a seconda della concentrazione di ioni idrogeno presenti. È misurata su una scala da 0 a 14, in cui 7 indica che la sostanza è neutra. Valori di pH inferiori a 7 indicano che una sostanza è acida e gradi di pH superiori a 7 indicano che è basica.

La durezza indica la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua. Viene espressa in gradi francesi (°F), dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. La durezza può influenzare il gusto dell'acqua ma non dà problemi di salute. In commercio esistono acque minerali anche più dure dell'acqua Hera.

Il residuo fisso si ottiene dopo aver fatto evaporare un litro d'acqua a una temperatura di 180° C. È il contenuto di sali minerali (sodio, potassio, calcio, magnesio, ecc.) disciolti nell'acqua e viene indicato in mg/l. Più è alto il valore del residuo fisso, maggiore è la concentrazione di sali minerali. Sotto i 500 mg/l l'acqua è classificata come oligominerale. In quasi tutti i casi l'acqua Hera è classificabile come un'acqua oligominerale.

Il sodio indica la quantità di sale comune presente nell'acqua. Anche in questo caso, l'acqua Hera è comparabile alle acque in commercio. I valori di sodio contenuti nell'acqua sono in genere irrilevanti: ad esempio bere un litro d'acqua del rubinetto equivale a mangiare poco più di mezzo cracker.

I fluoruri indicano la quantità di fluoro presente nell'acqua. L'acqua Hera è comparabile con le acque minerali in commercio.

I nitrati sono considerati sostanze nocive. Sono quelle sostanze che giungono nelle falde acquifere attraverso i terreni a causa della concimazione (con sostanze chimiche ma anche con fertilizzanti naturali) sistematica e intensiva dei suoli coltivati e dalle attività industriali.

I cloruri sono sali importanti per l'organismo umano, se presenti in concentrazioni eccessive possono modificare il sapore dell'acqua, e se associati a valori di pH acido, favoriscono la corrosione dei metalli nelle reti di acquedotto.

 

Quanto costa l'acqua

Il consumo di acqua minerale è in forte crescita nel mondo e l'Italia si trova al primo posto per consumo procapite con 192 litri di acqua consumati nel 2006*.
Oltre ai maggiori impatti ambientali dovuti al fatto che il trasporto dell'acqua in bottiglia su lunghe distanze comporta forti consumi di combustibili fossili, il consumo di acqua minerale comporta una spesa consistente.
Considerando un consumo medio di 1.000 litri all'anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 25 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l'acqua minerale è di circa 250 euro all'anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall'acquedotto sarebbe invece di solo 1 euro all'anno .

* Fonte: Worldwatch Institute

 

Pagina aggiornata al 6 agosto 2019

 
 
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