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Contesto normativo

La gestione dei rifiuti è disciplinata primariamente, a livello comunitario, dalla Direttiva 2008/98/CE, nella quale vengono delineate le nozioni di rifiuto, recupero e smaltimento e si stabiliscono gli obblighi essenziali per una corretta gestione. In particolare, la Direttiva sancisce l'obbligo di autorizzazione e di registrazione per enti o imprese che effettuano le operazioni di gestione dei rifiuti, nonché l'obbligo per gli Stati membri di elaborare piani per la gestione dei rifiuti. A livello nazionale, proseguendo il percorso avviato dal Decreto Legislativo n. 22/1997 ("Decreto Ronchi"), la normativa di riferimento è il Testo Unico Ambientale - D. Lgs. n. 152/2006 - attraverso cui il Legislatore si propone l'obiettivo di normare le tematiche di natura ambientale e del ciclo idrico. L'art. 179 TUA, in particolare, indica quali sono le priorità in materia di rifiuti: prevenzione dei rifiuti stessi e, secondariamente, la loro preparazione per un futuro riutilizzo, seguiti poi dalle operazioni di riciclaggio e da quelle di recupero di altro tipo e, solo in ultimo, come opzione residuale, dall'attività di smaltimento. L'impianto normativo del TUA è stato interessato, nel corso degli anni, da importanti innesti normativi che hanno modificato l'impianto originario, ridisegnando importanti concetti legati alla responsabilità nella gestione dei rifiuti (artt. 188, 189, 190 e 193 TUA) ed ai profili sanzionatori (artt. 258 e 260 TUA).
Con riferimento ai principali flussi di rifiuti, la normativa nazionale sulla gestione dei rifiuti di imballaggio (nata dalla legislazione europea, con la Direttiva 1994/62/CE e la successiva Direttiva 2004/12/CE recepite con il D.Lgs. 22/1997 prima, poi con il TUA) definisce i criteri delle attività di gestione dei rifiuti di imballaggio nei suoi principi generali e con riferimento ai due presupposti di fondo:

  • la responsabilità estesa del produttore, nel rispetto del principio del "chi inquina paga", pone a capo di produttori e utilizzatori, la responsabilità della "corretta ed efficace gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti". È responsabilità del "produttore" il perseguimento degli obiettivi finali di riciclaggio e di recupero stabiliti dalla normativa in vigore;
  • la "responsabilità condivisa", ossia la cooperazione tra tutti gli operatori economici interessati dalla gestione dei rifiuti di imballaggio, pubblici e privati
    Dopo aver stabilito che produttori e utilizzatori sono responsabili della corretta ed efficace gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio (art. 221), il TUA pone le basi del modello preposto al raggiungimento degli obiettivi di recupero: art. 223 - Consorzi e art. 224 - Consorzio Nazionale Imballaggi.
    Per quanto concerne la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) la disciplina è dettata a livello europeo dalla Direttiva 2012/19/EU, che ha individuato per gli Stati Membri le linee guida per l'implementazione del sistema di gestione dei RAEE a livello nazionale, recepita poi dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 e correlati Decreti Ministeriali, che disciplinano gli aspetti attuativi, tra i cui principi cardine troviamo quello di Responsabilità Estesa del Produttore. Anche la corretta gestione dei rifiuti di pile e accumulatori stabilita dal Decreto Legislativo n.188/2008 - recependo la Direttiva Europea 2006/66/CE - disegna un quadro normativo in cui ai Produttori - o i consorzi che agiscono in loro vece - spetta l'organizzazione e la gestione di sistemi di raccolta separata degli stessi.

Il Gruppo Hera opera mediante un sistema integrato d'impianti di recupero e di smaltimento tali da soddisfare i bisogni del territorio dalla stessa servito, gestendo sia i rifiuti urbani e sia quelli provenienti dal sistema delle imprese. Per garantire che attraverso il recupero siano reintrodotti nel sistema quei beni che hanno ancora un margine di utilità, rendendo la discarica un'opzione ancor più remota, l'Unione europea ha avviato, già dal 2015, un "Piano d'azione per l'economia circolare". Tra i diversi strumenti normativi previsti spiccano quattro direttive (costituenti il cd. "pacchetto economia circolare") che modificano le principali norme comunitarie in materia di rifiuti. Il termine finale di adeguamento degli Stati membri indicato dall'Ue è quello del 5 Luglio 2020.
La traduzione sul piano nazionale arriverà attraverso la modifica di alcuni provvedimenti:

  • Dlgs 152/2006 T.U.A.
  • Dlgs 36/2003 (attuazione direttiva 1999/31/Ce in materia di discariche di rifiuti);
  • Dlgs n. 209/ 2003 (attuazione direttiva 2000/53/Ce in materia di veicoli fuori uso);
  • Dlgs 20 n. 188/2008 (attuazione direttiva 2006/66/Ce in materia di pile);
  • Dlgs n. 49/2014 (attuazione direttiva 2012/19/Ue in materia di RAEE).
 


Pagina aggiornata al 6 dicembre 2019

 
 
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