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Il governo dell'acqua in Europa e nel mondo: modelli di gestione a confronto

Dalla proprietà esclusivamente pubblica della Germania, al modello totalmente privatizzato della Gran Bretagna. Breve viaggio nella gestione dell'acqua di rete nel Vecchio Continente e in alcuni paesi del mondo

 
Foto di una città europea

In Europa, nell'ambito del settore idrico, coesistono diverse esperienze di gestione pubblica o privata del ciclo idrico e di determinazione della tariffa. In generale i principi raccomandati dalla Ue sono l'adozione dei principi di copertura dei costi totali (Full Cost Recovery), di efficienza economica e di sviluppo sostenibile delle risorse.
In base alla direttiva europea n.60/2000 del 23 ottobre 2000, infatti, ciascuno stato membro deve effettuare un'oculata analisi economica dell'uso dell'acqua (art.5), in base al principio del recupero totale dei costi dei servizi ad esso legati (art.9). Ciò determina una politica tariffaria che spinge gli utenti a un uso efficiente delle risorse idriche in considerazione del principio "chi inquina paga".Vediamo cosa succede in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti.

Germania: operatori per lo più pubblici. Il caso di Berlino
Le reti idriche tedesche sono di proprietà pubblica. La gestione invece è in parte direttamente in mano ai comuni e in parte in mano a società private e miste (proprietà pubblica e privata). Esempio di tale gestione mista è la città di Berlino (e comuni limitrofi), dove, dal 1999, opera la Berliner Wasserbetriebe, un consorzio partecipato al 49,9% dal gruppo francese Veolia e dalla multiutility tedesca RWE. Va peraltro notato che i servizi acqua potabile, fognatura e depurazione nel bacino della Ruhr e nella Bassa Sassonia sono gestiti da un gruppo multinazionale privato attraverso la concessione di oltre trenta comuni e che nella città di Berlino e nei comuni limitrofi.

Gran Bretagna: gestione privata ma forte controllo pubblico su tariffe e standard di servizio
In Inghilterra e Galles un imponente processo di privatizzazione di una parte dei servizi idrici, ha avuto come contrappeso l'istituzione di numerosi organismi di regolazione.
Nel 1989 Margaret Thatcher procedette infatti alla vendita delle dieci compagnie pubbliche che gestivano l'acqua in questi due territori. La prima fase di questo processo è stata caratterizzata da un aumento delle tariffe e quindi dei profitti delle società senza un corrispettivo nel miglioramento della qualità del servizio; successivamente ci si è attestati su valori più contenuti, grazie ad un maggior controllo delle autorità preposte. Il settore del servizio idrico integrato è oggi caratterizzato dalla presenza di operatori privati. Un organismo pubblico indipendente, la Water Services Regulation Authority fissa il prezzo dell'acqua, imposto alle società per periodi di cinque anni, con l'obiettivo di garantire alle imprese la remunerazione del capitale investito ma allo stesso tempo incentivare la riduzione dei costi. Altri enti assicurano la qualità dell'acqua potabile e sono responsabili delle politiche idriche. Le imprese sono proprietarie delle reti e titolari della fornitura del servizio e della riscossione della tariffa. Hanno l'impegno di fornire il servizio così come dettagliato nell'atto di affidamento e di raggiungere i livelli di performance fissati dal regolatore. La licenza può essere ritirata con un preavviso di 15 anni. Secondo la Banca Mondiale, in seguito alla privatizzazione gli investimenti sono cresciuti, sono stati raggiunti standard ambientali e sanitari più stringenti e la qualità dell'acqua è migliorata.

Francia: sistema molto frammentato con presenza di multinazionali private. Il caso di Parigi
La gestione è caratterizzata da una grande frammentazione: i servizi di erogazione di acqua potabile e di depurazione possono essere gestiti direttamente da parte di consorzi di comuni, oppure in delega attraverso una concessione. A volte nello stesso comune convivono per i diversi settori della filiera soluzioni diverse.
Nell'ambito della gestione delegata, circa il 70% del totale, attualmente risultano attive grandi imprese multinazionali francesi come Veolia e Lyonnaise des Eaux (Gruppo Suez Environement).
Non esiste un'Autorità di settore ma l'attività di regolamentazione pubblica viene affidata ad una serie di agenzie e attori istituzionali. Solo nel 2007 è stata introdotta una lista di indicatori di performance per comparare le diverse gestioni.
Da segnalare il caso di Parigi che nel 1984 è stata tra le prime città in Europa a dare in appalto il servizio idrico. A seguito di un aumento delle tariffe del 260% in 25 anni e di accuse di scarsa manutenzione e mala gestione, nel 2010 il servizio è tornato pubblico. Dal 2010 la nuova compagnia "Eau de Paris" ha riunificato sotto l'egida del Comune l'intera filiera idrica locale con l'obiettivo di risparmiare 30 milioni di euro l'anno.

Spagna: nelle aree urbane gestori pubblici, nei centri minori prevalenza di privati
Il panorama spagnolo si caratterizza per essere particolarmente vario. Secondo i dati raccolti nell'XI Edizione dell'Encuesta de suministro de agua potable y saneamiento, una ricerca che viene svolta ogni due anni sullo stato dei servizi, nel Paese il 43% dei cittadini usufruisce di un servizio idrico gestito da imprese pubbliche, il 33% è servito da privati, il 13% da imprese miste e il 7% direttamente dai Comuni. Nelle zone più popolose l'acqua è gestita da enti pubblici, privati e misti, mentre nei centri con meno di 50.000 abitanti prevale la gestione privata.
Le tariffe dell'acqua sono fissate di norma dalle Confederazioni idrografiche o dai consorzi tra comuni per l'esercizio collettivo dei servizi idrici nel territorio di competenza, senza alcun tipo di controllo da parte del regolatore.

Olanda: l'acqua in mano a enti pubblici locali e nazionali
L'Olanda è caratterizzata da una larga presenza di istituzioni nel settore, la cui politica globale viene infatti definita dal Governo, mentre le province sono responsabili dell'attuazione.
Nonostante le quindici società responsabili del servizio idrico integrato siano tipicamente soggetti privati, i loro azionisti sono invece enti pubblici locali e provinciali. Gli olandesi presentano quindi un proprio modello di gestione idrico come una alternativa al modello francese di gestione delegata e al modello britannico di gestione privata caratterizzato da un Regolatore indipendente.

USA: per oltre un secolo acqua ai privati, ma si è ritornati a gestioni municipali
Negli Usa si contano società private o miste nel 15% dei casi. Gli Stati Uniti che oggi hanno distribuzioni locali e municipali in gran parte pubbliche, per oltre un secolo hanno affidato l'acqua a società private.