Logo stampa
 

Dossier 6 - Efficienza energeticaDossierDossier 1 - AcquaDossier 2 - Smart CitiesDossier 3 - RifiutiDossier 4 - GasDossier 5 - TLRDossier 6 - Efficienza EnergeticaDossier 7 - Fognature e depurazioneDossier 8 - Filiere del recuperoDossier 9 - Energie RinnovabiliDossier 10 - AcquedottoDossier 11 - EnergiaDossier 12 - Acqua

 
  • Produzione di energia mondiale
 
Infrastrutture elettriche Hera
Infrastrutture elettriche Hera

Si entra in casa e il primo gesto è accendere la luce. Elettrodomestici, pc, asciugacapelli, televisore, condizionatore, tutto funziona con l’energia elettrica. Gesti abituali, compiuti ogni giorno, che ci rendono dipendenti dalla corrente. Proviamo a immaginare per un momento cosa succederebbe se improvvisamente ne restassimo senza…Ma l’accensione di una lampadina è solo l’ultimo tassello di un percorso complesso che parte dalla produzione, transita da un mercato all’ingrosso, prosegue lungo le reti per concludersi nel clic dell’interruttore. Forse non tutti sanno, ad esempio, che esiste una borsa dell’energia elettrica, dove si incrociano domanda e offerta e viene definito il prezzo. E’ una filiera vera e propria quella dell’energia, insomma. A volte invisibile, certamente poco conosciuta, ma comunque indispensabile per dare alla nostra vita i tempi e le forme a cui siamo abituati. Lungo questa catena si possono distinguere alcune fasi ben precise: produzione (o importazione), mercato all’ingrosso, trasmissione e distribuzione locale, vendita.

La produzione
Prima di tutto l’energia elettrica deve essere prodotta. Si tratta, infatti, di una fonte di energia secondaria, che deriva dallo sfruttamento di fonti fossili (come gas, carbone, petrolio, …) o rinnovabili (sole, biomasse, acqua). La produzione domestica è basata per una parte consistente sullo sfruttamento del gas naturale, attraverso gli impianti termoelettrici. Di conseguenza, il costo dell’energia elettrica nel nostro paese è fortemente legato al prezzo del gas e, nell’attuale contesto di mercato, è meno concorrenziale rispetto a quello dei competitor europei, che fondano il proprio parco di produzione su tecnologie a carbone (Germania) o nucleari (Francia). Questo fa sì che per il sistema Italia sia più conveniente importare energia elettrica dall’estero, nei limiti consentiti dalle infrastrutture di interconnessione esistenti. Complessivamente arriva da oltre frontiera circa il 15% dell’energia consumata. I paesi in prima linea nel vendere energia al Belpaese sono Francia e Svizzera, in forza soprattutto dell’abbondante produzione da nucleare della prima e da idroelettrico della seconda.

Il mercato all’ingrosso
L’energia, oltre a essere prodotta direttamente o acquistata in virtù di contratti bilaterali tra le controparti attive sul mercato, può essere scambiata presso la Borsa Elettrica, istituita in Italia nel 2004. La Borsa Elettrica è gestita dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), soggetto pubblico controllato dal Gestore dei Servizi Energetici spa (GSE) il cui azionista unico è il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Su questo mercato si incontrano i soggetti grossisti, tra cui produttori e importatori (che prevalentemente vendono) e società di vendita (che prevalentemente acquistano).  Sul mercato del Giorno Prima (MGP) si forma il prezzo orario di riferimento dell’energia elettrica (Prezzo Unico Nazionale), ottenuto come media ponderata del prezzo orario di ciascuna delle 6 zone in cui è diviso il mercato elettrico nazionale.
Tra i soggetti che acquistano energia sulla Borsa Elettrica figura anche l’Acquirente Unico, che può approvvigionarsi in Borsa per rispondere alla domanda di energia del mercato di maggior tutela, ossia di quei clienti che ancora non sono passati al mercato libero.

Una rete sempre bilanciata: ecco cosa fa Terna
Terna, proprietario e gestore della rete di trasmissione nazionale in alta e altissima tensione, è incaricata di mantenere l’equilibrio tra immissioni e prelievi dalla rete in tempo reale (la cosiddetta attività di dispacciamento). Ad oggi, infatti, non esistono tecnologie per accumulare l’energia elettrica su vasta scala, per questo motivo la domanda di energia deve essere soddisfatta, istante per istante, da produzione interna o da importazione. La stessa Terna può quindi approvvigionarsi di “servizi di dispacciamento” messi a disposizione dagli operatori, utili per essere in grado di disporre di “riserve” di energia per rispondere alle variazioni impreviste della domanda e dell’offerta e assicurare il mantenimento dell’equilibrio e della giusta tensione sulla rete.

La trasmissione nazionale viaggia su oltre 63 mila km di rete
Una volta acquistata da ciascun operatore, l'energia elettrica deve essere trasportata fino alla rete di distribuzione cui si collegano gli utenti finali. Il viaggio, che può essere anche di centinaia di chilometri, avviene sulla rete di trasmissione nazionale (quella gestita da Terna). Per evitare un'eccessiva dispersione di energia lungo il tragitto, la corrente elettrica viene trasmessa ad alta o altissima tensione, con valori fra i 120 e 380kV rispetto ai 30kV iniziali, lungo le due dorsali, una sull’Adriatico e una sul Tirreno, per una lunghezza complessiva di 63.500 chilometri. Naturalmente la rete ha una capacità di trasporto massima ed è necessario che i flussi di energia su ogni singolo elettrodotto non superino i limiti massimi di transito. Ma, per come è strutturata la rete in Italia, a volte si possono creare delle situazioni di congestione, in particolare nei collegamenti con la Sicilia, connessa alla terraferma tramite cavi sottomarini.

Per accendere la luce arriva la distribuzione
L’ultimo tratto del viaggio dell’energia riguarda la consegna al cliente finale. Una volta arrivata alle porte delle città con le dorsali nazionali, l’elettricità entra nelle reti di distribuzione locali, che sono gestite in concessione da diversi operatori (Hera, ad esempio, è presente nella provincia di Modena e a Imola), diversamente da quanto avviene per la Rete di Trasmissione nazionale (gestita invece da Terna). Nel Paese sono circa 350 mila i chilometri di linee in media tensione e 800 mila quelli in bassa tensione, e il 25% circa del consumo di energia elettrica è assorbito dalle famiglie, il rimanente è suddiviso tra attività produttive, trasporti e enti pubblici. Attraverso cabine di trasformazione, l'energia elettrica prelevata viene infatti convertita in energia a media (tra 1 e 30 kV) e bassa tensione (tra 230 e 400 V), quella che si utilizza normalmente nelle case. In quest’ultima fase, sono due gli attori principali: il distributore e il venditore. L’energia fisicamente viene consegnata dal distributore, che ha in gestione le linee elettriche locali, tuttavia nel caso dei clienti che hanno aderito al mercato libero la parte contrattualistica e  le pratiche legate al servizio  vengono svolte dal venditore.