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L'industria che ricicla i rifiuti dell'industria

In Italia i rifiuti che provengono dalle attività produttive, comprese la depurazione civile e la termovalorizzazione, rappresentano oltre l’80% del totale; l’impegno di Hera per il loro recupero

 
Impianto Disidrat di Herambiente a Ravenna
Impianto Disidrat di Herambiente a Ravenna

Nel nostro Paese, su una produzione complessiva di rifiuti che va oltre i 170 milioni di tonnellate all’anno, oltre l’80% è rappresentato da quelli speciali (140 milioni di tonnellate): sono gli scarti che provengono dalle attività produttive, anche quelle a supporto di servizi essenziali come la depurazione delle acque urbane o la termovalorizzazione dei rifiuti. Recuperare questi scarti significa ridurre il ricorso allo smaltimento in discarica. L’esigenza del recupero non riguarda soltanto le frazioni raccolte attraverso la differenziazione dei rifiuti prodotti nelle nostre abitazioni, che rappresentano meno del 20% della produzione complessiva, ma anche i rifiuti speciali.
La legge italiana prevede iter diversi: i rifiuti urbani devono essere raccolti, trattati e smaltiti nell’ambito della provincia o della regione in cui sono prodotti, mentre quelli speciali devono essere smaltiti dal produttore. Le aziende, quindi, si rivolgono agli operatori che rispondono meglio alle loro necessità, comprese quelle economiche.

Anche le aziende di servizi recuperano i loro rifiuti
Il trattamento dei rifiuti speciali, se correttamente svolto, è molto articolato perché la loro natura è diversa. Provengono infatti dall’industria, dalla depurazione delle acque, dalle costruzioni, dal settore commerciale, dalla sanità. Le azioni di recupero di materia per particolari tipi di rifiuto riguardano anche le aziende di servizi, come Hera. Anche esse producono rifiuti, ad esempio i fanghi di depurazione civile, che devono essere trattati per poter essere reimpiegati in agricoltura, e le scorie dei termovalorizzatori che, opportunamente trattate, possono divenire componenti utili ai cementifici .
Per svolgere l’attività di trattamento dei rifiuti speciali, anche di quelli autoprodotti, Hera si è dotata di 29 impianti. Solo nel 2012 la Multiutility ha gestito oltre 3 milioni di tonnellate di questi scarti, compresi sottoprodotti derivanti dalle proprie attività, recuperandone buona parte.

 

Disidrat: un’eccellenza europea di Hera
Ricavare valore dal fango e contribuire al rispetto dell’ambiente; con questi obiettivi Herambiente (società del Gruppo Hera dedicata a trattamento e smaltimento rifiuti) ha dato vita a Ravenna a Disidrat, l’impianto di trattamento fanghi industriali inaugurato nel 2012.
L'impianto può trattare circa 150.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, complessivamente intesi come “fanghi”, ricavandone materiale utile a ricoprire le discariche, in sostituzione del terreno vegetale, e a riempire le cavità delle miniere lasciate dagli scavi. Questo consente di ridurre il volume dei conferimenti nelle discariche controllate. L’impianto, realizzato in 24 mesi con un investimento complessivo di 13 milioni di euro, si pone tra le eccellenze europee nel settore, per varietà dei rifiuti trattabili, dimensioni e caratteristiche tecnologiche. La piattaforma è stata realizzata con le migliori tecnologie disponibili sul mercato e nel pieno rispetto dell’ambiente.

 

L’impegno di Hera sui termovalorizzatori: meno scorie e più riciclabili
Il programma di sviluppo e rinnovo dei termovalorizzatori, che Herambiente ha promosso negli ultimi anni, ha portato un riflesso positivo sulla produzione delle scorie di combustione. I nuovi sistemi utilizzati permettono di ottenere una minor percentuale di scorie prodotte e una maggiore qualità per il loro successivo recupero. Nel 2012 i sei termovalorizzatori gestiti da Hera, in cui sono smaltiti i rifiuti urbani, hanno prodotto 173.479 tonnellate di scorie, di cui il 55% è stato recuperato attraverso impianti di società terze. Le scorie, opportunamente trattate, sono utilizzate per la produzione di materie prime seconde, poi utilizzate nella produzione di cemento, calcestruzzo e laterizi. Durante la lavorazione si recuperano anche metalli, poi riutilizzati nell’industria metallurgica.