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In Germania il riciclo è uberalles

Nella classifica europea, dove si distingue il nord, spiccano i tedeschi. Già nel 2010, riciclavano il 62% dei rifiuti urbani raccolti, superando i target europei che impongono il 50% al 2020

 
Un impianto per il recupero dei rifiuti
Un impianto per il recupero dei rifiuti

Il riciclo rappresenta una vera e propria industria, capace di creare posti di lavoro e sostenere il settore manifatturiero. Come osserva un recente rapporto dell’European Environment Agency, datato 2011, questa attività rappresenta una componente fra le più dinamiche della green economy e contribuisce ad affrontare sfide importanti per l’Europa a livello economico e ambientale. Come accade per le materie, anche i Paesi sono ‘primi’ o ‘secondi’ in fatto di avvio al recupero dei rifiuti. In Europa, dove il Nord è il più riciclone, la Germania rappresenta da tempo un esempio virtuoso, capace di anticipare i tempi sugli obiettivi.

Il caso Germania
Nell’Europa del riciclo tirano la volata Germania, Austria, Danimarca, Svezia, Belgio, Olanda. Si tratta di Paesi che hanno praticamente abolito il ricorso alla discarica e che hanno affrontato il tema dello smaltimento dei rifiuti attraverso la termovalorizzazione e il recupero. Del resto la legislazione europea parla chiaro: entro il 2020 occorrerà portare il riciclo dei rifiuti almeno al 50%. La Germania rappresenta un caso piuttosto interessante, perché è al contempo tra i Paesi europei che producono il maggior il maggior quantitativo di rifiuti e tra quelli che ha la maggiore percentuale di riciclo. L’attenzione dei Tedeschi ai temi ambientali è proverbiale e chi ha visitato il loro Paese ha sempre notato la cura con cui i cittadini conferiscono i propri rifiuti, separando in modo capillare e corretto tutte le frazioni riciclabili di cui sono composti. Non è un caso che, proprio nel settembre di quest’anno, le strade di Berlino siano state trasformate in gallerie a cielo aperto, ospitando una manifestazione di Trash Art. Le opere d’arte, create tramite l’assemblaggio di rifiuti, sono state esposte proprio per invitare i passanti a riflettere sull’esigenza di contenere la produzione degli scarti, partendo dalla realtà domestica.

 

Il riciclo ‘sopra tutto’
Per i tedeschi la riduzione dei rifiuti è una priorità, per questo la Germania ha investito nel settore del riciclo dei rifiuti al punto di trasformarsi da esportatore a importatore per quanto riguarda il recupero di packaging leggero e carta (importava carta dall’Italia negli anni ’90, ora il nostro Paese è al secondo posto in Europa in questa attività). Nel 2010 la Germania riciclava già il 62% dei rifiuti urbani raccolti (il ricorso all’incenerimento, in questo Paese, è pari al 37%, mentre il conferimento in discarica è stato eliminato). I tedeschi, quindi, hanno già da tempo superato il  target sul riciclo imposto dall’Unione Europea al 2020. Questo vale anche per le indicazioni relative al minor ricorso alla discarica. Non è finita qui: le proiezioni al 2020 vedono la Germania con un tasso di riciclo che salirà tra il 70 e l’80%, a riprova della validità del sistema adottato da questo Paese in materia di gestione dei rifiuti.

 

Il segreto della Germania parte dalle imprese
Il successo della Germania è dovuto a decisioni lontane, che hanno affrontato il problema del riciclo alla radice, ovvero partendo dal settore produttivo. Già nel 1996 i legislatori tedeschi, in seguito all’aumento di discariche nel Paese, emanarono un provvedimento sulla gestione dei rifiuti che richiedeva alle aziende di affrontare la loro produzione in termini di riduzione, recupero e smaltimento ecologicamente compatibile. Le imprese tedesche sono state incoraggiate a progettare i loro processi di produzione e confezionamento eliminando gli sprechi. I rifiuti inevitabili devono essere il più possibile recuperati, riciclandoli o convertendoli in energia. Se questo non è possibile, occorre smaltirli nel modo meno inquinante possibile. Coloro che creano i rifiuti, quindi, sono responsabili del loro smaltimento e devono provvedere nel modo più consono alla tutela dell’ambiente e al recupero dei materiali. Questo vale anche per i rifiuti liquidi, per i residui gassosi e per i rifiuti pericolosi, radioattivi e medici.