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Quel filo che lega Manhattan a Ferrara

Dagli Stati Uniti all’Islanda, senza dimenticare l’Est Europa e l’Italia. Ecco una panoramica delle esperienze di eccellenza nel mondo in tema di teleriscaldamento

 
Skyline di New York (wikitravel)
Skyline di New York (wikitravel)

Manhattan, una delle reti più grandi del mondo
Manhattan, cuore di New York,, è teleriscaldata da più di un secolo. Oggi la compagnia Con Edison serve più di centomila edifici commerciali e residenziali, gestendo una delle più grandi reti di steam service (il nome usato negli Usa per il teleriscaldamento). Oltre a New York, dove il tombino “fumante” è diventato quasi un marchio di fabbrica della Grande Mela, in tutto il Nordamerica il sistema è molto diffuso, dal Canada fino in California: anche Detroit e San Francisco dispongono di reti capillari ed efficienti.

Copenhagen e Växjö: la lezione del Nord Europa
In Europa, i paesi che più hanno scommesso sul riscaldamento green sono in Scandinavia. A Copenhagen, capitale della Danimarca, il sistema di Tlr serve il 98% della città con calore pulito, rinnovabile e a prezzi vantaggiosi. Le fonti di approvvigionamento sono gli impianti di termovalorizzazione della regione e le centrali di cogenerazione, che producono anche energia elettrica. Quella termica viene poi distribuita attraverso una rete di tubi da 1.500 km che arrivano in tutta la capitale. La società che gestisce il tele è Copenhagen Energy (vedi anche City of Copenhagen).
In Svezia, oltre a Stoccolma, che pure è provvista di un sistema molto ampio di district heating (termine inglese che a livello internazionale il teleriscaldamento), la cittadina di Växjö è un esempio lampante di come questa tecnologia venga adottata soprattutto per una politica energetica a favore dell’ambiente. Växjö si trova nel sud del paese, immersa nelle foreste. Le case sono per la maggior parte in legno e già 10 anni fa il 50% del fabbisogno energetico dei 75 mila abitanti era soddisfatto dalle rinnovabili. Il teleriscaldamento, gestito da una società municipalizzata, è alimentato soprattutto da biomasse (trucioli e scarti di legno, in arrivo dalle tante segherie della zona) ed entro il 2025 l’obiettivo è ridurre del 70% le emissioni di CO2.

L’Islanda: il fascino della geotermia
E’ una delle zone più attive del mondo per la geotermia, fenomeno naturale della produzione di calore dall’interno della Terra. Lo stesso che provoca i caratteristici geyser islandesi: eruzioni improvvise di acqua calda, da sorgenti sotterranee. Ed è proprio la geotermia la fonte del teleriscaldamento islandese, che ha cominciato a svilupparsi all’inizio del Novecento in forma privata, con le prime fattorie che iniziavano ad usare l’acqua calda che veniva dalla Terra per scaldarsi. Attualmente, in Islanda il 90% delle case e degli edifici è teleriscaldato. Gli impianti geotermici attivi sull’isola sono cinque: secondo l’Autorità nazionale islandese per l’energia, la geotermia soddisfa anche un quarto della produzione totale di elettricità del paese.

Il “tele” mitteleuropeo: Amburgo e Vienna
Amburgo è la seconda città della Germania, con 1,7 milioni di abitanti. Il suo sistema di teleriscaldamento è il più antico d’Europa, attivo dal 1895. Con i suoi 1.200 km, copre il 19% della domanda di calore della città, arrivando a soddisfare 500 mila utenze. La maggior parte del calore viene prodotto da centrali di cogenerazione a carbone e a gas naturale, insieme a quattro termovalorizzatori. Oggi alcune delle compagnie che si occupano di teleriscaldamento stanno sperimentando anche la fonte solare.
A Vienna, invece, il termovalorizzatore di Spittelau, disegnato dall’artista austriaco Friedensreich Hundertwasser, alimenta una delle più vaste reti di teleriscaldamento d’Europa. Insieme a Spittelau, nella capitale austriaca altri due impianti d'incenerimento dei rifiuti forniscono al teleriscaldamento il 22% del calore, che altrimenti andrebbe perso. (Info su Wienenergie.it)

Il teleriscaldamento in Italia: Brescia, Torino e Ferrara
Brescia è stata una delle prime città italiane, negli anni ’70, a dotarsi di questa tecnologia. Nella città lombarda il servizio è affidato alla utility A2a: l’impianto di termovalorizzazione e tre turbine a vapore teleriscaldano 170 mila appartamenti e il 70% della popolazione. Torino, invece, dove opera l’utility Iren, possiede a oggi la rete più grande d’Italia, con oltre 450 mila abitanti serviti.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, l’esperienza più significativa è quella di Ferrara, dove a gestire il servizio è Hera: grazie alla geotermia, nella cittadina estense gli appartamenti teleriscaldati al 2012 sono 23 mila. Si conta in poco tempo di incrementarli oltre i 37 mila con il progetto del Polo delle Energie Rinnovabili, che conta di trasformare quello di Ferrara nel sistema di teleriscaldamento più verde del pianeta.