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Hera: oltre 80 mila appartamenti teleriscaldati

Il primo impianto è nato a Modena, nel 1970. In Emilia-Romagna il sistema si è sviluppato e oggi permette di risparmiare oltre 34.700 tonnellate di petrolio all’anno

 
Veduta aerea della centrale di cogenerazione Hera di Imola
Veduta aerea della centrale di cogenerazione Hera di Imola

Questo innovativo sistema per il riscaldamento e la produzione di acqua calda ha radici nel territorio di Hera, l’Emilia-Romagna, da più di 30 anni. A Modena il Tlr è una realtà fin dagli anni ’70.  A Ferrara, invece, dopo la crisi energetica degli anni ’70, con il progetto Geotermia si iniziò a sfruttare un giacimento sotterraneo di acqua calda a 100°C per alimentare la rete del teleriscaldamento. Ancora, a Imola si è cominciato a lavorare al “tele” negli ’80, cercando di dare un contributo reale alla politica nazionale di risparmio energetico. Via di seguito, sono nate altre esperienze sul territorio servito dal Gruppo, in particolare a Bologna, Forlì e Cesena.

Con il Tlr di Hera si evitano 168 mila tonnellate di CO2 all’anno
Nel 2012 il sistema di teleriscaldamento di Hera, che vanta una rete di oltre 330 km, ha servito sull’intero territorio 80.500 appartamenti, producendo 529.748 MWh di energia termica e facendo risparmiare l’utilizzo di oltre 34 mila Tep. Questo, evitando anche l’emissione di oltre 168 mila tonnellate di CO2 rispetto ai sistemi tradizionali. Nel 2012 le fonti che hanno alimentato il teleriscaldamento targato Hera sono state la geotermia (per l’11%), la termovalorizzazione ha contribuito per il 21%, 19% la centrale turbogas mentre l’11% proviene dal gas metano per cogenerazione; la restante parte da centrali termiche a gas metano. Ecco i progetti più importanti.

Ferrara: un sistema all’avanguardia
Nella città estense il calore fornito alle circa 23 mila utenze servite è prodotto principalmente dai pozzi geotermici e dal termovalorizzatore, con l’uso delle centrali termiche nei soli momenti di punta, cioè quando ci sono le massime richieste quantitative di energia termica. Il sistema di Tlr della città estense è uno degli esempi più significativi in Italia e in Europa di sistema energetico integrato: è in grado di immettere in rete energia per 190 GWht, alimentandola per il 77% da fonti rinnovabili. In particolare, il 41% dell’energia proviene dal termovalorizzatore di Cassana, il 42% dai pozzi geotermici collocati in località Casaglia e il 17% dalle caldaie a gas metano.

Modena: 4.200 appartamenti serviti
Nella città di Modena oggi ci sono tre impianti di teleriscaldamento al servizio del quartiere Giardino, dell’area del terzo Peep (il Piano edilizia economica popolare) e della zona dell'ex Mercato Bestiame. Complessivamente, il teleriscaldamento a Modena serve 4.200 utenze.

A Imola oltre il 20% della città è teleriscaldato
Dai 684 utenti che nel 1984 erano allacciati a Imola a una rete di poco più di 13 km, si è passati in 30 anni a 5 mila utenti, il 20% della città, e a una rete di oltre 110 km. Sono teleriscaldati alcuni degli edifici più importanti della città; gli ospedali, i teatri, la biblioteca, il municipio, scuole, centri commerciali, la piscina. Per continuare a sviluppare il Tlr, nel 2009 è stata inaugurata una nuova centrale di cogenerazione che ha sostituito quella precedente, non più in grado di reggere l’ampliamento della rete. Il nuovo impianto è stato costruito con le migliori tecnologie disponibili e oggi ha un bilancio ambientale in positivo, permettendo di evitare l’emissione di 64 mila tonnellate di CO2 all’anno, con concentrazioni di emissioni molto al di sotto dei limiti autorizzati. Le polveri, infatti, sono quasi assenti, mentre gli ossidi di azoto (NOx), il monossido di carbonio (CO) e l’ammoniaca (NH3) si mantengono su valori rispettivamente pari al 50%, al 20% e al 5% di quelli autorizzati.

Il “tele” di Hera raggiunge anche l’ospedale Bufalini di Cesena
Nel 2012 lo sviluppo del teleriscaldamento a Cesena, che raggiunge le zone principali della città, ha aggiunto tra gli edifici allacciati anche l’ospedale Bufalini. L’impianto di Hera a servizio del polo sanitario è stato progettato per servire nel tempo anche altre utenze, a partire dagli edifici pubblici e da nuove costruzioni presenti in zona.  La potenza termica complessiva è superiore ai 15 MW e consente di risparmiare ogni anno 812 Tep, evitando la produzione di 3.700 tonnellate di CO2.