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Le fonti: in Italia il 79% è a basso impatto

Il teleriscaldamento può essere alimentato soprattutto grazie a energie rinnovabili. Il mix dei diversi approvvigionamenti aiuta anche a creare una rete flessibile e non dipendente da un’unica fonte

 
Impianto per teleriscaldamento a Modena
Impianto per teleriscaldamento a Modena

Non solo gas naturale e carbone “pulito”. Il calore che riscalda l’acqua della rete del teleriscaldamento può essere prodotto con l’utilizzo di svariati tipi di fonti energetiche, soprattutto verdi. Lo sfruttamento di fonti rinnovabili e pulite, infatti, sta prendendo sempre più piede in Europa: biomasse, geotermia, solare termico e, in parte, la termovalorizzazione dei rifiuti. Si può impiegare anche il calore di recupero prodotto dagli scarti delle lavorazioni industriali.
Lo spettro di possibilità dal quale attingere è molto ampio e cresce, addirittura, se in abbinamento alla cogenerazione, tecnologia che permette un risparmio di combustibile producendo in maniera combinata energia elettrica e calore. Quest’ultimo, prodotto residuale del processo di produzione dell’energia elettrica, viene recuperato utilmente evitandone la dispersione nell’ambiente.
La scelta delle fonti da utilizzare dipende da fattori come la loro reperibilità e i costi. In alcuni casi, come in Svizzera o in Russia, si utilizza anche l’energia nucleare.

In Europa il carbone è al primo posto, in Italia si va verso sistemi energetici integrati
Da studi di Euroheat and Power, nel 2010 nell’Unione a 27 Paesi, su oltre 400 TWh di energia erogata per il teleriscaldamento circa 200 sono prodotti da impianti cogenerativi, circa 100 da caldaie ed i rimanenti da recupero di calore industriale o da incenerimento di rifiuti solidi. Le fonti energetiche più utilizzate per gli impianti di teleriscaldamento urbano sono il carbone, in Danimarca, Germania e Finlandia, e il gas naturale, in Olanda, Italia e Austria. Lo sfruttamento dell’olio combustibile è in diminuzione, mentre è rilevante l’impiego di rifiuti urbani in Svizzera, Francia, Austria e Danimarca. In quest’ultimo caso, il potenziale di utilizzo dei rifiuti come fonte energetica presenta ancora ampi margini di sfruttamento. Attualmente, infatti, in Europa meno della metà del loro potere calorifico viene trasformato in elettricità e calore negli oltre 400 impianti presenti: su un potenziale che varia tra i 180 e i 200 TWh, nel corso del 2009 ne sono stati prodotti in questo modo solo 45.
In Italia, invece (dati Airu 2011), al primo posto troviamo il gas naturale (75,9%), seguito dalla termovalorizzazione dei rifiuti urbani (12,6%) e le biomasse (6,3%). La geotermia è utilizzata come fonte di energia per lo 0,7%, mentre per il restante 4% circa si tratta di carbone, olio combustibile, recupero da processi industriali e altri. Complessivamente, oltre il 50% dell’energia termica immessa in rete nel 2011 è stata prodotta in cogenerazione, mentre circa il 23% proviene da fonte rinnovabile: quasi i tre quarti, dunque, sono prodotti con tecnologie a basso impatto ambientale. L’Italia è uno dei paesi europei più orientati alla diversificazione delle fonti e alla valorizzazione delle risorse locali a disposizione. Il futuro del paese, infatti, è la creazione di sistemi energetici integrati, nei quali il calore per la rete del teleriscaldamento possa provenire da diverse fonti, sfruttando al massimo la flessibilità che il sistema permette.

Le rinnovabili al servizio del teleriscaldamento
Il solare termico e le biomasse sono tecnologie particolarmente sviluppate ed utilizzate nei paesi del Nord Europa. La Danimarca, in particolare, ha una posizione leader nel settore del solare termico con già 140 mila mq di collettori solari operanti: il più esteso impianto al mondo si trova proprio in questa nazione, a Marstal. Oggi il solare termico è utilizzato in prevalenza attraverso piccoli impianti singoli, a uso residenziale, ma è previsto un forte incremento del suo utilizzo, pari al 10% annuo. Per sfruttare al meglio questa fonte energetica, in Germania si stanno sperimentando accumulatori di grandi dimensioni per immagazzinare il calore estivo e riuscire a utilizzarlo in inverno. In Italia è Bolzano la città con più collettori installati procapite.
Le biomasse, provenienti principalmente da foreste e scarti delle produzioni agricole, nel 2009 hanno fornito ai sistemi di Tlr europei 67 TWh termici, di cui 24 solo in Svezia. In Italia questa fonte di energia termica è sfruttata soprattutto in Alto Adige e Piemonte: nella provincia di Bolzano le biomasse, oltre alla produzione di energia elettrica per il fabbisogno di 100 mila famiglie, sono utilizzate nel teleriscaldamento in 32 comuni.
Almeno 212 sistemi di teleriscaldamento in Europa utilizzano, invece, il calore prodotto dalla geotermia e sono concentrati particolarmente in Belgio, Danimarca, Germania, Lituania, Ungheria, Slovacchia, Austria e Francia. E’ stato calcolato che fino a un quarto della popolazione europea che abita in aree urbane potrebbe essere potenzialmente servita con questo sistema. Ed è italiano l’esempio forse più importante a livello europeo. E’ Ferrara dove, due pozzi, profondi circa 2 km che producono acqua a 100°C che fornisce calore alla rete urbana di riscaldamento.