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Messaggio del Presidente Esecutivo

I risultati del 2019 evidenziano la bontà della formula multiutility di Hera e confermano il track record di 17 anni di crescita ininterrotta, migliorando ulteriormente la solidità patrimoniale, in un anno nel quale l’impegno sul fronte degli investimenti è stato senza precedenti.

 

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MESSAGGIO DEL PRESIDENTE
ESECUTIVO

I risultati del 2019 evidenziano la bontà della formula multiutility di Hera e confermano il track record di 17 anni di crescita ininterrotta, migliorando ulteriormente la solidità patrimoniale, in un anno nel quale l’impegno sul fronte degli investimenti è stato senza precedenti.

Un anno ricco di nuove opportunità di crescita che hanno permesso di raggiungere in anticipo due fondamentali target strategici del Piano industriale al 2022: con la chiusura dell’operazione Ascopiave, abbiamo superato l’obiettivo dei 3 milioni di clienti energy e, con l’ampliamento impiantistico nei trattamenti dei rifiuti, abbiamo potuto cogliere appieno i positivi trend di mercato già a partire dal 2019.

Inoltre, grazie a una crescita organica del MOL di 87 milioni di euro e al contributo delle acquisizioni neo-consolidate per 7 milioni, siamo riusciti ad arginare l’attesa riduzione dei margini nel business dei clienti in salvaguardia e la fine di alcuni incentivi, che hanno inciso per circa 70 milioni di euro.

Nel 2020 continueremo il nostro percorso, nel solco di quanto chiaramente indicato dalla strategia definita nel nuovo Piano Industriale, con un orizzonte che per alcuni impegni si colloca al 2030.

 

Tomaso Tommasi di Vignano
Presidente Esecutivo

Aree di attività

Mol totale di Gruppo 1.085,1 mln €, +5,2% vs. ’18

 

 

 

 

Highlights

  • RISULTATI IN BREVE

  • RICAVI MLN €
  • EBITDA MLN €
  • EBIT MLN €
  • UTILE NETTO MLN €
  • RENDIMENTO DEI DIVIDENDI %
  • POSIZIONE FINANZIARIA NETTA MLN €
  • DEBT/EBITDA (x)
  • KPI - GAS (MLN MC)
  • KPI - CICLO IDRICO INTEGRATO (MLN MC)
  • KPI - AMBIENTE ('000 TON)
  • KPI - ENERGIA ELETTRICA (GWh)
  • Creation of Share Value 2019Sostenibilità, strategia e valore condiviso
  • Creation of Share Value 2019uso intelligente dell'energia
  • Creation of Share Value 2019uso efficiente delle risorse
  • Creation of Share Value 2019innovazione e contributo allo sviluppo
  • Target al 2023Aumentano tutti i target di pianocreando valore condiviso
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Report in sintesi

Estimates

  Consensus Hera's results Δ %
Ebitda (mln €) 1.083,7 1.085,1 +0,1%
Ebit (mln €) 551,5 542,5 (1,6%)
Net profit post min. (mln €) 322,3 385,7 +19,7%
Net Financial Position (mln €) 3.274,3 3.274,2 +0,0%

Target Price

    Preview Post Results
Analista Broker Rating Target Price (€) Rating Target Price (€)
Emanuele Oggioni Banca Akros Buy 4,10 Buy 3,90
Roberto Ranieri Banca IMI Buy 4,70 Buy 4,70
Roberto Letizia Equita Sim Buy 3,80 Buy 3,80
Dario Michi Fidentiis Hold 4,20 Hold 4,20
Federico Pezzetti Intermonte Outperform 4,20 Outperform 4,20
Claudia Introvigne Kepler Cheuvreux Hold 3,50 Hold 3,50
Enrico Bartoli MainFirst Neutral 4,03 Neutral 3,40
Javier Suarez Mediobanca Neutral 4,10 Outperform 4,00
    Media 4,09 Media 3,96

Report in sintesi

Broker Commento degli analisti ai risultati finanziari
Banca Akros "I risultati del 2019 sono stati in linea con le nostre stime. L'impatto della crisi da Covid-19 fornito dalla società è di circa il 2% in termini di Ebitda rispetto alle nostre precedenti stime, prima di considerare le azioni che il management può mettere in campo per contenere i costi e fare efficienze. Questo mostra la resilienza del business del Gruppo. Abbiamo aggiornato il nostro target price a 3,90 euro e confermiamo la nostra visione positiva sul titolo."
Banca IMI "I risultati sono stati positivi, in linea con le nostre stime e quelle del consensus, con una solida crescita dell'utile netto adjusted (+7% rispetto al 2018). L'Ebitda consuntivato nel 2019 e la proposta di dividendo hanno confermato le anticipazioni del business plan presentato a gennaio. Il management sta lavorando sodo nell'integrazione dei clienti di Ascopiave nella joint venture EstEnergy, da cui crediamo possano essere estratti significativi ricavi e sinergie di costo."
Equita Sim "Risultati sostanzialmente in linea. Da un punto i vista divisionale molto positivi i contributi di Waste +4.8% YoY, Water (+6.2% YoY), Gas (+7.9% YoY) che compensano l`attesa decrescita dell`electricity a -2.7%. Le indicazioni circa gli impatti economici dell'emergenza da Covid-19 ci paiono supportare la difensività del business (50%-60% regolato). BUY confermato il titolo tratta sui minimi del range 13-18x PE."
Fidentis "Il business mix ha permesso a Hera di riportare migliori risultati anno su anno. Secondo noi i solidi risultati conseguiti sono già stati considerati dai correnti prezzi di mercato, per cui confermiamo la nostra visione neutrale sul titolo."
Intermonte "Dopo aver riportato i risultati preliminari in termini di Ebitda e Debito netto in gennaio, ieri Hera ha riportato i risultati 2019 completi che non contengono significative sorprese. Continuiamo ad esprimere un giudizio positivo su Hera in quanto crediamo che il Gruppo sia ben posizionato per beneficiare della crescita nella base clienti del business Energy, della leadership nel mercato del Waste e del lento ed inesorabile consolidamento di mercato. Il recente congelamento dell'attività economica generato dall'emergenza coronavirus impatterà chiaramente tutte le società; ma crediamo che il Gruppo sia in grado di mostrare una resilienza sopra la media di fronte al rallentamento economico e vedremmo ogni ulteriore debolezza nel prezzo dell'azione come un'opportunità di acquisto."
Kepler Cheuvreux "I risultati ordinari del 2019 sono stati in linea con le nostre stime e la valutazione della società sul COVID-19 confermano la nostra visione che l'impatto del virus potrebbe essere moderato per Hera, focalizzato sul capitale circolante e sugli accantonamenti."
MainFirst "I solidi risultati del 2019, in linea con le stime, confermano lo storico trend di crescita di Hera, Ci aspettiamo che Hera offra una forte resilienza al nuovo scenario determinato dall'emergenza COVID-19. Nonostante ciò, confermiamo il nostro rating Hold sulla base della nostra valutazione"
Mediobanca Un solido modello per navigare in acque inesplorate. L'impatto del Covid-19 dovrebbe essere limiato e il management ha sottolineato che i business della società sono tutti attivi e continuano ad operare. Il titolo ha perso il 25% da metà febbraio e attualmente scambia ad un multiplo EV/Ebitda di 8x, un multiplo che vediamo attrattivo per una società di alta qualità. Perciò alziamo la nostra raccomandazione a Outperform (dal precedente Neutral).

 

 

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Strategia

L'azienda è stata costituita per durare, per contribuire a migliorare la società e l'ambiente per le generazioni future, secondo le seguenti priorità strategiche:

  • Innovazione: le principali progettualità previste dai business in arco Piano presentano come elemento pivotale le opportunità rese disponibili dell’innovazione tecnologica.
  • Eccellenza: Hera è da sempre attenta al perseguimento di un ottimo livello di servizio in tutti i business presidiati, con l’obiettivo di superare gli standard qualitativi imposti dall’Autorità. La qualità del servizio è un elemento cardine per costruire un rapporto di lungo periodo con i nostri stakeholder e rappresenta anche una fonte di valore economico.
  • Agilità: in un contesto di settore sempre più dinamico questa leva è utile per affrontare al meglio il cambiamento e viene pertanto applicata anche al modello di leadership.
  • Efficienza: Il contesto competitivo di riferimento ha reso necessaria una particolare spinta sul fronte dell’efficienza attraverso leve interne ed esterne.
  • Crescita: la crescita del Gruppo è stata storicamente garantita da un equilibrato mix di crescita organica e per linee esterne e garantisce di gestire con efficienza i servizi erogati, sia in termini di capacità di affrontare scenari avversi e discontinuità, sia come spinta a mantenere un ruolo di spicco nel consolidamento di settori ancora estremamente frammentati.

Il titolo Hera

Titolo in borsa e relazioni con l’azionariato

Nel corso del 2019 tutti i principali indici azionari globali hanno mostrato un andamento positivo, trainati dal ritrovato ottimismo degli operatori finanziari dopo le performance negative del 2018.

Il titolo Hera ha chiuso il periodo con un prezzo ufficiale di 3,909 euro, in aumento del +46,2%, mostrando una performance superiore sia al mercato italiano (+27,2%) che al settore di riferimento (+35,0%). L’andamento del prezzo delle azioni ha riflesso la chiara strategia di crescita contenuta nel piano industriale al 2022, i validi fondamentali confermati dai risultati annuali e trimestrali e l’annuncio dell’operazione di sviluppo per linee esterne tramite il rafforzamento della partnership con Ascopiave Spa nel settore della vendita di energia.

Andamento titolo Hera

La performance del 2019 conferma che il percorso di crescita di Hera fa leva su un portafoglio di attività ben bilanciato, gestito con una particolare attenzione alle opportunità di mercato, alla sostenibilità e al mantenimento di un basso profilo di rischio.

Il MOL consolidato ha registrato una crescita di 54,0 mn€ (+5,2%) rispetto all’esercizio 2018, grazie al contributo positivo delle principali aree di business. Significativo anche l’aumento della creazione di valore condiviso che continua a progredire verso la direzione auspicata da 11 su 17 fondamentali “Goal” individuati dall’ONU.

Il MOL a Valore Condiviso infatti si è attestato a 422,5 mn€, in crescita del 12,6% rispetto al 2018, mentre il valore economico complessivamente distribuito al territorio è stato 2.131 milioni di euro, ovvero 78% del valore economico totale, con una crescita dell’11% rispetto al 2018.

Stefano Venier
Amministratore Delegato

Focus sulla gestione sostenibile

Nel 2019, il Gruppo ha registrato una crescita sotto tutti gli aspetti economici, finanziari e operativi, con una forte attenzione alla sostenibilità in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
La sostenibilità e il valore condiviso sono infatti due pilastri intorno ai quali viene elaborata la strategia del Gruppo, coniugando target economici e finanziari con obiettivi di natura ambientale e sociale.
Tenuto conto dell’approccio trasversale alla sostenibilità, indaghiamo cinque aspetti della gestione del Gruppo: ritorni sull’investimento, finanza green, crisis management, sistema di remunerazione e gestione dei proxy advisors.

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Gli Analisti ESG:
la politica del Gruppo

Per garantire un’informativa di terzi affidabile, aggiornata e completa, il Gruppo Hera assiste un ristretto numero di analisti ESG indipendenti, accuratamente selezionati.
Per farlo, ha recentemente varato una politica di gestione dei rating ESG e dei Proxy Advisors

 

 

Gli investitori, anche quelli non tradizionalmente SRI, sono sempre più sensibili ai temi della sostenibilità nella gestione d’impresa. Oltre a porre una crescente attenzione sugli aspetti ESG e sulla circolarità, seguono con interesse anche le concrete azioni che le aziende mettono in campo per promuovere lo sviluppo delle proprie attività, nella direzione indicata dagli SDGs delle Nazioni Unite. 

Per fare emergere gli aspetti di sostenibilità che caratterizzano la propria gestione, dal 2016 Hera ha introdotto una nuova forma di accountability, che misura come l’Ebitda e gli investimenti, realizzati e programmati, siano allineati agli SDGs (Creating Shared Value, come definito da Michael Porter). I dati raccolti confluiscono nel bilancio di esercizio e in quello di sostenibilità che, da più di 10 anni, vengono redatti e approvati dal Consiglio di Amministrazione contemporaneamente.

Per agevolare le analisi “indipendenti di terzi” sulla sostenibilità della gestione del Gruppo, oltre ad una comunicazione trasparente, Hera ha profuso un’intensa attività di assistenza ai diversi analisti/proxy advisor. Questo approccio collaborativo, tuttavia, non sempre ha portato al miglioramento atteso nella qualità degli studi e delle analisi pubblicate e messe a disposizione degli investitori. Spesso sono stati infatti, riproposti studi con informazioni datate o incomplete e analisi non approfondite, talvolta errate.

Consapevole che la chiarezza e la trasparenza delle informazioni è cruciale per gli shareholders, il Gruppo ha recentemente varato una politica di gestione dei Proxy, per selezionare gli interlocutori esterni con cui intrattenere rapporti, mirati ad affinare la loro conoscenza degli aspetti ESG della società. Garantendo assistenza e fornendo analisi e tempestive risposte ai loro questionari, Hera fa sì che l’informativa divulgata agli investitori possa rispecchiare quanto più possibile la realtà aziendale. 

La selezione dei Proxy è stata effettuata sulla base di 9 criteri, tra cui ricerche di mercato sulle opinioni degli investitori, tipologia delle analisi pubblicate negli ultimi anni, esperienza da relazioni pregresse, preferenze espresse dagli azionisti, confronto con altre aziende incluse nel FTSE MIB, solo per citarne alcuni. 

 

 

La politica di copertura degli analisti ESG di Hera ha quindi selezionato 4 «case» ESG e 2 indici «tematici»:

  1. CDP
  2. MSCI
  3. RobecoSAM di S&P Global
  4. Sustainaliytics
  5. Diversity & Inclusion Index (D&I) di Refinitiv
  6. Integrated Governance Index (IGI)

Soltanto le ricerche dei soggetti prescelti continuano ad ottenere l’assistenza e la verifica dei dati da parte del Gruppo e questa politica sarà soggetta a verifiche ogni 1-2 anni, sulla base della qualità delle ricerche pubblicate, affinché i report pubblicati siano allineati alla disclosure e performance della società.

 

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Il sistema di remunerazione e i principali KPI

L’impegno del Gruppo è di creare valore e di condividerlo con tutti gli stakeholder. Il senso di responsabilità aziendale si traduce anche nell’approccio alla remunerazione basata su target allineati agli interessi degli stakeholders

 

 

Da quest’anno il voto in assemblea sulla relazione di remunerazione diventa “vincolante” mostrando come il tema sia di grande interesse per gli investitori. 

Il sistema di remunerazione di Hera è sempre stato in linea con la mission aziendale ed efficace nel soddisfare sia gli investitori sia altri principali stakeholders. Il Total Shareholders Return cumulato è rimasto sempre positivo sin dall’IPO, nonostante i periodi di crisi che si sono abbattuti sui mercati finanziari dal 2003 ad oggi. Il fallimento di Lehman Brothers nel 2008, la crisi dei debiti sovrani europei nel 2013 e le diverse crisi politiche nazionali succedute, sono solo alcuni dei tanti eventi esterni che hanno momentaneamente causato una discesa nel TSR, poi recuperata nel tempo.

Total shareholder's return from IPO

 

Total Shareholders Return from IPO

Un tasso di crescita medio del TSR (+9,5% CAGR) in linea con il tasso medio di crescita degli utili netti (+10% CGR) per 17 anni consecutivi è la prima evidenza che il valore creato è stato pienamente trasferito agli investitori. Questo trasferimento del valore creato, tenacemente perseguito dal management ed alla base dei parametri a cui il sistema di remunerazione variabile è collegato, è avvenuto anche attraverso il continuo pagamento dei dividendi, sempre in crescita o stabile, e grazie all’aumento della capitalizzazione di mercato, sulla scorta della crescita dei fondamentali del Gruppo.

Anche un parametro strategico, come la soddisfazione dei clienti, indica una progressiva miglioria ed evidenzia come gli obiettivi, perseguiti dalla gestione, abbiano a cuore il miglioramento della qualità dei servizi.

Indice di soddisfazione dei clienti residenziali complessivo
(Punteggio da 0 a 100)
Indice di soddisfazione dei clienti residenziali complessivo

In Hera, il sistema incentiva sia il miglioramento dei fondamentali economici-finanziari nel breve, sia la creazione di valore per gli azionisti nel lungo periodo. 

Il sistema vuole incentivare la generazione di ritorni superiori al costo medio dei capitali impiegati, per consentire di prefissare target sui ritorni degli azionisti; inoltre, impone il mantenimento di un conservativo profilo di rischio e una grande attenzione alla gestione sostenibile, con particolare incentivo ai modelli di economia circolare e di mitigazione degli impatti del “Climate Change”, a tutela del patrimonio e le attività aziendali.

 

 

Il sistema di retribuzione variabile di breve periodo è vincolato al raggiungimento di obiettivi economici e finanziari, ciascuno con un peso specifico sull’insieme degli indicatori:

  • 30% Ebitda
  • 20% Utile Netto
  • 25% Debito Netto/Ebitda
  • 25% Indice di soddisfazione dei clienti

Il sistema di valutazione prevede il monitoraggio trimestrale dei risultati ottenuti ed è dotato di una serie di meccanismi, utili per mettere in atto azioni correttive, finalizzati a garantire il raggiungimento dei target annuali prefissati. A fine anno, la remunerazione variabile viene determinata sul grado di conseguimento degli obbiettivi prestabiliti e prevede un meccanismo di premialità, in caso di outperformance sui dati a consuntivo. Per i membri esecutivi del CdA, tuttavia, la remunerazione variabile ha un tetto massimo fissato al 46% della remunerazione fissa annuale.

Il sistema di remunerazione di Hera include anche una componente variabile a lungo termine (3 anni), per incentivare il conseguimento degli obiettivi aziendali allineati agli interessi degli stakeholders. In questo caso, i target da raggiungere sono collegati a dei parametri sui “fondamentali”, allineati agli obiettivi degli stakeholders. La misurazione della performance è basata su 3 criteri con uguali pesi di ponderazione:

  • 33% Enterprice Value Added (NOPAT-WACC) 
  • 33% Creation of Shared Value (CSV)
  • 33% Debt/Ebitda

Queste metriche sono direttamente collegate alla creazione di valore, in chiave prettamente sostenibile. Mentre l’EVA è un parametro tipicamente finanziario che, garantendo ritorni superiori al costo medio dei capitali investiti, assicura ritorni positivi agli azionisti, il CSV viene calcolato come quota dell’Ebitda prodotto da attività riconducibili a progetti, che rispondono agli obiettivi SDG dell’Agenda ONU. Ben 11 dei 17 SDGs sono stati considerati ai fini del calcolo e applicati alle attività del Gruppo per misurare la loro sostenibilità.

Sostenere la crescita, creare valore, condividere il valore in ottica sostenibile e mantenere un profilo di rischio conservativo. Ecco i criteri alla base del sistema di remunerazione variabile adottato in Hera e che guidano gli sforzi del management per garantire il consenso degli stakeholders e assicurare positive performance aziendali.

L’efficacia del sistema è rilevabile anche dall’osservazione dell’andamento positivo dei risultati e dei KPIs di sostenibilità progressivamente raggiunti dalla quotazione ad oggi. Una crescita continua che ha portato il Gruppo ad aumentare le proprie dimensioni di 5,7 volte in termini di Ebitda e di circa 6 volte la capitalizzazione di mercato, visto che il valore delle azioni è passato da circa 1 mld€ nel 2003 a circa 6 Mld€ a fine 2019. Un percorso di continua crescita che, a riconferma l’efficacia del sistema di retribuzione, ha sempre visto obiettivi raggiunti, in termini economici e di sostenibilità, nettamente superiori ai target prefissati nei piani quinquennali.

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La finanza in Hera è sempre più sostenibilE

Oggi un terzo degli investimenti, ovvero 30.000Mld$, sono «SRI» (Social Responsible Investments).
Si stima che, con l’attuale progressione di crescita, nei prossimi 10 anni gli investimenti globali, per circa 93.000 Mld$, saranno quasi totalmente «SRI»

 

 

Circa un terzo degli investitori istituzionali presenti nell’azionariato di Hera è SRI, un valore perfettamentein linea con le proporzioni osservate nel mercato dei capitali.
Considerato che il numero di incontri con investitori in cui la sostenibilità prevale come tema è considerevolmente aumentato anche nel 2019, è probabile che il peso degli investitori SRI nell’azionariato sia aumentato. Attendiamo tuttavia di verificarne l’esatta misura sulla base dei registri del dividendo inpagamento a giugno 2020. 

SRI Asset under management globali
(Mld $)
SRI Asset Under Management globali

Dall’altro canto, gli investitori SRI rappresentano il 36% anche nel debito finanziato con fonti di investimento SRI. Il Gruppo è stato il primo in Italia a lanciare un Green Bond nel 2014, con scadenza al 2024 per un controvalore di 500 milioni e un secondo è stato emesso nel corso dell’esercizio 2019, per un ammontare complessivo di 500m€ (scadenza al 2027). Infine, oltre ai 100m€ sono finanziati con un prestito BEI con scadenza al 2030, e sono in essere linee di credito “sostenibili” per 200m€. Il meccanismo premiante, al raggiungimento di determinati target prefissati su alcuni KPI ESG, di questa linea di credito, consentirà a Hera di beneficiare nel tempo di tassi più favorevoli.

 

 

 

Il piano strategico al 2023 individua una serie di investimenti, che indirizzano la gestione delle diverse attività verso una ulteriore evoluzione sostenibile, anche in ottica di economia circolare e di controllo degli impatti connessi al Climate Change. Per questo motivo, il Gruppo ha varato un “Green Financing Framework”, certificato da analisti esperti indipendenti, che contiene una esaustiva illustrazione di alcuni progetti di investimento pluriennali, in corso o in cantiere per i prossimi 2 anni, il cui finanziamento è coperto dalla generazione di cassa attesa.

SRI in Hera - Debito green
(M €)
SRI in Hera (Debito green)

Considerate le scadenze del debito finanziario da rifinanziare nei prossimi 2 anni, pari a 361m€, e le opportunità offerte dal “Framework”, il Gruppo prevede un aumento di risorse provenienti da fondi SRI e un incremento delle forme di finanziamento del debito, in linea con i trend del mercato.

 

 

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La sostenibilità ripaga

Oltre a migliorare la reputation, può l’approccio sostenibile metterci al riparo da potenziali rischi nel lungo termine? 
Un’analisi del portafoglio di attività dice di sì. 

 

 

I risultati del 2019, outperforming rispetto le aspettative, riconfermano il lungo trend di crescita costante ed ininterrotta che si verifica ormai da 17 anni. Peraltro, è una crescita che ha sempre creato valore: il ritorno sul capitale investito (ROI) e quello sul capitale di rischio (ROE) si confermano entrambi attorno al 10% mentre il costo medio del capitale (WACC) si attesta sui 4,5%.

Quanto ha inciso la sostenibilità sulla creazione di valore?

In Hera, la risposta risiede nel “mix” delle attività gestite: in forme diverse, ogni business contribuisce alla sostenibilità e/o alla riduzione del rischio, abbassando anche il costo del capitale, con ritorni superiori al costo del capitale investito. 

Tra i business in portafoglio, ci sono le attività regolate, che rappresentano il 51% dell’Ebitda del Gruppo, sono esposte al rischio regolatorio e pertengono alle decisioni dell’Authority, il cui lungo track record però fornisce una chiara mitigazione del rischio. Fin dalla sua istituzione, l’operato dell’Authority è sempre rimasto coerente, applicando con costanza e tempestività le proprie disposizioni e svolgendo il suo ruolo, indipendentemente dalle sensibilità mutevoli della politica o dai Governi che si sono succeduti. 

ARERA definisce inoltre i sistemi tariffari nelle attività regolate, che in Hera rappresentano circa il 70% del capitale investito (complessivi 3,2 Mld€) e fissano i ritorni “base” sugli investimenti:
 

Value drivers Ciclo Idrico Distribuzione Gas Distribuzione Elettricità Raccolta Rifiuti urbani
Capitale Investito -RAB in Mld€ 1.44 1.0 0.38 0.2
Ritorno (reale e pre-tasse) 5.24% 6.30% 5.90% 6.2%
Durata concessioni ~2024 In prorogatio 2030 In prorogatio
Gare per riassegnazione concessioni - Processo avviato - Processo avviato
Authority ARERA ARERA ARERA ARERA


I ritorni effettivi possono essere superiori grazie a meccanismi premianti, inclusi nei sistemi tariffari, principalmente attraverso 3 criteri:

  1. Superamento dei livelli di efficienza standard fissati dall’Authority;
  2. Investimenti riconosciuti a cui vengono attribuiti ritorni più elevati (contatori elettronici);
  3. Premialità sulla qualità del servizio e sulla qualità delle infrastrutture (ad es. resilienza al “Climate Change”, riduzione delle perdite di rete, ecc).

I sistemi tariffari, che sostengono scelte d’investimento con ricadute sulla sostenibilità, spesso pongono le premesse per beneficiare di premialità, o extra-ritorni, con un profilo di rischio basso, tipico delle attività regolate.

Ad esempio, nelle attività idriche industriali, l’approccio sostenibile nella gestione della risorsa idrica può generare valore. Infatti, una maggiore attenzione al riuso delle acque depurate consente di trarre profitto dalle acque reflue, che dopo essere state trattate vengono rilasciate nell’ambiente o utilizzate in agricoltura. Di conseguenza, anche le attività agricole ne traggono beneficio in termini di riduzione dei costi e aumento del fatturato. 

Nell’attività di vendita di Energia, invece, il servizio di fornitura di commodity energetiche può ottenere un premium price sulle offerte commerciali sostenibili. Due esempi sono la fornitura di energia elettrica certificata “Green” e la fornitura di gas metano carbon-neutral, ovvero con la certificazione di neutralizzazione delle emissioni di CO2 prodotte. In pratica, ogni metro cubo di gas è venduto con un certificato grigio e ogni KWh è venduto con un certificato GO.

Altre offerte commerciali “green”, come anche la vendita di apparecchi per l’efficienza energetica, tra cui pompe di calore, smart app, coibentazione e micro-generazione (definite VAS, Servizi a Valore Aggiunto), stando mostrando un inatteso riscontro positivo sul mercato: nel solo esercizio 2019 sono stati conclusi circa 60 mila nuovi contratti, con marginalità interessanti e con risultati importanti sulla Carbon Footprint “scope 3”. Sostenibilità, quindi, foriera di creazione di valore a cui si associa un profilo di rischio molto basso, grazie alla strategia che punta da sempre ad azzerare il rischio di esposizione alla volatilità del prezzo delle commodity.

Pure nella raccolta e trattamento dei rifiuti è sempre maggiore la sensibilità degli utenti finali retail alla sostenibilità, probabilmente grazie anche a diverse campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, propedeutiche al riuso, riciclo, rigenerazione e sfruttamento delle risorse scartate, su cui Hera investe da anni. L’incremento della raccolta differenziata, giunta al 64,6%, dimostra la bontà delle iniziative messe in campo e rende ormai visibile il target del raggiungimento della quota al 75% al 2023. 

Questo risultato consente al Gruppo di poter usare la propria capacità impiantistica anche nel trattamento di rifiuti industriali o speciali di derivazione urbana che, non essendo regolati, garantiscono ritorni sul capitale investito superiori, rispetto a quelli dei rifiuti urbani. Lo indicano anche le dinamiche di mercato che, negli ultimi 4 anni, hanno visto un consistente e costante aumento dei prezzi. 

Un altro esempio è quello relativo all’impiantistica di “smaltimento” dedicata alla parte non riciclabile dei rifiuti; oltre alle discariche, la dotazione di Hera annovera anche 9 Waste to Energy che consentono di estrarre il contenuto energetico dagli scarti, rendendo i rifiuti inerti ed eliminando le emissioni di “Green house Gas”. Impianti, dunque, sostenibili con ritorni che beneficiano di incentivi importanti, in vigore ancora oggi.

L’esempio più “nobile”, però, è quello dei rifiuti urbani organici: sono raccolti separatamente e la gestione “circolare” prevede che vengano inviati a impianti di biodigestione, per estrarne il valore energetico e trasformare lo scarto in compost destinato all’agricoltura. L’ultima evoluzione del settore è la produzione di biometano dal biogas contenuto nei rifiuti organici, che viene poi utilizzato nei mezzi di trasporto regionale o distribuito attraverso la rete di SNAM. Qui, oltre ad aver portato a zero le emissioni CO2, gli incentivi previsti sono anche superiori a quelli dei biodigestori e garantiscono interessanti ritorni sugli investimenti. 

 

 

Infine, nell’ambito dell’economia circolare, con Aliplast, Hera rigenera e rielabora alcune categorie di rifiuti in plastica (PE e PET), mettendo a disposizione dei clienti industriali un semilavorato fungibile alla plastica originale, per la produzione di packaging. Il valore aggiunto e la crescita delle attività testimoniano la sostenibilità, anche economica, di questo approccio. In termini di ritorni, presenta un profilo di rischio basso grazie al fatto che i prodotti di plastica rigenerati sono maggiormente sganciati dal valore della commodity sottostante; il rischio competitivo risulta ancora contenuto perché questa industria è tuttora in una fase iniziale di sviluppo, in cui Aliplast occupa una posizione preminente sul mercato Europeo; inoltre, essendo il prodotto ad alto valore aggiunto consente maggiori ritorni. 

Tutti questi processi sul trattamento dei rifiuti beneficiano di diversi extra ritorni a cui si associa certamente un rischio competitivo, tipico del mercato in libera competizione. L’impatto è tuttavia fortemente contenuto dalla scarsità impiantistica, un problema endemico nel nostro paese causato dal difficilissimo rilascio di autorizzazioni a creare nuovi impianti. 

Nelle altre attività, si trova l’Illuminazione Pubblica, che della circolarità ne ha fatto un vantaggio competitivo. Negli ultimi anni, infatti, HeraLuce ha vinto molte gare pubbliche per nuovi contratti a lungo termine, grazie all’offerta innovativa che garantisce una gestione del servizio in ottica circolare. Il successo ha portato all’espansione della quota di mercato, permettendo di beneficiare anche dalle economie di scala. 

In estrema sintesi, la “sostenibilità” costituisce per Hera un approccio e un investimento con un ottimo profilo rischio/rendimento.
Le possibilità di extra-ritorni si verificano sia nelle attività liberalizzate, dove la sostenibilità ormai è “richiesta” dai clienti, e per la quale sono disposti a pagare un premium price, sia nei servizi di pubblica utilità, grazie ad un sistema tariffario orientato al riconoscimento di premialità sulla maggiore sostenibilità delle infrastrutture. 

In quest’ottica, Hera gode del vantaggio del “first mover”. Da sempre attento ai temi della sostenibilità, sia nella gestione sia negli investimenti, il Gruppo ha davanti un futuro già chiaramente delineato per proseguire in questa direzione, con altri 950 milioni di investimenti sostenibili già programmati.

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Il Crisis management: un approccio sistemico

La tutela del patrimonio della salute e delle attività, soprattutto quando si tratta di servizi
“primari”, non può essere in balia di alcun evento straordinario. Oggi, con il caso del “nuovo
Coronavirus
”, è evidente che il “crisis management” è un must anche per continuare a coprire
adeguatamente il ruolo sociale
. In Hera, tutto questo è stato previsto.

 

 

Per garantire la sopravvivenza, la società deve prevedere i rischi, anche quelli straordinari. Un approccio proattivo al risk management consente la gestione di eventuali “crisi”, ovvero un insieme di ipotetici e imprevedibili eventi che possono causare danni al patrimonio e alla reputation aziendale, impattando negativamente sulle attività di business e conseguentemente ledere gli interessi dei vari stakeholder.

In un’ottica di prevenzione, Hera ha elaborato piani di “Crisis management” che sono state utili per affrontare l’emergenza “Coronavirus”, tutelare la salute degli impiegati, quella di alcuni principali stakeholders, come clienti e fornitori, ma anche per salvaguardare la reputazione e garantire la continuità nella fornitura dei servizi in tutti i business, senza venire meno agli imperativi di sostenibilità, anche sociale.

A seguito dell’allarme a livello nazionale lanciato dalle Autorità Italiane, nel fine di settimana del 22 e 23 febbraio, che promulgava le prime direttive d’emergenza per il contenimento della diffusione del contagio, Hera ha immediatamente convocato il Comitato di Gestione Crisi, anche se ancora nessuno dei territori di riferimento era interessato dalfenomeno. Un ristretto nucleo di manager cruciali, sotto la guida dei membri esecutivi del CdA, ha avviato le procedure previste dal piano d’emergenza del Gruppo.

Lunedì 24 Febbraio, il Comitato ha quindi finalizzato e varato le direttive operative ritenute più consone al contesto attuale.
 

Aree di contagio
In rosso le aree di contagio a fine marzo 2020, periodo in cui si è verificato il maggior numero dei contagi. In blu i territori di riferimento di Hera.

L’esecuzione delle procedure e la messa in sicurezza del personale e delle strutture, nonché la trasmissione dei protocolli d’emergenza a tutti i dipendenti, è stata immediata. In meno di una settimana sono statirealizzati gli adeguamenti necessari e attivati tutti i protocolli nelle strutture dei territori limitrofi alle “zone rosse”, e successivamente sono stati estesi alle altre aree di riferimento. Oltre a tenere informati gli stakeholders interessati, Hera ha puntualmente fornito le dovute rassicurazioni alle Autorità, riguardo le misure di sicurezza adottate, per garantire la continuità nei servizi primari gestiti dal Gruppo.

La tempestività con cui sono state messe in atto cautelativamente le procedure, ha consentito una riduzione significativa dei potenziali impatti, garantendo la tutela di persone e delle infrastrutture e ha consolidato la reputation del Gruppo che, ancora una volta, si è dimostrato attento alla sua mission.

Al momento i dati raccolti sui costi relativi all’implementazione delle procedure non determinano impatti sui risultati se non in misura del tutto marginale. Anche se non sono facilmente stimabili con precisione, si tratta di esborsi straordinari, soprattutto connessi all’acquisto di materiali igienico-sanitari.

Ad oggi, circa un mese dopo l’inizio del fenomeno, l’erogazione dei servizi e le attività su tutti i business proseguono con continuità al 100% in tutti i territori. Grazie ai procedimenti messi in campo, tutto il personale attivo può operare in condizioni di maggiore sicurezza, contando su svariate soluzioni, dai dispositivi di protezione individuale allo smart working (ad oggi, xx dipendenti hanno potuto lavorare da remoto), limitando significativamente la potenziale diffusione del virus. Infatti, su oltre 9200 dipendenti, soltanto 9 dipendenti sono accertati di avere contratto il virus Covid-19.

 

 

Hera ha poi introdotto concrete azioni che confermano il suo approccio sostenibile alla gestione, anche in un momento di crisi. Infatti, sono state attivate misure straordinarie a favore dei principali stakeholder del Gruppo, per fornire ulteriori strumenti di sostegno per l’emergenza. Per i dipendenti, è stata sottoscritta un’assicurazione per sostenerli in caso di contagio; per i clienti, sono state previste forme di dilazione e/o di rateizzazione nel pagamento delle bollette; per i fornitori sono previste forme straordinarie per agevolare la fattorizzazione dei crediti vantati verso il Gruppo.

Nonostante l’assetto attuale del Gruppo sia stato predisposto in funzione dell’attuale livello di allerta,effettivamente riscontrato sui territori in cui opera, i piani di azione per affrontare un’eventuale escalation del fenomeno sono stati accuratamente definiti e possono essere attivati, qualora dovessero rivelarsi necessari.

Al momento ogni previsione sul futuro potrebbe risultare azzardata, tuttavia vale la pena ricordare che tutti i business di Hera sono «essenziali», con attività che devono proseguire senza interruzioni. Inoltre, questi si sono sempre mostrati solo marginalmente sensibili – in certi casi addirittura protetti - alle macro-variabili come il PIL, l’inflazione, il prezzo delle commodities e del petrolio e, in misura significativa, anche l’elasticità della domanda. A titolo di esempio, evidenziamo come la riduzione delle esportazioni, che interessa anche i rifiuti, imposta dal Governo per fare fronte all’emergenza coronavirus, richieda una maggior risposta al settore di trattamento e smaltimento, notoriamente sprovvisto del numero adeguato di impianti, dove però Hera risulta essere l’operatore maggiormente strutturato, grazie anche alla recente espansione della propria impiantistica.

Investor case

Uno strumento per valutare l’Investment case del Gruppo e consentire agli interessati di investire in Hera con piena consapevolezza dei ritorni che la società si attende dal piano di investimenti e avendo chiara la politica definita nella distribuzione degli utili.

I dati presentati sono relativi al Bilancio d'esercizio 2019 e forniscono una panoramica sui diversi business, sui fattori di crescita e sull’approccio sostenibile della società, mirato alla creazione di valore condiviso.

 

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La nostra storia in sintesi

Hera nasce nel 2002 dalla fusione di 11 multi-utility operanti nel Nord Italia.

La società, quotata alla Borsa di Milano dal 2003, ha mostrato un aumento del 50% degli utili netti già nella sua prima relazione finanziaria annuale.

Tali risultati sono stati conseguiti grazie a diversi fattori:

  • l’ampliamento del proprio business model attraverso la fusione con altre 41 società nelle aree circostanti;
  • la continua estrazione di sinergie, la riduzione dei costi e il miglioramento dell'efficienza, ottenuta attraverso le economie di scala con un chiaro orientamento della gestione verso la creazione di valore condiviso.

La crescita ininterrotta ha portato il MOL e il Capitale Investito Netto a un aumento di 5,7 volte e a una generazione di cassa che ha ridotto a 2,5x il Debito/MOL della società (escludendo le poste figurative), nonostante sia sempre stato riconosciuto agli azionisti un dividendo per azione stabile e in crescita.

Oggi il Gruppo è attivo nell’area settentrionale, centrale e nord-orientale del Paese e presenta delle ottime prospettive di ulteriore sviluppo, grazie alla sua capacità di accogliere le costanti sfide del mercato e di sfruttare i suoi forti vantaggi competitivi.

 

Il nostro BUSINESS MULTI-UTILITY

EBITDA 2019 (M€)

EBITDA 2019

 

Classifica nazionale

Classifica nazionale

 

 

Basso profilo di rischio

 

Reti

  • RAB garantita
  • Neutrale allo spred
  • Neutrale alla ciclicità della domanda

 

Reti

 

Ambiente

  • Scarsa concorrenza (a causa del limitato numero di impianti di trattamento esistenti in Italia)

 

Ambiente

 

Energia

  • Generazione elettrica minima
  • Contratti di approvvigionamento che coprono totalmente le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime

 

Energia

 

S&P's and MOODY's

Rating S&P's and Moody's

Rating

 

  • Un gradino più in alto rispetto al rating attribuito al Paese
  • Debito senza covenants
  • Nessuna necessità di rifinanziamento nei prossimi 6 anni
  • Linee di credito garantite per 300 m €
  • 87% del debito a tasso fisso
  • Debito al 70% costituito da bond
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La crescita

Fattori di crescita

Crescita storica del MOL per driver (M€)

Crescita storica del MOL per driver

Forte generazione di cassa

Flusso di cassa resiliente e crescita ininterrotta

CAPEX

CAPEX

Debito/MOL (x)

Debit/MOL

*Escludendo il consolidamento degli effetti non monetari derivanti dal deal con Ascopiave

Creazione di valore

ROI% vs. WACC%

ROI% vs. WACC%

 

CAPEX

Sviluppo delle infrastrutture (M€)

Sviluppo delle infrastrutture
  • Importante rinnovamento degli asset di base nel periodo 2002-2012
  • Trascurabili svalutazioni in 17 anni
  • Solida struttura patrimoniale in tutti i settori

Valutazione

Multipli di mercato (P/E, x)

Multipli di mercato

 

MOL per dipendente

Ebitda per dipendente (in k€)

MOL per dipendente

 

MOL per dipendente

Evoluzione dell'EPS e del capitale sociale

EPS (c€)

EPS

*Considerando gli special item

 

Aumento del capitale sociale in seguito alle fusioni (mln di azioni)

Aumento del capitale sociale in seguito alle fusioni

Debito/MOL

2002-2012: rinnovamento delle infrastrutture e significativi investimenti (Debt/Ebitda)

2002-2012: rinnovamento delle infrastrutture e significativi investimenti

2012-2019: estrazione di valore da una solida base (Debt/Ebitda)

2012-2017: estrazione di valore da una solida base

 *Escludendo il consolidamento degli effetti non monetari derivanti dal deal con Ascopiave

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Governance stabile

Governo societario stabile

 

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Compagine azionaria stabile

Compagine azionaria stabile

 

  • L’azionista di maggioranza detiene una partecipazione inferiore al 10%
  • Elevata diversificazione tra enti pubblici (111 comuni che possiedono il 38% del capitale azionario, bloccato da un patto)
  • Ampia presenza di azionisti istituzionali da UE, USA, Regno Unito e Australia

 

Capitalizzazione di mercato

 

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Dividendi

Dividendo garantito stabile/in crescita

Dividendo per Azione (c€)

Dividendo per azione
  • Uno dei pochi titoli europei che ha sempre garantito dividendi stabili / in crescita
  • Hera è stata inclusa nell'ETF SPDR S & P Euro Dividend Aristocratics Ucits Etf

Rendimento totale per gli azionisti dalla quotazione 
+319% al 31/12/2019

Dividendo per Azione

 

Dividendo per Azione (c€)

Dividendo per azione

 

Payout (%)

Payout

 

  • Garantendo sempre i pagamenti dei dividendi promessi
  • Tassi di distribuzione sostenibili
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sostenibilità

Approccio all'evoluzione del business

Fin dalla sua costituzione, Hera si è sempre impegnata a favore dei propri stakeholder, in un costante tentativo di combinare lo sviluppo economico con quello sociale.

Dal 2016 ha avviato un percorso per identificare l’approccio alla Creazione di valore condiviso (Creating Shared Value, CSV)

Per Hera la creazione di valore condiviso avviene tramite tutte quelle attività di business che generano margini operativi e che rispondono ai driver dell’agenda globale UN, ossia quelle ‘‘call to action’’ al cambiamento per gli ambiti di competenza, indicate dalle politiche a livello mondiale, europeo, nazionale e locale.

 

E’ per Hera obiettivo strategico migliorare le condizioni ambientali; garantire la qualità e la sicurezza; dialogare con gli stakeholder, operare in trasparenza; selezionare fornitori e dipendenti qualificati per perseguire con essi una crescita sostenibile.

Il Gruppo aderisce a importanti programmi a forte contenuto di sostenibilità adottati a livello globale.

 

Loghi

 

 

Profilo di sostenibilità

Profilo di sostenibilità

 

Principali indicatori di sostenibilità dell’esercizio 2019

422,5 m€ da attività a valore condiviso
Pari al 39% del Mol totale di Gruppo, +13% rispetto al 2018

202,4 m€ investimenti a valore condiviso
Pari al 40% del totale investimenti di Gruppo

Thomson Reuters Diversity & Inclusion index
Il Gruppo al 3° posto in Italia e 14° al mondo nell’indice D&I

ISO 37001
Hera tra le imprese leader mondiali dell'economia circolare nel programma della Fondazione Ellen MacArthur

CE 100
Hera ottiene la certificazione del sistema di gestione anticorruzione

 

-5,1%
Nei consumi energetici vs 2013

-6%
Impronta di carbonio vs 2013

64,6%
Raccolta differenziata

-5,5%
Consumi idrici interni

77%
Suolo riutilizzato nelle progettazioni

 

 

Energia
6,5 milioni di mc

la produzione di biometano nell'impianto di Sant'Agata Bolognese

Risorse
72,8 mila tonnellate

di plastica riclicata venduta da Aliplast (+22% rispetto al 2017)

Territorio
78 milioni di euro

in innovazione, digitalizzazione e progetti di smart city, economia circolare, data analytics e utility 4.0

Risultati finanziari

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Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo

I trend di contesto

Hera rivolge costante impegno a interpretare i segnali dei contesti in cui opera. Tale impegno è finalizzato a catturare una visione d’insieme del proprio futuro e di quello dei propri stakeholder. Al fine di anticiparne gli sviluppi, di seguito sono rappresentati i principali driver dei fenomeni di cambiamento e la loro inestricabile correlazione; in particolare, sono identificati i macrotrend dei contesti di riferimento, le principali politiche di gestione del Gruppo ovvero la strategia industriale e la correlata sostenibilità (ambientale, tecnologica e relativa al capitale umano).

Macroeconomico e finanziario

Economia mondiale: andamento consuntivo

L’economia mondiale nel 2019 ha registrato una crescita moderata, in rallentamento rispetto all’espansione 2018. Secondo quanto riportato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) la crescita del Pil mondiale nel 2019 si è attestata leggermente al di sotto del 3% rispetto al 3,6% del 2018. Le cause del rallentamento sono principalmente identificabili nell’acutizzarsi delle tensioni geopolitiche (in primis la controversia tra Stati Uniti e Iran), nella prosecuzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina in atto dal 2018, nonché nel deterioramento economico e sociale di alcune aree dell’America meridionale.
La decelerazione ha interessato tutte le principali economie globali: l'economia cinese ha proseguito nel suo graduale percorso di rallentamento, registrando un tasso di sviluppo del 6,1% in riduzione di mezzo punto percentuale rispetto alla crescita dell’anno precedente. Anche l’economia statunitense ha segnato uno sviluppo più contenuto, pari al +2,3%, rispetto al +2,9% del 2018.

Economia europea: andamento consuntivo

Con riferimento all’area euro la crescita dell’economia è risultata modesta (+1,2% sull’anno precedente) e in diminuzione rispetto al tasso di crescita segnato nel 2018 (+1,9%). All’incertezza sul percorso della Brexit che ha caratterizzato l’intero 2019 si sono aggiunte la debolezza del settore manifatturiero e automobilistico, alcune tensioni sociali (es. gilet jaunes in Francia) e situazioni di instabilità politica, come nel caso italiano. Il tasso di l’inflazione in zona euro si è mantenuto su valori contenuti, collocandosi a fine 2019 intorno al +1,3%.

Economia mondiale ed europea: andamento previsionale

Per i prossimi anni il FMI ha rivisto al ribasso le previsioni del tasso di crescita globale rispetto alle stime elaborate a ottobre 2019, quale esito delle perduranti tensioni commerciali e delle crescenti tensioni geopolitiche. Per il 2020 si attende una crescita del Pil mondiale pari al +3,3% e al +3,4% nel 2021 mentre, per l’area euro, le previsioni più recenti proiettavano nel prossimo biennio una crescita di +1,3% e +1,4%; l’evoluzione dell’epidemia su scala mondiale attualmente in corso inciderà tuttavia ulteriormente su tali stime. Il FMI, ad esempio, ha aggiornato la propria previsione nella seconda metà di febbraio, ipotizzando un ulteriore rallentamento della crescita cinese di circa 0,4 punti percentuali rispetto alle previsioni precedenti, con una conseguente riduzione sulla crescita globale di 0,1 punti percentuali; la situazione verrà aggiornata nel corso dei prossimi mesi.

Dati nazionali: andamento consuntivo e previsionale

In coerenza con gli andamenti dell’eurozona, nel 2019 il FMI ha registrato una debolissima crescita anche del Pil italiano, pari ad un +0,3%. Le prime elaborazioni della Banca d’Italia collegano questo rallentamento alla riduzione del contributo alla crescita degli investimenti delle imprese (che segnano comunque un incremento del +1,4%, dimezzato rispetto al +3,1% del 2018) e dei consumi nazionali (quelli delle famiglie hanno fatto registrare complessivamente un miglioramento, seppur lieve, quale effetto di un aumento del reddito disponibile mentre la spesa per le amministrazioni pubbliche si è ridotta). Lo scambio con l’estero è in miglioramento; le importazioni esibiscono un trend in calo (-0,4%) e le esportazioni fanno registrare un aumento di +1,2%, nonostante il calo significativo emerso nell’ultimo trimestre dell’anno.
L’indice dei prezzi al consumo del 2019, secondo le stime preliminari, dovrebbe registrare una crescita dello 0,5% rispetto al 2018, per effetto dei prezzi dei trasporti, delle abitazioni e della spesa per acqua, elettricità e combustibili. Per quanto concerne il mercato del lavoro il tasso di disoccupazione si è ridotto, attestandosi al di sotto del 10%, in riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto al dato 2018.

Covid-19

Le previsioni di sviluppo dell’economia italiana elaborate dal FMI prima dell’esplosione dell’epidemia non erano particolarmente brillanti ma mostravano una leggera ripresa in questo biennio. Nel 2020 il Pil avrebbe dovuto crescere dello 0,5% e nel 2021 dello 0,7% lasciando intravedere timidi segnali di ripresa. Queste previsioni dovranno essere aggiornate dai principali istituti internazionali sulla base dell’evoluzione dell’epidemia, con una probabile correzione al ribasso anche per la crescita del nostro Paese.

Macro dati finanziari: mercati globali,europei e nazionali

Nel 2019 i mercati finanziari hanno risentito delle incertezze macro-economiche mostrando segnali altalenanti di ripresa e riduzione dei volumi degli strumenti finanziari scambiati. Il primo meeting della Banca centrale europea (Bce) con la nuova presidente Lagarde ha mantenuto le misure di politica monetaria in essere, sia sul fronte dei tassi che su quello degli acquisti di asset; la forward guidance della Bce prevede che i tassi non supereranno i livelli attuali fino a quando non si riscontrerà una robusta convergenza dell’inflazione ad un livello sufficientemente vicino al 2%.
Con l’obiettivo di riportare l’inflazione a tale soglia, inoltre, la Bce ha dichiarato di voler proseguire con una politica monetaria accomodante almeno fino a metà 2020. Allo scopo di affrontare la crisi del Coronavirus senza tagliare ulteriormente i tassi, la Bce ha annunciato nuove aste di liquidità per le banche, allentando i criteri di assegnazione del denaro in modo che possa fluire più facilmente verso le piccole e medie imprese. Il programma di acquisto titoli, inoltre, che a partire dal 1° novembre era pari a 20 miliardi di euro al mese e senza scadenza predefinita, è cresciuto di 120 miliardi e sono stati rivisti i criteri di vigilanza sulle banche per consentir loro maggiore flessibilità in risposta al momento straordinario. La Bce ha inoltre introdotto un ulteriore programma speciale di acquisti (Pepp – Pandemic Emergency Purchase Program) per complessivi 750 miliardi per far fronte alle incertezze che hanno compromesso la liquidità del mercato secondario europeo. Tali acquisti, che si protrarranno fino a che perdurerà la crisi del Covid-19 (comunque almeno fino al termine del 2020), non saranno soggetti alla capital key rule (ovvero potranno essere non proporzionali alla quota che ogni Paese detiene nell’azionariato della Bce), potranno essere effettuati con un certo livello di flessibilità e vedranno l’inclusione anche dei titoli governativi greci.
La curva dei tassi di interesse continua tuttavia il suo trend in discesa raggiungendo livelli negativi anche sulle scadenze di lungo periodo. Il tasso swap a 10 anni, ad esempio, ha raggiunto livelli negativi con andamento forward che non evidenzia un percorso di risalita.

Lo spread Btp-Bund a 10 anni si è ridotto di circa 100 bps rispetto all’anno precedente e dopo aver raggiunto livelli vicini ai 300 bps nel corso dell’esercizio, si è attestato intorno ai 150 bps alla fine dell’anno.

Lo spread decennale di Hera si mantiene su livelli ben inferiori allo spread Btp-Bund di medesima durata grazie al buon merito creditizio del Gruppo che consolida la sua posizione di crescita continua.

Spread decennale di Hera

Business e regolazione

Andamenti di business

La debolezza dell’economia italiana sopra descritta si è riflessa anche sui consumi di energia, che hanno mostrato una leggera riduzione rispetto all’anno precedente. Secondo i dati provvisori elaborati dalla società di trasmissione rete nazionale (Terna), il totale dell’energia elettrica richiesta in Italia nell’anno è stato pari a 319,6 TWh, valore in riduzione dello 0,6% rispetto al dato 2018.
Nel corso dell’esercizio la domanda è stata soddisfatta per l’88,8% dalla produzione nazionale, che ha registrato un aumento rispetto al precedente esercizio a 283,8 TWh, mentre il saldo con l’estero si è attestato a 38,2 TWh.
Nel 2019 la produzione nazionale netta da fonti rinnovabili è stata pari al 39,8% del totale per un valore di 112,9 TWh, in aumento rispetto ai 111,5 TWh prodotti nel 2018, portando la quota di consumi soddisfatti dalle rinnovabili al 35%. Tale risultato è ascrivibile principalmente all’aumento della produzione fotovoltaica (+9%, da 22,3 TWh nel 2018 a 24,3 TWh nel 2019) e di quella eolica (+14%, da 17,6 TWh a 20,1 TWh); un calo è stato invece registrato dalla produzione idroelettrica che è scesa del 6% attestandosi di poco al di sotto della soglia dei 47 TWh.
Secondo le prime stime del Gestore dei mercati energetici (Gme) i consumi di gas naturale hanno ripreso a salire dopo il calo consuntivato nell’esercizio precedente, passando dai 72,1 miliardi di mc del 2018 ai 73,8 miliardi di mc, in crescita quindi del 2,3%. L’aumento più significativo dei consumi è ascrivibile alla crescita della domanda delle centrali termoelettriche che si è attestata sui 25,7 miliardi di mc, registrando un significativo +10% sull’anno precedente. Tale andamento è stato favorito dai permessi di anidride carbonica più costosi – a svantaggio della generazione a carbone – e dalla fase ribassista del prezzo del gas che ha caratterizzato l’intero 2019.

Per quanto attiene ai rifiuti, la produzione annuale in Italia di rifiuti urbani è di circa 30 milioni di tonnellate con una media pro-capite di poco al di sotto dei 500 chilogrammi per abitante. Non sono ancora disponibili valori aggiornati al 2019 per tali grandezze ma in considerazione della correlazione con gli indicatori socio-economici (in primis Pil e spesa per consumi), ci si attendono valori sostanzialmente in linea con quelli del 2018.

I consumi idrici in Italia si attestano intorno a 9 miliardi di metri cubi di acqua e, secondo le stime disponibili (elaborazioni relazione annuale dell’Autorità di regolazione per energia reti ambiente 2019 e Blue Book 19 su dati Istat), l’agricoltura continua ad essere il settore al quale è destinata la quota maggiore di prelievi, seguita dagli utilizzi per la produzione di energia. Seguono i consumi per uso industriale, per uso domestico e per i servizi.

Contesto competitivo

Con riferimento alla competitività dei settori tipicamente presidiati dalle utility per l’anno 2019 si conferma ancora una volta un incremento della pressione concorrenziale, sia nei business a libero mercato che in quelli regolati.

Sul versante dei business a mercato il confronto competitivo è molto acceso e si sta concentrando sempre più sulla customer experience offerta al cliente e sulla competitività dei servizi proposti.
Per quanto riguarda il mercato energy la dinamica competitiva è molto accentuata e sta conducendo a una progressiva erosione della marginalità media, con livelli di churn in aumento sia sulla vendita gas che su quella di energia elettrica.
Alcuni elementi di contesto hanno contribuito a incrementare la concorrenza anche nei servizi di ultima istanza – servizio di salvaguardia dell’energia elettrica, default gas e fornitore ultima istanza gas. In particolare, per il servizio di default gas e fornitore ultima istanza gas, la durata dell’affidamento è stata ridotta a un anno rispetto ai precedenti due anni, mentre nelle gare per l’assegnazione dei servizi di salvaguardia dell’energia elettrica si è registrato un crescente interesse da parte degli operatori.

Con riferimento alle attività di trattamento e recupero dei rifiuti industriali, l’arena competitiva comunitaria è caratterizzata dalla presenza di grandi player europei che offrono servizi integrati lungo tutta la filiera di riferimento e che acquisiscono sul mercato capacità impiantistica e competenze. Il contesto di riferimento entro cui tali operatori competono si caratterizza per un perdurante fabbisogno di capacità di smaltimento in termovalorizzazione (capacity gap) stimato in circa 27 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. A livello italiano le criticità sono analoghe e tale gap oscilla tra 9 e 10,5 milioni di tonnellate annue, con peculiarità territoriali estremamente disomogenee.
Tali dinamiche hanno fatto registrare nel corso del 2019 un allineamento dei prezzi italiani per il trattamento dei rifiuti - in tutte le principali filiere di trattamento - ai livelli, più elevati, del mercato europeo. Tale incremento è imputabile innanzitutto alla persistente difficoltà del sistema italiano di realizzare la necessaria dotazione impiantistica.

Per quanto concerne i business regolati il Gruppo Hera opera all’interno del mercato regolato dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera); nei mercati regolamentati la disciplina comunitaria presenta modalità predefinite, sia per quanto riguarda i meccanismi di fissazione del prezzo, sia per quanto riguarda il pagamento e/o il trasferimento del bene oggetto dello scambio, l’autorità di vigilanza approva le regole relative alle condizioni di accesso e alle modalità di funzionamento del mercato e devono essere rispettati obblighi di trasparenza.
Nel 2019 si è assistito ad un primo avvio delle procedure per gli affidamenti nel servizio di distribuzione gas, nel ciclo idrico integrato e nei servizi di igiene ambientale. Tali business continueranno anche nei prossimi anni a confrontarsi con gli appuntamenti delle gare per l’assegnazione delle concessioni. Nella distribuzione gas, tuttavia, si segnala un allungamento dei tempi, sia di pubblicazione dei bandi, che della successiva assegnazione della concessione, rispetto alla pianificazione originariamente prevista.

Contesto normativo e regolatorio

Venendo invece agli aspetti normativi e regolatori, fra le novità regolamentari di maggior rilievo per il Gruppo Hera, approvate da Arera nell’anno 2019, sono da annoverare: l’approvazione del Quadro Strategico 2019-2021; l’avvio del quinto periodo di regolazione della distribuzione e misura del gas; l’aggiornamento infra-periodo della regolazione della distribuzione dell’energia elettrica; l’avvio del terzo periodo tariffario del ciclo idrico integrato e la definizione della disciplina della morosità; l’avvio del nuovo metodo tariffario del servizio integrato di gestione dei rifiuti.

Quadro strategico 2019-2021: gli obiettivi

Arera, con delibera 242/2019/A, ha approvato il quadro strategico per il triennio 2019-2021. Il documento, articolato per aree trasversali e settori, costituisce un importante strumento di trasparenza verso gli stakeholder. Tra gli obiettivi strategici di carattere intersettoriale si segnalano il ruolo di maggiore centralità del consumatore (al quale verranno forniti strumenti per una maggiore consapevolezza delle proprie scelte), la valorizzazione dell'innovazione tecnologica e nuovi approcci per garantire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di sviluppo dell’economia circolare.
Tra gli obiettivi strategici relativi all’area energia assume rilevanza lo sviluppo di mercati efficienti e integrati a livello europeo: è quindi intenzione di Arera promuovere la riforma del dispacciamento e degli sbilanciamenti, completare il capacity market e rafforzare gli strumenti di monitoraggio per contrastare pratiche abusive. Nel mercato del gas i provvedimenti sono tesi all’allineamento dei prezzi italiani a quelli europei, all’efficientamento delle infrastrutture e al superamento dei contratti di lungo termine. Nel quadro strategico è inoltre presente un focus sul mercato retail e sul superamento della tutela. Arera intende garantire che il passaggio verso il mercato libero avvenga con piena consapevolezza dei clienti finali e senza distorsioni alla contendibilità, tenendo inoltre in considerazione le evoluzioni legate ai prosumer e ai servizi ancillari al sistema ovvero favorendo l’aggregazione della domanda. A tal proposito, in relazione al rischio di controparte sull’esazione degli oneri di sistema, sono prospettati da una parte strumenti per misurare la solidità finanziaria degli operatori, dall’altra sistemi di garanzie minimali e meccanismi di recupero degli insoluti. Nell’ambito delle infrastrutture energetiche viene assegnata grande rilevanza alla selettività degli interventi sulle reti e all’uso efficiente delle risorse con la finalità di coniugare l’equilibrio economico finanziario degli operatori con gli obiettivi di efficientamento del servizio. Alcune misure previste in tal senso sono il progressivo e graduale superamento dell’attuale approccio di riconoscimento dei costi, differenziato tra costi operativi e costi di capitale, a favore di un approccio basato sul controllo della spesa totale (c.d. totex), e il completamento, per la distribuzione gas, del percorso di allineamento del costo riconosciuto verso costi efficienti, superando le attuali differenziazioni in base alla scala degli operatori. Con riferimento ai settori idrico e dei rifiuti, Arera segnala l’esigenza, a livello infrastrutturale, di superare i forti divari nel Paese nonché di qualità dei servizi e di trasparenza.

Andamento previsionale

Gli impatti della regolazione su ciascun business sono per lo più prevedibili grazie alle regolazioni tariffarie approvate per i prossimi periodi regolatori. Gli elementi prospettici dei singoli servizi regolati sono specifici di ciascun settore.

Settore gas: distribuzione e misura

Per il settore della distribuzione e misura gas, con delibera 570/2019 l’Autorità ha approvato la regolazione tariffaria per il quinto periodo regolatorio 2020-2025. Il quadro offerto è, per il primo triennio 2020-2022, in sostanziale continuità metodologica e rimanda di fatto al secondo triennio del periodo regolatorio gli interventi più innovativi. Tuttavia, a fronte di un tale contesto di continuità metodologica, risultano particolarmente significativi alcuni interventi programmati da Arera per il 2020, quali la riduzione del livello di costi operativi per il servizio di distribuzione e i maggiori tassi di efficientamento richiesti alle imprese, nonché l’allineamento del tasso di remunerazione del servizio di misura al valore della distribuzione (6,3%). In merito alla rilevante contrazione del riconoscimento dei costi operativi operata dalla delibera 570/2019, nel mese di febbraio 2020 Inrete Distribuzione Energia Spa, principale distributore del Gruppo, unitamente ad altri principali operatori del settore, ha impugnato il provvedimento innanzi al Tar Lombardia-Milano. In merito alla qualità tecnica e commerciale del servizio, Arera ha garantito una sostanziale continuità di regole pur inserendo nuovi obblighi progressivi per il risanamento delle reti di distribuzione.

Settore energia elettrica: distribuzione e misura

Per il settore della distribuzione e della misura di energia elettrica, con la delibera 568/2019, Arera ha approvato il testo unico per la regolazione tariffaria del semiperiodo regolatorio 2020-2023. Anche in questo caso il provvedimento è in sostanziale continuità di metodo con il primo semiperiodo, pur introducendo alcuni nuovi strumenti in chiave di sfruttamento di sinergie tra settori e di miglioramento del servizio offerto. È stato istituito, ad esempio, un meccanismo di sharing dei ricavi netti derivanti dal transito della fibra ottica nelle infrastrutture elettriche. Con delibera 566/2019 Arera ha inoltre aggiornato, per il semiperiodo regolatorio 2020-2023, la regolazione dei premi-penalità della qualità del servizio. Il regolatore ambisce a migliorare il servizio per il cliente e a ridurre i divari ancora esistenti a livello territoriale; questo tramite l’adozione di una regolazione speciale per gli ambiti maggiormente critici e l’introduzione di forme di regolazione non ordinarie per esperimenti innovativi proposti dagli operatori. In attesa del totale recepimento del pacchetto energia pulita, definitivamente licenziato dalla Commissione europea a primavera 2019, alcuni dei provvedimenti adottati da Arera sono già indirizzati nella direzione di promozione della transizione energetica verso le fonti rinnovabili, con particolare riferimento all’autoconsumo collettivo.

Servizio idrico integrato

Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, con la delibera 580/2019, Arera ha approvato il metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio 2020-2023 (Mti-3) che bilancia elementi di continuità con il precedente periodo e aspetti innovativi. Il nuovo metodo conferma infatti la struttura del vincolo ai ricavi e il limite massimo di crescita annua tariffaria, differenziato in base ad alcune caratteristiche specifiche di ogni Gestore Idrico (c.d. regolazione asimmetrica). Dal punto di vista dei costi di capitale, si prefigura un progressivo decremento della remunerazione di alcuni specifici lavori in corso (ad eccezione delle opere definite strategiche). Il tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali è invece sostanzialmente in linea con il valore del precedente periodo regolatorio (5,24%). Si evidenzia inoltre l’introduzione di importanti incentivi destinati agli interventi volti alla promozione dell’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, quali ad esempio la promozione del recupero di materia ed energia dai fanghi della depurazione; nel processo di recepimento del pacchetto sull’economia circolare, ad esempio, il governo ha avviato la revisione del decreto 99/92 relativo all’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura introducendo, altresì, la disciplina del recupero energetico dagli stessi. Per i costi connessi alla morosità, è previsto il riconoscimento della quota non incassata del fatturato emesso nel corso di un determinato anno (unpaid ratio a 24 mesi); con l’obiettivo di una riduzione del fenomeno della morosità nel corso del periodo regolatorio, la delibera 311/2019 ha inteso omogeneizzare i processi di recupero credito dei gestori idrici a livello nazionale. Infine, dall’anno 2020 verranno quantificati i premi e le penalità derivanti dal meccanismo di promozione della qualità tecnica del servizio mentre, dal 2022, saranno quantificati i premi e le penalità per la qualità contrattuale del servizio, stabiliti dal nuovo meccanismo nazionale di cui alla delibera 547/2019.

Ciclo integrato dei rifiuti

All’interno del contesto regolatorio, un significativo elemento di novità è rappresentato dall’introduzione della regolazione tariffaria del ciclo integrato rifiuti (avente a oggetto il periodo 2018-2021). Al fine di riconoscere un incremento dei corrispettivi in misura coerente con gli obiettivi di miglioramento della qualità delle prestazioni erogate o di modifiche del perimetro di gestione, Arera ha delineato un quadro regolatorio omogeneo a livello nazionale e, allo stesso tempo, di tipo asimmetrico. Per il biennio 2020-2021, è stata definita, con la delibera 443/2019, una regolazione tariffaria per l’intera filiera dei rifiuti urbani e assimilati (inclusa quindi l’attività di trattamento). Alla base della regolazione tariffaria del settore sono stati individuati il principio di piena copertura dei costi (c.d. full cost recovery) e il principio di regolazione Rab based1, associata alla determinazione di un tasso di remunerazione del capitale investito pari al 6,3%. Nel nuovo metodo tariffario assume importante rilevanza l’incentivazione allo sviluppo di attività di valorizzazione di materiali ed energia, attraverso l’implementazione di meccanismi di sharing dei conseguenti ricavi tra i gestori e gli utenti del servizio, ivi inclusi i ricavi riconosciuti dal Conai a copertura dei maggiori oneri per la raccolta dei rifiuti di imballaggio. La recente attività di Arera non trascura la promozione della qualità del servizio offerto: sarà infatti introdotta una regolazione che prevede il raggiungimento di livelli generali e livelli specifici delle prestazioni da garantire all'utente.
Nel corso del 2019 il Ministero dell’Ambiente ha avviato i lavori previsti dalla Legge di delega europea (L. 117/2019) relativi al recepimento delle direttive sui rifiuti (Direttiva quadro sui rifiuti 2018/851/UE, Direttiva discariche 2018/850/UE, Direttiva imballaggi 2018/852/UE e Direttiva veicoli fuori uso, pile e Raee 2018/849/ue). L’intento della legge delega è quello di attuare una riforma della normativa nazionale sulla gestione dei rifiuti. La pubblicazione del nuovo quadro normativo è prevista nel corso del 2020. A livello europeo è stata pubblicata la Direttiva 2019/904/UE sulle plastiche monouso, che introduce novità sulla produzione, commercializzazione e gestione dei rifiuti per determinate categorie di prodotti in plastica.

Lo schema di regolazione sul servizio di teleriscaldamento si sta completando tramite il consolidamento degli istituti della qualità tecnica e commerciale, mutuando i meccanismi di fondo dalla più matura regolazione energy. Nello specifico, sono state introdotte le discipline della trasparenza del servizio per il periodo regolatorio 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2023 e della qualità tecnica per il periodo regolatorio 1° luglio 2020 – 31 dicembre 2023. Infine, in tema di diritto di recesso dai contratti di fornitura, è stata attuata una revisione della disciplina a maggiore salvaguardia degli investimenti degli operatori.

L’aggiornamento dei periodi regolatori sopra illustrati ha prodotto, come descritto, anche delle lievi variazioni nella determinazione del tasso di rendimento dei singoli settori; è stato possibile poiché la regolazione prevede che, in occasione dell’aggiornamento dei singoli periodi regolatori, Arera può intervenire sulla fissazione del livello di rischiosità del settore (Beta) mentre, la fissazione di tutti gli altri parametri che compongono i tassi di rendimento regolatori (tasso risk free, premio rischio Paese etc.) sono oggetto di una regolazione specifica che viene rinnovata ogni sei anni e aggiornata ogni tre.

Si riportano di seguito i principali elementi tariffari per ciascuna delle attività regolate sulla base del quadro normativo in vigore nell’anno 2019 e previste fino alla fine dei periodi regolatori attuali.

  Distribuzione e misura
gas naturale
Distribuzione e misura
energia elettrica
Servizio idrico
integrato
Ciclo integrato
rifiuti
Periodo regolatorio 2014-2019
IV periodo regolatorio
(delibera 573/13)
2020-2025
V periodo regolatorio
(delibera 570/19)
2016-2019
primo sotto periodo del V periodo regolatorio
(delibera 654/15)
2020-2023
secondo sotto periodo del V periodo regolatorio
(delibera 568/19)
2016-2019
II periodo regolatorio
(delibera 664/15)
2020-2023
III periodo regolatorio
(delibera 580/19)
2018-2021
I periodo regolatorio
(del. 443/19) (1)
Governance regolatoria Singolo livello (Arera) Singolo livello (Arera) Doppio livello
(Ega, Arera)
Doppio livello
(Ente territorialmente competente, Arera)
Capitale investito riconosciuto ai fini regolatori (RAB) Costo storico rivalutato (distribuzione)
Media tra costo standard e costo effettivo (misura)
Riconoscimento parametrico (capitale centralizzato)
Riconoscimento parametrico per asset fino al 2007
Costo storico rivalutato per asset dal 2008
Costo storico rivalutato Costo storico rivalutato
Lag regolatorio riconoscimento investimenti 1 anno 1 anno 2 anni 2 anni
Remunerazione del capitale investito (2) (real, pre-tax) Anno 2019
6,3% Distribuzione
6,8% Misura
Anni 2020-2021
6,3% Distribuzione e misura
Anni 2019-2021
5,9%
Anni 2018-2019
5,31%
Anni 2020-2021
5,24%

+1% per investimenti dal 2012, a copertura del lag regolatorio
Anni 2020-2021
6,3%

+1% per investimenti dal 2018, a copertura del lag regolatorio
Costi operativi riconosciuti Valori medi dei costi effettivi per raggruppamenti di imprese (dimensione/densità), su base 2011 (per ricavi fino al 2019) e 2018 (per ricavi dal 2020)
Sharing delle efficienze conseguite rispetto ai costi riconosciuti
Aggiornamento con price-cap
Valori medi dei costi effettivi di settore su base 2014 (per ricavi fino al 2019) e 2018 (per ricavi dal 2020)
Sharing delle efficienze conseguite rispetto ai costi riconosciuti
Aggiornamento con price-cap
Costi efficientabili (3): valori effettivi del gestore 2011 inflazionati
Costi aggiornabili: valori effettivi con lag 2 anni
Oneri aggiuntivi per specifiche finalità (natura previsionale)
Costi effettivi del gestore con lag regolatorio di 2 anni (a partire dalle tariffe 2020 su costi 2018)
Costi aggiuntivi per miglioramento qualità e modifiche perimetro gestione (natura previsional)
Conguagli per gli anni 2018-2019 su base costi 2017 in ottica di gradualità
Efficientamento annuale costi operativi X-factor annuale

Anno 2019:
Distribuzione:
1,7% imprese grandi
2,5% imprese medie
Misura e commercializzazione: 0%
Dal 2020:
Distribuzione:
3,53% imprese grandi
4,79% imprese medie Misura: 0% Commercializzazione: 1,57%
X-factor annuale

Anno 2019:
Distribuzione: 1,9%
Misura: 1,3%
Dal 2020:
Distribuzione: 1,3%
Misura: 0,7%
Meccanismo di efficientamento basato su:
Sharing efficienze 2016 del gestore
Livello di sharing differenziato rispetto alla distanza tra costo effettivo e costo efficiente del gestore
 
Meccanismi incentivanti   Sharing sui ricavi netti derivanti dal transito della fibra ottica nelle infrastrutture elettriche Sharing sui costi dell’energia elettrica in base ai risparmi energetici conseguiti Riconoscimento del 75% della marginalità da attività volte alla sostenibilità ambientale e energetica Sharing sui ricavi derivanti dalla vendita di materiale ed energia (range 0,3-0,6) e da corrispettivi CONAI
Limite annuale alla crescita tariffaria     Su base asimmetrica in funzione di:
fabbisogno investitorio economicità gestione variazioni perimetro

Facoltà di istanza a garanzia dell'equilibrio economico finanziario
Su base asimmetrica in funzione della presenza di: variazioni perimetro
miglioramenti livello di qualità

Facoltà di istanza a garanzia dell’equilibrio economico finanziario

La delibera 443/19 viene applicata ai gestori del ciclo integrato dei rifiuti, comprendendo l’attività di trattamento a smaltimento o recupero solo nel caso in cui tali attività siano incluse nel perimetro societario del gestore. È invece rinviata a dedicato provvedimento la regolazione tariffaria dei corrispettivi al cancello degli impianti.
Gli effetti del provvedimento assumeranno efficacia, a valere dall’annualità tariffaria 2020, a valle della procedura di approvazione prevista nel provvedimento stesso.

Per i settori energetici e il settore rifiuti si fa riferimento alla metodologia Wacc, mentre per il servizio idrico integrato i valori si riferiscono al tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali.

Per costi efficientabili si intendono i costi operativi endogeni, ovvero direttamente controllabili dagli operatori.

1La grandezza di riferimento della regolazione per la determinazione dei ricavi di riferimento per i business regolati è la Rab (Regulatory asset base) ovvero il valore del capitale investito netto calcolato sulla base delle regole definite dall’Arera.

Tecnologico, ambientale e del capitale umano

L’attuale quadro istituzionale e regolamentare dei mercati richiede sempre più frequentemente l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, l’ulteriore velocizzazione delle telecomunicazioni, l’efficientamento e la flessibilizzazione delle reti energetiche, dei servizi a rete, nonché degli investimenti in immobilizzazioni immateriali, quali quelli in ricerca e sviluppo (R&S) correlati alla fattibilità e diffusione di nuove tecnologie.
I Paesi tradizionalmente attenti allo sviluppo tecnologico e che presentano un legame stabile con la produttività totale dei fattori (Cina, Usa e Regno Unito sono alcuni esempi) effettuano sempre maggiori investimenti in proprietà intellettuale. La maggior parte di questi investimenti si stanno indirizzando su due gruppi di tecnologie: internet, digitalizzazione e intelligenza artificiale; energie rinnovabili e stoccaggio.
Tali investimenti hanno effetti sul mercato del lavoro e sul contesto ambientale. L’ingresso della robotizzazione e dell’intelligenza artificiale, accompagnato dallo spostamento della gestione dal campo in centri di telecontrollo avanzati, richiede un profondo ripensamento dei processi lavorativi, orientato a renderli più flessibili e a integrare le attività gestibili da macchine evolute con quelle umane, riallocando su queste ultime il valore aggiunto distintivo tipico del capitale umano. Da un punto di vista ambientale, una delle innovazioni più importanti, riguarda la sostituzione delle fonti fossili con fonti rinnovabili che tuttavia richiede importanti investimenti finanziari, i cui benefici economici non sono sempre immediatamente tangibili poiché si dispiegano nel lungo termine in assenza di sistemi di incentivazione o compensazione delle esternalità mirati.
Al World Economic Forum 2019 è stato evidenziato come le aziende che hanno automatizzato le mansioni più operative, sono quelle che prevedono maggiori assunzioni nei prossimi anni e dovranno pertanto concentrarsi sulle skill del futuro. Un report dell’OCSE di febbraio 2019, rileva che l’innovazione tecnologica non è sufficiente a far crescere la produttività; oltre alle ragioni esogene dovute ai contesti globale, economico e sociale si palesano ragioni di natura endogena legate alla capacità dell’organizzazione di mappare, aggiornare e sviluppare le competenze del capitale umano. I leader digitali devono essere protagonisti nel promuovere una cultura dell’apprendimento continuo poiché le chances di successo dipendono dalla capacità di lavorare lungo tutti i processi aziendali e in tutti i comportamenti individuali. Il contesto di organizzazione non è più limitato ai confini fisici dell’azienda e a quelli logici dello stretto business, ma deve estendersi alle interrelazioni che lo caratterizzano e agli obiettivi di sviluppo sostenibile. La proiezione esterna della mission assume un’importanza rilevante per le multiutility che, gestendo elementi chiave dell’ambiente (acqua, materia, energia) devono impegnarsi in obiettivi che appartengono alla comunità e al territorio servito: in sintesi, devono “creare valore”; fenomeni di questo tipo hanno riflessi positivi anche sul clima aziendale e sulle attività di recruiting delle migliori risorse che desiderano che il lavoro incida su scale e obiettivi più ampi, estesi al contesto esterno.

Scenario tecnologico

Le opportunità digitali e tecnologiche presenti oggi sul mercato offrono alle utility la possibilità di incrementare la numerosità e la varietà delle proprie attività e di essere più flessibili e dinamiche a tutti i livelli della catena del valore.
L’evoluzione digitale rappresenta il fulcro della trasformazione tecnologica attualmente in corso, essendo un fattore abilitante delle evoluzioni che insistono sulla dotazione infrastrutturale e sulla relazione con l’individuo.
I principali trend Information and communication technology (Ict) nel settore possono essere sintetizzati in Internet of Things (IoT), Automazione, Intelligenza artificiale (Ia), Data analytics, Cloud e sicurezza informatica.

I trend del mondo Ict: elementi abilitanti (Cloud, IoT), tecnologie (Ia, automazione) e cybersecurity

Con riferimento alle tecnologie applicate alle infrastrutture delle utility, la categoria che maggiormente riceve attenzione è quella dei sensori di campo (che permettono la raccolta di dati importanti inerenti al funzionamento e allo stato di manutenzione delle reti) e delle tecnologie a supporto della gestione da remoto di impianti e altre risorse sul territorio.
L’applicazione dell’IoT al contesto industriale viene spesso classificata come Industrial internet of things (IioT). Su questa linea le infrastrutture di rete gestite dalle utility si sono evolute verso un concetto smart, ossia di asset in grado di dialogare con il gestore e di fornire importanti dati utili all’esercizio e all’evoluzione delle reti.
Il volume dei dati raccolti tramite sensori di campo raggiunge ormai dimensioni significative; le utility ne giovano in termini di ottimizzazione nella gestione degli asset utilizzando l’analisi dei dati (Data analytics) associata alle nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
Con riferimento all’interazione commerciale, invece, i clienti sono sempre più abituati a interagire con i gestori dei servizi attraverso canali digitali e strumenti in mobilità, quali smartphone e tablet. Questo contesto presuppone la necessità di avere una visione unica per la gestione di tutte le richieste del cliente (centralità del cliente), di interagire con il cliente attraverso differenti canali (omnicanalità) e di ridurre i tempi di risposta (flessibilità e velocità). Le utility, di conseguenza, stanno evolvendo la propria interazione con il cliente facendo sempre più uso di canali dedicati, di chatbot per fornire pronte risposte e di strumenti di analisi dei dati per studiare e prevedere il comportamento dei propri clienti, attuali o potenziali. L’offerta di servizi e strumenti orientati sempre più al controllo dei propri consumi e la gestione di altri dispositivi direttamente “in casa” rappresentano un ambito per rafforzare il legame con il cliente e conoscerne le principali caratteristiche di comportamento.
Tra i fattori abilitanti della rivoluzione digitale figura anche il cloud, che ha permesso la raccolta, la gestione e l’archiviazione di importanti volumi di dati e un semplice accesso agli stessi con costi progressivamente decrescenti e tecnologie facilmente scalabili in situazioni di crescita. Le politiche europee in materia di digitalizzazione hanno posto le basi per una crescente fiducia nel cloud e nella sua adozione come strumento rapido ed economico per la trasformazione digitale delle aziende, con sempre maggiori garanzie in termini di affidabilità, sicurezza e riservatezza. L’Italia, come d'altronde il resto d’Europa, sta diventando sempre più digitale grazie anche ai significativi progressi compiuti nell’utilizzo dei servizi in modalità cloud che, in alcuni casi, sta diventando l’unica modalità di offerta da parte dei fornitori di software e piattaforme informatiche. La disponibilità di servizi cloud accessibili ha spostato progressivamente il focus delle utility e delle altre aziende da un approccio basato sulla proprietà di software e infrastrutture, a soluzioni più versatili del tipo Software as a service, Platform as a service o Infrastructure as a service.
Tra le tecnologie più rilevanti e innovative si segnalano le soluzioni di automazione industriale, quali ad esempio la Robotic Process Automation (RPA) e l’applicazione di algoritmi di Intelligenza artificiale. Le prime contribuiscono a ridurre le attività fortemente ripetitive e ancora manuali a carico del personale delle aziende, liberando risorse per attività a maggiore valore aggiunto. Inoltre, le soluzioni di automazione di processo (applicabili a molte delle tipiche aree aziendali) rappresentano una piattaforma di partenza per lo sviluppo delle soluzioni più avanzate basate su Intelligenza artificiale e sistemi in autoapprendimento. Sviluppi già avviati consentono alle macchine di interagire direttamente con gli individui, adattandosi ai differenti comportamenti, oppure di analizzare volumi di dati o di immagini impensabili con le tradizionali tecnologie, al fine di identificare interazioni e correlazioni in grado di ottimizzare le scelte gestionali.
Come negli altri settori, anche in quello delle utility l’attenzione ai temi della sicurezza informatica è crescente, sia per la natura di servizi di pubblica utilità che vengono erogati, sia per la caratteristica delle reti di essere infrastrutture distribuite sul territorio, e quindi potenzialmente più esposte a possibili attacchi.
Il fenomeno è in crescita: la Commissione Europea, ad esempio, riporta che nel 2016 nella sola Unione Europea si sono verificati 4 mila casi al giorno di ransomware (riscatti informatici) e che nel 2018 oltre l’80% delle aziende europee ha subito almeno un attacco informatico.

Le risorse umane ed economiche dedicate al tema della cybersecurity sono previste in evoluzione anche per i prossimi anni, in modo da poter impiegare in modo continuo le migliori tecnologie e soluzioni capaci di fronteggiare i possibili attacchi. Dalle analisi di benchmark che si possono prendere a riferimento dai maggiori osservatori del mercato informatico (Gartner, Forrester, IDC e altri) si stima che in media la spesa in sicurezza informatica oscilli tra il 4% e il 10% della spesa annuale in Ict delle aziende. Tra il 2012 e il 2018 la spesa media in cybersecurity per dipendente è pressoché raddoppiata e nei prossimi anni questo trend non sarà destinato a mutare, infatti l’International Data Corporation (IDC) ipotizza un incremento di questa voce di spesa su scala globale pari al 10% medio annuo fino al 2022.

Scenario ambientale

L’aumento della sensibilità individuale ai temi di attenzione ambientale e di inclusione sociale rappresenta uno dei fattori ricercati dagli operatori del mercato ovvero dalle migliori risorse. Il clima del pianeta è sempre cambiato nel corso degli anni; l’elemento di novità nonché di preoccupazione consiste nel contributo umano impresso alla sua accelerazione.

Il cambiamento climatico: disciplina, cause, impatti e le iniziative annunciate

L’evoluzione delle aspettative e delle priorità individuali in tema ambientale è accompagnata da ambizioni virtuose a livello globale ed europeo; tra le principali si menzionano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030, quelle dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (che si prefigge di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2º C), quelle della strategia climatica di lungo periodo, denominata A Clean Planet for all, presentata dalla Commissione Europea durante una delle più recenti Conferenze delle parti della Convenzione sui cambiamenti climatici (Cop 24)1, che evidenzia la necessità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C e prefigura un nuovo scenario di decarbonizzazione totale tramite una neutralità in termini di emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 e, più recentemente, quelle del Green Deal2.

Il Green Deal europeo rappresenta il cuore del programma politico della nuova Commissione Von Der Leyen e, nelle intenzioni dell’esecutivo comunitario, permetterà di coniugare azioni a favore del contenimento del surriscaldamento globale con opportunità di sviluppo per il tessuto industriale europeo e ricadute occupazionali. Il pacchetto politico si comporrà di oltre 50 iniziative legislative e strategiche che vedranno la luce nel corso del 2020 e 2021, che copriranno un ampio spettro di settori tra cui quello energetico e la mobilità.
Energia e trasporti contribuiscono infatti in modo significativo alle emissioni di gas climalteranti in Europa, anche per effetto di un uso ancora importante delle fonti fossili. Le fonti rinnovabili nel decennio passato hanno guadagnato progressiva importanza all’interno del mix di produzione di energia elettrica in UE (es. energia eolica e solare) ma non sono ancora riuscite a penetrare nel settore della mobilità e hanno trovato difficoltà ad affermarsi come vettore per le soluzioni di riscaldamento/raffrescamento.
La strategia europea per impostare una transizione energetica nell’ambito dei trasporti dovrà quindi concentrarsi sulla promozione di tecnologie dal minore impatto ambientale per la mobilità privata (es. auto elettrica), per la mobilità pubblica (es. gas rinnovabili, idrogeno) o ancora per il trasporto merci (es. intermodalità).
Similmente la transizione del settore energia poggerà su un crescente ruolo dell’energia elettrica come vettore per soddisfare i consumi finali e sulla generazione di elettricità da fonti rinnovabili, ma dovrà saper coniugare anche aspetti di sicurezza degli approvvigionamenti e di competitività per il sistema industriale che necessiteranno di un approccio integrato al settore, sfruttando i punti di forza del vettore elettrico e quelli del vettore gas, anche secondo una logica di sector coupling.

Il focus della Commissione Europea e della Comunità internazionale per rispondere al cambiamento climatico si estenderà poi anche ad altri settori, come quello ambientale e quello idrico.
Il Green Deal comunitario sarà improntato alla promozione di soluzioni circolari, andando così a incidere su tutta la filiera produttiva, dalla fase di produzione del bene a quella di consumo dello stesso e di gestione del rifiuto. A livello comunitario, infatti, finora sono già stati compiuti passi avanti in questo senso, tuttavia i più importanti interventi legislativi si sono focalizzati su alcune fasi della filiera (es. gestione dei rifiuti) o su alcune attività produttive (es. settore delle plastiche). L’UE punta quindi a estendere la propria attenzione sulla fase di produzione/importazione di manufatti che abbiano caratteristiche tali da massimizzarne riuso e riciclabilità, sulla crescita del mercato delle materie riciclate a sostituzione dei materiali vergini e su specifiche filiere che devono essere indirizzate in modo specifico.

Tra le principali conseguenze del cambiamento climatico emerse dai più recenti studi a livello europeo si segnalano fenomeni come l’incremento del livello del mare, accompagnato dalla riduzione del volume dei ghiacciai e del manto nevoso e negli effetti sulla salute, legati alle malattie sensibili al clima; alcune zone rischiano la sommersione e non ultimi, i fenomeni meteorologici estremi sono progressivamente aumentati di intensità e frequenza.
L’adozione di un sistema di gestione sostenibile della risorsa idrica capace di contemperare le necessità di stoccaggio e conservazione, l’efficienza nei consumi e la possibilità di riutilizzo delle acque reflue e che al contempo permetta la ricostituzione degli ecosistemi naturali è sempre più cogente. Il depauperamento delle risorse idriche rappresenta inoltre una delle principali minacce alla crescita economica: la produzione di energia è una delle maggiori cause di consumo di risorse di acqua dolce.

Allo scopo di sostenere i progetti summenzionati, il 14 gennaio 2020, la Commissione Europea ha presentato il piano di investimenti per un’Europa sostenibile che mobiliterà i fondi dell’UE necessari ai fini della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. Il piano, che integra altre iniziative annunciate nella bozza del Green Deal, si articola in tre dimensioni: la dotazione di una quota di spesa pubblica ingente alle azioni per il clima e l’ambiente (attirando inoltre fondi privati grazie alla banca europea per gli investimenti), la previsione di incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati e il sostegno pratico alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili. In linea con gli altri Paesi europei, il Governo italiano ha ribadito l’intenzione di proseguire sul Green Deal e tramite la Legge di Bilancio 2020 ha lanciato un patto verde con cui, attraverso meccanismi incentivanti destinati al tessuto industriale e produttivo, punta alla transizione verso un modello economico circolare. Tra gli strumenti volti al contrasto dei cambiamenti climatici della nuova Legge di Bilancio si menzionano, a titolo esemplificativo: l’introduzione del credito d’imposta (nella misura del 36%) delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti riciclati, la destinazione di risorse a favore delle amministrazioni comunali per progetti di miglioramento dell’efficienza energetica e la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, e l’introduzione di fondi per l’attivazione di progetti sostenibili di rigenerazione urbana e riconversione energetica per incentivare l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Scenario capitale umano

I trend del sistema economico, politico, ambientale e sociale combinati con la crescita esponenziale della trasformazione digitale impattano differenti dimensioni del capitale umano; lo sviluppo delle applicazioni tecnologiche unito alla significativa crescita della capacità tecnologica di gestire i dati rende ulteriormente importante investire sulla capacità umana di interpretazione dei fenomeni, finalizzata alla generazione di valore; il rapporto uomo – macchina è sempre più rivolto alla ricerca di integrazione nel contesto lavorativo, piuttosto che al semplice efficientamento dei costi con logiche sostitutive. Le traiettorie di sviluppo tecnologico richiedono alle aziende crescenti capacità di gestione e orientamento sulle scelte riguardanti gli aspetti etici al pari di quelle riguardanti gli aspetti tecnici. La crescente digitalizzazione dei processi plasma il modello di apprendimento rischiando tuttavia di generare un divario marcato tra chi matura rapidamente competenze evolute sul digitale e coloro che faticano ad acquisire tali conoscenze; diventano sempre più importanti la capacità di relazioni interpersonali e la capacità di interpretazione e gestione di contesti complessi. L’aumento della disponibilità di informazioni e di strumenti per la collaborazione a distanza determina un cambiamento nel modo di lavorare e di misurare le performance; anche le priorità individuali sono in evoluzione rispetto al passato: il fabbisogno di stabilità lavorativa e retributiva presente fino a oggi è accompagnato dalla ricerca di contesti sfidanti e attraenti per la capacità di offrire un ambiente connesso in termini di relazioni umane.

1La Cop 25, conclusasi il 15 dicembre 2019, si è limitata a confermare quanto esposto dalla precedente Conferenza delle parti e a rinviare tutte le nuove tematiche, tra cui la discussione delle intenzioni dei vari Paesi riguardo la riduzione delle emissioni, alla prossima Cop 26 di Glasgow.

2La neo presidente della Commissione Europea ha ribadito più volte la centralità dell’ambiente nell’azione del suo esecutivo e ha promesso un Green Deal for Europe nei primi 100 giorni di carica (a partire dal 1° dicembre 2019). Nella bozza della strategia presentata dalla Commissione Europea viene ribadita l’ambizione di diventare il primo continente carbon neutral entro il 2050, cioè una regione dove le emissioni di CO2 prodotte sono compensate da corrispondenti assorbimenti. L’ambizione prenderà la forma di una legge climatica europea e, in vista di ciò, potrebbe essere inoltre potenziato il target 2030 ad almeno il 55% di riduzione delle emissioni di gas serra.

Ambito macroeconomico e finanziario

L'approccio strategico e le politiche di gestione

Il Gruppo Hera ha come obiettivo una struttura di debito coerente con le esigenze di business in termini di durata dei finanziamenti e di esposizione ai tassi di interesse. Il Gruppo presenta e ambisce a mantenere costantemente, una gestione finanziaria che consente di massimizzare il profilo di rendimento pur mantenendo una strategia prudenziale verso il rischio.
Hera effettua un’attenta programmazione a lungo termine delle risorse finanziarie, dei flussi di cassa e dell’indebitamento; il costo medio del debito è costantemente efficientato attraverso attività di liability e financial risk management volte a cogliere opportunità di mercato favorevoli.

Il mercato dei capitali e il Green financing framework

In coerenza con quanto esposto, con riferimento al mercato dei capitali, nel mese di luglio 2019 Hera ha effettuato un’emissione obbligazionaria green per cinquecento milioni di euro, rimborsabili in otto anni a una cedola dello 0,875%, e un rendimento pari a 1,084%, come parte della strategia di funding della società. Il green bond è stato quotato nei mercati regolamentati di Dublino e del Lussemburgo nonché sulla piattaforma extra mot di Borsa Italiana; si è riscontrata una significativa partecipazione di investitori green e sustainable. I fondi raccolti saranno utilizzati per finanziare o rifinanziare numerosi progetti programmati nel piano industriale che perseguono gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 sugli ambiti di efficienza energetica, economia circolare e gestione sostenibile dei rifiuti e delle infrastrutture idriche.
Si segnala inoltre che nel 2019 Hera si è dotata di un Green financing framework (Gff), disponibile sul sito web del Gruppo; si tratta di un documento programmatico tramite il quale vengono comunicati alla platea di investitori i progetti green che vengono finanziati (tale documento è stato certificato da ISS-oekom). Nell’ambito del percorso di ottimizzazione della struttura finanziaria di Gruppo, sono stati inoltre riacquistati gli ammontari di due bond con scadenza 2021 e 2024 (le quote di debito riacquistate ammontano rispettivamente a 40 milioni di euro e a 171 milioni di euro).

Il mercato bancario

Con riferimento al mercato bancario, al 31 dicembre 2019 Hera presenta 363 milioni di euro di liquidità, linee di credito committed per seicento milioni di euro e linee di credito uncommitted per 537 milioni di euro (di cui utilizzati 37 milioni di euro).
Le linee di credito e la relativa attività finanziaria sono distribuite fra i principali istituti bancari italiani e internazionali e sono definite a condizioni molto competitive.

Gli strumenti finanziari derivati di copertura

La gestione finanziaria del Gruppo prevede inoltre il ricorso a strumenti finanziari derivati principalmente di copertura; nell’esercizio 2019 questi ultimi risultano perfettamente aderenti al debito sottostante.

Il costo medio del debito

L’insieme di tali operazioni sul mercato, sia obbligazionario sia bancario, hanno consentito di ottimizzare le condizioni per una ulteriore riduzione del costo medio del debito a medio termine, che nel 2019 si attesta al 3,5%.

Rating

Nel corso dell’esercizio, è proseguita la consueta attività di comunicazione con le agenzie di rating Moody’s e Standard & Poor’s (S&P): entrambe le agenzie hanno mantenuto un giudizio positivo sul merito creditizio del Gruppo che detiene un livello di solido investment grade di medio/lungo termine. Moody’s (Baa2, outlook stabile) e S&P (BBB/A-2 outlook positivo) hanno confermato il loro giudizio anche grazie ai risultati positivi raggiunti nell’esercizio relativamente alle metriche di credito.
Il profilo di rischio del Gruppo è valutato dalle agenzie di rating positivamente in termini di solidità e buon equilibrio del portafoglio di business gestiti, nonché in termini di buone performance operative, di rischio di liquidità e di resilienti indicatori di merito creditizio; si sottolinea, tuttavia, che il rating del Gruppo è strettamente connesso al rating del Paese, in quanto la maggior parte dell’Ebitda prodotto deriva da business domestico e quindi è esposto al trend macroeconomico e allo scenario politico del Paese.
Le azioni e le strategie del Gruppo sono sempre particolarmente attente e indirizzate a garantire il mantenimento e il miglioramento di adeguati livelli di rating.

Ambito di business: la strategia industriale

L'approccio strategico e le politiche di gestione

Il Gruppo ha presentato a gennaio 2020 il proprio piano industriale, in cui è stata declinata la strategia di Hera per rispondere efficacemente alle complessità del contesto fin qui esposte.

Riferimenti strategici del Gruppo

Le tre direttrici strategiche predominanti del piano al 2023 sono:

  • la crescita industriale, condizione indispensabile per poter continuare a distribuire valore in misura crescente, a beneficio di tutti gli stakeholder e dell’ecosistema in cui opera il Gruppo;
  • la gestione del rischio, in particolare con un approccio di medio-lungo termine necessario per indirizzare i rischi cui sono esposte le utility e per individuare le più efficaci azioni di mitigazione (es. rischi climatici);
  • l’economia circolare, quale modello di riferimento per adeguare le attività dei business di Hera ai paradigmi di riduzione, riuso, riciclo, recupero o rigenerazione.

Inoltre, il Gruppo farà leva e continuerà a lavorare su alcuni dei suoi asset e punti di forza, come l’ampio e diversificato portafoglio di servizi (caratterizzato da un’importante componente di attività regolate), la solidità patrimoniale e finanziaria, la costante ricerca di soluzioni innovative per promuovere maggiore efficienza e qualità del servizio, e il continuo investimento in formazione delle proprie risorse per permettere alle competenze dei dipendenti di evolvere in modo coerente al contesto.

Business a mercato

Per quanto riguarda i business a libero mercato la strategia del Gruppo si declinerà in particolare sulle dimensioni della crescita industriale e dell’economia circolare.

Nei mercati energy la crescita della base clienti traguarderà i 3,5 milioni di clienti al 2023. Questo target è stato rivisto al rialzo rispetto al piano precedente, grazie al contributo della recente partnership con Ascopiave, che ha consolidato la presenza del Gruppo nel Nord-est.
La crescita della customer base si fonderà innanzitutto sullo sviluppo commerciale, supportato da offerte innovative, servizi a valore aggiunto e una sempre migliore customer experience per ogni tipo di cliente.
Tra le offerte commerciali si distinguono quelle orientate a promuovere la circolarità del business mediante la fornitura di energia rinnovabile o le iniziative a supporto dell’efficienza energetica, tra cui l’applicazione dei principi di economia comportamentale per incidere sulle abitudini degli individui.
Sempre nel filone delle iniziative circolari, il Gruppo punterà sullo sviluppo e la realizzazione di soluzioni di risparmio energetico per pubbliche amministrazioni, realtà industriali e condomini, con offerte calate sulle specifiche esigenze di ciascuna categoria di cliente.
In arco piano, inoltre, proseguirà la partecipazione alle procedure competitive per i mercati di ultima istanza (con cadenza annuale per il gas e biennale per il servizio di salvaguardia elettrica) da cui ci si attende una conferma del ruolo di prim’ordine giocato fino a ora da Hera.
Infine, un’importante discontinuità in questa linea di business sarà rappresentata anche dalla graduale liberalizzazione del mercato elettrico in maggior tutela, con le conseguenti opportunità di ampliamento della base clienti del Gruppo.

Nel settore del trattamento e recupero dei rifiuti il Gruppo intende confermare la propria leadership commerciale e tecnologica a livello nazionale grazie a un parco impiantistico all’avanguardia e in linea con le best practice europee, che sarà ulteriormente sviluppato nei prossimi anni con l’obiettivo di massimizzare il riutilizzo delle risorse naturali. In questo senso, sulla base dell’esperienza maturata con l’impianto di Sant’Agata Bolognese, in arco piano è prevista l’integrazione della produzione di biometano da un impianto di digestione anaerobica.
L’attenzione alla circolarità guiderà anche la strategia della controllata Aliplast Spa, con l’ingresso del Gruppo nel recupero e riciclo delle plastiche rigide e con le prime sperimentazioni nell’ambito del riciclo molecolare del pet.

Lo sviluppo del portafoglio clienti industriali si fonderà sulla proposizione di soluzioni commerciali integrate e circolari, in grado di adattarsi alle specifiche esigenze del cliente e di offrire una gestione completa dei rifiuti, che potrà estendersi anche alla ricerca di opportunità di efficientamento idrico ed energetico dei processi produttivi dei clienti industriali.

Business regolati

Anche con riferimento ai business regolati, principalmente impegnati nella gestione delle infrastrutture per la distribuzione, verranno declinate pienamente le direttrici strategiche già esposte. La crescita industriale sarà alimentata da un importante piano di investimenti (che assorbirà in arco piano circa il 70% del totale previsto a livello di Gruppo) e dall’appuntamento con le gare per l’assegnazione dei servizi regolati nella maggior parte dei territori serviti da Hera.

Per quanto riguarda le gare per la concessione del servizio di distribuzione gas si stima che entro il 2023 si concludano una parte dei procedimenti competitivi che interessano gli ambiti presidiati dal Gruppo. Tale ipotesi si fonda sulle prime esperienze concluse su scala nazionale che mostrano un dilatamento dei tempi, imputabile ai ritardi negli avvii delle gare, alle complessità delle procedure e ai successivi ricorsi presentati dai partecipanti.
Nel ciclo idrico il Gruppo si confronterà con le procedure di assegnazione del servizio nel territorio riminese, mentre per i servizi di igiene urbana si prevede la conclusione delle gare in tutti i territori emiliano romagnoli. Obiettivo del Gruppo è confermarsi come gestore in tutti gli ambiti già presidiati, facendo leva sui propri livelli di qualità del servizio e su soluzioni innovative da mettere a disposizione degli utenti.

L’introduzione delle nuove tecnologie non sarà solo un fattore distintivo da valorizzare in sede di gara ma sarà un elemento abilitante per estrarre efficienze dalle operations e per offrire alla comunità servizi al passo con le evoluzioni tecnologiche del contesto. Il Gruppo ha infatti previsto la sostituzione dei contatori delle reti di distribuzione gas ed energia e delle infrastrutture idriche. In particolare, Hera ha sviluppato un nuovo contatore gas – denominato NexMeter – in grado di interrompere il flusso di gas e mettere in sicurezza l’impianto di utenza in caso di eventi sismici rilevanti, fughe di gas o piccole perdite latenti. Questi interventi rispondono anche all’esigenza di aumentare la resilienza delle infrastrutture di rete alle condizioni esogene, elemento importante quale azione di mitigazione dei crescenti rischi climatici.

Nel ciclo idrico integrato il focus della strategia del Gruppo verterà sulla tutela della risorsa idrica, sia attraverso un potenziamento delle attività di ricerca delle perdite di rete, sia attraverso servizi di water management volti a promuovere una gestione sempre più sostenibile e consapevole dell’acqua sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Particolare attenzione sarà poi dedicata al riuso delle acque depurate in coerenza con le logiche dell’economia circolare. Le acque depurate potranno essere utilizzate sia in chiave di riuso (es. in agricoltura) che per stimolare azioni di rigenerazione del territorio (es. mantenimento dell’equilibrio idrologico in condizioni di siccità).

Le stesse logiche saranno applicate anche al business del teleriscaldamento con una strategia incentrata sul rinnovamento tecnologico delle reti e degli impianti e sulla massimizzazione del recupero di calore e del suo utilizzo finale, anche attraverso l’estensione o la miglior interconnessione tra sistemi già esistenti.

La promozione dei comportamenti circolari sarà un cardine della strategia nei servizi di igiene urbana attraverso l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche in grado di incrementare la quantità e la qualità della raccolta differenziata e attraverso iniziative di comunicazione e formazione finalizzate ad aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini.

La strategia fin qui delineata permetterà un incremento del Mol di Gruppo fino a traguardare 1,25 miliardi di euro al 2023. Tutte le filiere contribuiranno alla crescita della marginalità e, in arco piano, si confermerà un buon equilibrio tra il contributo ascrivibile alle attività a libero mercato e quelle regolate.
Nel piano strategico inoltre sono previsti investimenti per circa 2,9 miliardi di euro, per un volume superiore rispetto al quinquennio passato. Tali investimenti rispetteranno il corretto equilibrio dimensionale tra le macro-aree territoriali servite dal Gruppo e saranno concentrati prevalentemente nelle attività regolate con gli interventi di ammodernamento e sviluppo infrastrutturale già sintetizzati.

Il piano industriale conferma la forte attenzione alla sostenibilità, aspetto che caratterizza da sempre il DNA di Hera, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Quasi il 75% della crescita prevista in arco piano sarà alimentata da progetti a valore condiviso ossia idonei a rispondere alle call to action dell’ONU. Le quote di Mol e investimenti a valore condiviso nel 2023 toccheranno rispettivamente i 530 e i 750 milioni di euro, pari al 42% del Mol complessivo e al 35% degli investimenti complessivi di Gruppo contribuendo a costruire un modello di impresa sempre più resiliente e rigenerativo.

Ambiti tecnologico, ambientale e del capitale umano: lo sviluppo sostenibile

L'approccio strategico e le politiche di gestione

Allo scopo di rispondere alle esigenze del territorio e dei clienti sono stati individuati tre fattori critici di successo: tecnologia, circolarità ed ecosistema.
L’evoluzione tecnologica nel suo complesso e, più specificamente, la digitalizzazione sono fenomeni estesi all’intero panorama industriale nazionale. Il Gruppo ambisce a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per estrarre efficienze di costo e sinergie collegate alla gestione di dati così da assumere un ruolo di rilievo come facilitatore della diffusione di un approccio smart sul territorio, in particolare nel caso delle smart city.

Il Gruppo svolge continui approfondimenti per comprendere quali sono gli obiettivi individuati dall’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 nonché dalla lotta al cambiamento climatico (e confermati da accordi normativi e regolatori successivi) ai quali può contribuire maggiormente attraverso le proprie attività, i propri progetti o le proprie politiche, il cui perno è l’economia circolare. L’economia circolare rappresenta una risposta a una pluralità di criticità con cui deve confrontarsi la società moderna: dalla progressiva scarsità di risorse alla riduzione delle emissioni in atmosfera o ancora alla riduzione dei rifiuti non destinati al recupero. Il Gruppo ha sviluppato negli anni strategie industriali improntate alla sostenibilità: le azioni del futuro continueranno altresì a essere indirizzate verso obiettivi di circolarità e decarbonizzazione con efficacia e determinazione.

Appartenere a un ecosistema di riferimento in un contesto in continuo cambiamento, inoltre, aumenta la resilienza delle società alle trasformazioni del contesto e accelera l’evoluzione della cultura aziendale grazie alla contaminazione esterna. La strategia del Gruppo è stata da sempre fondata su uno stretto rapporto con il territorio e con il proprio ecosistema; oggi questo elemento distintivo è valutato come asset da investitori e agenzie di rating.

Lo sviluppo sostenibile

Il contributo di Hera è preponderante in sei sustainable development goals dell’Agenda 2030: 7. energia pulita e accessibile, 13. lotta contro il cambiamento climatico, 6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 12. consumo e produzione responsabili, 9. imprese, innovazione e infrastrutture e 11. città e comunità sostenibili.
Si rimanda al sito web del Gruppo (sezione Responsabilità sociale) e al paragrafo “Valore condiviso” del Bilancio di Sostenibilità per il maggior dettaglio delle azioni che il Gruppo intende promuovere contribuendo in senso ampio ai 169 target ovvero agli 11 Goals dell’Agenda Onu 2030 mappati nel framework Csv 2019. Si segnala, inoltre, che nel corso del 2019 sono stati organizzati due eventi formativi sugli SDGs per ragionare sul contributo attuale e potenziale di Hera all’Agenda 2030. Tra le principali azioni si annoverano quelle orientate alla promozione dell’efficienza energetica, alla gestione sostenibile della risorsa idrica, alla selezione di fornitori con qualificazione in termini di aspetti di sostenibilità ambientale e sociale, allo sviluppo dell’occupazione e delle nuove competenze e alla diffusione dell’innovazione e della digitalizzazione.
La crescente sostenibilità energetica verso cui è orientato il Gruppo Hera è guidata da alcuni investimenti significativi realizzati lo scorso esercizio o in corso di maturazione ovvero dai 4 impianti di cogenerazione industriale, dall’impianto di Sant’Agata Bolognese che produce biometano e lo immette nella rete gas e dalla sostituzione di corpi illuminanti con lampade a led, azioni di riduzione dei consumi di energia elettrica e in termini di impronta di carbonio. Le offerte verdi (pacchetto natura e impronta zero ne sono alcuni esempi) che il Gruppo ambisce a riconoscere al 58% del totale dei propri clienti gas ed energia elettrica nel 2023, inoltre, costituiscono un’ulteriore strategia programmata in tale direzione.
Per quel che concerne la gestione sostenibile della risorsa idrica, invece, si segnala principalmente l’intenzione di Hera di proseguire con il continuo miglioramento del comparto fognario-depurativo dei territori serviti e con gli interventi per la disponibilità della risorsa e il riuso delle acque depurate pianificati nel piano industriale.

In generale, per quel che riguarda il settore dell’ambiente, la prosecuzione dei lavori delle istituzioni dell’Unione europea (UE) si conferma nell’ambito dell’economia circolare pertanto tale tendenza è in corso di consolidamento come paradigma verso cui effettuare la transizione di ogni modello di produzione e consumo. In altri termini, l’elemento portante di ogni attività della strategia del Gruppo è la sempre maggiore attenzione a ogni tipo di impronta: dalla carbon footprint alla water footprint, fino alla più generale resource footprint lasciate dal Gruppo e dai principali stakeholder, dai fornitori ai clienti e cittadini.

Lo sviluppo sostenibile

The Global Risks Interconnections Map 2020. Fonte: World Economic Forum Global Risks

Un percorso di crescita industriale sostenibile è condizione irrinunciabile per poter continuare a distribuire valore agli stakeholder dei territori in cui il Gruppo Hera opera. Il report The global risk report 2019 pubblicato dal World Economic Forum presenta il cambiamento climatico e i rischi tecnologici come le due famiglie di rischi che interessano maggiormente le multiutility, e che potrebbero produrre gli impatti più significativi a livello globale.
L’evoluzione attesa del contesto in cui si opera rende ancor più necessario anticipare e mitigare gli importanti rischi che le utility come Hera dovranno affrontare, lavorando per costruire un modello sempre più resiliente e rigenerativo.

La circolarità è la strategia di riferimento per disegnare i business del futuro e contribuire concretamente al futuro benessere del sistema in cui si agisce come impresa.
L’evoluzione della tecnologia e della digitalizzazione è un’opportunità che verrà cavalcata con attenzione per evitare di sottostimare l’impegno richiesto per una trasformazione digitale aziendale e organizzativa.
La digitalizzazione conduce verso nuove opportunità di sviluppo per i business; l’adozione di nuove soluzioni di Intelligenza artificiale è tuttavia necessariamente legata alla specifica attività che si vuole condurre, pertanto le attività di apprendimento da parte delle macchine sono time-consuming e dovranno essere ripetute per ogni tipologia di attività/processo.
I capofila delle evoluzioni tecnologiche che interesseranno la filiera dell’ambiente (plastica in primis) o dell’energia (biocarburanti e biocombustibili) alla ricerca di soluzioni concrete che possano supportare nella sfida al cambiamento climatico o al depauperamento delle risorse naturali sono invece i progressi dell’industria chimica e dell’ingegneria. Tali progressi vengono sfruttati strategicamente al fine di individuare processi di riciclaggio delle plastiche complementari a quello meccanico e allo scopo di riciclare in modo efficace anche le frazioni plastiche meno pure e meno pregiate. Gli stessi progressi, inoltre, consentono ad esempio di sperimentare soluzioni che utilizzano l’eccesso di energia elettrica rinnovabile (altrimenti inutilizzabile) per scindere la molecola dell’acqua in idrogeno e ossigeno e convertirla poi in gas metano sintetico con l’addizione di carbonio (da CO2).

La strategia di sviluppo del capitale umano

Per affrontare efficacemente questo contesto il Gruppo si è dotato di una strategia di sviluppo del capitale umano che possa generare valore nel tempo. L’obiettivo è quello di creare e sviluppare costantemente un modello di agile learning organization, intesa come organizzazione capace di apprendere e tradurre rapidamente l’apprendimento in azione all’interno di una strategia purpose-driven. I processi di gestione e sviluppo delle risorse umane sono disegnati per preservare le competenze e i valori distintivi costruiti nel tempo e contemporaneamente ricercare innovazione in tutti gli aspetti che possono generare valore aggiunto, sostenibile nel tempo.

Un passo importante fatto verso questa direzione è stato la rivisitazione del processo di pianificazione della forza lavoro. Con lo strategic workforce planning, infatti, aumenta il livello di comprensione delle dinamiche della forza lavoro e di come la strategia dei business impatta sulle priorità di sviluppo dei processi delle risorse umane. Il dialogo strategico tra le linee di business e la funzione delle risorse umane, ad esempio, permette di analizzare i più significativi trend in corso, condividere il significato delle sfide di business indirizzate negli anni di piano industriale, dei rischi e delle opportunità da esse determinate, e tradurre su tutti i processi delle risorse umane un piano di azione coerente in grado di orientarne l’attuazione nonché di consentire la gestione delle strategie di mitigazione dei rischi a esse correlate.

In particolare, diventa sempre più importante investire nello sviluppo continuo di una cultura inclusiva performance driven, in cui i dipendenti sono protagonisti del proprio auto-sviluppo; favorire una cultura coerente con l’agile organization e sviluppare la stessa; ridefinire le regole per favorire una maggiore rotazione su ruoli e processi e ottimizzare l’esperienza delle persone, anche attraverso strumenti digitali.
Inoltre, allo scopo di rendere pienamente operativi i processi di automazione e digitalizzazione che devono coinvolgere tutta la popolazione aziendale e pertanto necessitano di un percorso di transizione culturale, è sempre più cogente lo sviluppo di percorsi di reskilling mirato per il personale impiegato in attività che, per loro natura, si prestano a rilevante automazione, costruendo per i dipendenti un percorso di valorizzazione della propria employability.

Con la finalità di favorire l’accesso a contenuti formativi sempre più ritagliati sulle caratteristiche specifiche dei ruoli e sulla base di partenza delle persone, la strategia del Gruppo è inoltre disegnata su un sistema di knowledge management fortemente adattivo ai diversi contesti organizzativi e individuali; i processi di sviluppo premiano di conseguenza le risorse che investono sul proprio apprendimento e favoriscono l’applicazione dell’agilità di apprendimento come condizione per l’accesso a ruoli di maggiore responsabilità.

La funzione Risorse Umane di Hera, quindi, persegue il proprio scopo sociale nell’interesse di ambiente, comunità, dipendenti, fornitori e clienti, favorisce il continuo sviluppo di questa cultura all’interno dell’azienda e favorisce lo sviluppo nel tempo dell’allineamento individuale a questo obiettivo.

In altri termini, dopo aver individuato quali sono i fattori di successo per le utility del futuro, gli obiettivi di crescita industriale, circolarità e risk management vengono tradotti in modalità aziendali. Per orientare le azioni da implementare, sono state identificate le priorità che guideranno le progettualità del Gruppo al 2023.

 

 

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Risultati economico-finanziari

Crescita costante di tutti gli indicatori

Nel bilancio 2019, il Gruppo Hera continua la sua crescita sotto tutti gli aspetti economici, finanziari, operativi e di sostenibilità. Il margine operativo lordo si attesta a 1.085,1 milioni di euro, in aumento del 5,2%, il margine operativo netto a 542,5 milioni di euro in crescita del 6,4% e infine l’utile netto pari a 402,0 milioni di euro è in crescita del 35,5%. Anche dal punto di vista finanziario si confermano risultati migliorativi rispetto al 2018, frutto di una struttura patrimoniale solida: il rapporto NetDebt adjusted/Ebitda è 2,48; il Roi adjusted è al 9,4% e il Roe adjusted al 10,4%.

I risultati del 2019 si collocano all’interno di un ininterrotto percorso di crescita che fonda le sue solide basi nella ormai consolidata strategia multibusiness che bilancia le attività regolamentate con quelle a libera concorrenza. Il raggiungimento di questi importanti risultati, traguardati anche in ottica di sostenibilità e creazione di valore condiviso attraverso l’economia circolare, è stato possibile grazie alla strategia del Gruppo Hera e punta a uno sviluppo sinergico basato sui principi di innovazione, efficienza, agilità, eccellenza e crescita. Grande importanza avrà per gli esercizi futuri anche l’operazione di partnership con Ascopiave Spa, come già descritto nei paragrafi precedenti.

Di seguito sono descritte in maniera puntuale le principali operazioni societarie e di business che hanno avuto effetto sull’esercizio 2019:

  • Hera Comm Spa si è aggiudicata sette lotti su dieci delle aste di salvaguardia elettrica per il biennio 2019 e 2020, indette da Acquirente Unico. Nel dettaglio, sono state assegnate 15 regioni (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia, Molise e Basilicata).
  • In data 1° febbraio 2019, a seguito dell'aggiudicazione di asta pubblica, Hera Spa ha acquistato dal socio Unione Montana Alta Valle del Metauro lo 0,5%, di Marche Multiservizi Spa, aumentando così la propria partecipazione e passando dal 46,2% al 46,7%.
  • Dal 1° marzo 2019 Il Gruppo Hera ha integrato le attività di distribuzione del gas naturale di CMV Servizi, tramite la società A Tutta Rete Srl, e le attività di vendita di energia di CMV Energia e Impianti Srl. Le due aziende erano possedute dai Comuni di Cento, Vigarano Mainarda, Bondeno, Poggio Renatico, Terre del Reno e Goro. L’operazione ha interessato circa 25 mila clienti (21.300 gas e 3.500 elettrico) e circa 30 mila punti di riconsegna (26.500 nel ferrarese e oltre 3.100 nel bolognese) per la distribuzione del gas naturale.
  • In data 23 aprile Hera Spa ha acquistato da Aimag Spa il 3,28% del capitale sociale di Acantho Spa, aumentando così la propria partecipazione e passando dal 77,36% al 80,64%.
  • In data 9 maggio 2019, Hera Spa si è aggiudicata in via definitiva la gara per l’acquisizione del 100% delle azioni di Cosea Ambiente Spa, società che gestisce il servizio rifiuti urbani e assimilati principalmente nell’ambito della provincia di Bologna. Cosea Ambiente Spa viene consolidata a partire da giugno 2019 con effetti economici e patrimoniali retrodatati al 1° gennaio 2019. Inoltre, è stato stipulato l’Atto di Concessione tra Cosea Consorzio Servizi Ambientali e Herambiente Spa che ha disposto la concessione dell’impianto di smaltimento rifiuti urbani, assimilati e speciali non pericolosi situato a Gaggio Montano a Herambiente Spa.
  • Con efficacia 1° luglio 2019 ed effetti contabili retrodatati al 1° gennaio 2019 è avvenuta la fusione per incorporazione della Società Waste Recycling Spa in Herambiente Servizi Industriali Srl. Questa operazione avente come obiettivo la semplificazione e il miglioramento generale dell’efficienza operativa ha portato alla realizzazione della più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali.
  • In data 17 luglio 2019 Herambiente Spa ha acquistato l'intera partecipazione della società Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese. La società viene consolidata con effetti economici e patrimoniali dal 1° luglio 2019.
  • Hera Comm Spa si è aggiudicata, tramite gara e per il periodo 1° ottobre 2019 – 2030 settembre 2020, quattro lotti del servizio di ultima istanza gas (per clienti che svolgono attività di servizio pubblico o sono senza fornitore) e due lotti del servizio di default di distribuzione gas (clienti morosi).
  • Il 19 dicembre, in seguito al perfezionamento del closing dell’operazione societaria tra il Gruppo Hera ed il Gruppo Ascopiave, si sono completate le seguenti operazioni: le partecipazioni nelle società Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl, ASM Set Srl ed Hera Comm NordEst Srl sono state cedute ad EstEnergy Spa, società controllata da Hera Comm Spa; la partecipazione nella società Amgas Blu Srl è stata ceduta a Hera Comm Spa; la partecipazione nella società AP Reti Gas Nord Est Srl è stata ceduta ad Ascopiave Spa Inoltre, il ramo della Distribuzione Gas di AcegasApsAmga Spa relativo agli Atem di Padova 1, Padova 2, Udine 3 e Pordenone, con efficacia dal 31 dicembre 2019, viene conferito in AP Reti Gas Nord Est Srl Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 1.03.01.

Le acquisizioni di Sangroservizi Srl, CMV e Atr Srl nel mondo energy e di Cosea Ambiente Spa, Pistoia Ambiente Srl e l’impianto di Gaggio Montano nell’area ambiente sono considerate come variazione di perimetro nel proseguo della relazione. L’operazione Ascopiave non ha effetti operativi sul conto economico del Gruppo al 31 dicembre 2019.

Dall’esercizio 2019 entra in vigore il principio Ifrs 16 leases, che fornisce una nuova definizione di lease e introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi. In sintesi, tale principio prevede per il Gruppo Hera, in fase di first adoption, minori costi per servizi ma maggiori ammortamenti e oneri finanziari nel conto economico. Patrimonialmente si prevedono maggior immobilizzazioni e maggiore indebitamento finanziario.

Come previsto dal principio Ifrs 15, i costi relativi alle provvigioni riconosciute agli agenti, del valore di circa 13 milioni di euro, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate).

Incrementi costanti e crescenti

Di seguito vengono illustrati i risultati economici al 31 dicembre 2019 e 2018:

Conto economico
(mln/euro)
dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 6.912,8   6.134,4   +778,4 +12,7%
Altri ricavi operativi 530,8 7,7% 492,0 8,0% +38,8 +7,9%
Materie prime e materiali (3.458,2) -50,0% (2.984,1) -48,6% +474,1 +15,9%
Costi per servizi (2.318,2) -33,5% (2.040,5) -33,3% +277,7 +13,6%
Altre spese operative (59,3) -0,9% (62,5) -1,0% -3,2 -5,1%
Costi del personale (560,4) -8,1% (551,4) -9,0% +9,0 +1,6%
Costi capitalizzati 37,6 0,5% 43,3 0,7% -5,7 -13,2%
Margine operativo lordo 1.085,1 15,7% 1.031,1 16,8% +54,0 +5,2%
Amm.ti e Acc.ti (542,6) -7,8% (521,0) -8,5% +21,6 +4,1%
Margine operativo netto 542,5 7,8% 510,1 8,3% +32,4 +6,4%
Gestione finanziaria (100,0) -1,4% (91,7) -1,5% +8,3 +9,1%
Risultato prima delle imposte 442,5 6,4% 418,5 6,8% +24,0 +5,7%
Imposte (125,4) -1,8% (121,9) -2,0% +3,5 +2,9%
Risultato netto 317,1 4,6% 296,6 4,8% +20,5 +6,9%
Risultato da special item 84,9 1,2% 0,0 0,0% +84,9 +100,0%
Utile netto dell'esercizio 402,0 5,8% 296,6 4,8% +105,4 +35,5%
Attribuibile a:            
Azionisti della Controllante 385,7 5,6% 281,9 4,6% +103,8 +36,8%
Azionisti di minoranza 16,3 0,2% 14,7 0,2% +1,6 +10,9%


Ricavi in crescita grazie ai maggiori volumi venduti energy e alle attività di trading

I ricavi sono stati pari a 6.912,8 milioni di euro, in crescita di 778,4 milioni di euro, pari al 12,7%, rispetto ai 6.134,4 milioni di euro dell’analogo periodo del 2018. Alla crescita dei ricavi contribuiscono, per il mondo energy, le attività di trading, per circa 435 milioni di euro, i maggiori volumi venduti di gas ed energia elettrica per circa 59 milioni di euro, i maggiori ricavi nella produzione di energia elettrica, per circa 14 milioni di euro e i ricavi passanti per volumi vettoriati e oneri di sistema per 205 milioni di euro; in diminuzione i ricavi vendita gas ed energia elettrica per il minor prezzo delle commodity per circa 21 milioni di euro. Inoltre, sono in crescita i maggiori ricavi regolati nelle aree gas, energia elettrica e ciclo idrico per complessivi 16 milioni di euro e, infine, i maggiori ricavi del settore ambiente per il trattamento rifiuti. Le variazioni di perimetro contribuiscono complessivamente con un aumento di ricavi di circa 25 milioni di euro. La crescita della attività estere in Bulgaria contribuisce per 5 milioni di euro.

Per approfondimenti, si rimanda all’analisi delle singole aree d’affari.

Ricavi (mld/euro)
Ricavi

 

Gli altri ricavi operativi crescono, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, di 38,8 milioni di euro, pari al 7,9%. Tale crescita è dovuta principalmente ai maggiori ricavi per commesse Ifric 12 per 46 milioni di euro e ai maggiori contributi per la raccolta differenziata per circa 5,0 milione di euro. Tale andamento è attenuato per il minor contributo dei titoli di efficienza energetica per circa 4 milioni di euro, per la perdita del contributo CEC su due impianti del Gruppo per circa 5 milioni di euro e minori rimborsi e contributi straordinari dell’esercizio precedente per circa 3 milioni di euro.

Aumento dei costi di materia prima correlato ai maggiori ricavi

I costi delle materie prime e materiali aumentano di 474,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018 con una variazione percentuale del 15,9%. Questo aumento, al netto della variazione di perimetro per circa 1,5 milioni di euro, è dovuto alla maggiore attività di trading, all’aumento dei prezzi della materia prima e ai maggior volumi di energia elettrica venduti.

Gli altri costi operativi crescono complessivamente di 274,5 milioni di euro (maggiori costi per servizi per 277,7 milioni di euro e minori spese operative per 3,2 milioni di euro). Al netto delle variazioni di perimetro per circa 13 milioni di euro, si evidenziano i maggiori costi passanti per oneri di sistema e volumi vettoriati per circa 205 milioni di euro, i maggiori costi per servizi di trading gas per 18 milioni di euro, i maggiori costi in commesse Ifric 12 per circa 34,5 milioni di euro, i maggiori costi nelle attività dell’area ambiente per circa 29,0 milioni di euro e le spese nel comparto Ict per circa 7 milioni di euro per il processo di digitalizzazione e innovazione che il Gruppo Hera sta effettuando. I maggiori costi precedentemente indicati sono solo in parte compensati da minori costi per leasing, in seguito all’applicazione del principio Ifrs 16, per circa 16,6 milioni di euro, e i minori costi a conto economico per l’acquisizione dei clienti energy che vengono capitalizzati, come indicato in premessa per 13 milioni di euro.

+1,6% crescita costo del personale

Il costo del personale cresce di 9,0 milioni di euro, pari all’1,6%. Questo aumento è legato alle variazioni di perimetro per 7,0 milioni di euro e per la restante parte agli incrementi retributivi previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, contenuti dalle riduzioni per benefici contributivi e minor presenza media.

I costi capitalizzati al 31 dicembre 2019 sono in diminuzione rispetto all’analogo periodo precedente per 5,7 milioni di euro, pari al 13,2%, per i minori lavori per impianti e opere realizzati su beni di proprietà del Gruppo.

Il margine operativo lordo si attesta a 1.085,1 milioni di euro in aumento di 54,0 milioni di euro, pari al 5,2% rispetto all’esercizio 2018. La crescita del margine operativo lordo è da attribuire alle ottime performance di quasi tutte le aree d’affari. Le aree energy complessivamente crescono di 20,1 milioni di euro grazie alle buone performance dell’area gas che presenta un maggior risultato di 25,1 milioni di euro che assorbe l’andamento dell’area energia elettrica in diminuzione di 5,0 milioni di euro. L’area ciclo idrico contribuisce alla crescita per 15,6 milioni di euro, l’area ambiente per 12,2 milioni di euro e infine l’area altri servizi per 6,1 milioni di euro.

Per approfondimenti, si rimanda all’analisi delle singole aree d’affari.

Margine operativo lordo (mln/euro)
Margine operativo lordo

Maggiori ammortamenti per applicazione Ifrs 16 e adeguamento aliquote vita utile settore idrico

Ammortamenti e accantonamenti al 31 dicembre 2019 aumentano di 21,6 milioni di euro rispetto all’anno precedente passando da 521,0 milioni di euro a 542,6 milioni di euro. Gli ammortamenti aumentano per i nuovi investimenti nelle operations, per l’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs16 riguardante la contabilizzazione dei contratti di leasing e per effetto di una revisione delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato. Tale analisi, condotta in collaborazione con una società operante nel settore delle valutazioni di beni, ha determinato un incremento delle aliquote di ammortamento con un effetto netto di circa 8,2 milioni; in seguito a questa revisione, le aliquote di ammortamento del ciclo idrico integrato risultano sostanzialmente allineate a quelle definite da Arera per il periodo tariffario 2020 – 2023.
Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono in diminuzione, in particolare nella società di vendita.

Il margine operativo netto dell’esercizio 2019 è di 542,5 milioni di euro, in crescita di 32,4 milioni di euro, pari al 6,4%, rispetto ai 510,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2018.

 

Margine operativo netto (mln/euro)
Margine operativo netto

 

Gestione finanziaria in crescita su elementi straordinari

 

ll risultato della gestione finanziaria alla fine del 2019 è di 100,0.milioni di euro, in crescita di 8,3.milioni di euro, pari al 9,1%, rispetto al 31 dicembre 2018. L’incremento è dovuto ai minori proventi straordinari percepiti nel periodo precedente: i maggiori dividendi distribuiti dalla partecipata Veneta Sanitaria Finanza di Progetto per circa 2,0 milioni di euro, e gli oneri derivanti dall’applicazione del principio contabile internazionale Ifrs16 sui leasing operativi con un impatto di circa 3,5 milioni di euro. Incidono, infine, anche i minori utili da collegate e joint venture, per circa 1,5 milioni di euro.

Il risultato prima delle imposte cresce di 24,0 milioni di euro, pari al 5,7%, passando dai 418,5 milioni di euro del 31 dicembre 2018 ai 442,5 milioni di euro del 2019.

Tax rate in calo

Le imposte dell’esercizio passano dai 121,9 milioni del 2018 ai 125,4 del 2019. Il tax rate adjusted, calcolato sul risultato ante imposte al netto degli special items già descritti nell’apposito paragrafo, è pari al 28,3% e quindi in netto miglioramento, rispetto al 29,1% dell’esercizio precedente. A tale risultato hanno contribuito principalmente i benefici colti in termini di maxi e iper-ammortamenti e patent box, in particolare per quanto concerne gli investimenti che si sommano a quelli già sostenuti negli esercizi precedenti, per accompagnare la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale intrapresa da parte del Gruppo.

Il risultato netto è in aumento del 6,9%, per un controvalore di 20,5 milioni di euro, passando dai 296,6 milioni di euro di dicembre 2018 ai 317,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019.

Nell’esercizio 2019 il risultato è incrementato da special item per 84,9 milioni di euro. Nell’ambito della partnership Hera – Ascopiave e ai conseguenti riflessi sul bilancio dell’intera operazione, si segnala:

  • In relazione alle attività di distribuzione gas, Ascopiave Spa ha acquisito dal Gruppo Hera un perimetro di concessioni ricomprendente circa 188.000 utenti in Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Tale cessione ha generato per il Gruppo Hera una plusvalenza di 30,2 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico “Altri ricavi non operativi” (si rinvia alla nota 11 delle note esplicative).
  • la rivalutazione della partecipazione già detenuta in EstEnergy Spa (pari al 51% del capitale sociale), a seguito dell’ottenimento del controllo di tale società, ha portato all’iscrizione di un utile nel conto economico di 81,4 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico “Altri ricavi non operativi” (si rinvia alla nota 11 delle note esplicative).

Inoltre, il processo di impairment che viene effettuato annualmente in relazione agli asset della generazione elettrica ha comportato l’iscrizione di una svalutazione di 26 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico “oneri finanziari”. Per una descrizione più dettagliata dell’intero processo si rinvia alla nota 32 delle note esplicative. Per quanto concerne gli effetti fiscali relative all’operazione Ascopiave, pari a 0,7 milioni di euro, questi si riferiscono alla imposte afferenti le plusvalenze/minusvalenze sulle cessioni di rami e partecipazioni determinatesi tra le parti, sempre nell’ambito della medesima operazione, classificate nella voce di conto economico “imposte e tasse”, (si rinvia alla nota 12 delle note esplicative).

+35,5% Utile netto

L’utile netto è dunque in aumento del 35,5%, pari a 105,4 milioni di euro, passando dai 296,6 milioni di euro del 2018 ai 402,0 milioni di euro di dicembre 2019.

L’utile di pertinenza del Gruppo è pari a 385,7 milioni di euro, in aumento di 103,8 milioni di euro rispetto al valore dell’esercizio 2018.

Utile netto post minorities (mln/euro)

 

Utile netto post minorities

 

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Analisi della struttura patrimoniale e investimenti

Di seguito viene analizzata l'evoluzione dell'andamento del capitale investito netto e delle fonti di finanziamento del Gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019.

Capitale investito e fonti di finanziamento (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Immobilizzazioni nette 6.846,3 108,9% 5.905,1 108,7% +941,2 +15,9%
Capitale circolante netto 87,0 1,4% 115,4 2,1% -28,4 -24,6%
(Fondi) (649,1) -10,3% (588,2) -10,8% -60,9 -10,4%
Capitale investito netto 6.284,2 100,0% 5.432,3 100,0% +851,9 +15,7%
Patrimonio netto (3.010,0) 47,9% (2.846,7) 52,4% -163,3 -5,7%
Debiti finanziari a lungo (3.383,4) 53,8% (2.558,8) 47,1% -824,6 -32,2%
Indebitamento finanziario corrente netto 109,2 -1,7% (26,8) 0,5% +136,0 -507,5%
Indebitamento finanziario netto (3.274,2) 52,1% (2.585,6) 47,6% -688,6 -26,6%
Totale fonti di finanziamento (6.284,2) -100,0% (5.432,3) 100,0% -851,9 -15,7%

Aumenta la solidità del Gruppo

Il capitale investito netto (Cin) risulta pari a 6.284,2 milioni di euro con una variazione del 15,7% rispetto ai 5.432,3 milioni di euro di dicembre 2018.

Il maggior valore è collegato all’incremento delle immobilizzazioni nette conseguenza, principalmente, dell’operazione di partnership tra Hera e Ascopiave che ha comportato uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas.

L’operazione che è stata contabilizzata in linea con il principio contabile internazionale Ifrs 3 ha previsto l’iscrizione di una lista clienti pari a 430,7 milioni di euro oltre a un maggior goodwill per 430,6 milioni di euro e passività per fiscalità differite per 93,0 milioni di euro.

All’incremento delle immobilizzazioni nette partecipano inoltre l’applicazione del nuovo principio internazionale Ifrs16 sui leasing operativi, che ha comportato l’iscrizione del diritto d’uso, la significativa politica di investimenti operata nel corso del 2019 e in ultimo le operazioni di M&A tra le quali rileva l’acquisizione, operata da Herambiente Spa, della intera partecipazione in Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese.

Capitale investito netto (mld/euro)
Capitale investito netto

Gli Investimenti netti aumentano a 509,2 milioni di euro, in crescita di 77,4 milioni di euro

Nell’esercizio 2019, gli investimenti del Gruppo ammontano a 509,2 milioni di euro, con il beneficio di 24,5 milioni di contributi in conto capitale, di cui 13,4 milioni per gli investimenti FoNI, come previsto dal metodo tariffario per il servizio idrico integrato. Al lordo dei contributi in conto capitale, gli investimenti complessivi del Gruppo sono pari a 533,8 milioni di euro. Gli investimenti netti sono in crescita di 77,4 milioni di euro, passando dai 431,8 milioni di euro del 2018 ai 509,2 milioni di euro del 2019.

Totale investimenti netti (mln/euro)
Totale investimenti netti

Continua il forte impegno negli investimenti operativi in impianti e infrastrutture

Di seguito la suddivisione per settore di attività, con evidenza dei contributi in conto capitale:

Totale investimenti (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Area gas 138,3 115,4 +22,9 +19,8%
Area energia elettrica 43,4 23,0 +20,4 +88,7%
Area ciclo idrico integrato 175,8 157,9 +17,9 +11,3%
Area ambiente 81,8 78,1 +3,7 +4,7%
Area altri servizi 16,0 18,8 -2,8 -14,9%
Struttura centrale 78,2 69,1 +9,1 +13,2%
Totale investimenti operativi 533,5 462,3 +71,2 +15,4%
Totale investimenti finanziari 0,2 0,3 -0,1 -33,3%
Totale investimenti lordi 533,8 462,6 +71,2 +15,4%
Contributi conto capitale 24,5 30,8 -6,3 -20,5%
   di cui per FoNI (Fondo Nuovi investimenti) 13,4 12,5 +0,9 +7,2%
Totale investimenti netti 509,2 431,8 +77,4 +17,9%

Gli investimenti operativi del Gruppo sono pari a 533,5 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto all’anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario.
I commenti sugli investimenti delle singole aree sono riportati nell’analisi per area d’affari.
Nella struttura centrale, gli investimenti riguardano gli interventi sugli immobili nelle sedi aziendali, sui sistemi informativi, sul parco automezzi, oltre a laboratori e strutture di telecontrollo. Complessivamente, gli investimenti di struttura aumentano di 9,1 milioni di euro rispetto all’anno precedente, principalmente per gli interventi sul sistema informativo e sulle flotte aziendali.

87,0 milioni di euro capitale circolante netto

L’esercizio 2019 chiude con un capitale circolante netto pari a 87,0 milioni di euro in calo rispetto ai 115,4 milioni di euro di fine 2018. Il positivo risultato è dovuto a diversi fattori che hanno influenzato l’andamento del 2019. Se da un lato il valore del Ccn incrementa come conseguenza dell’integrazione delle attività commerciali acquisite da Ascopiave, dall’altro un’analisi like for like del Ccn mostra un andamento decrescente che conduce a una riduzione assoluta dello stesso di circa 28,4 milioni di euro. Il decremento è dovuto principalmente al buon andamento dei crediti commerciali, grazie al continuo attento controllo dei processi del credito, che ha mitigato l’impatto della riduzione dei debiti commerciali per effetto della revisione dei termini di pagamento a 60 e 30 giorni iniziata già nel 2018.

649,1 milioni di euro fondi

Nel 2019, i fondi ammontano a 649,1 milioni di euro, in crescita rispetto a quanto registrato alla fine dell’anno precedente. Questo risultato è la conseguenza, principalmente, degli accantonamenti di periodo e degli adeguamenti dei fondi post mortem discariche e ripristino beni di terzi, dovuti all’applicazione del principio Ias 37, che hanno compensato le uscite per utilizzi. Per i dettagli sui movimenti dei fondi si rimanda alla nota integrativa.

Nel 2019, i fondi ammontano a 649,1 milioni di euro, in crescita rispetto a quanto registrato alla fine dell’anno precedente. Questo risultato è la conseguenza, principalmente, degli accantonamenti di periodo e degli adeguamenti dei fondi post mortem discariche e ripristino beni di terzi, dovuti all’applicazione del principio Ias 37, che hanno compensato le uscite per utilizzi. Per i dettagli sui movimenti dei fondi si rimanda alla nota integrativa.

3,0 miliardi di euro patrimonio netto

Il patrimonio netto sale dai 2.846,7 milioni di euro del 2018 ai 3.010,0 milioni di euro del 2019. Il patrimonio netto rafforza la solidità del Gruppo grazie al positivo risultato netto della gestione 2019, pari a 402,0 milioni di euro (317,1 adj per special items) che, al netto dei dividendi distribuiti nel corso dell’esercizio per 160,5 milioni di euro, garantisce l’autofinanziamento del Gruppo.

Il rendimento sul capitale investito netto (Roi) al netto degli effetti dell’operazione Ascopiave si attesta a 9,4% nel 2019 in linea con il risultato 2018

Roi Adjusted (%)
Roi adjusted

Anche il rendimento sul capitale proprio (ROE) si conferma pari a 10,4 a conferma del buon risultaot economico ottenuto.

Roi Adjusted (%)
Roi adjusted
 Prospetto di raccordo fra bilancio separato della Capogruppo e bilancio consolidato
  RISULTATO NETTO PATRIMONIO NETTO
SALDI COME DA BILANCIO D'ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO 166,3 2.390,4
Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci di periodo rispetto ai valori di carico delle partecipazioni in imprese consolidate 256,1 118,3
Rettifiche di consolidamento:    
valutazione a patrimonio netto di imprese iscritte nel bilancio separato al costo 0,7 31,0
differenza tra prezzo di acquisto e corrispondente patrimonio netto contabile 74,0 286,4
eliminazione effetti operazioni infragruppo (111,4) (17,6)
TOTALE 385,7 2.808,5
Attribuzione interessenza di terzi 16,3 201,5
SALDI COME DA BILANCIO CONSOLIDATO 402,0 3.010,0

 

 

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Analisi della struttura finanziaria

Una solida posizione finanziaria

L’analisi dell'indebitamento finanziario netto è riportata nella tabella qui di seguito esposta:

mln/euro   dic-19 Operazione Ascopiave dic-19 adjusted dic-18
a Disponibilità liquide 364,0 18,1 345,9 535,5
b Altri crediti finanziari correnti 70,1 16,4 53,7 37,3
  Debiti bancari correnti (111,5) - (111,5) (70,3)
  Parte corrente dell'indebitamento bancario (63,1) - (63,1) (451,5)
  Altri debiti finanziari correnti (esclusa opzione di vendita) (130,9) - (130,9) (76,1)
  Passività correnti per leasing (19,4) (1,1) (18,3) (1,7)
c Indebitamento finanziario corrente (324,9) - (323,8) (599,6)
d=a+b+c Indebitamento finanziario corrente netto 109,2 - 75,8 (26,8)
  Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse (2.869,1) (54,0) (2.815,1) (2.644,3)
  Altri debiti finanziari non correnti (esclusa opzione di vendita) (20,2) (7,0) (13,2) (20,7)
  Passività non correnti per leasing (76,1) (2,5) (73,6) (12,2)
e Indebitamento finanziario non corrente (2.965,4) - (2.901,9) (2.677,2)
f Crediti finanziari non correnti 135,3 - 135,3 118,4
g=d+e+f Indebitamento finanziario netto esclusa opzione di vendita (2.720,9) - (2.690,8) (2.585,6)
  Quota nominale - fair value opzione di vendita (396,6) (396,6) - -
  Indebitamento finanziario netto con opzione di vendita rettificata (NetDebt put option adj) (3.117,5) - (2.690,8) (2.585,6)
  Quota dividendi futuri - fair value opzione di vendita (156,7) (156,7) - -
  Indebitamento finanziario netto (NetDebt adjusted) (3.274,2) - (2.690,8) (2.585,6)

Il valore complessivo dell’indebitamento finanziario netto adjusted, esclusa l’operazione Ascopiave, risulta pari a 2.690,8 milioni di euro, registrando un incremento di circa 105,2 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

La struttura finanziaria presenta un indebitamento finanziario corrente pari a 323,8 milioni di euro, di cui 63,1 milioni di euro riferiti alla quota in scadenza entro l’anno dei finanziamenti bancari a medio termine, 130,9 milioni di euro per debiti verso altri finanziatori, e 111,5 milioni di euro per debiti verso banche riferiti a interessi passivi su finanziamenti per 49,6 milioni di euro e utilizzi di linee di conto corrente per circa 61,9 milioni di euro.

L’ammontare relativo ai “debiti bancari non correnti e alle obbligazioni emesse” risulta in aumento rispetto all’anno precedente soprattutto per effetto dell’operazione di liability management, realizzata in luglio, che ha visto l’emissione di un green bond da 500 milioni di euro e il contestuale riacquisto di parte dei bond in scadenza 2021 per 40 milioni di euro e 2024 per 171 milioni di euro.

Da rilevare anche la variazione in aumento rispetto al 2018 delle passività correnti e non correnti per leasing che risentono principalmente dell’applicazione del principio internazionale Ifrs 16 sui leasing operativi per 81,6 milioni di euro.

Al 31 dicembre 2019 il debito a medio/lungo termine è prevalentemente costituito da titoli obbligazionari (bond) emessi sul mercato europeo e quotati alla Borsa del Lussemburgo (77,9% del totale), con rimborso alla scadenza.

Il totale indebitamento presenta una durata residua media di circa 7 anni, di cui 61% del debito ha scadenza oltre i cinque anni.

L’impatto sul bilancio 2019 e la struttura dell’operazione Ascopiave sono illustrati compiutamente nel capitolo 1.03.01 Partnership Hera – Ascopia.

Trattandosi di un’operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore, l’effetto sull’indebitamento finanziario di 583,4 milioni di euro è prevalentemente riferito al debito per l’opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa per 553,3 milioni di euro e alla partecipazione di minoranza in Hera Comm Spa, quest’ultima ricompresa nei “Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse” per 54 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario netto adjusted passa da 2.585,6 milioni di euro del 2018 a 2.690,8 milioni di euro di dicembre 2019.

Indebitamento finanziario netto adjusted (mld/euro)
Indebitamento finanziario netto adjusted (mld/euro)

La gestione caratteristica ha generato flussi di cassa operativi positivi per 189,2 milioni di euro che hanno finanziato totalmente la distribuzione dei dividendi e parte delle operazioni di M&A di cui si segnala l’acquisizione della partecipazione di Pistoia Ambiente Srl.

L’indebitamento finanziario netto cresce principalmente a seguito dell’iscrizione del fair value dell’opzione di vendita concessa ad Ascopiave Spa per circa 553,3 milioni di euro, e per l’applicazione del principio internazionale Ifrs 16 sui leasing operativi per 81,6 milioni di euro.

Cash flow (mln/euro)
Cash Flow

Il rapporto NetDebt adjusted/Ebitda si riduce a 2,48 volte grazie alle performance positive sia economiche che finanziarie.

NetDebt adjusted/Ebitda (X)

 

nextDebt

Il medesimo effetto è rilevabile nell’indice Fund from operation (Ffo)/NetDebt adjusted che si attesta in crescita rispetto al risultato del 2018. Anche questo indice, così come il precedente, beneficia di un positivo andamento dei flussi operativi, che crescono più che proporzionalmente rispetto alla crescita dell’indebitamento netto, a conferma della solidità finanziaria del Gruppo e della capacità di fare fronte alle proprie obbligazioni finanziarie.

Ffo/NetDebt adjusted (%)
Ffo

 

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Analisi per aree strategiche d’affari

Strategia multi-business

Di seguito saranno analizzati i risultati della gestione realizzati nelle aree di business del Gruppo: area gas, che comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, teleriscaldamento e gestione calore; area energia elettrica, che comprende i servizi di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica; area ciclo idrico integrato, che comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura; area ambiente, che comprende i servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti; area altri servizi, che comprende i servizi di illuminazione pubblica, telecomunicazione e altri servizi minori.

La contribuzione delle diverse aree del Gruppo al margine operativo lordo evidenzia un mixbilanciato e coerente con la strategia multibusiness

Margine operativo lordo dicembre 2019
Margine operativo lordo dicembre 2019

I conti economici del Gruppo comprendono i costi di struttura e includono gli scambi economici tra le aree d’affari valorizzati a prezzi di mercato.

L’analisi per aree d’affari considera la valorizzazione di maggiori ricavi e costi, senza impatto sul margine operativo lordo, relativi all’applicazione dell’Ifric 12. I settori d’affari che risentono dell’applicazione di questo principio sono il servizio di distribuzione del gas metano, il servizio di distribuzione dell’energia elettrica, i servizi del ciclo idrico integrato e il servizio d’illuminazione pubblica.

In tutte le aree d’affari, in coerenza con gli schemi di conto economico, ha effetto l’applicazione del principio contabile Ifrs 16 sui leasing operativi.

GAS

Marginalità in crescita

L’area gas al 31 dicembre 2019 mostra una crescita consistente rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente, sia in termini di marginalità che di volumi venduti. Questo risultato è stato ottenuto principalmente per le maggiori attività di vendita e di trading.

Mol area GAS 2019
Mol area GAS 2019

 

Mol area GAS 2018
Mol area energia elettrica 2018

 

crescita del Mol +7,9%

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 341,6 316,5 +25,1 +7,9%
Margine operativo lordo Gruppo 1.085,1 1.031,1 +54,0 +5,2%
Peso percentuale 31,5% 30,7% +0,8 p.p.  

Il numero di clienti gas è in aumento di 593,6 mila clienti, pari al 40,8%, rispetto al 31 dicembre 2018. L’ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlue ha contribuito per 611,0 mila clienti, gli altri perimetri in ingresso relativi alle acquisizioni di CMV Energia e Impianti Srl e Sangroservizi Srl contribuiscono per 27,9 mila clienti, mentre la partecipazione alle gare ha portato un calo del numero dei clienti per 43,6 mila clienti ma con una marginalità superiore. La restante parte dei clienti registra una variazione netta di churn e acquisizioni in lieve flessione per 1,7 mila clienti.

Clienti (mgl)
Clienti

I volumi di gas complessivamente venduti aumentano di 3.682,5 milioni di mc, pari al 59,7%, passando da 6.168,2 milioni di mc di dicembre 2018 ai 9.850,7 milioni di mc del 31 dicembre 2019. I volumi di trading evidenziano una crescita di 3.724,8 milioni di mc, pari al 60,4% sul totale dei volumi, per i maggiori scambi all’estero. I volumi venduti a clienti finali presentano una flessione di 42,3 milioni di mc, pari all’1,8% dei volumi venduti, comunque inferiore all’effetto climatico di un inverno molto mite che ha registrato temperature medie più alte del 6% rispetto all’esercizio 2018.

Volumi venduti (mln/mc)
Volumi venduti

 

La sintesi dei risultati economici dell’area:

Conto economico (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 2.971,9   2.371,0   +600,9 +25,3%
Costi operativi (2.529,2) -85,1% (1.958,2) -82,6% +571,0 +29,2%
Costi del personale (114,1) -3,8% (111,2) -4,7% +2,9 +2,6%
Costi capitalizzati 13,0 0,4% 14,8 0,6% -1,8 -12,1%
Margine operativo lordo 341,6 11,5% 316,5 13,3% +25,1 +7,9%

I ricavi passano da 2.371,0 milioni di euro di dicembre 2018 a 2.971,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019, con una crescita di 600,9 milioni di euro, pari al 25,3%. Le ragioni principali della crescita sono da imputare ai maggiori volumi per le intensificate attività di trading, per circa 553 milioni di euro, al maggior prezzo della materia prima gas, per circa 30 milioni di euro e ai maggiori ricavi da vettoriamento e oneri di sistema, per circa 28 milioni di euro, nonostante i minori ricavi per volumi venduti di gas, per circa 28 milioni di euro.

Sono in aumento anche i ricavi delle società estere operanti in Bulgaria, grazie al crescente sviluppo commerciale, per 5,4 milioni di euro, i ricavi regolati della distribuzione gas, per 5,2 milioni di euro, e i ricavi per commesse a lungo termine e opere conto terzi, per 10,3 milioni di euro, con pari effetto sui costi operativi. Tale crescita è contenuta dai ricavi per i titoli di efficienza energetica, in calo per circa 8 milioni di euro.

Ricavi (mln/euro)
Ricavi

L’incremento dei ricavi si riflette sulla crescita dei costi operativi che passano da 1.958,2 milioni di euro di dicembre 2018 ai 2.529,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019, evidenziando quindi una crescita complessiva di 571,0 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente alle maggiori attività di trading e al maggior costo della materia prima. Infine, l’applicazione del principio Ifrs 16 riduce i costi di circa 1,6 milioni di euro.

Il margine operativo lordo aumenta di 25,1 milioni di euro, pari al 7,9%, passando dai 316,5 milioni di euro di dicembre 2018 ai 341,6 milioni di euro del 31 dicembre 2019, grazie alle maggiori attività di trading, ai maggiori margini di vendita registrati sia verso clienti finali che nei servizi di fornitura di ultima istanza e default. Si ricorda che, per questi due ultimi servizi, è avvenuta l’aggiudicazione per il periodo 1° ottobre 2019 – 30 settembre 2020 che prevede un differente mix rispetto al servizio concluso il 30 settembre 2019: un numero di clienti inferiori rispetto all’anno precedente ma con margini più vantaggiosi.

I ricavi regolati sono risultati in aumento di 5,0 mln di euro, più 2,1%, rispetto all’esercizio 2018. L’aumento è dovuto al maggior tasso di remunerazione Wacc +0,2%, nonché all’aggiornamento fisiologico legato al riconoscimento degli investimenti, in particolare relativi ai misuratori.

Inoltre, altri effetti positivi sono legati all’introduzione del principio Ifrs 16 per 1,6 milioni di euro e ai minori costi per l’acquisizione dei clienti energy, che non transitano più sul conto economico, come evidenziato nel paragrafo 1.03.01, ma negli investimenti.

Margine operativo lordo (mln/euro)
Margine operativo lordo

Nell’esercizio 2019, gli investimenti netti nell’area gas sono pari a 138,3 milioni di euro, in crescita di 22,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Nella distribuzione del gas, si registra un incremento di 10,7 milioni di euro che deriva principalmente da maggiori manutenzioni straordinarie su reti e impianti, dall’attività di sostituzione massiva dei contatori (delibera 554) e dal proseguimento dell’adeguamento della protezione catodica nei territori di AcegasApsAmga Spa. Anche la richiesta di nuovi allacciamenti risulta in crescita rispetto all’anno precedente. Nella vendita gas si registrano investimenti di 8,3 milioni di euro per le attività connesse all’acquisizione di nuovi clienti.
Gli investimenti sono aumentati anche nel servizio di teleriscaldamento, mentre sono sostanzialmente in linea con l’anno precedente nella gestione calore, con le attività delle società Hera Servizi Energia Srl e AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa. I nuovi allacciamenti del teleriscaldamento sono in lieve flessione rispetto all’anno precedente.

Investimenti netti gas (mln/euro)
Investimenti netti

I dettagli degli investimenti operativi nell’area gas:

Gas (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 103,1 92,4 +10,7 +11,6%
Acquisizione clienti Gas 8,3 0,3 +8,0 +2666,7%
Tlr/gestione calore 26,9 22,8 +4,1 +18,0%
Totale gas lordi 138,3 115,4 +22,9 +19,8%
Contributi conto capitale 0,0 0,0 +0,0 +0,0%
Totale gas netti 138,3 115,4 +22,9 +19,8%

La Regulatory asset base (Rab) degli asset di proprietà, che determina il valore degli asset riconosciuti dall’Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in aumento rispetto al 2018 per l’ingresso di Atr Srl nel perimetro del Gruppo e per l’aumento degli investimenti per il roll out dei misuratori elettronici.

Rab (mld/euro)
Rab

ENERGIA ELETTRICA

Marginalità in lieve calo

L’area energia elettrica al 31 dicembre 2019 risulta in calo del 2,7% rispetto all’anno precedente. Il contributo positivo apportato dalle attività di produzione e la forte spinta commerciale hanno compensato quasi completamente gli effetti negativi della nuova gara della salvaguardia, per il biennio 2019-2020, in cui l’alta competitività ha imposto prezzi inferiori alla gara precedente.

Mol area energia elettrica 2019
Mol area energia elettrica 2019

 

Mol area energia elettrica 2018
Mol area energia elettrica 2018

 

-2,7% Mol in diminuzione

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 178,5 183,5 -5,0 -2,7%
Margine operativo lordo Gruppo 1.085,1 1.031,1 +54,0 +5,2%
Peso percentuale 16,4% 17,8% -1,4 p.p.  

Il numero di clienti energia elettrica si attesta a 1,3 milioni di punti di fornitura, in aumento del 17,2%, pari a 184,2 mila unità, rispetto al 31 dicembre 2018. L’ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu ha contribuito per 102,6 mila clienti, mentre la restante crescita di 81,6 mila clienti, pari al 7,6%, è generata per effetto del rafforzamento dell’azione commerciale messa in atto, in particolare nei territori di Marche, Toscana, Veneto e Friuli. Tale crescita unitamente all’ingresso di CMV Energia e Impianti Srl per 3,5 mila clienti riesce a mitigare il calo dei clienti a maggior tutela.

Clienti (mgl)
Clienti

 

I volumi venduti di energia elettrica passano da 11.854,1 GWh di dicembre 2018 a 12.830,4 GWh del 31 dicembre 2019, con un aumento complessivo dell’8,2%, pari a 976,2 GWh. I volumi venduti nel mercato libero crescono del 6,8% sul totale, mentre i volumi in salvaguardia crescono del 2,0% rispetto al totale, grazie ai nuovi lotti ottenuti.

 

Volumi venduti (GWh)
Volumi venduti

 

Mol in calo di 5,0 milioni di euro

La sintesi dei risultati economici dell’area:

Conto economico (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 2.590,4   2.462,1   +128,3 +5,2%
Costi operativi (2.376,1) -91,7% (2.244,9) -91,2% +131,2 +5,8%
Costi del personale (45,0) -1,7% (44,9) -1,8% +0,1 +0,2%
Costi capitalizzati 9,1 0,4% 11,1 0,5% -2,0 -18,0%
Margine operativo lordo 178,5 6,9% 183,5 7,5% -5,0 -2,7%

I ricavi aumentano del 5,2%, passando dai 2.462,1 milioni di euro di dicembre 2018 ai 2.590,4 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019, con una crescita di 128,3 milioni di euro. Le principali motivazioni della crescita sono da imputare all’aumento dei volumi venduti, che genera maggiori ricavi per circa 87 milioni di euro, ai maggiori ricavi di produzione energia elettrica per circa 14,0 milioni di euro e al vettoriamento extra rete per circa 182 milioni di euro, invarianti sui costi. In controtendenza a tale andamento, vanno segnalati i minori ricavi per attività di trading per 118,0 milioni di euro e per il minor prezzo della materia prima per circa 43 milioni di euro.
I ricavi regolati sono in aumento di 1,6 milioni di euro, più 1,8%, rispetto all’esercizio 2018. L’aumento è dovuto al maggior tasso di remunerazione Wacc, più 0,3%, nonché all’aggiornamento fisiologico legato al riconoscimento degli investimenti e al riconoscimento di competenze pregresse.
Sono in aumento i ricavi per commesse a lungo termine e opere conto terzi per 3,5 milioni di euro, con pari effetto sui costi operativi, mentre risultano in calo i ricavi per i titoli di efficienza energetica per circa 1,2 milioni di euro.

Ricavi (mln/euro)
Ricavi

L’incremento dei ricavi si riflette in maniera proporzionale sulla crescita dei costi operativi che passano da 2.244,9 milioni di euro di dicembre 2018 a 2.376,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019, evidenziando quindi un aumento complessivo di 131,2 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente ai maggiori volumi venduti e alla maggiore attività di produzione di energia elettrica. Infine, l’applicazione del principio Ifrs 16 riduce i costi di circa 0,4 milioni di euro.
Al 31 dicembre 2019, il margine operativo lordo è in calo di 5,0 milioni di euro, pari al 2,7%, passando da 183,5 milioni di euro del 2018 a 178,5 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019, per la minore marginalità derivante sia dalla maggiore competitività del mercato della salvaguardia, sia dal diverso mix dei lotti gestiti. A compensare tale effetto si evidenziano i maggiori margini della produzione di energia elettrica nel mercato del servizio di dispacciamento, i maggiori volumi venduti e i minori costi per l’acquisizione dei clienti energy, che non transitano più sul conto economico, come evidenziato nel capitolo 1.03.02, ma negli investimenti.

Margine operativo lordo (mln/euro)

Margine operativo lordo

Nell’area energia elettrica gli investimenti 2019 ammontano a 43,4 milioni di euro, in crescita di 20,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente, di cui 15,5 milioni di euro si registrano nella vendita di energia per le attività connesse all’acquisizione di nuovi clienti.
Gli interventi realizzati riguardano prevalentemente la manutenzione straordinaria di impianti e reti di distribuzione nei territori di Modena, Imola, Trieste e Gorizia, che determinano una crescita degli investimenti nella distribuzione di energia elettrica per 4,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su reti e impianti nel territorio di Trieste e alla nuova cabina primaria di Modena Est.
Anche le richieste di nuovi allacciamenti sono in aumento rispetto all’anno precedente.

Investimenti netti energia elettrica (mln/euro)
Investimenti netti energia elettrica

Gli investimenti operativi nell’area energia elettrica:

Energia elettrica (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 27,9 23,0 +4,9 +21,3%
Acquisizione clienti EE 15,5 0,0 +15,5 +100,0%
Totale energia elettrica lordi 43,4 23,0 +20,4 +88,7%
Contributi conto capitale 0,0 0,0 +0,0 +0,0%
Totale energia elettrica netti 43,4 23,0 +20,4 +88,7%

La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall’Autorità per la remunerazione del capitale investito, è allineata al valore dell’esercizio 2018.

Rab (mld/euro)
Rab

CICLO IDRICO INTEGRATO

Risultati in crescita

Nel 2019, l’area ciclo idrico integrato ha registrato una crescita di marginalità pari al 6,2%. Il 2019 è l’ultimo anno di applicazione del metodo tariffario definito dall’Autorità per il periodo 2016-2019 (delibera 664/2015). A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) determinato sulla base dei costi operativi e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati. 

Mol area CICLO IDRICO 2019
Mol area ciclo idrico 2019

 

Mol area CICLO IDRICO 2018
Mol area ciclo idrico 2018

 

+6,2% Mol in crescita

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 264,2 252,0 +12,2 +4,8%
Margine operativo lordo Gruppo 1.085,1 1.031,1 +54,0 +5,2%
Peso percentuale 24,3% 24,4% -0,1 p.p.  

Il Gruppo Hera copre tutti i comparti di attività del ciclo idrico, dalla captazione e potabilizzazione, con oltre 400 impianti, alla distribuzione di acqua potabile, con oltre 35 mila km di rete, dalla gestione della fognatura, con oltre 18 mila km di rete gestita, alla depurazione e restituzione all’ambiente con oltre mille impianti e sistemi di depurazione.

Il numero di clienti acqua si attesta a quota 1,5 milioni, aumentando di 4,3 migliaia, pari allo 0,3% rispetto al 2018, a conferma del moderato trend di crescita organica nei territori di riferimento del Gruppo, prevalentemente nel territorio emiliano-romagnolo gestito da Hera Spa.

Clienti (mgl)
Clienti

289,3 milioni di mc: quantità gestita in acquedotto

qANTITà GESTITE 2019 (MLN MC)
Quantità gestite 2019

 

qUANTITà GESTITE 2018 (MLN MC)
Quantità gestite 2018

 

I volumi erogati, tramite acquedotto, presentano una leggera contrazione di 1,8 milioni di mc pari allo 0,6% rispetto allo scorso anno. Inoltre, rispetto al 2018, è presente un lieve calo nelle quantità gestite relative alla depurazione (per circa l’1,2%), mentre le quantità gestite relative alla fognatura sono sostanzialmente allineate allo scorso anno. I volumi somministrati, a seguito della delibera 664/2015 dall’Autorità, sono un indicatore di attività dei territori in cui il Gruppo opera e sono oggetto di perequazione per effetto della normativa che prevede il riconoscimento di un ricavo regolato indipendente dai volumi distribuiti.
Il livello del mantenimento dell’efficienza della rete è in evidente miglioramento e il numero di rotture per km di rete passa da 7,0 rotture per km del 2018 a 6,2 rotture per km del 2019. Questo dato esprime il rapporto tra il numero totale di rotture riparate sulla tubazione e la lunghezza della rete, il calo è legato alla gestione accurata delle riparazioni e agli investimenti volti a garantire una rete acquedottistica sempre più performante.

L’energia elettrica consumata dagli impianti evidenzia un calo di 6,4 GWh passando da 381,4 GWh di dicembre 2018 a 375,0 GWh del 2019. Tale calo è correlabile sia ai minori volumi erogati nel 2019, sia all’impegno del Gruppo per una gestione sempre più efficiente e oculata della risorsa energia, portata avanti attraverso la realizzazione di interventi innovativi sugli impianti.

Energia elettrica consumata dagli impianti

La sintesi dei risultati economici dell’area:

Conto economico (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 911,9   878,6   +33,3 +3,8%
Costi operativi (471,8) -51,7% (455,7) -51,9% +16,1 +3,5%
Costi del personale (179,9) -19,7% (179,3) -20,4% +0,6 +0,3%
Costi capitalizzati 5,2 0,6% 6,1 0,7% (0,9) (14,8%)
Margine operativo lordo 265,3 29,1% 249,7 28,4% +15,6 +6,2%

I ricavi a dicembre 2019, presentano una crescita di 33,3 milioni di euro pari al 3,8% passando dai 878,6 milioni di euro di dicembre 2018 ai 911,9 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019. Tale andamento è legato ai maggiori ricavi per commesse e opere conto terzi realizzate nel 2019 per circa 19,0 milioni di euro e a maggiori ricavi per allacciamenti per circa 1,4 milione di euro. I ricavi da somministrazione, che riflettono il risultato complessivo degli effetti tariffari previsti dall’Autorità per il periodo 2016-2019 e del riconoscimento della premialità sulla qualità contrattuale a dicembre 2019, presentano una crescita di 13,3 milioni di euro.

Ricavi (mnl/euro)
Ricavi


I costi operativi, presentano una crescita di 16,1 milioni di euro pari al 3,5% passando dai 455,7 milioni di euro del 2018 ai 471,8 milioni di euro di dicembre del 2019. Tale andamento è legato prevalentemente ai maggiori costi correlati alle maggiori opere realizzate, già descritte tra i ricavi, per complessivi 19,0 milioni di euro e ai maggiori costi operativi per la gestione di reti e impianti per 3,0 milioni di euro. Tale crescita è in parte mitigata dal minor costo imputabile all’applicazione dell’Ifrs 16 per circa 4,0 milioni di euro e ai minori costi di energia elettrica consumata dagli impianti per circa 2,0 milioni di euro (come effetto legato sia al minor prezzo dell’energia elettrica che ai minori volumi consumati).

Il margine operativo lordo presenta una crescita di 15,6 milioni di euro, pari al 6,2%, passando dai 249,7 milioni di euro di dicembre 2018 ai 265,3 milioni di euro dell’analogo periodo 2019, grazie prevalentemente ai maggiori ricavi da somministrazione, ai maggiori ricavi da allacciamento, e infine agli effetti per l’applicazione dell’Ifrs 16 per 4,0 milioni di euro.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)
Margine operativo lordo

Nell’esercizio 2019, gli investimenti netti nell’area ciclo idrico integrato ammontano a 151,5 milioni di euro, in crescita di 23,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Al lordo dei contributi in conto capitale ricevuti, che si riducono di 6,0 milioni di euro, gli investimenti effettuati aumentano di 17,9 milioni di euro e sono pari a 175,8 milioni di euro rispetto ai 157,9 milioni di euro dell’anno precedente.
Gli investimenti sono riferiti principalmente a estensioni, bonifiche e potenziamenti di reti e impianti, oltre agli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto l’ambito depurativo e fognario.
Gli investimenti sono stati realizzati per 99,7 milioni di euro nell'acquedotto, per 48,3 milioni di euro nella fognatura e per 27,7 milioni di euro nella depurazione.

Investimenti netti ciclo idrico (mln/euro)
Investimenti netti cliclo idrico

Fra i principali interventi, si segnalano: nell’acquedotto, l’incremento delle attività di bonifica reti legata anche alla delibera Arera 917/2017 sulla regolazione della qualità tecnica del SII, il potenziamento delle interconnessioni del sistema idrico modenese e gli interventi per la distrettualizzazione delle reti; nella fognatura continua l’avanzamento delle importanti opere del piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, oltre a interventi di riqualificazione della rete fognaria in altri territori, fra cui Budrio, Argenta, zona Est di Modena e, nel perimetro della società AcegasApsAmga Spa, Padova e Trieste; nella depurazione, la realizzazione della seconda linea e vasca di prima pioggia del depuratore di Sasso Marconi, il revamping della linea acque del depuratore di Ravenna, oltre agli interventi nel territorio del Gruppo AcegasApsAmga.
Le richieste per nuovi allacciamenti idrici e fognari sono in crescita rispetto all’anno precedente.
I contributi in conto capitale per 24,2 milioni di euro sono comprensivi di 13,4 milioni di euro derivanti dalla componente della tariffa prevista dal metodo tariffario per il Fondo Nuovi Investimenti (FoNI) e diminuiscono di 6,0 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Rilevanti investimenti operativi su acquedotto, fognatura e depurazione

Il dettaglio degli investimenti operativi nell’area ciclo idrico integrato

Ciclo idrico integrato (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Acquedotto 99,7 81,5 +18,2 +22,3%
Depurazione 27,7 26,9 +0,8 +3,0%
Fognatura 48,3 49,5 -1,2 -2,4%
Totale ciclo idrico integrato lordi 175,8 157,9 +17,9 +11,3%
Contributi conto capitale 24,2 30,2 -6,0 -19,9%
di cui per FoNI (Fondo Nuovi investimenti) 13,4 12,5 +0,9 +7,2%
Totale ciclo idrico integrato netti 151,5 127,6 +23,9 +18,7%

La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall’Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in aumento rispetto al 2018., grazie alla crescita di tutte le società del Gruppo.

Rab

 

AMBIENTE

 

Mol in crescita

A dicembre 2019 l’area ambiente contribuisce con il 24,3% alla marginalità del Gruppo Hera, presentando un margine operativo lordo in crescita del 4,8% rispetto all’analogo periodo del 2018. Nel trattamento e recupero dei rifiuti, il Gruppo Hera consolida nel 2019 la propria leadership a livello nazionale facendo leva su offerte commerciali complete e integrate, su partnership commerciali con i principali player del settore, sul presidio costante dei bandi di gara, ma anche attraverso un parco impiantistico completo e all’avanguardia in grado di fornire soluzioni efficaci e sostenibili anche a supporto dell’economia circolare.
Su quest’ultimo punto si evidenzia sia l’ulteriore rafforzamento dell’eccellenza di Aliplast Spa nel riciclo della plastica che il contributo derivante dall’impianto per la produzione di biometano di Sant’Agata Bolognese. Quest’ultimo asset ha innescato un circuito virtuoso che parte dalle famiglie attraverso la raccolta differenziata dell'organico e ritorna al territorio, grazie all’immissione in rete del gas prodotto, per alimentare mezzi privati o del trasporto pubblico o per usi domestici, con immediati benefici per la qualità dell’aria. Si segnala inoltre, che la leva della semplificazione e del miglioramento generale dell’efficienza operativa ha portato nel terzo trimestre 2019 alla fusione di Waste Recycling Spa in Herambiente Servizi Industriali Srl, che è diventa così la più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali.
Per quanto concerne il servizio di gestione dei rifiuti urbani, il Gruppo Hera eroga il servizio in 189 Comuni e rispetto a dicembre 2018 si evidenzia l’ingresso nel perimetro di Gruppo di Cosea Ambiente, società che gestisce il servizio di raccolta e spazzamento principalmente nell’ambito della provincia di Bologna.
La tutela delle risorse ambientali si conferma anche nel 2019 un obiettivo prioritario, così come la massimizzazione del loro riutilizzo: ne è dimostrazione la particolare attenzione dedicata allo sviluppo della raccolta differenziata, in tutti i territori in cui si opera.

INSERIRE NUOVE IMMAGINI

Mol area AMBIENTE 2019
Mol area ambiente 2019

 

Mol area energia AMBIENTE 2018
Mol area ambiente 2018

 

Crescita del Mol: +4,8%

Di seguito le variazioni a livello di margine operativo lordo

(mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 264,2 252,0 +12,2 +4,8%
Margine operativo lordo Gruppo 1.085,1 1.031,1 +54,0 +5,2%
Peso percentuale 24,3% 24,4% -0,1 p.p.  

Rifiuti da mercato +3,2%

Nella tabella è esposta l’analisi dei volumi commercializzati e trattati dal Gruppo nel 2019:

Dati quantitativi (mgl/t) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Rifiuti urbani 2.347,8 2.348,0 -0,2 -0,0%
Rifiuti da mercato 2.211,1 2.142,8 +68,3 +3,2%
Rifiuti commercializzati 4.558,9 4.490,8 +68,1 +1,5%
Sottoprodotti impianti 2.616,2 2.802,2 -186,0 -6,6%
Rifiuti trattati per tipologia 7.175,1 7.293,0 -117,9 -1,6%

L’analisi dei dati quantitativi evidenzia una crescita dei rifiuti commercializzati dovuta ai rifiuti da mercato, in aumento del 3,2% e una sostanziale stabilità dei rifiuti urbani. La crescita nei volumi da mercato è conseguenza dell’avvio a pieno regime dell’impianto Biometano Sant’Agata e della nuova linea di Ostellato e dei perimetri in ingresso di cui si tratterà nel proseguo. Infine, i volumi da mercato beneficiano dell’incremento dei flussi intermediati.
I rifiuti urbani presentano sostanziale stabilità, in particolare le quantità di differenziato e arenile sono in aumento del 6,9%, mentre le quantità di indifferenziato presentano una diminuzione del 6,9%.

I sottoprodotti degli impianti presentano una flessione per la minore produzione di percolati in discarica riconducibile alla minore piovosità del 2019 rispetto all’analogo periodo del 2018.

La raccolta differenziata di rifiuti urbani registra un ulteriore progresso, passando dal 62,5% di dicembre 2018 al 64,6% del 2019. A dicembre 2019 nei territori gestiti da Hera Spa la raccolta differenziata aumenta del 2,1%, nei territori di Marche Multiservizi Spa aumenta dello 0,8% e nel Triveneto la crescita si attesta al 2,4%.

Raccolta differenziata (%)
Raccolta differenziata

 

In calo le discariche

 

RIFIUTI TRATTATI PER TIPOLOGIA
IMPIANTO
2019
Rifiuti trattati per tipologia impianto 2019

 

RIFIUTI TRATTATI PER TIPOLOGIA
IMPIANTO
2018
Rifiuti trattati per tipologia impianto 2018

 

 

Dati quantitativi (mgl/t) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Discariche 663,5 704,3 -40,8 -5,8%
Termovalorizzatori 1.259,9 1.309,8 -49,9 -3,8%
Impianti di selezione e altro 572,8 531,2 +41,6 +7,8%
Impianti di compostaggio e stabilizzazione 506,1 361,5 +144,6 +40,0%
Impianti di inertizzazione e chimico-fisici 1.600,2 1.231,7 +368,5 +29,9%
Altri impianti 2.572,7 3.154,6 -581,9 -18,4%
Rifiuti trattati per impianto 7.175,1 7.293,0 -117,9 -1,6%

Il Gruppo Hera opera nel ciclo completo dei rifiuti con 95 impianti di trattamento di rifiuti urbani e speciali e di rigenerazione dei materiali plastici. Tra i principali impianti si evidenziano: 10 termovalorizzatori, 12 compostaggi/digestori, 15 impianti di selezione.

Il percorso di crescita nel settore del trattamento dei rifiuti industriali e dei servizi ambientali alle imprese beneficia a dicembre 2019 anche dell’acquisizione di Pistoia Ambiente Srl, che gestisce la discarica di Serravalle Pistoiese. Infine, la seconda parte dell’anno ha visto l’inaugurazione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti non pericolosi a Cordenons in provincia di Pordenone e la gestione dell’impianto per rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi di Gaggio Montano.

Il trattamento dei rifiuti evidenzia una flessione, pari all’1,6% rispetto a dicembre 2018. Al riguardo si segnalano i minori quantitativi in discarica, mentre sulla filiera dei termovalorizzatori la riduzione dei rifiuti trattati è dovuta alla diversa disponibilità impiantistica rispetto al 2018 per fermo impianto e manutenzioni programmate. L’aumento delle quantità negli impianti di selezione è imputabile principalmente a una diversa classificazione di alcuni impianti dalla filiera impianti di terzi/altri impianti. L’aumento delle quantità negli impianti di compostaggio e stabilizzazione è dovuto principalmente ai maggiori volumi trattati negli impianti di Sant'Agata e dalla nuova linea di Ostellato. I maggiori quantitativi nella filiera degli impianti d’inertizzazione e chimico-fisici sono riconducibili a una diversa classificazione di alcuni impianti dalla filiera impianti di terzi/altri impianti, nonostante la riduzione dei percolati delle discariche per la minore piovosità. Infine, la flessione nella filiera impianti terzi/altri, è riconducibile ai minori sottoprodotti, principalmente reflui, trattati in impianti di terzi e alla diversa rappresentazione in altre categorie di alcuni impianti (già citata in precedenza), nonostante i maggiori volumi conseguenti all’ingresso di Cosea Ambiente Spa.

Marginalità in aumento

Una sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 1.190,5   1.123,7   +66,8 +5,9%
Costi operativi (733,5) -61,6% (684,3) -60,9% +49,2 +7,2%
Costi del personale (201,2) -16,9% (196,1) -17,4% +5,1 +2,6%
Costi capitalizzati 8,4 0,7% 8,8 0,8% -0,4 -4,6%
Margine operativo lordo 264,2 22,2% 252,0 22,4% +12,2 +4,8%

I ricavi aumentano del 5,9%, pari a 66,8 milioni di euro, passando da 1.123,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018 a 1.190,5 milioni di euro nel 2019. Al netto della variazione di perimetro relative all’ingresso di Cosea Ambiente Spa, di Pistoia Ambiente Srl e all’impianto di Gaggio Montano (di seguito variazioni di perimetro) che contribuiscono per circa 22,9 milioni di euro, l’area ambiente presenta dei ricavi in crescita di circa 44 milioni di euro rispetto allo scorso esercizio. Tale andamento è legato al trend positivo dei prezzi dei rifiuti speciali, al contributo dell’impianto di biometano di Sant’Agata entrato in funzione a fine 2018 ma il cui contributo ai risultati economici è iniziato nel 2019 e all’apporto di Aliplast Spa per i maggiori quantitativi gestiti e venduti. Tali effetti positivi, unitamente ai maggiori ricavi per lo sviluppo della raccolta differenziata per quanto riguarda il servizio di igiene urbana, sono solo in parte compensati dai minori volumi trattati e dai minori ricavi da produzione energia elettrica. Per quanto riguarda i minori ricavi da produzione energia elettrica sono conseguenza della perdita d’incentivi energetici su alcuni impianti, della minore produzione su Wte e biogas e della flessione del grin, nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia a mercato e della termica e l’ottenimento di titoli di garanzia di origine. Questi ultimi sono stati conseguiti a seguito della certificazione di alcuni impianti del Gruppo come idonei a produrre da fonte rinnovabile l’energia immessa nella rete elettrica nazionale.

Ricavi (mln/euro)
Ricavi

I costi operativi a dicembre 2019 aumentano del 7,2%, pari a 49,2 milioni di euro passando dai 684,3 milioni di euro di dicembre 2018 ai 733,5 milioni di euro del 2019. Al netto delle variazioni di perimetro che contribuiscono per 12,4 milioni di euro, si evidenziano maggiori costi per 36,9 milioni di euro. Nel business del trattamento rifiuti si segnalano maggiori costi per lo sviluppo dell’attività commerciale e bonifiche, inoltre si segnalano i maggiori costi di manutenzione programmata su alcuni impianti del Gruppo. Inoltre si segnala il decremento dei costi di acquisto del pet sostenuti da Aliplast Spa. Per quanto riguarda l’igiene urbana si segnalano maggiori costi legati allo sviluppo di nuovi progetti di raccolta differenziata. Infine, si indica il minor costo imputabile all’applicazione dell’Ifrs 16 per circa 6,1 milioni di euro.

L’incremento del costo del personale, al netto delle variazioni di perimetro precedentemente citata per circa 4,5 milioni di euro, è pari allo 0,3%.

Il margine operativo lordo passa dai 252,0 milioni di euro di dicembre 2018 ai 264,2 milioni di euro del 2019 evidenziando una crescita di 12,2 milioni di euro, pari al 4,8%. Tale andamento è stato sostenuto dai maggiori prezzi sui trattamenti dei rifiuti speciali e industriali, dal minor costo imputabile all’applicazione dell’Ifrs 16, dal contributo di Aliplast Spa e dai nuovi perimetri in ingresso. Gli effetti positivi precedentemente indicati hanno saputo più che compensare i minori ricavi conseguenti al calo dei volumi trattati e minori incentivi relativi alla produzione di energia elettrica.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mn/euro)
Margine operativo lordo

 

Gli investimenti netti nell’area ambiente riguardano gli interventi di manutenzione e potenziamento degli impianti e ammontano a 81,5 milioni di euro, in crescita di 3,8 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.
La filiera compostaggi/digestori presenta una diminuzione di 16,2 milioni di euro, dovuta agli importanti interventi realizzati l’anno precedente sul compostaggio di Sant’Agata Bolognese per le attività legate alla realizzazione dell’impianto di biometano, oltre ad altri interventi fra cui l’adeguamento dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Tre Monti.
Gli investimenti sulle discariche aumentano di 6,3 milioni di euro principalmente per la realizzazione del primo stralcio dell’impianto Cordenons e per gli interventi effettuati sul decimo settore della discarica di Ravenna.
La filiera Wte presenta maggiori investimenti per 3,7 milioni di euro, effettuati principalmente per lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti di Padova, Bologna e Trieste.
L’incremento degli investimenti nella filiera impianti rifiuti speciali per 0,9 milioni di euro riguarda principalmente gli interventi manutentivi sugli impianti per il trattamento dei rifiuti industriali a Ravenna.

 

La filiera isole ecologiche e attrezzature di raccolta registra maggiori investimenti per 4,7 milioni di euro principalmente nel territorio della società Hera Spa, mentre l’incremento nella filiera degli impianti di selezione e recupero per 4,1 milioni di euro è imputabile principalmente agli interventi effettuati sull’impianto mobile di soil washing di Chioggia, all’installazione dell’estrusore per polietilene e alle maggiori manutenzioni straordinarie nelle società del Gruppo Aliplast.

INVESTIMENTI NETTI AMBIENTE (mln/euro
Investimenti netti ambiente

 

Aumentano gli investimenti operativi

 

Il dettaglio degli investimenti operativi nell’area ambiente:

Ambiente (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Compostaggi/digestori 8,3 24,5 -16,2 -66,1%
Discariche 17,1 10,8 +6,3 +58,3%
WTE 14,0 10,3 +3,7 +35,9%
Impianti Rs 4,5 3,6 +0,9 +25,0%
Isole ecologiche e attrezzature di raccolta 17,0 12,3 +4,7 +38,2%
Impianti trasbordo, selezione e altro 20,9 16,8 +4,1 +24,4%
Totale ambiente lordi 81,8 78,1 +3,7 +4,7%
Contributi conto capitale 0,3 0,4 -0,1 -25,0%
Totale ambiente netti 81,5 77,7 +3,8 +4,9%

ALTRI SERVIZI

Marginalità in crescita

L’area altri servizi raccoglie i business minori gestiti dal Gruppo. Ne fanno parte la pubblica illuminazione, le telecomunicazioni e i servizi cimiteriali. A dicembre 2019, il risultato dell’area presenta un incremento pari al 21,1% rispetto all’esercizio precedente: il margine operativo lordo infatti è passato dai 29,3 milioni di euro di dicembre 2018 ai 35,5 milioni di euro dell’analogo periodo del 2019.

INSERIRE NUOVE IMMAGINI

Mol ALTRI SERVIZI 2019
Mol altri serizi 2019

 

Mol ALTRI SERVIZI 2018
Mol altri servizi 2018

 

Di seguito le variazioni del margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 35,5 29,3 +6,2 +21,1%
Margine operativo lordo Gruppo 1.085,1 1.031,1 +54,0 +5,2%
Peso percentuale 3,3% 2,8% +0,5 p.p.  

Gli indicatori principali dell’area riferiti all’attività dell’illuminazione pubblica:

Dati quantitativi dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Illuminazione pubblica        
Punti luce (mgl) 548,7 534,3 +14,4 +2,7%
di cui a led 27,5% 14,9% +12,6 p.p.  
Comuni serviti 181,0 176,0 +5,0 +2,8%

548,7 mila punti luce

Dall’analisi dei dati quantitativi dell’illuminazione pubblica emerge una crescita di 14,4 mila punti luce e l’acquisizione di cinque nuovi Comuni gestiti. Il Gruppo Hera nel corso del 2019 ha acquisito circa 20 mila punti luce in dieci nuovi Comuni. Le acquisizioni maggiormente significative sono state: nel Lazio per circa 2 mila punti luce, in Lombardia per circa 8 mila punti luce, in Emilia-Romagna per circa 8 mila punti luce e nei territori gestiti da Marche Multiservizi Spa per circa 2 mila punti. Gli incrementi dell’anno hanno pienamente assorbito la perdita di circa 6 mila punti luce e di cinque Comuni gestiti nelle provincie di Ravenna, Forlì, Rimini e Padova. Cresce anche la percentuale dei punti luce che utilizzano lampade a led: nel 2019 si attesta al 27,5% in crescita di 12,6 punti percentuali. Tale andamento evidenzia l’attenzione costante del Gruppo a una gestione sempre più efficiente e sostenibile dell’illuminazione pubblica.
Tra gli indicatori quantitativi dell’area altri servizi si evidenziano anche i 4.200 Km di rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica che il Gruppo Hera possiede attraverso la propria digital company, Acantho Spa. Tale rete serve le principali città del territorio emiliano romagnolo, Padova e Trieste e fornisce ad aziende e privati una connettività ad alte prestazioni, elevata affidabilità e massima sicurezza di sistemi, dati e continuità del servizio.

Conto economico (mln/euro) dic-19 Inc.% dic-18 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 148,1   147,1   +1,0 +0,7%
Costi operativi (94,3) -63,7% (100,2) -68,1% -5,9 -5,9%
Costi del personale (20,2) -13,7% (20,0) -13,6% +0,2 +1,0%
Costi capitalizzati 2,0 1,4% 2,5 1,7% -0,5 -20,3%
Margine operativo lordo 35,5 24,0% 29,3 19,9% +6,2 +21,1%

I ricavi dell’area sono sostanzialmente allineati allo scorso dicembre 2018 presentando una leggera crescita dello 0,7% con un controvalore di 1 milione di euro. Tale andamento è dovuto prevalentemente ai maggiori ricavi del business delle telecomunicazioni e dell’illuminazione pubblica nonostante i minori ricavi dei servizi cimiteriali.


Ricavi (mln/euro)
Ricavi

 

Il margine operativo lordo presenta una crescita di 6,2 milioni di euro rispetto a dicembre 2018. Tale andamento è dovuto ai maggiori margini dei servizi delle telecomunicazioni e ai minori costi per l’applicazione dell’Ifrs 16 per circa 4 milioni di euro.

 

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)
Margine operativo lordo

 

Gli investimenti nell’area altri servizi sono pari a 16,0 milioni di euro e risultano in diminuzione rispetto l’anno precedente.
Nelle telecomunicazioni sono stati realizzati 10,1 milioni di euro di investimenti in rete e in servizi Tlc e Idc (Internet data center), in linea con l’esercizio 2018, mentre nel servizio di illuminazione pubblica, gli investimenti per 5,9 milioni di euro sono relativi agli interventi di manutenzione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti di illuminazione dei territori gestiti. Tali investimenti risultano in diminuzione di 2,8 milioni di euro per effetto dei maggiori interventi eseguiti l’anno precedente nel comune di Pesaro da parte della società Marche Multiservizi Spa e nei comuni di gestiti dalla società Hera Luce Srl, oltre all’effetto della diversa contabilizzazione dei lavori interessati dall’applicazione del principio Ifric 12.

 

Investimenti netti altri servizi (mln/euro)
Investimenti netti altri servizi

 

I dettagli degli investimenti operativi nell’area altri servizi:

 

Altri Servizi (mln/euro) dic-19 dic-18 Var. Ass. Var.%
Tlc 10,1 10,0 +0,1 +1,0%
Illuminazione pubblica e semaforica 5,9 8,7 -2,8 -32,2%
Totale altri servizi lordi 16,0 18,8 -2,8 -14,9%
Contributi conto capitale 0,0 0,0 +0,0 +0,0%
Totale altri servizi netti 16,0 18,8 -2,8 -14,9%

 

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Risultati di sostenibilità

L’impegno del Gruppo nella rendicontazione agli stakeholder dei risultati ottenuti nelle dimensioni della creating shared value (Csv - creazione di valore condiviso) e della sostenibilità trova conferma anche quest’anno nella predisposizione del bilancio di sostenibilità, disponibile all’indirizzo bs.gruppohera.it nella sezione responsabilità sociale.

Il bilancio di sostenibilità rappresenta la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario del Gruppo Hera predisposta ai sensi del D.Lgs. 254/16 e che costituisce una relazione distinta rispetto alla presente relazione sulla gestione, come previsto dall’art. 5 comma 3, lettera b) del D.Lgs. 254/16. Il bilancio di sostenibilità include anche gli indicatori e le informazioni relative all’ambiente, al personale e alle attività di ricerca e sviluppo.
Di seguito si riporta una sintesi dei principali risultati rendicontati nel bilancio di sostenibilità 2019.

Ulteriori progressi sono stati conseguiti negli ambiti Csv e nelle prospettive della sostenibilità nel corso del 2019 sia in termini di risultati ottenuti e nuovi progetti avviati sia in termini di misurazione e rendicontazione all’esterno. Relativamente a questi ultimi aspetti, sono diversi gli elementi che hanno arricchito il profilo di responsabilità sociale d’impresa e di accountability del Gruppo:

  • l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Hera Spa del nuovo Codice etico del Gruppo, aggiornato con numerosi elementi di discontinuità e distinzione attraverso un percorso partecipato da molti lavoratori e la supervisione del Comitato etico e sostenibilità;
  • il miglioramento di tre dei cinque report tematici di sostenibilità che integrano il bilancio annuale con particolare riferimento all’impegno del Gruppo nell’innovazione (report I mille volti del servizio), nella riduzione dei consumi idrici e nel riuso dell’acqua (report In buone acque), nel recupero di materia anche delle frazioni di raccolta differenziata minori come gli oli vegetali, i Raee e i tessili (report Sulle tracce dei rifiuti);
  • l’introduzione, nel bilancio di sostenibilità 2019 (costruito già dal 2016 e quindi con due anni di anticipo secondo gli standard Gri) delle seguenti evoluzioni:
  1. un primo allineamento della rendicontazione alle raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosure (Tcfd) sulla base dei risultati di un gruppo di lavoro costituito nel 2019 e che opererà per tutto il 2020;

  2. l’adozione, con un anno di anticipo, di due nuovi standard Gri: 303 Acqua e scarichi idrici e 403 Salute e sicurezza nel lavoro;

  3. l’integrazione nel content index del bilancio degli indicatori sui benefici ambientali derivanti dagli investimenti finanziati con il green bond emesso nel 2019;

  4. l’ampliamento della disclosure per i nuovi ambiti definiti sulla base dell’analisi di materialità quali ad esempio la prevenzione e gestione dei rischi informatici e in ambito corruzione e l’adozione dei principi dell’economia circolare nei processi di acquisto. 

La creazione di valore condiviso: il Mol Csv sale a 422,5 milioni di euro (38,9% del totale); investimenti Csv pari a 202,4 milioni di euro (+10% rispetto al 2018)

Il bilancio di sostenibilità 2019 consolida la innovativa rappresentazione dei contenuti introdotta fin dal 2017 focalizzata sulla creazione di valore condiviso seguendo l’approccio strategico del Gruppo ispirato alle indicazioni offerte da Porter e Kramer. I risultati conseguiti e gli obiettivi fissati per il futuro continuano così a essere affiancati a una sintesi dello scenario relativo ai tre driver individuati per la creazione di valore condiviso: (i) uso intelligente dell’energia, (ii) uso efficiente delle risorse, (iii) innovazione e contributo allo sviluppo del territorio, rappresentando così il posizionamento e le risposte di Hera alle importanti sfide ambientali e socioeconomiche che caratterizzano lo sviluppo futuro. Ai tre driver Csv sono dedicati, anche nel bilancio 2019, altrettanti capitoli che rappresentano la parte più significativa del rapporto.

Uno dei punti di forza della rendicontazione Csv del Gruppo è la quantificazione del Mol a valore condiviso ovvero della quota parte di margine operativo lordo che deriva dalle attività di business in grado di rispondere agli obiettivi dell’Agenda globale, ossia a quelle call to action per il cambiamento verso una crescita sostenibile indicate da 75 politiche a livello globale (Agenda ONU inclusa), europeo, nazionale e locale puntualmente analizzate nel triennio 2016-2018 e sintetizzate nei tre driver richiamati in precedenza. A questo set di politiche sono state aggiunte le 14 nuove politiche analizzate nel 2019. Nel 2019 il Mol a valore condiviso è pari a 422,5 milioni di euro, in incremento del 12,6% rispetto all’anno precedente e corrispondente al 38,9% del totale. Tale risultato si colloca così nella traiettoria segnata dal piano industriale 2019-2023, costruito affinché circa il 42% del Mol al 2023 derivi da attività di business che rispondono alle priorità dell’Agenda globale di sostenibilità pertinenti con le attività del Gruppo. Il contributo del Gruppo alla creazione di valore condiviso passa anche dalla realizzazione di investimenti nei tre driver Csv che nel 2019 ammontano a 202,4 milioni di euro (+10% rispetto al 2018), circa il 40% del totale. La quantificazione del Mol e degli investimenti a valore condiviso relativi all’anno 2019 sono stati sottoposti per la prima volta alla verifica di una società di revisione con l’obiettivo di avvalorare nei confronti di tutti gli stakeholder tali aspetti distintivi della rendicontazione del Gruppo.

L’impegno del Gruppo Hera nelle dimensioni Csv è testimoniato anche dalla partecipazione attiva al programma CE100 della Fondazione Ellen MacArthur, la rete delle imprese più impegnate a livello globale nella transizione verso un’economia circolare. Si evidenzia in particolare la partecipazione al New Plastics Economy Global Commitment attraverso la esplicitazione di specifici obiettivi di incremento della raccolta e del riciclo della plastica con orizzonte 2025 e alla prima rendicontazione effettuata nel 2019 in relazione agli obiettivi dichiarati che evidenziano risultati positivi e superiori al trend previsto per la plastica raccolta e selezionata.

  • allo sviluppo e alla fase di beta testing, insieme ad altre 30 organizzazioni, di Circulytics, il tool digitale lanciato a gennaio 2020 dalla Fondazione che consentirà alle aziende di misurare e monitorare i progressi nella transizione verso un’economia circolare;
  • allo sviluppo, insieme ad altre 66 organizzazioni, di cui 30 aziende, di Sdg Action Manager il nuovo strumento ideato da Global Compact e B Lab per supportare le imprese nella misurazione e nella rendicontazione del proprio contributo al raggiungimento degli SDGs e nella definizione di nuove opportunità di business in linea con l’Agenda ONU 2030.

Uso intelligente dell’energia: -5,1% nei consumi energetici; 20% dei contratti con servizi di efficienza energetica; -22% nell’intensità di carbonio

Le iniziative individuate da Hera Spa, Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa e Marche Multiservizi Spa in ambito Iso 50001 (inserite nel piano di miglioramento energetico) e già realizzate hanno consentito di ridurre i consumi energetici di 11.748 Tep, pari al 5,1% di quelli registrati nel 2013. Il piano di miglioramento prevede ulteriori iniziative di efficienza energetica (per circa 2.000 Tep) che consentiranno, sempre rispetto al 2013, un risparmio complessivo del 5,9% superando ampiamente il target del 5% fissato per il 2020.

Numerose iniziative di efficienza energetica sono effettuate anche presso imprese clienti/partner verso i quali il Gruppo mette a disposizione il proprio know-how: sono 25 gli accordi con associazioni di categoria e imprese del territorio in vigore a fine 2019. Tra le iniziative per promuovere l’efficienza energetica presso i clienti residenziali, si segnalano le offerte commerciali come Hera Led, Hera Thermo e Hera ContaWatt alle quali si aggiunge il nuovo report Diario dei consumi riprogettato nel 2019 con la collaborazione del Politecnico di Milano per sensibilizzare i clienti sul risparmio energetico e che poggia sui princìpi dell’economia comportamentale. Si tratta di un report gratuito a disposizione dei propri clienti gas, energia elettrica e teleriscaldamento che permette di confrontare i propri consumi con quelli di una famiglia simile. A fine 2019 sono il 20% i contratti gas ed energia elettrica che prevedono soluzioni di efficienza energetica.

Sempre in questo ambito si colloca l’attività di Hera Spa nei confronti del Gse ai fini dell’ottenimento dei certificati bianchi: sono dieci le nuove iniziative di efficienza energetica con modalità a consuntivo presentate nel 2019.

L’impegno del Gruppo per un uso intelligente dell’energia, e in particolare per contrastare il cambiamento climatico, si completa con il lancio della nuova offerta Hera Impronta Zero, l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili per il 74% dei consumi complessivi di Gruppo, la produzione di 6,5 milioni di mc di biometano dalla frazione organica dei rifiuti nella bioraffineria di Sant’Agata in provincia di Bologna, la produzione di 584 GWh di energia rinnovabile e la riduzione del 22% dell’indice di intensità di carbonio della produzione di energia rispetto al 2013. Le tonnellate di gas serra complessivamente evitate grazie alle iniziative del Gruppo sono stimate in 2,3 milioni.

Uso efficiente delle risorse: 64,6% di raccolta differenziata; 72% tasso di riciclo imballaggi; avvio dell’attività di water management

Il 2019 ha registrato un ulteriore incremento della raccolta differenziata, giunta al 64,6% (media Italia 2018: 58,1%) e una contestuale riduzione del ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti urbani che si attesta al 3,4% (media Italia 2018: 24%). Su questo aspetto Hera anticipa di quasi 20 anni l’obiettivo UE in materia di economia circolare e si posiziona ai livelli dei paesi europei più virtuosi.

Nel novembre dello scorso anno Hera ha pubblicato la decima edizione del report Sulle tracce dei rifiuti, verificato da Dnv-Gl, fornendo così garanzia ai cittadini dell’effettivo recupero della raccolta differenziata e pari al 92%. Il report contiene il posizionamento del territorio servito da Hera rispetto agli obiettivi di riciclo definiti dalla UE nell’ambito del pacchetto sull’economia circolare: il tasso di riciclo complessivo, nel quale Hera con il 53% è già vicino all’obiettivo del 55% fissato per il 2025, e il tasso di riciclo degli imballaggi, dove il Gruppo con il 72% ha già raggiunto l’obiettivo fissato per il 2030. Sul fronte della prevenzione dei rifiuti, il Gruppo ha all’attivo numerosi progetti in partnership con circa 50 Onlus del territorio per il recupero di farmaci non scaduti, ingombranti ancora in buono stato, nonché cibo ancora edibile. Nel solo 2019 nell’ambito di questi progetti sono stati avviati al riuso farmaci non scaduti per un valore di oltre 668 mila euro, oltre 630 tonnellate di ingombranti e recuperati 9.700 pasti.

Sempre sul fronte dell’economia circolare si segnala l’incremento del recupero di materia ed energia negli impianti di selezione di Herambiente Spa, pari all’83% nel 2019 (era 77% nel 2018) e della plastica riciclata venduta dal Gruppo Aliplast, che nel 2019 è stata di 72,8 mila tonnellate (+22% rispetto al 2017, baseline degli impegni presi per il New Plastics Economy Global Commitment citato in precedenza).

Anche nel 2019 è proseguito l’impegno per la sostenibilità del comparto fognario-depurativo, con il piano pluriennale di adeguamento alla normativa degli agglomerati urbani >2.000 a.e.: a fine 2019 il 97,3% degli agglomerati risultano adeguati in termini di abitanti equivalenti (erano il 92,2% nel 2018). Importanti anche le iniziative per preservare la risorsa idrica, come l’avvio del progetto di water management interno, che ha permesso una riduzione del 5,5% dei consumi nel 2019 (rispetto alla baseline 2017) e il già citato Diario dei consumi che a partire da ottobre 2019 e in via sperimentale è stato diffuso anche a un campione di circa 80 mila clienti domestici del servizio idrico.

Innovazione e contributo allo sviluppo sostenibile del territorio: 78 mln euro di investimenti in innovazione e digitalizzazione; 2,1 mld euro di valore economico distribuito al territorio; 69% il valore delle forniture locali

Significativi i risultati conseguiti dal Gruppo nel 2019 nelle aree Csv collegate allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, all’innovazione e alla digitalizzazione, e alla tutela dell’aria e del suolo.

Il valore economico complessivamente distribuito al territorio è stato pari a 2.131 milioni di euro, pari al 78% del valore economico totale, segnando una crescita dell’11% rispetto al 2018. La quota distribuita ai fornitori locali è stata pari al 69% del totale e ha raggiunto i 695 milioni (+10% rispetto all’anno precedente) mentre l’indotto occupazionale è stimato in circa 8.400 persone; tali dati confermano il ruolo primario del Gruppo nello sviluppo del territorio. Relativamente all’indotto occupazionale si segnala l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (pari a 875) che registrano un ulteriore incremento e che sono collegati alle forniture da cooperative sociali pari a 66,4 milioni di euro nel 2019.

In ambito innovazione gli investimenti sono pari a circa 78 milioni di euro dedicati a progetti in quattro ambiti: smart city, economia circolare, utility 4.0 e customer experience. Tra questi si segnala, in ambito smart city, l’isola ecologica smart e la dashboard a disposizione di Comuni, imprese e università per il monitoraggio della sostenibilità ambientale. Si segnalano anche i progetti, in ambito economia circolare, che mirano al recupero di energia dai fanghi prodotti dalla depurazione delle acque reflue e alla loro riduzione, al riutilizzo delle acque in uscita dai depuratori e quelli che mirano alla produzione di biometano dagli scarti ligneo-cellulosici e di bioplastica dalla cellulosa.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, oltre ai numerosi progetti rivolti alla ulteriore ottimizzazione dei processi operativi, anche attraverso strumenti evoluti di analisi dei dati, a vantaggio della sicurezza e continuità dei servizi, della qualità del lavoro e dell’efficienza interna, nel 2019 è proseguito lo sforzo nello sviluppo dei canali digitali di relazione con i clienti. Nel 2019 le app Acquologo e Rifiutologo hanno registrato oltre 200 mila utenti attivi e superato le 59 mila fotosegnalazioni da parte dei cittadini (+51% rispetto al 2018) mentre l’app My Hera dedicata ai clienti residenziali ha superato i 230 mila download. La digitalizzazione nelle relazioni con i clienti è anche caratterizzata dal costante incremento delle pratiche gestite attraverso il canale web: nel 2019 i clienti iscritti ai servizi on-line salgono al 23,8% mentre quelli che hanno richiesto la bolletta elettronica raggiungono quota 30,1%. L’impegno su questo fronte, unito all’attenzione alle comunità locali, si è tradotto nel 2019 nel lancio della terza edizione della campagna di promozione della bolletta elettronica, denominata Digi e Lode, destinando ulteriori 125 mila euro in premi economici per la digitalizzazione delle scuole del territorio.

Per quanto riguarda la tutela dell’aria si confermano i risultati positivi relativamente alle performance ambientali dei termovalorizzatori del Gruppo, che anche nel 2019 hanno registrato livelli di emissioni in atmosfera molto contenute e mediamente inferiori dell’86% rispetto ai limiti di legge, e della centrale di cogenerazione di Imola con concentrazioni medie di PM10 inferiori del 99% rispetto ai limiti. Infine, per quanto riguarda la tutela del suolo si segnala che le progettazioni realizzate da HeraTech nel 2019 hanno comportato un riutilizzo di suolo per il 77% del totale.

I risultati conseguiti in termini di valore condiviso generato integrano quelli relativi ai seguenti ambiti che completano il profilo della responsabilità sociale e della sostenibilità del Gruppo.

  • Grazie ai programmi di sensibilizzazione e all’adozione della certificazione Ohsas 18001/Iso 45001, che copre l’83% dei lavoratori del Gruppo, nel 2018 l’indice di frequenza degli infortuni ha registrato un’ulteriore flessione portandosi a 14,1(era 15,7 nel 2018). Una riduzione si registra anche limitando l’analisi alla popolazione degli operai. Nel 2019 il sistema di welfare Hextra ha visto la fruizione da parte dei lavoratori di oltre 4,5 milioni di euro; sono pari all’98,8% i lavoratori che vi hanno aderito. La formazione rimane a livelli elevati: nel 2019 sono state quasi 29 le ore medie di formazione procapite. È aumentata la soddisfazione dei lavoratori (Esi pari a 68/100 nell’ottava indagine sul clima interno) così come l’incidenza degli obiettivi di sostenibilità nel sistema balanced scorecard collegato al sistema incentivante che coinvolge tutto il management: nel 2019, il 34% della retribuzione variabile dei dirigenti e quadri del Gruppo era collegata a progetti-obiettivo di sostenibilità con un peso dei progetti-obiettivo di sostenibilità orientati alla creazione di valore condiviso pari al 20% (era il 17% nel 2018).
  • Anche nel 2019, lo standard di qualità dei canali di contatto con i clienti si è mantenuto elevato: il tempo medio di attesa al call center si è attestato a 27 secondi per i clienti residenziali e a 24 secondi per i clienti business. Il tempo medio di attesa agli sportelli è stato nel 2019 di 9,4 minuti. L’indagine realizzata nel 2019 sulla qualità dei servizi forniti dal Gruppo (oltre 7.000 le interviste effettuate ai clienti residenziali) ha evidenziato un indice di soddisfazione dei clienti elevato (73/100) e superiore di due punti a quello dell’anno precedente.
  • Nel 2019, nella selezione dei fornitori il Gruppo ha utilizzato il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’84% delle gare a evidenza pubblica e nel 68% degli affidamenti complessivi (in termini di valore). In entrambi i casi, il punteggio medio riservato ad aspetti sociali e ambientali è stato pari a circa 34/100. Il monitoraggio dei fornitori focalizzato sulla responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori è proseguito anche nel 2019 così come il monitoraggio del fenomeno infortunistico dei principali fornitori (quelli coinvolti sono stati il 77% del valore delle forniture di servizi e lavori più rilevanti sotto il profilo della sicurezza sul lavoro). Il 2019 ha visto anche l’attivazione di un progetto finalizzato a inserire nelle linee guida per gli approvvigionamenti del Gruppo criteri coerenti con i principi dell’economia circolare: sono state identificate le tipologie merceologiche di acquisto prioritarie sulle quali applicare, a partire dal 2020, il primo set di 20 criteri di circolarità individuati utilizzabili nella selezione dei fornitori.
  • Le attività di dialogo con la comunità locale hanno visto nel 2019 l’avvio a Bologna e Rimini del nuovo modello di HeraLAB, lo strumento che Hera mette a disposizione dei territori in cui opera per attivare un canale strutturato di ascolto e dialogo con le comunità locali. Ogni LAB è formato da 12 rappresentanti dei portatori d’interesse locali nominati dal Consiglio d’Amministrazione di Hera. I LAB si sono riuniti quattro volte nel corso del 2019 giungendo a co-progettare insieme a Hera dieci iniziative locali che saranno realizzate nel biennio 2020-2021.
  • Infine, il 2019 ha visto ancora una volta Hera in prima linea nell’adozione di strumenti finanziari sostenibili. Dopo avere lanciato il primo green bond italiano nel 2014 e la linea di credito Esg del 2018, nel luglio 2019 Hera ha lanciato un nuovo green bond per complessivi 500 milioni di euro rimborsabili in otto anni per finanziare investimenti in tre ambiti (efficienza energetica, economia circolare e gestione sostenibile delle risorse idriche) in coerenza con i green bond principles. Il bilancio di sostenibilità 2019 contiene una sezione dedicata alla rendicontazione dei fondi allocati a ogni intervento e alle performance ambientali raggiunte. Anche questa sezione è sottoposta alla verifica da parte della società di revisione del bilancio di sostenibilità.

 

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Partnership Hera – Ascopiave

In data 19 dicembre 2019, facendo seguito all’accordo quadro firmato in data 30 luglio e alle successive approvazioni da parte delle autorità ed enti competenti, il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave hanno perfezionato un’operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas. Nella rappresentazione contabile dell’operazione è stato valutato un corrispettivo complessivo di 607,3 milioni di euro, come illustrato in maggior dettaglio nel proseguo e nelle tabelle successivamente riportate.
Nell’ambito energy la partnership si è sviluppata attraverso la creazione di un unico operatore con oltre un milione di clienti per le rispettive attività commerciali nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia attraverso EstEnergy Spa, società già controllata congiuntamente da parte di entrambi i Gruppi. Nello specifico in EstEnergy Spa, di cui il Gruppo Hera ha ottenuto il pieno controllo anche mediante la modifica degli accordi di governance, sono confluite sia le attività commerciali del Gruppo Ascopiave (svolte tramite le società controllate Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl e le società collegate ASM Set Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione) sia quelle del Gruppo Hera tramite la controllata Hera Comm Nord-Est Srl.
In relazione alle attività di distribuzione gas, Ascopiave Spa ha acquisito dal Gruppo Hera, per un prezzo di 168 milioni di euro, un perimetro di concessioni ricomprendente circa 188.000 utenti in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, che sono confluiti dal 31 dicembre 2019 nella società AP Reti Gas Nord-Est da essa interamente controllata. Il valore delle attività nette cedute, rappresentate nelle quasi totalità dalle reti di distribuzione e relativi impianti, ammonta a 134,3 milioni di euro. La cessione ha generato una plusvalenza di 30,2 milioni di euro classificata nella voce di conto economico “Altri ricavi non operativi”.

L’acquisizione delle attività commerciali energy da parte del Gruppo è avvenuta mediante un’articolata serie di operazione societarie, tutte disciplinate all’interno dell’accordo quadro e realizzate alla data del closing. Si riporta la successione logico-funzionale di tali operazioni (che hanno comportato un incasso netto di 1,7 milioni di euro):

  • acquisto da Ascopiave Spa del 49% delle azioni di EstEnergy Spa da parte del Gruppo Hera con ottenimento del controllo totalitario sulla stessa;
  • acquisto da parte di EstEnergy Spa delle partecipazioni in Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl, ASM Set Srl, Sinergie Italiane Srl in liquidazione e Hera Comm Nord Est Srl (quest’ultima operazione non si configura come acquisizione poiché la società era già controllata dal Gruppo Hera);
  • cessione da parte del Gruppo Hera del 48% delle azioni di EstEnergy Spa ad Ascopiave Spa a valle di tutte le operazioni precedenti.

Al termine della riorganizzazione societaria il capitale sociale di EstEnergy Spa risulta detenuto per il 52% dal Gruppo Hera e per il 48% da Ascopiave Spa. Parimenti è stata concessa ad Ascopiave Spa un’opzione irrevocabile di vendita sulla propria partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa. Tale opzione può essere esercitata annualmente, discrezionalmente su tutta o parte della partecipazione, in una finestra temporale compresa tra il 15 luglio e il 31 ottobre e, in ogni caso, entro e non oltre il 31 dicembre 2026.
In base ai principi contabili internazionali Ias/Ifrs, l’esistenza di un tale diritto in capo al socio di minoranza può comportare la necessità di classificare nel bilancio consolidato come debito finanziario (e non come strumento derivato) l’opzione sulle azioni di EstEnergy Spa detenute attualmente da Ascopiave Spa. Conformemente alle proprie policy contabili, il Gruppo non ha proceduto a rappresentare nel proprio bilancio consolidato le quote di minoranza del socio Ascopiave Spa, considerando contabilmente quindi come interamente posseduta la partecipazione in EstEnergy Spa. Si è proceduto pertanto a calcolare il fair value del debito per l’opzione di vendita sulla base delle informazioni a oggi disponibili, ovvero facendo riferimento allo scenario futuro di esercizio dell’opzione ritenuto più probabile dal management. Tale fair value è stato determinato, nella sostanza, adottando multipli applicati a indicatori di marginalità secondo le condizioni concordate tra le parti e attualizzando i corrispondenti flussi futuri di cassa, utilizzando come tasso di sconto il costo medio di indebitamento a lungo termine del Gruppo alla data dell’operazione.
Dal momento che la policy del Gruppo prevede di non rappresentare l’interessenza dei soci di minoranza nella componente di risultato di periodo, nella valutazione del valore del debito per l’opzione sono stati presi in considerazione eventuali dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti da EstEnergy Spa lungo la vita ipotetica dell’opzione stessa (i corrispondenti flussi di cassa andranno infatti a rettificare il corrispettivo da versare alla data di esercizio dell’opzione secondo il meccanismo contrattuale condiviso tra le parti). Il fair value iscritto a bilancio come passività non rappresenta, quindi, soltanto il valore attuale del prezzo previsto dell’opzione di vendita alla data del suo esercizio (pari a 396,6 milioni di euro), ma contiene anche la stima attualizzata dei futuri dividendi distribuiti (pari a 156,7 milioni di euro) in quanto da ritenersi, ai sensi delle disposizioni contrattuali pattuite, parte del corrispettivo variabile dovuto alla controparte, il cui valore complessivo è pertanto pari a 553,3 milioni di euro.

A completamento delle previsioni contenute nell’accordo quadro, il Gruppo Hera ha acquisito direttamente il controllo di Amgas Blu Srl, società di vendita energy attiva nella provincia di Foggia, che tuttavia non rientra nell’accordo di partnership avente a oggetto le attività commerciali energy nel territorio del nord-est.

Infine, il Gruppo Hera ha ceduto il 3% del capitale di Hera Comm Spa ad Ascopiave Spa per 54 milioni di euro. Quest’ultima operazione da un punto di vista contabile, in virtù dell’assetto contrattuale utilizzato e delle obbligazioni in capo alle controparti (è riconosciuta tra le altre clausole un’opzione di vendita a favore di Ascopiave Spa), non dà luogo alla derecognition della partecipazione, ma viene rappresentata come la sottoscrizione di un finanziamento a tasso fisso valutato secondo il criterio del costo ammortizzato.

Valutazione delle attività acquisite, delle passività assunte e del corrispettivo trasferito

L’operazione di aggregazione è stata contabilizzata in conformità con quanto disposto dal principio contabile internazionale Ifrs 3. Il management ha valutato, anche con l’ausilio di professionisti indipendenti, il fair value di attività, passività e passività potenziali, sulla base delle informazioni su fatti e circostanze disponibili alla data di acquisizione. Il periodo di valutazione è ancora in corso al 31 dicembre 2019: ove, nei prossimi 12 mesi, dovessero emergere nuove e ulteriori informazioni allo stato non note, conformemente a quanto previsto dai principi contabili di riferimento, la suddetta valutazione al fair value potrebbe in parte essere modificata. Si precisa che, in considerazione dell’indisponibilità di una situazione infrannuale di riferimento alla data di acquisizione del 19 dicembre 2019, sono stati consolidati i valori al 31 dicembre 2019, escludendo quindi ricavi e costi riferiti agli ultimi 12 giorni dell’esercizio. Gli effetti derivanti da tale semplificazione sono da ritenersi non rilevanti sia per il conto economico dell’esercizio 2019 sia con riferimento agli indicatori alternativi di performance economico-patrimoniali.

Nella tabella seguente sono riportati i risultati delle attività valutative effettuate al 19 dicembre 2019 in relazione alle attività nette acquisite e al corrispettivo trasferito:

  Valore contabile Rettifiche da valutazione Fair value
Attività      
Immobilizzazioni materiali e diritti d’uso 3,5   3,5
Liste clienti   430,7 430,7
Partecipazioni 0,2 19,3 19,5
Attività fiscali differite 2,5 1,4 3,9
Crediti commerciali 179,6   179,6
Attività finanziarie correnti e non correnti 16,6   16,6
Altre attività correnti 27,7   27,7
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 16,4   16,4
Passività      
Fondi diversi (2,6)   (2,6)
Passività fiscali differite   (93) (93)
Passività finanziarie correnti e non correnti (10,6)   (10,6)
Debiti commerciali (132,9)   (132,9)
Altre passività correnti (25,9)   (25,9)
Passività per affrancamento   (40,2) (40,2)
Passività potenziali   (5) (5)
A) Totale attività nette acquisite 74,5 313,2 387,7
Fair value corrispettivo     722,5
Fair value interessenza precedentemente posseduta     92,2
Partecipazioni di minoranza acquisite     3,6
B) Totale valore dell'aggregazione     818,3
B) – A) Goodwill     430,6

Le valutazioni condotte dal management in merito al fair value degli asset tangibili e intangibili, che hanno tenuto conto anche del valore recuperabile degli stessi (calcolato sulla base dei business plan delle società acquisite), hanno portato a identificare le seguenti differenze significative tra valore contabile iscritto nei bilanci delle società e fair value rilevato nel bilancio consolidato del Gruppo:

  • 430,7 milioni di euro derivanti dalla valutazione delle liste clienti, il cui valore è stato determinato sulla base delle caratteristiche del contesto di riferimento utilizzando il metodo dei flussi di cassa incrementali (Meem). La vita utile media attesa delle liste clienti, a seguito dell'analisi dell'evoluzione delle basi clienti e relativi churn rate, è stata stimata in 25 anni;
  • 19,3 milioni di euro correlati alle partecipazioni in Asm Set Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione valorizzate al prezzo negoziato in sede di sottoscrizione dell’accordo quadro, poiché ritenuto allineato al fair value delle stesse.

Dalla valutazione del fair value degli asset tangibili acquisiti, per contro, non sono emerse differenze significative rispetto ai valori contabili precedentemente iscritti nei bilanci delle società, anche alla luce della non significatività degli stessi. Non si è proceduto pertanto a rettificare le corrispondenti poste di bilancio o a iscrivere ulteriori asset. La fiscalità differita correlata a tali valutazioni ha determinato l’iscrizione di passività per 93 milioni di euro.

La passività per affrancamento, pari a 40,2 milioni di euro, rappresenta l’ammontare di imposta sostitutiva di competenza del Gruppo con riferimento a un processo di ottimizzazione fiscale, strettamente correlato all’operazione, che verrà finalizzato nel corso del 2020. Nell’ambito del percorso valutativo e negoziale con la controparte, infatti, è stato considerato un elemento rilevante, ai fini della conclusione positiva dell’operazione, la possibilità di procedere all’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori impliciti nei prezzi della transazione. Tale debito è classificato nella voce di bilancio “Altre passività correnti”.

Sulla base delle informazioni disponibili alla data dell’acquisizione, ovvero al 19 dicembre 2019, le valutazioni condotte dal management hanno portato inoltre a identificare una passività potenziale relativa a obbligazioni sorte antecedentemente alla data di acquisizione e risultate misurabili con un adeguato livello di attendibilità, anche grazie ad accertamenti svolti dai consulenti incaricati. Tale passività, quantificata in 5 milioni di euro, si riferisce al potenziale esito sfavorevole di un contezioso fiscale a seguito di avvisi di accertamento ricevuti dalla società Ascotrade Spa. Si precisa che in sede negoziale è stata pattuita tra Ascopiave e il Gruppo Hera un’indennità specifica per eventuali passività fiscali correlate alla verifica fiscale citata, pertanto l’importo iscritto a bilancio rappresenta il valore eccedente tale indennità, calcolato per differenza rispetto al rischio massimo potenziale che Ascotrade Spa dovrebbe riconoscere all’autorità fiscale in caso di soccombenza. Lo stato attuale delle circostanze non consente di determinare il possibile esito del contezioso e la probabilità di soccombenza.

Il fair value dell’interessenza precedentemente posseduta si riferisce alla valutazione della partecipazione già detenuta in EstEnergy Spa (pari al 51% del capitale sociale). L’ottenimento del controllo di tale società, di cui il Gruppo aveva in precedenza il controllo congiunto, rientra nella definizione di aggregazione aziendale realizzata in più fasi prevista dal principio contabile internazionale Ifrs 3. In questi casi l’acquirente è tenuto a ricalcolare l’interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data dell’operazione e rilevare l’utile o la perdita nel risultato dell’esercizio. Essendo il valore di iscrizione nel bilancio consolidato della partecipazione in EstEnergy Spa al 19 dicembre 2019 pari a 10,8 milioni di euro, tale processo valutativo ha portato all’iscrizione di un utile nel conto economico di 81,4 milioni di euro, classificato nella voce di bilancio “Altri ricavi non operativi”. Nello specifico il fair value della quota già in precedenza posseduta è stato determinato sulla base delle valutazioni complessivamente effettuate dalle controparti in sede di negoziazione, che hanno portato alla determinazione del prezzo di acquisto del residuo 49% da parte del Gruppo Hera.

Come anticipato in apertura, la partnership tra Hera e Ascopiave si è concretizzata in uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas. Per ricondurre la rappresentazione a bilancio alla struttura sostanziale dell’operazione alla data del closing, si riportano le considerazioni effettuate in relazione ai corrispettivi trasferiti al momento di perfezionamento dell’operazione (“Flussi di cassa netti”), nonché quelli che si è valutato di trasferire al momento di esercizio delle opzioni precedentemente descritte (“Fair value opzione di vendita EstEnergy” e “Debito per riacquisto azioni Hera Comm”):

  Attività commerciali
energy
Distribuzione gas Azioni Hera Comm Spa Totale partnership
  Acquisizione controllo Trasferimento Hera Comm Nord Est Srl      
Esborso di cassa per acquisizione 616,2       616,2
Incasso da cessione (319,6) (76,3) (168,0) (54,0) (617,9)
Flussi di cassa netti 296,6 (76,3) (168,0) (54,0) (1,7)
Fair value opzione di vendita EstEnergy Spa 425,9 127,4     553,3
Debito per riacquisto azioni       54,0 54
Hera Comm Spa          
Fair value corrispettivo 722,5 51,1 (168,0) - 607,3

Alla data della presente relazione finanziaria annuale, l’operazione Ascopiave ha generato un flusso di cassa positivo netto per il Gruppo di 1,7 milioni di euro. Nei prossimi esercizi vi è l’attesa che tale partnership si traduca in flussi di cassa netti positivi per il Gruppo per effetto della redditività prodotta dalle società di vendita acquisite, al netto della perdita dei flussi correlati all’attività di distribuzione gas ceduta. Sulla base degli scenari ipotizzati, inoltre, negli esercizi futuri l’accordo determinerà per il Gruppo flussi finanziari in uscita per effetto dell’esercizio da parte di Ascopiave Spa delle opzioni di vendita del 48% di EstEnergy Spa e del 3% di Hera Comm Spa. Al riguardo si evidenzia che il debito per l’opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa (attività commerciali energy), pari complessivamente a 553,3 milioni di euro, genererà nei futuri esercizi, trattandosi di un valore attualizzato, l’iscrizione di oneri finanziari figurativi. Anche eventuali variazioni delle ipotesi sottostanti, che si dovessero tradurre in una diversa valutazione di ammontare e/o tempistica dei flussi finanziari, saranno rilevate a conto economico come oneri o proventi finanziari di periodo. Si evidenzia altresì che l’opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa, per effetto delle disposizioni contrattuali, è stata classificata come debito da finanziamento e verrà valutata secondo il metodo del costo ammortizzato. Il valore nominale di iscrizione iniziale di tale debito, nonché quello di restituzione, è stato valutato pari a 54 milioni di euro.
I valori classificati come “Trasferimento Hera Comm Nord Est” sono riconducibili alla cessione da parte di Hera Comm Spa dell’intera partecipazione in Hera Comm Nord Est Srl a EstEnergy Spa. Va precisato che tali valori non rappresentano l’ammontare di specifiche transizioni, ma l’attribuzione di quota parte del valore di cessione del 48% delle quote di EstEnergy Spa ad Ascopiave Spa (che per effetto delle citate operazioni societarie ricomprende tra le proprie controllate anche Hera Comm Nord Est Srl) e la relativa quota del fair value del debito per l’opzione di vendita. Trattandosi di valori riferibili a una società della quale non si è perso il controllo, il plusvalore generato dalla transazione, pari a 51,1 milioni di euro, è stato rilevato direttamente nel patrimonio netto consolidato.

Impatti sugli indicatori alternativi di performance

L’acquisizione delle attività commerciali energy rappresenta per il Gruppo un importante passaggio nell’evoluzione del portafoglio di attività, in piena coerenza con le linee di sviluppo contenute nel piano industriale. Tramite questa operazione, infatti, il Gruppo ha anticipato il raggiungimento dell’obiettivo fissato nel piano industriale al 2022, arrivando a gestire circa 3,3 milioni di clienti nelle attività commerciali energy.

Per garantire una migliore valutazione delle performance e una maggiore comparabilità dei dati, si è ritenuto opportuno introdurre un nuovo prospetto denominato “Indebitamento finanziario netto adjusted”, contenente un maggior livello di segregazione delle voci e due nuovi indicatori alternativi di performance:

  • Indebitamento finanziario netto con esclusione dei valori correlati all’operazione Ascopiave (NetDebt adjusted) con riferimento al bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019;
  • Indebitamento finanziario netto con opzione di vendita rettificata (NetDebt put option adj) con riferimento ai bilanci degli esercizi successivi.

In relazione all’indicatore NetDebt adjusted, l’eliminazione degli effetti dell’operazione Ascopiave dai valori dell’indebitamento finanziario netto riflessi in bilancio è stata ritenuta opportuna al fine di comparare l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 con lo stesso indicatore al 31 dicembre 2018 a parità di perimetro. Ciò altresì in considerazione della circostanza che, in funzione della data del suo perfezionamento, l’operazione trova rappresentazione contabile nel bilancio consolidato del Gruppo limitatamente ai soli effetti patrimoniali e non è pertanto possibile correlare il debito derivante dall’acquisizione delle società di vendita in precedenza possedute da Ascopiave Spa con la redditività dalle stesse generata nel corso dell’esercizio 2019. Tale indicatore è stato quindi utilizzato per il calcolo degli indici NetDebt/Ebitda e Ffo/NetDebt per l’esercizio corrente.

Con riferimento all’indicatore NetDebt put option adj che verrà utilizzato negli esercizi successivi, l’opportunità della sua adozione deriva dalle modalità contrattualmente definite per la corresponsione del valore dell’opzione che, in sostanza e come precedentemente illustrato, prevedono che una parte del prezzo della transazione sia corrisposto attraverso la distribuzione di dividendi in misura pari agli utili generati dalle società acquisite nel corso del periodo di sussistenza dell’opzione. Data la struttura dell’operazione ne consegue che, nel corso di tale periodo, l’utile generato dalle società acquisite sarà distribuito, tenendo conto della catena di controllo, per il 48% ad Ascopiave Spa e per il 52% al Gruppo Hera. Tale meccanismo fa sì che la parte del fair value dell’opzione di vendita che verrà estinta tramite la distribuzione di futuri dividendi è in realtà autoliquidante, dal momento che le risorse finanziarie necessarie (ovvero i dividendi in misura pari al 48%) saranno direttamente generate dalle società acquisite, senza pertanto determinare nel corso di tale periodo un reale fabbisogno finanziario addizionale per il Gruppo. Pertanto, al fine di poter esprimere l’effettivo fabbisogno finanziario addizionale generato dall’operazione e di poter correlare lo stesso all’incrementata redditività del Gruppo, si ritiene opportuno esporre, tra gli indicatori alternativi di performance, anche il valore dell’indebitamento finanziario netto che includerà il fair value dell’opzione di vendita rettificato per non considerare i dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti in futuro (sulla base delle previsioni dei piani pluriennali) per il periodo coperto dall’opzione. Conseguentemente, per il calcolo degli indici NetDebt/Ebitda e Ffo/NetDebt, nei prossimi esercizi verrà utilizzato in aggiunta all’indicatore “NetDebt” anche l’indicatore “NetDebt put option adj”.

Si rimanda al paragrafo “Analisi della struttura finanziaria” per una riconciliazione puntuale dei valori utilizzati nel prospetto rettificato.

 

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Fattori di rischio: attori, metodologia e ambiti di gestione

Governance dei rischi

La struttura organizzativa adottata dal Gruppo Hera consente di gestire l’esposizione al rischio derivante dai propri business e contemporaneamente di preservare l’efficacia e la redditività della gestione lungo l’intera catena del valore.
Il sistema di corporate governance adottato consente di indirizzare le strategie in modo unitario e coerente. Il principale organo manageriale di indirizzo, monitoraggio e informativa relativamente alle strategie di gestione dei rischi è il Comitato rischi. Accanto a esso, l’organo consiliare, il Comitato per il controllo e rischi ha il compito, in applicazione dell’articolo sette del Codice di Autodisciplina, di vigilare sulla funzionalità del sistema di controllo interno, sull’efficienza delle operazioni aziendali, sull’affidabilità dell’informazione finanziaria, nonché sul rispetto delle leggi e dei regolamenti e sulla salvaguardia del patrimonio aziendale. Tali organi, al fine di massimizzare la coerenza della strategia di gestione, si riuniscono periodicamente. Nel corso del 2019, il Comitato rischi si è riunito quattro volte e il Comitato per il controllo e rischi si è riunito sette volte.
Il Gruppo ha adottato un approccio di difesa dei rischi articolato su tre livelli, definendo una opportuna separazione tra:

  • il ruolo di gestione del rischio, affidato ai risk owner nelle varie articolazioni organizzative;
  • il ruolo di indirizzo e controllo dei rischi, affidato al Comitato rischi, che si avvale dei risk specialist che effettuano controlli di secondo livello, ovvero che hanno il compito di definire, applicare e aggiornare le metodologie di analisi di rischio ed effettuare le attività di controllo per gli ambiti di propria competenza (review challenge and control);
  • il ruolo di valutazione dell’adeguatezza dei processi di gestione del rischio ovvero del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi assegnato alla Direzione Internal Auditing.

Il Comitato rischi definisce le linee guida generali per il processo di risk management, garantisce la mappatura e il monitoraggio dei rischi aziendali, assicura la definizione delle risk policy, definisce i protocolli informativi verso il Comitato controllo e rischi, la Direzione Internal Auditing e il Collegio sindacale.

Il Consiglio di Amministrazione approva le risk policy e i parametri di misurazione, svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Il Comitato controllo e rischi supporta il Consiglio di Amministrazione in merito alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi.

Il Presidente Esecutivo e l’Amministratore Delegato sovrintendono, per quanto di competenza, alla funzionalità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Vice Presidente sovrintende al coordinamento tra Comitato rischi e Comitato controllo e rischi, preserevando il suo stato di indipendenza.

Si rappresenta di seguito l’architettura della risk governance:

architettura risk governance

Metodologia di gestione

Hera ha adottato il processo dell’Enterprise risk management (Erm) al fine di fornire al Consiglio di Amministrazione gli elementi utili alla valutazione della natura dei rischi aziendali e alla definizione del profilo di rischio in particolare nel medio-lungo termine. La definizione del profilo di rischio è esplicitata dallo stesso Consiglio di Amministrazione attraverso l’approvazione della Group risk management policy e dei limiti di rischio in essa definiti.

Il risk management framework è declinato attraverso tre elementi fondamentali:

  • il modello dei rischi, che identifica le tipologie di rischio esistenti ed emergenti alle quali il Gruppo risulta potenzialmente esposto ed è oggetto di periodica revisione;
  • la propensione al rischio del Gruppo, che definisce il livello di rischio accettabile coerente con la strategia di risk management, definito mediante l’individuazione di:
    • dimensioni di rischio chiave;
    • metriche di rischio;
    • limiti associati a ciascuna dimensione di rischio chiave;
    • processi di monitoraggio, escalation e aggiornamento, volti a garantire la tempestiva individuazione di eventuali sforamenti dei limiti di rischio definiti, l’individuazione e implementazione di azioni correttive, il corretto monitoraggio di tutti gli ambiti di rischi rilevanti e l’allineamento dei limiti alla propensione al rischio di Gruppo;
  • le attività di risk management, che garantiscono un efficace presidio dell’universo dei rischi ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto e la loro gestione. Le attività sono articolate in:
    • gestione continua dei rischi, anche attraverso modalità settoriali di gestione affidate a risk specialist/risk owner dedicati;
    • enterprise risk management, finalizzata all’analisi dell’evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, a supporto dell’assunzione consapevole del rischio e della definizione degli obiettivi strategici.

In data 10 gennaio 2020 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il quinto report Enterprise risk management relativo al piano industriale 2020-2023.
Nel corso del 2019, l’analisi Erm ha realizzato ulteriori approfondimenti e affinamenti metodologici:

  • è stato eseguito il backtesting dell’analisi Erm relativa all’anno precedente, finalizzata a valutare la coerenza degli impatti effettivamente subiti rispetto a quelli stimati. Sono stati inoltre quantificati gli effetti di tali scenari qualora determinassero impatti nell’orizzonte di piano;
  • l’analisi di resilienza del Gruppo effettuata negli anni precedenti a fronte di rischi che possono compromettere la continuità delle attività rilevanti ha consentito di pianificare ulteriori azioni di mitigazione (nel piano industriale 2020-2023) volte ad accrescere la capacità delle infrastrutture di rete di affrontare le avversità derivanti da eventi di potenziale business interruption (originatisi sia per effetto di eventi naturali che tecnici in molteplici ambiti);
  • è stato effettuato un approfondimento del sistema di controllo della catena di fornitura e di eventuali iniziative di subappalto, strutturato nell’ambito dei sistemi di gestione certificati, identificando i fattori e gli scenari di rischio rilevanti che insistono sul processo, attribuendo gli impatti sugli stakeholder rilevanti e valutando i presidi in essere e i rischi connessi;
  • è stata effettuata una mappatura degli scenari di rischio da cambiamento climatico (fisici e transizionali) rilevanti per le attività del Gruppo. 

L’analisi Erm 2019 non ha evidenziato rischi in area critica né per impatto reputazionale né economico-finanziario. 
In area di rischi rilevanti si conferma il rischio con impatto reputazionale derivante da possibili procedimenti di organi di vigilanza/regolazione/indagine (pur in presenza di comportamenti del Gruppo Hera conformi alle disposizioni di legge) derivanti dai gradi di discrezionalità di avvio di procedure di verifica/indagine in presenza di orientamenti interpretativi non univoci. In area di rischi rilevanti si conferma anche il rischio economico-finanziario derivante da eventi sismici ad alta intensità relativi alle reti. Sono inoltre subentrati due nuovi rischi; il primo derivante dall’orientamento normativo circa la sostituzione di materiali critici relativi alle reti gas, per cui si è ritenuto opportuno quantificare (in sede di analisi Erm) il possibile impatto, e il secondo derivante dalla possibilità di incendi alle linee di produzione per attività di trattamento e recupero dei rifiuti. Gli impatti di quest’ultimo rischio sono trascurabili in termini di conseguenze sui risultati di Gruppo e a impatto nullo per l’ambiente e la continuità operativa; tali eventi possono determinare conseguenze reputazionali significative a causa del rischio percepito derivante dalla crescente sensibilità sociale sul tema.

 

Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio

I rischi esistenti ed emergenti con cui Hera si deve confrontare appartengono a diverse tipologie: si tratta di rischi derivanti dall’evoluzione dei contesti di mercato, macroeconomico e finanziario, di business (regolatorio e competitivo), tecnologico, rischi legati alla sostenibilità sociale, ambientale e al cambiamento climatico e rischi relativi al capitale umano. 

Per mitigare l’esposizione a tali rischi, Hera svolge specifiche attività di analisi, misurazione, monitoraggio e gestione che sono descritte nel proseguo. Si rinvia, inoltre, al paragrafo “Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo” per un’analisi puntuale dei fattori che costituiscono alcuni dei presupposti fondamentali di tali rischi.

 

Economico - finanziario

Identificazione del rischio Paese e del rischio di business

Business energia: la stagnazione dei consumi e la volatilità dei prezzi

Hera opera prevalentemente in Italia, dove permane un contesto economico di crescita limitata e dove si registra stagnazione dei consumi di energia e dei volumi di rifiuti smaltiti. I rischi di mercato energetico sono concentrati nella Direzione Centrale Mercato, responsabile delle attività di acquisto e vendita di energia elettrica e gas che determinano posizioni di rischio derivanti altresì dalla volatilità dei prezzi delle commodity energetiche. La diminuzione della domanda di energia comporta una pressione sui margini di vendita che, sommata alla maggiore concorrenza sul mercato libero, può impattare sulla redditività del Gruppo. Inoltre, cambiamenti sui livelli di consumo di energia al dettaglio potrebbero richiedere a Hera di acquistare o vendere energia supplementare a condizioni sfavorevoli. 

Business ambiente: l’evoluzione della produzione dei rifiuti e l’indisponibilità delle infrastrutture

La potenziale riduzione della produzione di rifiuti (che potrebbe derivare sia dal contesto economico e dagli orientamenti normativi europei e nazionali che da nuove tendenze comportamentali dei clienti) ovvero l’indisponibilità di infrastrutture di trattamento e recupero, potrebbero incidere negativamente sulla capacità del Gruppo di perseguire gli obiettivi prefissati. I rischi del business ambientale relativi alla direzione del parco impiantistico sono concentrati nel Gruppo Herambiente.

Gestione del rischio Paese e del rischio di business

Relativamente al mercato energetico, Hera ha strutturato i processi in modo da avere un’efficace gestione delle attività di procurement e di hedging, con elevata focalizzazione delle competenze.

Business energia: la gestione unitaria delle attività di procurement e di hedging

L’approccio adottato dal Gruppo prevede un’unica interfaccia per la gestione del rischio verso il mercato costituita da Hera Trading Srl. Una gestione unitaria dei rischi nel rispetto delle policy assegnate consente vantaggi in termini di raggiungimento di livelli di copertura più elevati, ottimizzazione dei costi per il minor ricorso al mercato (attraverso il netting delle posizioni) e maggiore flessibilità nella strutturazione del procurement e dell’offerta ai clienti. 

Il Gruppo ha mantenuto un elevato grado di flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, parallelamente allo sviluppo delle attività di copertura, minimizzando l’esposizione ai rischi operativi della generazione elettrica e, anche in virtù dell’assenza di forme contrattuali di lungo termine nell’approvvigionamento del gas (clausole take or pay), consentendo un costante allineamento al mercato e massimizzando il natural hedging.

Business ambiente: la dotazione impiantistica e le opportunità di riciclo

Nelle attività di gestione e trattamento dei rifiuti la diversificata dotazione impiantistica del Gruppo, caratterizzata da tecnologie all’avanguardia e performanti in termini di impatto ambientale hanno consentito di conseguire gli obiettivi strategici assegnati. L’attuazione della strategia in tema di circolarità mediante l’ingresso nel processo di riciclo di materiali polimerici svolto da Aliplast Spa e la pianificazione dell’ampliamento delle linee di riciclo verso ulteriori tipologie di plastiche, permettono inoltre di cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione della normativa europea prevista nel corso del decennio appena iniziato.
Le analisi del rischio derivante da variazioni di contesto economico (Pil e inflazione), e delle condizioni del mercato dell’energia (prezzo del gas e dell’energia elettrica), consentono di quantificare l’elasticità del Mol di Gruppo rispetto alla variazione delle grandezze economico-finanziarie primarie.
In particolare, la riduzione dell’1% del Pil rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 3 milioni di euro, derivante sia da effetti connessi ai minori consumi attesi per la vendita di energia sia dalla riduzione della marginalità della produzione di energia elettrica.

Analisi di sensitività

La riduzione dell’1% del tasso di inflazione rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 13 milioni di euro, derivante dall’impatto inflattivo sulle componenti tariffarie dei business a rete regolati.

Le fluttuazioni di tassi di interesse, tassi di cambio e credit spread

La riduzione del prezzo dell’energia elettrica nel mercato all’ingrosso di 1 euro per MWh rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,7 milioni di euro.

Infine, la riduzione del prezzo del gas di 1 €c/smc rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,5 milioni di euro.

Identificazione dei rischi finanziari relativi al mercato del debito

Il contesto economico-finanziario, oltre alla fluttuazione dei prezzi di energia e delle commodity, presenta variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio, credit spread e crisi di liquidità. Tali fluttuazioni possono impattare sui risultati di Gruppo, la futura crescita e gli investimenti strategici (ad esempio per effetto di costi di rifinanziamento elevati). 

Il rischio di liquidità e il merito creditizio

Il Gruppo potrebbe non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi, di farlo solo a condizioni economiche sfavorevoli, a causa dell’impossibilità di liquidare attività sul mercato, o della mutata percezione della sua rischiosità da parte del mercato. Tra i fattori che definiscono tale rischiosità percepita, il merito creditizio assegnato a Hera dalle agenzie di rating riveste un ruolo determinante, poiché influenza la possibilità di accedere alle fonti di finanziamento e le relative condizioni economiche delle stesse. La struttura dell’indebitamento del Gruppo non è soggetta a covenant finanziari sulle posizioni debitorie, a eccezione del limite di corporate rating definito su una quota di debito pari a circa 150 milioni di euro (consiste nell’assegnazione da parte di una delle agenzie di rating di un livello di merito creditizio inferiore a BBB-). Sulla quota ulteriore del debito in essere, invece, si prevede un rimborso anticipato obbligatorio solo in caso di un cambiamento significativo dell’assetto di controllo del Gruppo (change of control), nel caso della revoca di una concessione (concession event), o della cessazione di un business rilevante (sale of assets event) che comporti un downgrade del Gruppo a un livello non-investment grade o inferiore, ovvero la cessazione della pubblicazione del rating.

Gestione dei rischi finanziari relativi al mercato del debito

La riduzione all’esposizione delle fluttuazioni e le azioni di gestione per soddisfare il fabbisogno di liquidità

La gestione finanziaria di Hera è accentrata nella Direzione Centrale Amministrazione, Finanza e Controllo che ambisce a mantenere un adeguato bilanciamento delle scadenze delle poste dell'attivo e del passivo, correlando gli impieghi a coerenti fonti di finanziamento in termini di durata e modalità di rimborso, tenendo conto delle necessità di rifinanziamento dell’attuale struttura di debito. Al fine di rispettare gli impegni di medio e lungo termine, Hera persegue una strategia che prevede una struttura diversificata delle fonti di finanziamento e un profilo di scadenze equilibrato, monitorando costantemente gli indicatori del rating e la disponibilità di linee di credito a lungo termine. Il 95% dei debiti finanziari del Gruppo è a lungo termine; il 78% è rappresentato da bond con rimborso a scadenza mentre la durata media della quota residua è di circa sette anni (di cui circa il 64% ha scadenza oltre i cinque anni).
In altri termini, il Gruppo presenta una struttura finanziaria solida ed equilibrata in termini di composizione e di durata consentendo di minimizzare il rischio liquidità anche in caso di scenari particolarmente critici.
Le azioni e le strategie del Gruppo, inoltre, sono particolarmente attente e indirizzate a garantire il mantenimento del massimo livello di rating (un notch superiore al rating sovrano).
I processi di controllo e gestione dei rischi finanziari si basano su un attento monitoraggio degli indicatori finanziari del Gruppo. La costante presenza sui mercati di riferimento è indirizzata a minimizzare l’impatto della volatilità dei tassi e a garantire un efficiente servizio del debito. Il Gruppo si avvale di strumenti finanziari derivati per ridurre la propria esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio. Al 31 dicembre 2019, il Gruppo presenta un’esposizione al rischio di variazione dei tassi, comprensivo dell’effetto dei derivati, pari al 13%; l’87% del debito è pertanto a tasso fisso.
A garanzia della corretta e completa informativa finanziaria sono adeguatamente strutturate e implementate le procedure per gli adempimenti prescritti dalla Legge 262/2005 che prevede specifici adempimenti in capo alle società quotate in materia di informativa finanziaria.

Analisi di sensitività 

L’aumento dell’1% del tasso di interesse di riferimento rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale, basato sull'ipotesi di uno shift di tasso cedolare e sulla struttura del debito di Gruppo di piano, determinerebbe un aumento degli oneri finanziari per circa 10 milioni di euro.

Identificazione dei rischi da controparte

Hera opera con controparti che potrebbero essere incapaci di adempiere agli obblighi assunti, sia nel rispetto delle condizioni economiche che nell’esecuzione delle previsioni contrattuali (delivery del bene/servizio). ll rischio credito, inoltre, incide in modo trasversale nei vari ambiti ove l’attività commerciale è presente: vendita di commodity energetiche e servizi, attività di trattamento rifiuti e servizi di telecomunicazione.

Gestione dei rischi da controparte

Il processo di origination

In Hera è presente uno strutturato processo di origination, formalizzato in specifiche procedure di gestione del rischio credito; tale processo consente un’adeguata selezione delle controparti mediante credit check e, ove opportuno, le richieste di garanzie. Viene inoltre svolto un costante monitoraggio delle posizioni verso le controparti, prevedendo articolate azioni proattive nella gestione delle stesse, che possono anche comportare il trasferimento esterno del rischio mediante cessione del credito. Nell’esercizio 2019, l’unpaid ratio a 24 mesi delle principali società di vendita del Gruppo è pari allo 0,8%.

Regolatorio - competitivo

Identificazione dei rischi competitivi-regolatori

L’evoluzione del quadro legislativo e normativo e le concessioni

Hera svolge parte della sua attività in un mercato regolato, pertanto il suo operato dipende dagli interventi normativi delle autorità di settore e del legislatore (in particolare su tariffe e struttura di mercato), dagli incentivi governativi sulle rinnovabili, dalle concessioni delle autorità locali (nel caso di attività regolate relative ai servizi di raccolta dei rifiuti, distribuzione di gas, servizio idrico integrato e illuminazione pubblica) e nazionali (nel caso di distribuzione di energia elettrica), nonché dagli impatti attesi da mutamenti della struttura del mercato e dalla sua liberalizzazione, dall’evoluzione della domanda e dell'offerta nei settori energia e ambiente.
In questo momento storico, in particolare, il Gruppo è soggetto al rischio di mancato rinnovo delle concessioni che giungono a scadenza o, nel caso di rinnovo, al rischio che non vengano mantenute condizioni economiche analoghe a quelle in essere, con un impatto negativo su marginalità e remunerazione degli investimenti. Tale rischio, tuttavia, è attenuato dalla presenza di un meccanismo di rimborso a favore del gestore uscente in caso di mancato rinnovo. 

Evoluzione del quadro legislativo e normativo e revisione delle tariffe nei settori rifiuti, acqua ed energia regolamentati

I periodici aggiornamenti del quadro normativo e regolamentare, sia a livello nazionale che europeo, possono avere un impatto rilevante, influenzando la redditività dei settori in cui Hera svolge la propria attività.
I rischi competitivo-regolamentari impattano sui business di rete (distribuzione idrica, gas ed energia elettrica) e su quelli di mercato (vendita di energia elettrica e gas) e si manifestano nell’introduzione o nella modifica di prescrizioni di natura economica, organizzativa e informatica cui Hera è tenuta ad adempiere, nonché su possibili variazioni di assetti di mercato da essi indotti.
Le gare per la distribuzione di gas, servizio idrico integrato e raccolta e spazzamento programmate in arco piano determinano un rischio di perdita di alcuni degli ambiti attualmente gestiti, in presenza di contesti competitivi significativi. In caso di perdita della gestione, il Gruppo viene tuttavia indennizzato della quota di capitale investito non ancora ammortizzato.

Gestione dei rischi competitivi-regolatori

L’approccio proattivo verso l’assetto regolatorio

Il Gruppo si è dotato di una struttura organizzativa che gestisce i rapporti con le autorità nazionali e locali svolgendo un’ampia attività di interlocuzione con i soggetti istituzionali, partecipando attivamente ai gruppi di lavoro istituiti dalle autorità e adottando un approccio di trasparenza, collaborazione e proattività verso eventuali situazioni di instabilità dell’assetto regolatorio.
Nel corso degli anni, i business a mercato libero hanno assunto un peso crescente nel portafoglio del Gruppo contribuendo in misura rilevante ai suoi risultati economici ma esponendolo al tempo stesso a una crescente pressione competitiva.

L’approccio proattivo verso il libero mercato

 Il Gruppo affronta la sfida della competizione attraverso la continua innovazione dell’offerta commerciale e la tempestiva proposizione della stessa, aumentando la sua presenza e la base clienti sul mercato libero e assicurando la soddisfazione delle aspettative in termini di gamma e qualità del servizio.
Il Gruppo inoltre opera valorizzando la propria capacità tecnica e la propria efficienza di gestione e arricchendo la propria offerta con servizi orientati alla sostenibilità e alla circolarità. L’attenzione di Hera verso la qualità dei servizi, l’efficienza dei costi e le soluzioni innovative rappresenta infatti una leva competitiva in occasione delle gare per i servizi di distribuzione di gas, servizio idrico integrato e per i servizi di raccolta e spazzamento.

Identificazione dei rischi strategici

I rischi strategici inerenti la pianificazione di lungo termine, la sostenibilità finanziaria, la partecipazione a iniziative di valenza strategica e le decisioni di investimento incidono sul grado di solidità dei risultati declinati per le varie filiere e unità di business. La capacità del Gruppo di raggiungere i propri obiettivi strategici, inoltre, potrebbe essere compromessa se non si è in grado di mantenere o ottenere le necessarie licenze, le autorizzazioni e i permessi per il regolare svolgimento della propria attività.
La realizzazione dei risultati pianificati è pertanto condizionata dai differenti rischi endogeni ed esogeni opportunamente simulati, misurati e controllati.

Gestione dei rischi strategici

Hera ha sviluppato un modello strutturato di analisi del rischio strategico volto a misurare la solidità del piano industriale a molteplici scenari di rischio avversi, contribuendo alla rappresentazione integrata dei rischi in logica enterprise wide. Il sistema consente di effettuare analisi di scenario, stress testing e what if delle ipotesi di piano, attraverso un’adeguata analisi dei fattori di rischio e delle variabili a essi collegate e consentendo una valutazione adeguata del livello di rischiosità delle varie filiere di business.
Hera presidia costantemente i processi autorizzativi e partecipa proattivamente ai tavoli di lavoro per l’ottenimento di permessi, licenze e autorizzazioni, cosicché venga meno la possibilità di compromettere il regolare svolgimento della propria attività.

Tecnologico, ambientale e del capitale umano

Identificazione dei rischi

L’interruzione dei servizi essenziali, digitali e la violazione dei dati personali

Eventi sismici e atmosferici che negli ultimi anni si verificano sempre più frequentemente possono inficiare le risorse impiegate e conseguentemente le performance del Gruppo. Hera vuole valorizzare tali risorse garantendone la preservazione e lo sviluppo, allo scopo di continuare a goderne i benefici in futuro. In tale ambito assumono particolare rilevanza i rischi di natura ambientale conseguenti ai cambiamenti climatici, nonché gli incidenti alla dotazione impiantistica di Gruppo che, a loro volta, possono generare potenziali danni all’ambiente. Assumono altresì crescente importanza i rischi derivanti da crimini informatici (cybercrime) generati da azioni malevole volte ad arrecare danni alle infrastrutture di gestione o a violare dati personali. Hera valuta l’impatto di tali rischi anche in termini di continuità del servizio. Diventa inoltre cogente determinare se gli incidenti possono comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone, ovvero se possono cagionare un danno fisico, materiale o immateriale, in base ai parametri e ai valori di soglia di accettabilità definiti dalle policy del Gruppo (pubblicate sul portale web aziendale).

Rischi ambientali 

Hera utilizza risorse naturali per assicurare servizi essenziali ai clienti. Poiché le proprie attività determinano un’impronta ambientale, idrica e di carbonio, è consapevole della necessità di preservazione delle risorse naturali ovvero della necessità di adottare iniziative di mitigazione e adattamento volte a ridurre tali rischi. Coerentemente con la traiettoria sfidante di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al livello corrente, indicata dagli organismi internazionali, nel corso del 2019 Hera ha effettuato una mappatura per l’identificazione degli scenari di rischio da climate change, fisici e transizionali, rilevanti per le proprie attività. Tali scenari sono poi stati declinati in funzione delle potenziali conseguenze sui business e oggetto di ulteriori valutazioni di impatto e di mitigazione in relazione alla loro materialità (fenomeni metereologici estremi quali alluvioni e siccità nonché rischi per la salute e per l’economia sono alcuni esempi).
Dal punto di vista degli standard ambientali che Hera deve assicurare nello svolgimento delle proprie attività, le attività del Gruppo sono sottoposte a diverse norme e regolamenti, tra i quali quelli relativi alle emissioni di CO2, alle emissioni di altre sostanze prodotte da combustione, agli scarichi idrici e alla gestione dei rifiuti pericolosi e solidi. Il mancato rispetto dei limiti relativi alla CO2 favorisce i cambiamenti ambientali, mentre il mancato rispetto dei limiti di legge relativamente agli altri aspetti ambientali determina un peggioramento delle condizioni ambientali medesime oltre a esporre il Gruppo a sanzioni.
La scarsità di risorse idriche o la possibile contaminazione delle riserve idriche possono influenzare la regolare fornitura di acqua e provocare interruzioni dei servizi o danni rilevanti sia di natura ambientale che di impatto economico e sociale, accrescendo anche lo stress idrico cui sono sottoposte le risorse naturali al fine di soddisfare la domanda di acqua.
Si segnalano inoltre i rischi relativi all’impatto indotto sul Gruppo dalla variabilità delle condizioni meteorologiche sulla domanda di energia elettrica e gas, avente quali ambiti di impatto prevalente la Direzione Centrale Mercato, esposta con l’attività di vendita di energia elettrica, gas e calore e alla variabilità della domanda derivante dai diversi scenari meteorologici.

Rischi tecnologici e del capitale umano 

Gli eventi eccezionali e la regolare erogazione di servizi

Le esternalità negative che vengono generate da eventi eccezionali, nonostante attente pianificazioni e coperture assicurative, possono compromettere la continuità dei business e accrescere il fabbisogno finanziario per il ripristino della regolare operatività. L’erogazione dei servizi di pubblica utilità richiede pertanto lo svolgimento sia di attività preventive che di azioni per contrastare interruzioni, ritardi di servizio o livelli di servizio non adeguati. Tra i rischi in ambito tecnologico si annoverano la sicurezza operativa delle reti di distribuzione (fluidi e elettricità), la sicurezza logica delle informazioni, la sicurezza delle reti di comunicazione e dei sistemi informativi e l’affidabilità dei sistemi di telecontrollo. Le principali minacce per i sistemi on premise (ospitati presso i data center aziendali) oppure in cloud comprendono il furto di identità, il phishing mirato a prendere il controllo di un personal computer per poi attaccare i sistemi centrali, gli attacchi sui servizi esposti, quali ad esempio i siti web pubblici.
La sicurezza delle informazioni utilizzate, prodotte e trasformate dall’azienda dipende dalle modalità con cui sono gestite e dalle risorse umane e tecnologiche coinvolte; l’appropriata valutazione del rischio afferente è pertanto fondamentale. La perdita di riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni aziendali, siano informazioni critiche per il business che informazioni personali (ovvero qualsiasi dato relativo a persone fisiche, come meglio definito dal codice della privacy D.Lgs. 196/03) potrebbero causare serie perdite finanziarie con conseguente perdita di immagine sul mercato. Per l’identificazione e la valutazione del rischio è stata adottata la metodologia basata sul framework internazionale Magerit ovvero vengono valutate le tre dimensioni di sicurezza: disponibilità, integrità e riservatezza. La Direzione Qualità Sicurezza e Ambiente ovvero il Presidio Sicurezza Logica e Privacy supportano le strutture del Gruppo e del Comitato rischi nell’attuazione delle operazioni di valutazione e notifica degli incidenti di sicurezza IT. Le principali tipologie di incidente che possono verificarsi impattano la fornitura dei servizi cloud erogati, la fornitura e la distribuzione di energia elettrica gas e acqua potabile ovvero la continuità delle forniture stesse e i dati personali oggetto di trattamento.

La salute e la sicurezza dei lavoratori e i rischi sociali

Le forti relazioni degli ambiti tecnologico, ambientale e del capitale umano richiedono che il coordinamento dei rischi menzionati sia accompagnato dalla sicurezza sul lavoro e dalla protezione sociale dei lavoratori. L’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi sono basate sull’analisi dei ruoli, delle attività lavorative, dei processi, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature, dei mezzi, degli impianti e delle sostanze utilizzate. Le esigenze e i bisogni emergenti delle diverse categorie di dipendenti sono oggetto di continua attenzione del Gruppo.

Gestione dei rischi tecnologici, ambientali e del capitale umano

L’approccio di gestione del rischio è articolato in funzione degli specifici ambiti in cui i rischi ambientali, tecnologici e del capitale umano si manifestano. Assumono un ruolo fondamentale gli investimenti per la prevenzione e la riduzione della frequenza degli eventi dannosi nonché quelli che consentono di ottenere misure di mitigazione per la riduzione della loro severità.

Rischi ambientali

Per quanto concerne la tendenza di lungo termine, l’impegno del Gruppo nel ridurre la produzione di anidride carbonica ha preso avvio dalla rendicontazione delle proprie performance e dei propri impegni nei confronti del cambiamento climatico, continua nei progetti attivati per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre i consumi energetici e per fornire ai clienti opportunità finalizzate a ridurre le proprie emissioni di gas serra. Il Gruppo è impegnato a contribuire alla mitigazione dei rischi ambientali presentati ottemperando agli obiettivi di efficienza energetica fissati dal legislatore e dalle Nazioni Unite, proseguendo nel miglioramento continuo del parco produttivo e incentivando forme virtuose e responsabili di consumo da parte dei clienti. I fabbisogni elettrici per il funzionamento dei siti produttivi del Gruppo sono soddisfatti interamente mediante energia da fonte rinnovabile. In relazione alle conseguenze di eventi estremi per i quali è attesa una crescente frequenza di accadimento, quale possibile conseguenza dei cambiamenti climatici, Hera ha provveduto ad avviare importanti azioni, quale ad esempio il Piano salvaguardia della balneazione di Rimini che, oltre ad assicurare il mantenimento della qualità della risorsa marina, accresce la resilienza dell’infrastruttura di drenaggio delle acque meteoriche a fronte di eventi estremi. Per ulteriori approfondimenti sulle specifiche iniziative si rimanda alla paragrafo "Riduzione dell'emissioni di gas serra" del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Hera.
Hera si è dotata di un adeguato sistema di controllo ambientale, sia per quanto attiene la governance dei processi di certificazione ambientale e relativi audit, sia per quanto attiene la gestione operativa di controlli e rilevazioni. Il Gruppo riesce a far fronte ai rischi ambientali mediante una continua attività di monitoraggio dei potenziali fattori di inquinamento, assicurando trasparenza nelle rilevazioni, nonché tramite significativi investimenti in impianti tecnologici per garantire una qualità dell’aria e dell’acqua costantemente migliore di quanto richiesto dai limiti di legge. Per maggiori dettagli si rimanda ali paragrafi "Tutela dell'area del suolo" e "Gestione sostenibile della risorsa idrica" del Bilancio di Sostenibilità.
Hera, inoltre, in coerenza con la propria strategia di economia circolare, ha già effettuato (e prosegue nella pianificazione di medio-lungo termine) investimenti in impianti di selezione, recupero e compostaggio, incrementando la quota di rifiuti trattati e al contempo riducendo il ricorso alle discariche, riuscendo ad anticipare quanto previsto dalle norme europee e nazionali. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Transizione verso un'economia crcolare" del Bilancio di Sostenibilità.
A partire dal 2019, è stato avviato l’approfondimento della resilienza del sistema di approvvigionamento e distribuzione idrico del Gruppo in una prospettiva di medio-lungo periodo. La riduzione dell’impronta idrica, inoltre, viene perseguita attraverso il sistema di water management, volto a promuovere una gestione sostenibile della risorsa sia all’interno delle attività svolte dal Gruppo (attraverso il contrasto delle perdite di rete, la riduzione dei consumi diffusi, il recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione delle aree verdi e il lavaggio dei mezzi) sia all’esterno (attraverso il controllo dei consumi domestici e l’offerta di consigli e soluzioni per ottimizzarli, il supporto di soluzioni tecnologiche per il cliente idroesigente, il servizio di supporto alla realizzazione di impianti di trattamento per il riuso/recupero dell’acqua). L’implementazione del servizio idrico integrato dei water safety plan consente, inoltre, un approccio alla gestione della qualità della risorsa idrica basato su valutazione e gestione dei rischi, quindi su prevenzione e controllo.
Relativamente al rischio derivante dalla variabile meteorologica, il Gruppo dispone di avanzati strumenti di previsione della domanda tali da consentire l’ottimizzazione dell’utilizzo delle fonti disponibili. Inoltre, è dotato di adeguata flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, che ne assicurano la disponibilità a condizioni di mercato. La riduzione di un grado di temperatura media invernale rispetto a quanto assunto nello scenario di Piano Industriale determina una diminuzione media annua di Mol pari a circa 13 milioni di euro.

Rischi tecnologici e del capitale umano

L’attenzione alla sicurezza fisica e verso il monitoraggio dei siti impiantistici

I sistemi centralizzati di monitoraggio delle reti (telecontrollo fluidi e rete elettrica) permettono una costante attività di supervisione delle stesse in tempo reale e in alcuni ambiti la gestione da remoto, consentendo di segnalare con tempestività potenziali fattori critici alle strutture tecniche del pronto intervento e, ove possibile, di intervenire direttamente a risoluzione della potenziale criticità. Tali sistemi hanno avuto modo di essere applicati in molteplici situazioni, consentendo il ripristino del servizio in tempi adeguati e garantendo adeguata resilienza ai servizi offerti.

L’attenzione verso la riservatezza delle informazioni


Il Gruppo effettua un monitoraggio costante del livello di rischio della sicurezza informatica, conduce test per valutare continuamente il livello di penetrabilità dei propri sistemi e di sicurezza delle reti, realizza campagne di formazione per la sensibilizzazione di tutti gli utenti. Nel corso del 2019 è proseguita l’esecuzione di interventi finalizzati a garantire l’integrità e la disponibilità dei sistemi Hera; le principali iniziative realizzate, oggetto di continui rinnovi tecnologici, sono orientate a incrementare la sicurezza Ict a protezione di infrastrutture, dispositivi e identità personali e sono intraprese attraverso l’introduzione delle migliori tecnologie sul mercato e di servizi di monitoraggio e controllo continui 24 ore al giorno per 365 gioni all’anno. È stato avviato un percorso di ulteriore rafforzamento del presidio di sicurezza informatica mediante l’istituzione, oltre alla figura di owner del processo di qualità, sicurezza e ambiente (responsabile della compliance normativa e dell’analisi del rischio),della figura di owner del processo di Ict security, sotto la cui responsabilità ricadono la strategia operativa, la definizione di procedure e requisiti di Ict security e i piani di intervento e mitigazione del rischio. La gestione delle informazioni aziendali e dei sistemi informativi influenza la reputazione di cui gode il Gruppo Hera pertanto, il management esecutivo, ha avviato un processo di gestione della sicurezza delle informazioni secondo le linee definite dallo standard Iso/Iec 27001:2005 che implica la partecipazione e il supporto di tutti i dipendenti del Gruppo. Nel corso del 2019, il Gruppo non ha ricevuto alcun reclamo avente a oggetto temi di privacy o di perdita dati dei propri clienti.

Al fine di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e mitigare il rischio di incidenti infortunistici, il Gruppo è impegnato costantemente verso iniziative finalizzate a un più efficace monitoraggio e miglioramento dei processi di protezione e prevenzione in tema di sicurezza, volti alla riduzione della frequenza e della severità degli incidenti.

La salute e la sicurezza dei lavoratori e la protezione sociale degli stessi

Le didattiche scelte per la formazione ai lavoratori non avranno più solo carattere tecnico-normativo ma saranno orientate allo sviluppo della consapevolezza di sé nella percezione del rischio e nel mettere in campo comportamenti sicuri e consapevoli. L’attenzione a tali aspetti è elemento imprescindibile dell’operatività per continuare a confermare il continuo decremento del numero di infortuni, dell’indice di frequenza degli stessi, di quello di gravità degli incidenti e del numero di giornate di assenza per infortunio. A tal proposito, sono stati ricevuti importanti riconoscimenti quali la Iso 9001 (sistema di gestione qualità), la Iso 14001 (sistema di gestione ambientale) e la Ohsas 18001, sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il procedimento di identificazione dei pericoli e di valutazione e controllo dei rischi è eseguito in maniera preventiva e proattiva (piuttosto che reattiva) al fine dell’individuazione di adeguate misure di riduzione e controllo dei rischi. A titolo esemplificativo, nel corso del 2019 è proseguita l’attività di comunicazione, sensibilizzazione e formazione relativa al tema della sicurezza stradale arrivando alla realizzazione delle iniziative proposte nella sfida sulla sicurezza di Herueka+ e al mantenimento del learning magazine già in essere di Guido come vivo; sono inoltre state programmate per il triennio 2019-2021 formazioni rivolte alla quasi totalità dei lavoratori in tema di sicurezza in campo.
Ciascuno è responsabile della propria salute e sicurezza così come di quella delle persone con cui interagisce e, come previsto nella procedura di Gestione del processo di identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e nei relativi collegamenti disponibili sul Portale Informativo Aziendale di Hera, è tenuto a segnalare e fermare tempestivamente qualsiasi situazione a rischio o comportamento non sicuro. L’impegno costante di ognuno e l’integrazione della sicurezza nei processi e nella formazione sono gli elementi fondanti della cultura della sicurezza del Gruppo.
Con l’obiettivo di favorire un ambiente di lavoro positivo, Hera ha creato un sistema di welfare fondato sull’attenzione alle persone. Tale sistema comprende interventi di natura monetaria e non, come servizi aventi a oggetto interventi in termini di famiglia, istruzione, conciliazione vita-lavoro, benessere e tempo libero e salute.

 

 

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CONTO ECONOMICO

mln/euro note 2019 2018
Ricavi 1 6.912,8 6.134,4
Altri ricavi operativi 2 530,8 492
Consumi di materie prime e materiali di consumo 3 (3.458,2) (2.984,19
Costi per servizi 4 (2.318,2) (2.040,5)
Costi del personale 5 (560,4) (551,4)
Altre spese operative 6 (59,3) (62,5)
Costi capitalizzati 7 37,6 43,2
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 8 (542,6) (521)
Utile operativo   542,5 510,1
Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate 9 13,4 14,9
Proventi finanziari 10 108,2 96,9
Oneri finanziari 10 (247,6) (203,5)
Gestione finanziaria   (126) (91,7)
Altri ricavi (costi) non operativi 11 111,6
Utile prima delle imposte   528,1 418,4
Imposte 12 (126,1) (121,8)
Utile netto dell'esercizio   402 296,6
Attribuibile:      
azionisti della Controllante   385,7 281,9
azionisti di minoranza   16,3 14,7
Utile per azione 13    
di base   0,262 0,192
diluito   0,262 0,192

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 2.04.01 del presente bilancio consolidato.

 

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CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

mln/euro note 2019 2018
Utile (perdita) netto dell'esercizio   402,0 296,6
Componenti riclassificabili a conto economico      
Fair value derivati, variazione del periodo 21 (76,8) 18,1
Effetto fiscale relativo alle componenti riclassificabili   22,4 (5,6)
Componenti non riclassificabili a conto economico      
Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti 28 (5,6) 2,7
Effetto fiscale relativo alle componenti non riclassificabili   1,4 (0,7)
Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio   343,4 311,1
Attribuibile:      
azionisti della Controllante   327,3 296,2
azionisti di minoranza   16,1 14,9

 

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ATTIVITA'

mln/euro note 31-dic-19 31-dic-18
ATTIVITÀ      
Attività non correnti      
Immobilizzazioni materiali 14, 32 1.992,7 2.003,7
Diritti d'uso 15, 32 96,9  
Attività immateriali 16, 32 3.780,2 3.254,9
Avviamento 17, 32 812,9 381,3
Partecipazioni 18, 32 143,5 149,1
Attività finanziarie non correnti 19, 35 135,3 118,4
Attività fiscali differite 20 174,8 159,2
Strumenti derivati 21 41,1 45,3
Totale attività non correnti   7.177,4 6.111,9
Attività correnti      
Rimanenze 22 176,5 157,3
Crediti commerciali 23, 35 2.065,3 1.842,2
Attività finanziarie correnti 19, 35 70,1 37,3
Attività per imposte correnti 24, 35 42,1 34,3
Altre attività correnti 25, 35 395,7 281,2
Strumenti derivati 21 72,2 111,9
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 19, 33 364 535,5
Totale attività correnti   3.185,9 2.999,7
TOTALE ATTIVITA'   10.363,3 9.111,6

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

PASSIVITA'

mln/euro note 31-dic-19 31-dic-18
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ      
Capitale sociale e riserve 26    
Capitale sociale   1.474,8 1.465,3
Riserve   948,0 913,5
Utile (perdita) dell'esercizio   385,7 281,9
Patrimonio netto del Gruppo   2.808,5 2.660,7
Interessenze di minoranza   201,5 186,0
Totale patrimonio netto   3.010,0 2.846,7
Passività non correnti      
Passività finanziarie non correnti 27, 35 3.456,3 2.672,4
Passività non correnti per leasing 15, 35 76,1 12,2
Trattamento di fine rapporto e altri benefici 28 127,3 129,5
Fondi per rischi e oneri 29 521,8 458,6
Passività fiscali differite 20 154,5 43,1
Strumenti derivati 21 27,4 37,9
Totale passività non correnti   4.363,4 3.353,7
Passività correnti      
Passività finanziarie correnti 27, 35 305,5 609,9
Passività correnti per leasing 15, 35 19,4 1,7
Debiti commerciali 30, 35 1.391,8 1.360,4
Passività per imposte correnti 24, 35 86,9 6,0
Altre passività correnti 31, 35 1.047,9 866,9
Strumenti derivati 21 138,4 66,3
Totale passività correnti   2.989,9 2.911,2
TOTALE PASSIVITÀ   7.353,3 6.264,9
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ   10.363,3 9.111,6

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

 

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RENDICONTO FINANZIARIO

mln/euro note 31-dic-19 31-dic-18
Risultato ante imposte   528,1 418,4
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative      
Ammortamenti e perdite di valore di attività   433,7 391,5
Accantonamenti ai fondi   108,9 129,5
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto   (13,4) (14,9)
Altri ricavi non operativi   (111,6)  
(Proventi) oneri finanziari   139,4 106,6
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari   7 (18)
Variazione fondi rischi e oneri   (28,5) (29)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti   (12,2) (12,2)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto   1.051,4 971,9
(Incremento) decremento di rimanenze   (17,9) (36)
(Incremento) decremento di crediti commerciali   (162,5) (183,3)
Incremento (decremento) di debiti commerciali   (65) (38,5)
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti   103,6 124,4
Variazione capitale circolante   (141,8) (133,4)
Dividendi incassati   13,3 15,3
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati   44,9 70,9
Interessi passivi e altri oneri finanziari pagati   -115 (126,6)
Imposte pagate   (123,1) (176,6)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a)   729,7 621,5
Investimenti in immobilizzazioni materiali   (164,2) (159,2)
Investimenti in attività immateriali   (369) (305,2)
Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide 33 (195,7) (10,1)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali   4,7 5,8
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 33 168,2 15,9
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento   (31,1) 15,2
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b)   (587,1) (437,6)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 34 315 221,3
Rimborsi di debiti finanziari non correnti 34 (100,7) (0,2)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari 34 (377) (133,7)
Canoni pagati per locazioni finanziarie 34 (19) (2,3)
Incasso da cessione quote azionarie senza perdita di controllo   1,8
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate   (2,2) (11,3)
Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza   (161,5) (151,4)
Variazione azioni proprie in portafoglio   31,3 (23,1)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c)   (314,1) (98,9)
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c)   (171,5) 85
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo   535,5 450,5
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo   364 535,5

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di rendiconto finanziario riportato al paragrafo 2.04.03 del presente bilancio consolidato..

 

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PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

mln/euro Capitale sociale Riserve Riserve strumenti derivati valutati al fair value Riserve utili (perdite) attuariali fondi benefici dipendenti Utile dell’esercizio Patrimonio netto Interessenze di minoranza Totale
Saldo al 31-dic-17 1.473,6 847,8 4,1 (31,7) 251,4 2.545,2 160,8 2.706,0
Adozione Ifrs 9   (19,3)       (19,3) (0,6) (19,9)
Saldo al 01-gen-18 1.473,6 828,5 4,1 (31,7) 251,4 2.525,9 160,2 2.686,1
Utile dell'esercizio         281,9 281,9 14,7 296,6
Altre componenti del risultato complessivo:                
fair value derivati, variazione del periodo     12,4     12,4 0,1 12,5
utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti       1,9   1,9 0,1 2
Utile complessivo dell'esercizio 12,4 1,9 281,9 296,2 14,9 311,1
variazione azioni proprie in portafoglio (8,3) (14,8)       (23,1)   (23,1)
variazione interessenza partecipativa   (4,1)       (4,1) (5,4) (9,5)
variazione area consolidamento   6,7       6,7 27,7 34,4
Ripartizione dell’utile:                
dividendi distribuiti         (140,9) (140,9) (11,4) (152,3)
destinazione a riserve   110,5     (110,5)  
Saldo al 31-dic-18 1.465,3 926,8 16,5 (29,8) 281,9 2.660,7 186 2.846,7
Adozione Ifrs 16   (3,4)       (3,4) (0,6) (4)
Saldo al 01-gen-19 1.465,3 923,4 16,5 (29,8) 281,9 2.657,3 185,4 2.842,7
Utile dell'esercizio         385,7 385,7 16,3 402
Altre componenti del risultato complessivo:                
fair value derivati, variazione dell'esercizio     (54,4)     (54,4)   (54,4)
utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti       (4)   (4) (0,2) (4,2)
Utile complessivo dell'esercizio (54,4) (4) 385,7 327,3 16,1 343,4
variazione azioni proprie in portafoglio 9,5 22,6       32,1 (0,8) 31,3
variazione interessenza partecipativa   (0,7)       (0,7) (1,5) (2,2)
variazione area consolidamento   (58,4)       (58,4) 13,7 (44,7)
Ripartizione dell’utile:                
dividendi distribuiti         (149,1) (149,1) (11,4) (160,5)
destinazione a riserve   132,8     (132,8)  
Saldo al 31-dic-19 1.474,8 1.019,7 (37,9) (33,8) 385,7 2.808,5 201,5 3.010,0

 

 

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INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO

    31-dic-19 31-dic-18
a Disponibilità liquide 364,0 535,5
b Altri crediti finanziari correnti 70,1 37,3
  Debiti bancari correnti (111,5) (70,3)
  Parte corrente dell'indebitamento bancario (63,1) (451,5)
  Altri debiti finanziari correnti (130,9) (76,1)
  Passività correnti per leasing (19,4) (1,7)
c Indebitamento finanziario corrente (324,9) (599,6)
d=a+b+c Indebitamento finanziario corrente netto 109,2 (26,8)
  Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse (2.869,1) (2.644,3)
  Altri debiti finanziari non correnti (573,5) (20,7)
  Passività non correnti per leasing (76,1) (12,2)
e Indebitamento finanziario non corrente (3.518,7) (2.677,2)
f=d+e Posizione finanziaria netta - comunicazione Consob 15519/2006 (3.409,5) (2.704,0)
g Crediti finanziari non correnti 135,3 118,4
h=f+g Indebitamento finanziario netto (3.274,2) (2.585,6)

 

 

 

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