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RICONOSCIMENTI

Hera sale al 14° posto a livello mondiale nel Diversity and Inclusion Index

L’indice, pensato per orientare gli investitori che guardano con interesse alle aziende impegnate nella promozione di diversità, inclusione e nello sviluppo delle persone, valuta ogni anno oltre 7.000 società quotate in borsa nel mondo e anche nel 2019 indica il Gruppo tra le realtà di eccellenza. Migliorando ancora il proprio posizionamento assoluto rispetto al 2018, Hera si conferma prima multiutility al mondo.

Il Gruppo Hera si conferma tra le aziende più interessanti, in Italia e nel mondo, per gli investitori che guardano con favore alle realtà impegnate nella tutela della diversità e dell’inclusione. Il risultato è stato decretato dall'edizione 2019 del “Diversity & Inclusion Index”, che ha preso in esame un campione composto da oltre 7.000 aziende quotate a livello globale.

In questo ranking internazionale, Hera, con un punteggio di 75 punti, è risultata la terza azienda in Italia e la 14esima al mondo, migliorando ulteriormente la propria posizione (era 22esima nel 2018). Si conferma inoltre la prima multiutility a livello globale nella classifica.

 
Diversity and Inclusion Index

Il “Diversity & Inclusion Index” è un indice ideato e realizzato dal colosso internazionale dell’informazione finanziaria Refinitiv (nuova denominazione della divisione Financial and Risk di Thomson Reuters), che analizza le performance delle società sulla base di molteplici fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) e si focalizza principalmente sull’analisi di quattro aree: diversità, inclusione, sviluppo delle persone e controversie legate all’esposizione sui media. Grazie all’ausilio di 150 ricercatori, si tratta di una delle più grandi e puntuali attività a livello mondiale di raccolta dati e analisi relativa all’impegno delle aziende su questi temi, che nel Gruppo Hera trovano uno spazio importante.

La multiutility continua, infatti, a puntare sullo sviluppo di percorsi di carriera interni e personalizzati, un indirizzo che ha consentito di raggiungere una percentuale di donne nei ruoli di responsabilità pari, nel 2018, al 32,3%, in aumento rispetto all’anno precedente. La quota di personale femminile, complessivamente in crescita, si conferma inoltre al di sopra della media nazionale del settore (24,7% contro il 15,9%). A questi dati va poi aggiunta una percentuale di impiegati con disabilità che tocca il 4,5% della popolazione aziendale, delineando un rilevante sostegno all’inclusione delle persone con bisogni speciali.

Anche in termini di conciliazione vita lavoro, va segnalato come nel 2018 siano state accolte tutte le 71 richieste di part time pervenute.

Importante il contributo che viene dalla formazione. Il 99,4% dei lavoratori è stato coinvolto nel 2018 in attività di formazione, con una media pro capite di circa 30 ore, anche in questo caso superiori alla media del settore. Tra le varie iniziative, si segnalano l’estensione dello smart working e i corsi di leadership, che favoriscono lo sviluppo delle risorse umane partendo dalle diverse caratteristiche di ciascuno (sesso, età, formazione, abilità, predisposizione e competenze). Senza dimenticare l’introduzione di innovative attività formative che utilizzano la metodologia della gamification, come il recente Diversity@work, pensate proprio per sensibilizzare tutta la popolazione aziendale alla cultura della diversità e dell’inclusione in azienda.

Altri effetti positivi derivano senza dubbio dal piano di welfare aziendale, Hextra, che in tante forme sostiene i dipendenti e le loro famiglie (il valore complessivo dei servizi usufruiti ha raggiunto nel 2018 i 4,2 milioni di euro). Importanti, infine, i numerosi progetti che danno concretezza al management delle pluralità, come le borse di studio, le convenzioni con i centri estivi, le iniziative di conciliazione vita-lavoro e le disposizioni in materia di congedi parentali, previsti non soltanto per le mamme e i papà ma anche per chi deve assistere parenti o anziani. Non a caso, i risultati che emergono dall’indagine sul clima aziendale continuano a essere incoraggianti e trovano ulteriore conferma nell’assenza di controversie legate alla diversità e all’inclusione.

L’impegno del Gruppo Hera nell’ambito delle politiche di inclusione e tutela della diversità, d’altronde, parte da lontano e si consolida nel 2009 con la sottoscrizione della Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro. Fondamentale è stata l’introduzione nel 2011 del Diversity Manager, che ha l’obiettivo di favorire ulteriormente i processi di sviluppo delle politiche di inclusione e di valorizzazione delle diversità. Con queste attività, Hera contribuisce attivamente al quinto obiettivo delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile (SDG), specificamente dedicato alla parità di genere.

“La riconferma della nostra presenza tra le migliori 25 aziende a livello mondiale nel “Diversity & Inclusion Index” è il risultato delle tante politiche a cui negli anni abbiamo dato impulso – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera. I lavoratori sono una delle principali risorse della nostra azienda, per questo continuiamo a investire in progetti per il benessere e lo sviluppo personale e professionale, mantenendo alta l’attenzione all’innovazione e all’inclusione. Perché per il Gruppo Hera anche la diversità è un valore, integrato nella strategia aziendale, e questo riconoscimento ci spinge a rafforzare ancora di più il nostro impegno su questo fronte, con progetti orientati a favorire l'inserimento, l'integrazione e la crescita dei nostri dipendenti.”

 
 
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