8.120
lavoratori
l'indotto occupazionale generato da Hera nel 2017
62,4
milioni di euro
investimenti in innovazione e digitalizzazione e 22 progetti in smart city, economia circolare e utility 4.0
68%
di suolo riutilizzato
nelle progettazioni realizzate nel 2018

Case study: sviluppo economico e inclusione sociale

Il “fondo fughe acqua”

A luglio 2014 Hera Spa ha definito un regolamento unico su tutto il territorio servito che istituisce un “fondo fughe” per tutelare i clienti nei casi di perdita di acqua occulta sull’impianto di proprietà, ovvero a valle del contatore. Lo strumento di tipo volontario consente una parziale copertura di bollette di importo anche molto elevato in conseguenza di perdite accidentali e non note lungo la rete privata del cliente. Con un contributo annuo di 15 euro addebitati in bolletta il cliente aderente può ottenere, in caso di perdita occulta all’interno del proprio impianto, il rimborso dell’importo riferito ai volumi che eccedono dell’80% la media dei consumi abituali, fino ad un massimo di 10.000 euro.

L’adesione al fondo da parte del cliente non è obbligatoria ed è possibile recedere in ogni momento mediante una semplice comunicazione.

Tutto l’importo accantonato nel “fondo fughe” è a totale ed esclusiva disposizione per la copertura dei maggiori oneri dei clienti che hanno una subito una perdita.

Fondo fughe e clienti beneficiari
2016 2017 2018
Fondi erogati (migliaia di euro) 14.990 17.636 17.406
Numero clienti beneficiari 10.902 12.539 12.146
Rimborso medio (euro) 1.375 1.407 1.433

Il fondo presenta un saldo disponibile al 31 dicembre 2018 negativo di circa -1.340  mila euro (compreso quota interessi attivi relativa ad esercizi precedenti). Il saldo, relativo al solo anno 2018, è negativo per -1.801 mila euro. Nel corso del 2018, l’effetto della crescita del numero di fughe a valle del contatore, evidenziatosi in maniera significativa a partire dall’estate 2017, è proseguito ed ha interessato tutto l’anno in corso. Questo ha comportato la sensibile riduzione del fondo, passato, per la prima volta dalla sua istituzione, in territorio negativo. Proprio in previsione di questa situazione, e tenuto conto che il regolamento del fondo prevede la possibilità di aggiornamento delle quote di adesione in seguito alla verifica della sua consistenza, nel corso del 2018 sono state vagliate ipotesi per contenere il saldo del fondo a seguito della rilevante crescita del numero di richieste di rimborso. Già a partire dal 1° gennaio 2019 è stata implementata una nuova modalità di addebito della quota di adesione che sarà composta da una quota fissa, pari a dieci euro all’anno per contratto e una quota variabile pari a cinque euro all’anno per unità immobiliare servita.

Dal momento che il fondo è esclusivamente a favore dei clienti aderenti, considerato che nel corso del 2018 i saldi mensili sono stati pressoché negativi, non sono stati calcolati interessi. Il fondo, dalla sua istituzione, ha rimborsato oltre 52 mila utenti di cui 12.146 nel corso del 2018, per un rimborso medio di 1.433 euro. Meno del 4% dei clienti non è coperto dal “fondo fughe”. Nel 2018 sono pervenute poco più di un migliaio di disdette al fondo.

La tariffa pro capite premia il risparmio idrico e agevola le famiglie numerose

Con la deliberazione Arera 665/2017 del 28 settembre 2017 è stata introdotta la tariffa pro capite per tutti gli utenti domestici residenti, da applicarsi in tutti i comuni con criterio graduale a partire dal 2018 e da concludersi entro il 2022. È stato infatti previsto un periodo transitorio nel quale il gestore del servizio idrico, in assenza di informazioni sul numero componenti effettivo, può procedere a fatturare secondo un criterio di tipo standard (ossia considerando un’utenza domestica residente tipo di tre componenti).

La tariffa pro capite agevola le famiglie numerose in quanto il consumo di acqua soggetto a tariffa agevolata (il prezzo della quota agevolata è pari al 50% del prezzo della quota base) è proporzionale al numero di componenti del nucleo famigliare. Con l’aumentare del consumo pro capite, il costo subisce un incremento molto sensibile, pertanto tale meccanismo premia le famiglie che consumano meno.

Nei territori delle province di Bologna e Modena e nel comune di Faenza (79 comuni in totale), Hera applica già un’articolazione tariffaria di tipo pro capite alle utenze domestiche residenti basandosi sull’effettiva numerosità dei componenti. In tutti gli altri territori gestiti si applicherà la tariffa pro capite di tipo standard e gradualmente si arriverà ad utilizzare la reale composizione del nucleo famigliare, fatta salva la possibilità per l’utenza di fornire un’autodichiarazione.

Nel 2018 anche 16 comuni del Triveneto (Abano Terme, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Cona, Trieste, Muggia, San Dorligo e Duino Aurisina) sono passati alla tariffa di tipo pro capite.

Quando la sostenibilità ambientale e sociale vanno a braccetto

Prosegue l’impegno di Hera nelle iniziative dedicate al sostegno e all’inclusione sociale di persone che si trovano in difficoltà e in condizioni svantaggiate, attraverso le seguenti iniziative di collaudata efficacia.

Il progetto RAEEbilitando, nato nel 2010 dalla collaborazione con il Consorzio Remedia, l’Opera dell’Immacolata Onlus (Opimm) e la ditta Tred Carpi Srl, ha continuato l’attività fino al 30 giugno 2018, data di scadenza del protocollo sottoscritto. I partner hanno poi condiviso la sospensione dell’attività, svolta nel Laboratorio di Bologna, per consentire all’Opimm di programmare e realizzare una serie di interventi di ristrutturazione dei locali e di riorganizzare la gestione logistica degli spazi adibiti alle diverse attività svolte all’interno del Laboratorio. L’intenzione comunque è quella di poter riprendere l’operatività del Progetto dal luglio del 2020. In tutti questi anni di attività, nel laboratorio si sono alternati ragazzi e adulti in condizioni svantaggiate che hanno messo a disposizione tutte le loro energie e il loro impegno per disassemblare ben 132.000 kg di piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche in circa 20 frazioni minori, garantendo così per ognuna di queste il corretto invio a recupero e/o riciclo.

Il progetto Manolibera, attivo dal 2011, in collaborazione con la casa circondariale di Forlì e con l’istituto di formazione Techne, contempla l’esercizio, all’interno dello stesso penitenziario, di una cartiera artigianale di qualità che produce, utilizzando un’antica tecnica di lavorazione arabo-cinese, manufatti in carta di alto pregio artistico ed ecologico. Nell’ambito del progetto, alla cooperativa sociale Onlus Cils di Cesena sono affidati il monitoraggio e la verifica delle attività esercitate in questo laboratorio, che sono rendicontate con cadenza regolare; alla Legatoria Berti è affidata invece la gestione commerciale e marketing ed ha registrato, nel corso dell’anno trascorso, iniziative di partecipazione a fiere ed eventi di settore e orientate al segmento del “wedding planner”, nella costante ricerca di nuovi canali di commercializzazione e collaborazione. Sono stati consolidati inoltre i rapporti con la rete nazionale di economia carceraria “Freedhome”. Nel 2018 erano quattro i detenuti impegnati nel laboratorio e i partner stanno valutando la realizzazione di un nuovo programma di formazione finanziato, al quale potranno partecipare altre cinque persone.

Il progetto RAEEincarcere è stato rinnovato nel 2018 per un ulteriore triennio. Questo progetto, attivato da oltre un decennio presso le case circondariali di Forlì, Ferrara e Bologna, si è sviluppato partendo da uno studio e dalla collaborazione congiunta di Hera con l’istituto di formazione Techne. A questi partner si sono aggregati la regione Emilia-Romagna e numerosi altri enti, come il consorzio di recupero Ecolight, e organizzazioni territoriali. Si è potuto così garantire per tutti questi anni l’obiettivo del progetto ovvero l’inclusione sociale e lavorativa di uomini e donne che si trovano in esecuzione penale o provenienti da uno stato di detenzione, consentendo loro il rientro nella legalità e nella vita civile della comunità. All’interno delle tre case circondariali sono tutt’ora attivi i laboratori dove si alternano in attività di formazione e di perfezionamento i detenuti, acquisendo tutte le capacità e le conoscenze necessarie per provvedere al disassemblaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole e grandi dimensioni, provenienti dai Centri di Raccolta gestiti da Hera. Da tale attività si ottengono i diversi componenti che sono separatamente avviati al recupero di materia presso idonei impianti. Sempre in crescita i risultati ottenuti dalle attività dei laboratori sia sotto il profilo sociale, sono infatti ben 34 gli ex detenuti assunti o accompagnati all’inserimento lavorativo in imprese del territorio e oltre 101 quelli che sono stati interessati e coinvolti in percorsi di formazione attraverso la collaborazione e l’impegno delle cooperative sociali che coordinano e gestiscono i laboratori, sia sotto il profilo ambientale, poiché in un decennio di attività sono stati trattati nei Laboratori circa 4.915.000 kg di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Nel 2018 sono state gettate le basi del rinnovo per un ulteriore biennio anche per la collaborazione denominata Informatica Solidale, progetto condiviso tra Hera e l’istituto di formazione Techne, che si propone di creare alfabetizzazione informatica e di reinserire nel mondo lavorativo e sociale persone con fragilità, cogliendo l’ulteriore obiettivo di promuovere il riuso di beni con residua potenzialità di utilizzo.

Il progetto prevede che Hera ceda gratuitamente proprie apparecchiature informatiche (non più adeguate alle proprie attività e pertanto destinate alla dismissione ma perfettamente in grado di soddisfare le esigenze elementari di un’utenza come quella individuata e tutelata dal progetto) e che Techne ne curi l’aggiornamento funzionale e il collaudo, l’individuazione dei destinatari e la gestione delle consegne. I destinatari delle attrezzature informatiche così “rigenerate” sono stati individuati principalmente nell’ambito degli attori territoriali istituzionali, pubblici e privati, la cui vocazione sia diretta a sostenere l’inclusione e l’integrazione delle persone svantaggiate tramite servizi e iniziative (educative, formative, di empowerment) che possono trovare effettivo beneficio e potenziamento grazie alla disponibilità di adeguati strumenti tecnologici. In questo contesto, le attrezzature donate hanno consentito l’allestimento di laboratori informatici presso istituti scolastici, cooperative/imprese sociali e associazioni di promozione sociale, case circondariali e centri di istruzione per adulti a rischio di “esclusione sociale”. Nel corso del 2018 sono stati 100 i computer dismessi e resi disponibili alla associazioni del territorio e a fine anno è stato avviato l’iter di assegnazione e di consegna di un ulteriore lotto di altrettante apparecchiature che troverà perfezionamento nei primi mesi del 2019. Il rinnovo del progetto, fortemente motivato dai risultati e dall’interesse determinati dalla gestione del precedente accordo, è caratterizzato dall’ambizione di ampliare il bacino territoriale dei beneficiari, estendendolo a tutte le province in cui Hera è presente quale gestore di servizi. Il progetto Informatica Solidale darà ancora una volta il proprio contributo per il sostegno sociale e la salvaguardia dell’ambiente.